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contegufo ha scritto:Carissimo GENS VALERIA
L'arguto osservatore delle cose del mondo sintetizza che "l'abito non fa il monaco " e cioè la forma è una cosa mentre la sostanza un'altra.
Siamo proprio sicuri che sia la nobiltà ovvero quello che ne è il residuo, ad essere custode “ del tessuto di valori morali " oppure per un semplice calcolo statistico è l'altra metà di noi?
Gli ornamenti ovvero i titoli e i pochi o tanti cognomi costituiscono secondo un affermata convenzione che esista poi un'equivalente status morale di prima scelta ma appunto proprio perchè le regole morali sono esse stesse sostanza non possono essere patrimonio di un ceto piuttosto che di un altro.
La nobiltà non ha la patente per dare lezioni di comportamento agli altri e se ha esaurito la funzione di ceto dominante e spesso antidemocratico e vessatorio può solo ringraziare se stessa.
Vivendo in un eterno presente dove oggi è uguale ad ieri e uguale a domani la nobiltà ha creduto che nulla potesse cambiare tanto le cose è così che andavano ....ma sempre a loro vantaggio considerando anche il territorio come cosa propria.
E quando si tira trppo la corda questa si spezza ed è così che la storia è andata.
Fare da stampella ad un ceto ormai decaduto solo perchè appartiene ad un mondo da favola, di sogno e diciamo anche affascinante penso che non sia il caso e che alla fine neanche sia gradito, perchè qualcuno in privato mi ha anche detto " che ti frega, sono cose loro".
" oppure … salvarne la valenza storica , genealogica......." ma dubito fortemente sul " tessuto di valori morali" che rappresentano l'insegna, il vessillo di un individuo maturo ed adulto e soprattutto esente da nevrosi aldilà che sia nobile o borghese, cristiano oppure laico.
Un caro saluto

contegufo ha scritto:Caro de Mitri
sono molto interessato circa esclusione dagli elenchi delle famiglie di nobiltà feudale.
E' possibile saperne di più?
Grazie
GENS VALERIA ha scritto:Non son inoltre d’accordo, e mi dispiace, che il nobile per essere credibile e per non suscitare l’ilarità nazionalpopolare debba essere “splendido”, mi sembra possa essere sufficiente che conduca un modo di vita decoroso e dignitoso, anzi è proprio il cliché dello spendaccione, gaudente e cicisbeo con l’erre moscia, la macchietta che personalmente mi diverte di più .

Franz Joseph von Trotta ha scritto:GENS VALERIA ha scritto:Non son inoltre d’accordo, e mi dispiace, che il nobile per essere credibile e per non suscitare l’ilarità nazionalpopolare debba essere “splendido”, mi sembra possa essere sufficiente che conduca un modo di vita decoroso e dignitoso, anzi è proprio il cliché dello spendaccione, gaudente e cicisbeo con l’erre moscia, la macchietta che personalmente mi diverte di più .
Beh se la nobiltà avesse come metro di riconoscimento "l'ilarità nazionalpopolare"... povera nobiltà!
F.
PS Complimenti Sergio, parole impeccabili, da tenere da parte per rileggerle alla bisogna.

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