Gentilissimi Tutti,
ancora fresco di Stoccarda, trovo questo topic addirittura con il mio nome che mi fa un po' traballare sulla sedia... grazie innanzi tutto a Sergio

ed agli altri gentilissimi amici per le loro congratulazioni

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Ma, dopo le doverose integrazioni di Degli Uberti, mi piacerebbe rinominare questa discussione come "Novità italiane a Stoccarda 2010". La mia sensazione è che a Stoccarda l'araldica italiana sia stata presente nel suo insieme ed abbia ricevuto importanti riconoscimenti dell'evoluzione positiva che ha conosciuto negli ultimi due decenni. Questa considerazione positiva e più generale mi è stata espressa chiaramente da Michel Popoff, presidente dell'Academie Internationale d'Heraldique. Per me è stata l'occasione di ritrovare amici e colleghi che già conoscevo, come Alessandro Savorelli, Pierfelice Degli Uberti, Loredana Pinotti, Laura Cirri, e di fare finalmente la conoscenza di Mario Volpe.
Da parte mia è doveroso completare la dizione e gli intenti del riconoscimento che l'associazione araldica scandinava ha conferito a SE il card. Montezemolo e al sottoscritto, ovvero il "Robert de Caluwè International Heraldic Award". Robert de Caluwé fu un sacerdote di origine olandese che trascorse la sua vita ed il suo ministero sacerdotale in Finlandia, ove divenne anche uno dei principali artisti araldici scandinavi accanto al più noto Gustav von Nummers. Il premio, attraverso il risconoscimento dell'opera di artisti araldici ed araldisti contemporanei, ha proprio l'intento di ricordare il nome e la memoria del benemerito araldista finlandese.
Sono davvero grato al comitato scandinavo ed al suo presidente dr. Henrik Degerman per questo per me davvero inatteso riconoscimento.
Aggiungo un'ultima novità italiana del "G8 araldico-genealogico"

di Stoccarda, l'AIH, oltre ad aver promosso al rango di "Accademico" Laura Cirri, ha infatti anche accolto quale suo nuovo Membro Associato il caro amico Carlo Tibaldeschi che arriva quindi ad ampliare la nostra pattuglia nel prestigioso sodalizio internazionale.
Grazie ed un saluto ordiale,
Marco Foppoli