Destavara ha scritto:I registri che ho consultato però sono oserei dire "pieni" di dispense di questo tipo che ho citato, possibile che un rilevante numero di persone sposasse ascendenti o discendenti dei defunti coniugi? Stiamo parlando di un paesino che all'epoca aveva non più di 2500 anime.
E' possibile che le due persone fossero semplicemente (in questo specifico caso) cugini oppure zio e nipote?
Come detto, ritengo che in passato ci fosse un impedimento per affinità anche collaterale e non solo in linea retta.
Si potrebbe quindi trattare, per l'appunto di "cugini oppure zio e nipote", non consanguinei ma acquisiti.
Il fatto che il paese non avesse molte anime (unito con la probabile maggiore stanzialità dell'epoca) spiega la presenza di fitti legami sia di consanguineità che di affinità. Questi ultimi ancor più numerosi, se si pensa che tra famiglie con magari 7-8 figli, un matrimonio veniva a procurare 6-7 cognati (per parte) e un numero quasi impressionante di cugini acquisiti.
Destavara ha scritto:Sbaglio o i parenti sono una cosa e gli affini un'altra? Allora che significa "sono parenti in quart grado di affinità? Grazie...
L'espressione può sembrare un po' contorta.
A rigor di termini sono la consanguineità e l'affinità a essere cose diverse.
In senso lato, o per estensione, si può pensare che il termine parentela le includa entrambe. Esiste anche un concetto di parentela legale (per esempio sorta da adozione) che nulla ha a che fare con la consanguineità.
Detto questo occorrerebbe un esperto di diritto canonico dell'epoca, o un conoscitore delle formule allora in uso per questi casi. Cosa che purtroppo io non sono.
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