La sconfitta dell'esercito austro-ungarico venne annunciata all'Italia dal famoso bollettino del generale Armando Diaz il 4 novembre 1918:
" La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.[...]"
" La guerra costò molto all'Italia: l'ingente spesa sostenuta dallo Stato per finanziare la guerra formò un debito saldato solo alla fine degli anni settanta. L'acquisizione del Trentino-Alto Adige, di Trieste, dell'Istria, ma non della Dalmazia, territori complessivamente solo per i tre quarti etnicamente italiani (a maggioranza non italiana stando al censimento austriaco del 1910-1911, a maggioranza italiana secondo quello italiano del 1921), fu pagata a caro prezzo. La profonda delusione per il mancato rispetto del Patto di Londra e la profonda crisi economica e politica che si sviluppò nel dopoguerra, infatti, portarono alle gravi tensioni sociali che sfoceranno nel biennio rosso prima e nel Fascismo poi."
La domanda è questa: come reagì la nobiltà di frontiera (al Nord e a Est) nel passaggio da una nazione all'altra?
Saluti
Ps. Al termine della guerra Il generale Diaz diventò senatore del Regno, nel 1921 fu poi insignito del Titolo personale di Duca della Vittoria predicato cognomizzato in seguito all'avvento della Repubblica.

