Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

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Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda Claudio di Renda » lunedì 27 settembre 2010, 21:08

In due atti di matrimonio in sicilia (XVIII) con ovvia dispensa Apostolica escono queste due espressioni:

"...coniunctos tertii in quartum consaguinatatis seu affinitatis gradus.."
"coniunctos tertii in tertium consaguinitatis seu affinitatis gradum"

Qualcuno sarebbe così gentile da spiegarmi le due espressioni ed i legami familiari e la differenza tra le due frasi? Grazie mille ;)
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Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda Furio » martedì 28 settembre 2010, 11:28

In effetti non è molto chiaro, normalmente gli affini sono coloro che sono legati per matrimonio, cognati, zii acquisiti ecc. l'affinità non dà però nè parentela nè diritti di successione..
cordialmente Furio
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Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda Destavara » mercoledì 13 ottobre 2010, 19:09

Salve a tutti,
come Furio anche io conosco quella definizione di affinità, per cui non riesco a capire con chiarezza la seguente dicitura, che ho trovato in una dispensa di matrimonio del primissimo '800:
"... li dispensandi X e Y sono tra di loro parenti solamente in quarto grado di affinità..."
Se tra gli affini non c'è vincolo di sangue, perchè mai una dispensa?
Io ho pensato che in qualche modo parentela e affinità siano in questo, come nel precedente caso (ove di dice "consaguineitatis SEU affinitatis"), usati come sinonimi (e non in termini strettamente giuridici): indi i "miei" dispensandi coniugi cosa sarebbero? Semplicemente cugini in primo grado fra loro, oppure un coniuge è primo cugino del genitore dell'altro?
Ringrazio sin d'ora chi mi può chiarire le idee e correggermi se ho sbagliato. D.

Purtroppo poi non sono in grado di capire le doppie indicazioni "tertii in quartum" e "tertii in tertium"... Cosa vuol dire? Sarei curioso anche io.
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Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda adj » mercoledì 13 ottobre 2010, 21:01

Destavara ha scritto:Se tra gli affini non c'è vincolo di sangue, perchè mai una dispensa?

Attualmente è causa di nullità solo l'affinità in linea retta (Can 1092 del Codice di Diritto Canonico). In altri termini un vedovo non può sposare né gli ascendenti della defunta moglie (p.e. la suocera), né i discendenti, anche non avuti da lui (p.e. una figlia avuta dalla defunta moglie da un precedente marito).

Cito dal commento al codice pubblicato dall'editrice Ancora (p. 884):
La dottrina attuale concorda circa il fondamento solo ecclesiastico dell'impedimento. Conseguenze di ciò sono la rilevanza per i soli cattolici e la dispensabilità.

In passato ritengo che fosse considerato impedimento (dispensabile) anche l'affinità in linea collaterale (p.e. cognati o cugini acquisiti).
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Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda Destavara » mercoledì 13 ottobre 2010, 21:25

Gentile adj grazie mille per l'esposizione. I registri che ho consultato però sono oserei dire "pieni" di dispense di questo tipo che ho citato, possibile che un rilevante numero di persone sposasse ascendenti o discendenti dei defunti coniugi? Stiamo parlando di un paesino che all'epoca aveva non più di 2500 anime.
E' possibile che le due persone fossero semplicemente (in questo specifico caso) cugini oppure zio e nipote?
Sbaglio o i parenti sono una cosa e gli affini un'altra? Allora che significa "sono parenti in quart grado di affinità? Grazie...
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Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda adj » mercoledì 13 ottobre 2010, 23:07

Destavara ha scritto:I registri che ho consultato però sono oserei dire "pieni" di dispense di questo tipo che ho citato, possibile che un rilevante numero di persone sposasse ascendenti o discendenti dei defunti coniugi? Stiamo parlando di un paesino che all'epoca aveva non più di 2500 anime.
E' possibile che le due persone fossero semplicemente (in questo specifico caso) cugini oppure zio e nipote?

Come detto, ritengo che in passato ci fosse un impedimento per affinità anche collaterale e non solo in linea retta.
Si potrebbe quindi trattare, per l'appunto di "cugini oppure zio e nipote", non consanguinei ma acquisiti.
Il fatto che il paese non avesse molte anime (unito con la probabile maggiore stanzialità dell'epoca) spiega la presenza di fitti legami sia di consanguineità che di affinità. Questi ultimi ancor più numerosi, se si pensa che tra famiglie con magari 7-8 figli, un matrimonio veniva a procurare 6-7 cognati (per parte) e un numero quasi impressionante di cugini acquisiti.

Destavara ha scritto:Sbaglio o i parenti sono una cosa e gli affini un'altra? Allora che significa "sono parenti in quart grado di affinità? Grazie...

L'espressione può sembrare un po' contorta.
A rigor di termini sono la consanguineità e l'affinità a essere cose diverse.
In senso lato, o per estensione, si può pensare che il termine parentela le includa entrambe. Esiste anche un concetto di parentela legale (per esempio sorta da adozione) che nulla ha a che fare con la consanguineità.
Detto questo occorrerebbe un esperto di diritto canonico dell'epoca, o un conoscitore delle formule allora in uso per questi casi. Cosa che purtroppo io non sono. [confused.gif]
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Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda Claudio di Renda » giovedì 14 ottobre 2010, 0:56

Grazie a tutti per le risposte e per aver animato la discussione, purtroppo l'espressione latina da me ricopiata da un documento non si riesce ancora a spiegare indagherò per altre vie vedendo se riesco a capire le parentele. Grazie :)
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Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda adj » giovedì 14 ottobre 2010, 9:56

Correggo una mezza (intera?) corbelleria detta nel precedente intervento, circa la quantità delle relazioni di affinità.
E' infatti vero che un matrimonio tra famiglie numerose crea una gran quantità di affini, ma questi, a differenza dei consanguinei, non si trasmettono alle generazioni successive: gli affini del padre (essendo consanguinei della madre) - e viceversa - saranno tutti consanguinei per i figli.
Detto in altre parole, quando nasciamo abbiamo - in genere - molti consanguinei e solo pochi affini (derivanti da eventuali precedenti matrimoni di fratelli e cugini più anziani e di zii). La gran parte degli affini ce li procuriamo tramite il nostro matrimonio (tutti i conanguinei della sposa/o), mentre il matrimonio di un nostro consanguineo ci procura solo un affine (il novello sposo/a, perché tutti i suoi consanguinei saranno affini solo del nostro consanguineo e non nostri).
Temo di aver ancor più ingarbugliato le cose... [sorry.gif]
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Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda Guido5 » giovedì 14 ottobre 2010, 13:26

Cari amici,
premesso che il grado di consanguineità dei parenti di uno dei coniugi è pari a quello di affinità per per l'altro, ecco cosa diceva il Codice di diritto canonico del 1917:

Can. 96 - § 1. Consanguinitas computatur per lineas et gradus.
§ 2. In linea recta, tot sunt gradus quot generationes, seu quot personae, stipite dempto.
§ 3. In linea obliqua, si tractus uterque sit aequalis, tot sunt gradus quot generationes in uno tractu lineae: si duo tractus sint inaequales, tot gradus quot generationes in tractu longiore.


Il terzo comma, con i due "tratti", spiega - mi sembra - il "coniunctos tertii in quartum gradus". Aggiungo il testo del nuovo Codice (1983):

Can. 108 - §1. La consanguineità si computa per linee e per gradi.
§2. Nella linea retta tanti sono i gradi quante le generazioni, ossia quante le persone, tolto il capostipite.
§3. Nella linea obliqua tanti sono i gradi quante le persone in tutte e due le linee insieme, tolto il capostipite.


Ciao a tutti!
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Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda adj » giovedì 14 ottobre 2010, 14:28

Guido5 ha scritto: ecco cosa diceva il Codice di diritto canonico del 1917


Codice che considerava ancora come impedimento anche l'affinità in linea collaterale, fino al secondo grado incluso (mentre per la consanguineità si arrivava al terzo, anche se dispensabile):

Can. 1077 - § 1. Affinitas in linea recta dirimit matrimonium in quolibet gradu; in linea collaterali usque ad secundum gradum inclusive.

Direi che non sia necessaria la traduzione... è praticamente italiano.
adj
 

Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda Destavara » giovedì 14 ottobre 2010, 15:17

Gentili guido e adj,
vi domando scusa ma mi sono confuso ulteriormente, e mi permetto di domandare il vostro parere:
nel mio caso "li dispensandi X e Y parenti in quarto grado di affinità" in che rapporto di "parentela" potevano essere? Che possibilità esiste?
Grazie molte, io da solo non ci arrivo!
PS: per esempio, se l'affinità lega un coniuge con i consanguinei dell'altro coniuge, cosa è "affinitas in linea recta"? [cry.gif] AIUTATEMI!!!!!
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Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda adj » giovedì 14 ottobre 2010, 15:45

Gentile Destavara,

L'affinità in linea retta si ha con i consanguinei in linea retta del coniuge, cioè con genitori, nonni, ecc... del coniuge e con suoi eventuali figli e figli dei figli, ecc... avuti da un precedente matrimonio.
L'affinità in linea laterale è invece quella che viene a stabilirsi con i fratelli (e zii e cugini) del coniuge.

L'espressione "li dispensandi X e Y parenti in quarto grado di affinità" può significare cose diverse in base a come si computava all'epoca il grado di affinità (immagino in modo analogo a quello di consanguineità), cosa che ignoro. Il modo di calcolo, per esempio, è cambiato tra il Codice di Diritto canonico del 1917 e quello del 1983.
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Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda adj » giovedì 14 ottobre 2010, 20:19

Claudio di Renda ha scritto:"...coniunctos tertii in quartum consaguinatatis seu affinitatis gradus.."
"coniunctos tertii in tertium consaguinitatis seu affinitatis gradum"


Per quanto concerne la formula consanguinatatis seu affinitatis un'ipotesi - ma che non è nulla più di un'ipotesi - è che si tratti di una sorta di formula standard, valevole "ad abundantiam" tanto per i casi di consanguineità che di affinità.
adj
 

Re: Parentele:"Coniunctos tertii in quartum gradus", Aiuto??

Messaggioda Claudio di Renda » giovedì 14 ottobre 2010, 21:43

Grazie mille per l'ipotesi,
vedrò di capire che parentela vi era nei due casi fra i coniugi...se gli archivi interessati mi venissero incontro per la consultazione :? Grazie ancora
alias Claudio di Renda

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