1915-18 Nobiltà di confine

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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1915-18 Nobiltà di confine

Messaggioda contegufo » domenica 28 novembre 2010, 19:44

Cari amici

La sconfitta dell'esercito austro-ungarico venne annunciata all'Italia dal famoso bollettino del generale Armando Diaz il 4 novembre 1918:

" La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.[...]"


" La guerra costò molto all'Italia: l'ingente spesa sostenuta dallo Stato per finanziare la guerra formò un debito saldato solo alla fine degli anni settanta. L'acquisizione del Trentino-Alto Adige, di Trieste, dell'Istria, ma non della Dalmazia, territori complessivamente solo per i tre quarti etnicamente italiani (a maggioranza non italiana stando al censimento austriaco del 1910-1911, a maggioranza italiana secondo quello italiano del 1921), fu pagata a caro prezzo. La profonda delusione per il mancato rispetto del Patto di Londra e la profonda crisi economica e politica che si sviluppò nel dopoguerra, infatti, portarono alle gravi tensioni sociali che sfoceranno nel biennio rosso prima e nel Fascismo poi."

La domanda è questa: come reagì la nobiltà di frontiera (al Nord e a Est) nel passaggio da una nazione all'altra?

Saluti

Ps. Al termine della guerra Il generale Diaz diventò senatore del Regno, nel 1921 fu poi insignito del Titolo personale di Duca della Vittoria predicato cognomizzato in seguito all'avvento della Repubblica.
Ultima modifica di contegufo il domenica 28 novembre 2010, 23:52, modificato 3 volte in totale.
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Re: 1915-18 Nobiltà di confine

Messaggioda contegufo » domenica 28 novembre 2010, 21:49

Salve

" Il predicato sul Titolo non corrisponde ad un vero e proprio feudo, ma come anche altri titoli conferiti in relazione alla vittoria sull'esercito Austriaco della prima guerra mondiale, fa riferimento a imprese militari nelle quali la persona cui furono conferiti si distinse sul campo:

il Maresciallo Armando Diaz, firmatario dell'armistizio, fu creato Duca della Vittoria,

l'Ammiraglio Thaon di Revel, artefice della vittoria marittima fu creato Duca del Mare,

il Maresciallo Pietro Badoglio ebbe il titolo di Marchese del Monte Sabotino (poi Duca di Addis Abeba),

gli Ammiragli Costanzo Ciano (padre di Galeazzo Ciano) e Luigi Rizzo, ricevettero rispettivamente quello di Conte di Cortellazzo e Buccari e quello di Conte di Grado e Premuda.

Il titolo per Gabriele d'Annunzio, Principe di Montenevoso, venne creato con Regio Decreto del 15 marzo 1924, nel giorno delle celebrazioni per l'annessione della città di Fiume all'Italia e fa riferimento all'allora estremo confine italiano verso est, conferito a colui che aveva con l'impresa appunto dell'occupazione di Fiume, così strenuamente combattuto per l'unione della città al Regno d'Italia."

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Re: 1915-18 Nobiltà di confine

Messaggioda M.Brivio » lunedì 29 novembre 2010, 16:33

Domanda interessante, gentile Contegufo.

Non sono molto informato su cosa passasse per la testa della nobiltà che dimorava in quelle zone in quel periodo, ma, per quel che ne so, una grossa fetta di popolazione non vedeva di buon occhio l'annessione all'Italia.
M.Brivio
 
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Re: 1915-18 Nobiltà di confine

Messaggioda contegufo » lunedì 29 novembre 2010, 23:11

Caro M.Brivio

La storiografia ha ignorato aspetti importanti del recente passato, l'evasione fiscale delle classi medio alte, l'apparente criticismo del nuovo rispetto al vecchio pur tuttavia mai eludendo che il denominatore comune fosse sempre stato l'interesse personale che copriva quello apparente di facciata ovvero al servizio del Re!

Perchè alla fine uno vale l'altro.


Se una famiglia apparteneva alla classe dominante con tutti i vantaggi del ruolo non si vede perchè dovessero cambiare le cose con l'avvento del nuovo ordine sovrano.
Il mezzo più semplice ma già collaudato era la riconferma dei titoli e privilegi precedenti vuoi per ingraziarsi la nobiltà locale vuoi per certificare un loro atto di sudditanza.

Sarebbe interessante conoscere se ci fossero mai state famiglie che abbiano rifiutato l'appartenenza alla classe nobiliare dei nuovi venuti in ossequio a chi loro aveva attribuito titoli e onori.
Nutro forti dubbi in proposito, perchè ritengo che il "valore" della convenienza abbia sempre avuto il sopravvento sul resto e cioè sull'aspetto idealizzato, fantastico e romantico della nobiltà.

Non conosco la situazione che si creò ad Est certo è che al Nord credo proprio che fosse più forte l'appartenenza al popolo austriaco che non una convinta accettazione della situazione ex novo, nobili e borghesi nessuno escluso.

E d'altra parte le passate vicende in nome di un solo Tirolo, Ein Tirol, dimostrano come alla fine valga lo strumento del baratto racchiuso nel motto "io do una mano a te e tu ne dai una a me"

Repubblica 6 Nov.1988 -
L' Italia si sarebbe lamentata dell' eccessiva comprensione dimostrata dall' Austria verso i terroristi sud-tirolesi rifugiati in quel Paese, e l' Austria avrebbe promesso collaborazione (ed un atteggiamento favorevole alla concessione della quietanza liberatoria che chiuderebbe la vertenza altoatesina) in cambio di un appoggio italiano per l' ingresso nella Cee.


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