bardo ha scritto:Cardinale di Santa Croce (credo l'Albergati)
sì, proprio lui!
D.
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bardo ha scritto:Cardinale di Santa Croce (credo l'Albergati)
Julius ha scritto:Veramente molto interessanti le scoperte effettuate!
Sempre su google book ho trovato un altro riferimento interessante per la ricerca del sigillo e dello stemma araldico di Lodovico de Garsiis:
http://books.google.it/books?id=mbdbAAA ... is&f=false
Non sarò però facile rintracciare il documento citato (107) con il sigillo de Louis de Garsiis. Forse, riuscendo a leggere l'Archeografo triestino si potrebbero trovare indicazioni più precise per la ricerca della pergamena con sigillo citata.
Se ho ben capito, il documento dovrebbe trovarsi alla Biblioteca Universitaria di Liegi... Certo, è più facile raggiungere l'archivio capitolare di Trieste, dove dovrebbero trovarsi le altre pergamene citate in precedenza.L'Archeografo Triestino del 1877 non è presente nella mia città (Bologna), ma dalle nostre parti è conservato solo alla Biblioteca Comunale Saffi di Forlì (http://opac.provincia.ra.it/SebinaOpac/ ... on=search&): a metà strada tra Bologna e Rimini.
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Per quanto riguarda riguarda l'opera del De Meo, speriamo che qualche forumista sia in grado di aiutarci e possa confermarci l'eventuale presenza dello stemma di questa sconosciuta famiglia di origini parmensi (nei vari repertori araldici generali).
Per quanto riguarda la cronotassi che riporta il vescovo Lodovico Grassi e non Garsi, probabilmente sono valide le argomentazione già prodotte nel forum. Devo aggiungere che gli storici moderni devono essere stati influenzati dall'Ughelli e dal Villani, in quanto la famiglia Grassi è ben nota, mentre dei Garsi non era possibile rintracciare alcunchè. Si pensava quindi ad un refuso da Grassis a Garsiis o Garsis.
Come ben capite, se potessimo confrontare i sigilli citati con lo stemmario parmense, avremmo dimostrato senza ombra di dubbio l'identità del Vescovo di Rimini.
Già, sarebbe veramente molto utile. Lo stemma Grassi è ben noto e confrontandolo allo stemma presente nei sigilli si avrebbe una fondamentale indicazione sulle origini familiare del vescovo. Sarebbe anche interessante vedere se anche i Garsi, come le famiglie bolognesi Garzoni, Sgarzi, ecc, utilizzassero nei loro stemmi uno o più sgarz, che in dialetto bolognese sono i cardi selvatici (o anche i ricci delle castagne).
Per quanto riguarda il secondo vescovo dei Garsi, Giovanni, gli storici sono concordi nel sostenere che non ne esisterebbero tracce, in quanto già nel 1450 sarebbe provata a Rimini la presenza del vescovo Egidio Guidoni. Non capisco però come l'Alidosi possa riportarne l'epigrafe...
Nell'auspicio si possano rintracciare i sigilli e lo stemma di Lodovico Garsi ringrazio e saluto gli amici intervenuti.
Julius
bardo ha scritto:Sono riuscito ad ottenere L'Archeografo Triestino del 1877, quarto volume, in cui vengono descritte le pergamene di cui parliamo. Esse risultano trascritte per uno studio di Attilio Hortis intitolato Documenti che risguardano la storia di Trieste pubblicati a proposito dell'opera: "Memorie Genealogiche della stirpe Walsee-Mels e più particolarmente dei Conti di Colloredo per il Cav. G.B. di Crollalanza". Ma non c'è traccia di sigilli, solo la trascrizione delle bolle ahimè.


bardo ha scritto:Per quanto riguarda il modo con cui ho ottenuto l'Archeografo triestino... magia!![]()
In realtà l'ho scaricata da google.libri dopo aver a sua volta scaricato un programma, mi par di ricordare si chiami Tor, di cui avevo letto proprio qui sul forum, che permette di navigare su google.libri con identità nascosta, in modo tale da poter usufruire di documenti che qui in Italia non abbiamo la possibilità di visionare.![]()
dpascale ha scritto:Ecco, l'ho trovato anch'io... http://daten.digitale-sammlungen.de/~db ... 15.186.231
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