L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda MMT » domenica 5 dicembre 2010, 15:56

Scusate ma io rimango della mia idea: l'araldica è una materia prima ottica che descrittiva e che indissolubilmente cerca un linguaggio per descrivere quanto vede, sarebbe come studiare storia dell'arte senza avere le immagini dei quadri o come andare al museo con gli occhi chiusi ascoltando solo l'audioguida!
Inoltre ritengo che non si possa fare un discorso meramente geografico essendo l'araldica una disciplina universale ed essendosi sviluppata in più regioni del vecchio continente, quasi nello stesso periodo. Per questo sono dell'idea che bisogna rifarsi alle fonti dei primordi che sono rimaste intatte (cosa che non è accaduto per tutte le pitture sui monmenti funebri e sulle sculture). E quali di questi sono migliori dei codici miniati?
Per questa ragione sono dell'idea che sarebbe opportuno dare una lunga occhiata al Codex Manesse o Große Heidelberger Liederhandschrift (1300-1330), conservato presso la Biblioteca dell'università di Heidelberg, già citato in altra parte di questo forum, assime ad altri ( viewtopic.php?f=7&t=11972 ).

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Qui ad esempio è palese l'uso dell'argento!
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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda MMT » domenica 5 dicembre 2010, 16:00

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E tuttavia qui abbiamo anche l'uso del bianco e del giallo.
Sono dell'idea che già ai primordi dell'epoca araldica il bianco ed il giallo fossero interscambiabili con l'oro e l'argento ed usati laddove non era necessario ricorrere ai preziosi metalli.
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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda MMT » domenica 5 dicembre 2010, 16:03

Inoltre qui abbiamo un uso contemporaneo del bianco e dell'argento per rappresentare lo stesso stemma:

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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda MMT » domenica 5 dicembre 2010, 16:10

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Qui addirittura è usato il grigio per rendere l'argento!
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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda MMT » domenica 5 dicembre 2010, 16:18

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In questa pagina del codice possiamo vedere gli effetti problematici che potevano sorgere usando le foglie dei metalli preziosi nel colorare delle figure molto piccole, problema che invece non si pone nel cimiero dello stemma, usando dei colori "normali".

Anche qui, si pone lo stesso problema:
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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda adj » domenica 5 dicembre 2010, 18:15

MMT ha scritto:Scusate ma io rimango della mia idea: l'araldica è una materia prima ottica che descrittiva e che indissolubilmente cerca un linguaggio per descrivere quanto vede, sarebbe come studiare storia dell'arte senza avere le immagini dei quadri o come andare al museo con gli occhi chiusi ascoltando solo l'audioguida!

Verissimo, ma come ha scritto prima l'ottimo frate, "qui ora stiamo ragionando tutti insieme sul segno verbale del blasone"
E' un po' come se si discutesse su chi per primo introdusse la sigla BWV per identificare le opere di Bach: d'accordo che la musica viene prima della catalogazione, ma qui di catalogazione si sta parlando.
Inoltre quella sui codici miniati è una "trascrizione" tanto quanto quella "verbale", pur se rimane nell'ambito del visibile. E altrettanto - e forse più - di quella verbale può risultare infedele all'originale.

MMT ha scritto:Sono dell'idea che già ai primordi dell'epoca araldica il bianco ed il giallo fossero interscambiabili con l'oro e l'argento ed usati laddove non era necessario ricorrere ai preziosi metalli.

E' da vedere se l'interscambiabilità nei codici miniati rispecchiasse un'analoga interscambiabilità nelle insegne reali e se questa si riflettesse a sua volta in un'interscambiabilità nella descrizione verbale.
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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda Franco Benucci » domenica 5 dicembre 2010, 19:05

Inoltre tutti i bellissimi esempi mostrati, confermano che la resa grafica, metallica o meno, era questione una etica, di performance, cioè dipendeva da infiniti condizionamenti pratici (dimensioni, stato del supporto, contrastabilità, oltre che economia, prestigio, ecc.). Dire invece glaucus o flavius o zallo oppure aureus o oro (e in parallelo albus o candidus o bianco oppure argenteus o argento) non dipendeva da nessun condizionamento esterno ma solo da come era concepito (non percepito visivamente, ma concepito nell'astrazione mentale, cioè a livello emico, di pertinenza, competence) quel dato colore.
In una pagina del codice trecentesco che volevo vedere ieri (G. da Nono, De generatione aliquorum civium urbis Padue tam nobilium quam ignobilium, c. 24r) e che mi trovo riprodotta in un libro che ho a casa, trovo "una dulce laçuri et glauci coloris in colore albo" (Altechini), "una balçana nigra et alba habens punctas scaionum simul mixtas" (Pussi), "una balçana albi et laçuri coloris ... ab humero usque ad medium eius [= trinciato], in cuius parte superiori una ala coloris laçuri et in alia parte una ala alba" (Sanguinaci), "in eorum clipeis unde glauci et rubei coloris" (Fricimelega), "eorum clipeus duabus spatis albis in cruce positis quarum capita in superiori parte albus depingitur in colore viridi et unum sidus album inter poma ensium et alius sidus inter punctas" (aRido = da Rio), "eorum clipeus tribus sideribus glaucis positis in colore laçuro" e "alii portabant certas bandas [= pali] albas et virides" (de Bandis).
In definitiva: tanto bianco, un po' di giallo, niente argento e niente oro. N.B. tutti gli scudi sono illustrati a margine con schizzi in bianco e nero (anzi bruno, color inchiostro del tempo): quello che fa fede è la descrizione, la blasonatura, il disegno serve solo a rendere l'idea "ad usum delphini", anzi ad usum analphabetorum. Il miniatore, se veniva, veniva dopo: in questo caso è anche venuto, ma ha fatto solo le iniziali e i titoletti delle famiglie in rosso e blu. L'araldica resta affidata al logos, e il logos dice bianco e giallo...
A proposito, in principio erat verbum, non representatio...
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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 5 dicembre 2010, 19:19

Franco Benucci ha scritto:(...)A proposito, in principio erat verbum, non representatio...

Giusto, carissimo.
In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum.

Non apud hominem.

homo erat Verbum.

Ma proseguendo finiremmo ben al di fuori dell'araldica, oltre che del tema proposto.
Direi sia il caso, invece, di :P tornarci e restarci.

Bene :D vale
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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda MMT » domenica 5 dicembre 2010, 21:18

Franco Benucci ha scritto:Inoltre tutti i bellissimi esempi mostrati, confermano che la resa grafica, metallica o meno, era questione una etica, di performance, cioè dipendeva da infiniti condizionamenti pratici (dimensioni, stato del supporto, contrastabilità, oltre che economia, prestigio, ecc.).

Gli esempi riportati, del 1300 epoca di cui si discuteva, dimostrano chiaramente come il bianco e l'argento fossero usati in modo alternativo a seconda dell'esigenza del disegnatore.

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Giusto, carissimo.
In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum.

Non apud hominem.

Nè homo erat Verbum.

Ma proseguendo finiremmo ben al di fuori dell'araldica, oltre che del tema proposto.
Direi sia il caso, invece, di tornarci e restarci.


Non posso che concordare con te, mio caro amico.
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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda Franco Benucci » lunedì 6 dicembre 2010, 12:24

Ho detto verbum, non Verbum e non ho scomodato Deus: cioè ciò che rende uomo l'uomo è la facoltà linguistica di nominare le cose, da cui la priorità del logos sull'imago nello stabilire il livello pertinenziale e quindi anche nel definire i colori dell'araldica. Niente teologia, niente off topic, solo un gradino di riflessione in più su quello che stavamo discutendo.
Inoltre:
MMT ha scritto:Gli esempi riportati, del 1300 epoca di cui si discuteva, dimostrano chiaramente come il bianco e l'argento fossero usati in modo alternativo a seconda dell'esigenza del disegnatore.


Se li guardi bene (tralasciamo pure i casi di cattiva conservazione del manufatto), vedi che non è così semplice: tendenzialmente usa il bianco e il giallo quando raffigura gli stemmi su vesti, bandiere e gualdrappe (cioè su presunti tessuti, supporti opachi), l'oro e l'argento quando li raffigura su scudi (presunti supporti lucidi). O vuole riprodurre in qualche modo l'effetto riflettente del cuoio lucido (e dunque è un mero fatto di esecuzione-performance: variante 'contestuale', automatismo indotto), oppure esprime già una visione ideologica. Siccome quello che ci hai mostrato è un canzoniere cortese, propenderei per la seconda ipotesi, ma anche questo, a ben vedere, è un fatto solo etico, senza pertinenza emica, anche se la motivazione è di tipo diverso (variante 'libera', anche se socialmente condizionata).
Franco Benucci
 

Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 6 dicembre 2010, 13:23

Franco Benucci ha scritto:Ho detto verbum, non Verbum e non ho scomodato Deus: cioè ciò che rende uomo l'uomo è la facoltà linguistica di nominare le cose, da cui la priorità del logos sull'imago nello stabilire il livello pertinenziale e quindi anche nel definire i colori dell'araldica. Niente teologia, niente off topic, solo un gradino di riflessione in più su quello che stavamo discutendo(...)

É vero, caro Franco: hai usato le minuscole, e non hai scomodato Deus.
Ma hai menzionato l'Evangelista (Gio 1,1) che usa le maiuscole, e non certo per caso.
Inoltre San Giovanni scrive di Deus, e non certo di stemmi.

Parrebbe che quel che contraddistingue l'uomo sia anche la capacità ideale di astrazione, dalla quale discendono le capacità concrete di palesare il pensiero, in forma sia materiale (gli oggetti) che immateriale (la parola).

Tornando al gradino che qui ci compete (e al quale intendo restare), se non ho compreso male quel che andate dicendo, pare che la discussione voglia vertere sulla precedenza da assegnare fra stemma materiale (cioè realizzato, non importa su che supporto e con che materiali) e stemma immateriale (cioè blasonato).

Se davvero la prevalenza del logos sull'imago fosse l'assioma su cui basare non solo il ragionamento in oggetto ma l'araldica tutta, per logica anche i primissimi scudi medievali decorati in forma tale da essere ritenuti stemmi dovrebbero esser stati realizzati a partire da un blasone.

Allora chiedo a me stesso (perchè non l'ho mai trovata), dov'è una traccia del presunto blasone originario dello scudo di Goffredo Plantageneto, il famoso smalto di Le Mans della metà del XII secolo?
Si potrebbe obiettare: quello smalto è un manufatto relativamente piccolo (cm. 63 x 33,9) per riuscire a contenere scritte di questo tenore.
Giusto.

Allora richiedo a me stesso (perchè non le ho mai trovate), dove sono le tracce dei presunti blasoni originari degli scudi dei combattenti dell'Arazzo di Bayeux, il celeberrimo tessuto della fine dell'XI secolo ricolmo di scritte esplicative al suo interno?
Lì di spazio per cucire tali presunti "prototipi verbali" ce n'è: sembra che misuri circa m. 0,50 x 70 (a spanne, 35 metri quadrati).

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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda Tilius » lunedì 6 dicembre 2010, 14:48

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Allora chiedo a me stesso (perchè non l'ho mai trovata), dov'è una traccia del presunto blasone originario dello scudo di Goffredo Plantageneto, il famoso smalto di Le Mans della metà del XII secolo?


Immagine

1150-1155.
Pezzo di datazione precisa e molto precoce.
[thumb_yello.gif]
Le indicazioni verbali date all'artigiano che ha realizzato il pezzo certo debbono esservi state.
Improbabile che esse, in queste specifiche circostanze, siano state trascritte (anche perché probabilmente tanto la committenza quanto la manodopera non avevano grande dimestichezza con la parola scritta...)
:D
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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda Guido5 » lunedì 6 dicembre 2010, 14:56

Cari amici,
un po' "off topic" - ma sempre della serie "è nato prima l'uovo o la gallina?" - segnalo un interessante scritto di Michel Pastoreau: "L'apparition des armoires en Occident - État di problème", in rete a http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/bec_0373-6237_1976_num_134_2_450062.

Ciao a tutti!
Guido5
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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda Tilius » lunedì 6 dicembre 2010, 15:15

Guido5 ha scritto:Cari amici,
un po' "off topic" - ma sempre della serie "è nato prima l'uovo o la gallina?" -


Prendendo spunto dall'adagio citato dall'ottimo Guido (piombato come un falco sul granturco tanto abbondantemente sparso in questa discussione... :D ), il problema si pone esattamente in questi termini! [thumb_yello.gif]
E così come é possibile dare una risposta univoca al quesito avicolo (é nato prima l'uovo, inteso come cellula) magari sarà possibile dare una risposta anche all'analogo quesito araldico (consultando le fonti più antiche disponibili...).
:D
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Re: L' "invenzione" dell'argento in Araldica...

Messaggioda Tilius » lunedì 6 dicembre 2010, 15:24

Mi spiego meglio: se dallle imprescrutabili nebbie del medioevo emerge (pur nella scarsità dovuta al deperimento e distruzione della stragrande maggioranze delle fonti potenziali) un quadro che magari non sarà esattamente quello delle origini (ma che é comunque quanto di più vicino ad esso noi oggi disponiamo) ma in cui comunque si delinea chiara l'indicazione che, in origine, giallo et bianco se la giocavano alla pari con oro et argento, tanto sul piano descrittivo quanto sul piano visuale,... già questo mi sembra argomento assai pesante da usare per demolire alle fondamenta quelle che sono le dogmatiche certezze di chi é fautore a oltranza della validità sempiternemente retroattiva delle ferree regole odierne in materia di metalli. ;)
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