Si resta infatti perlomeno perplessi nel leggere la notizia, che sarà «quello di Mesenzana (VA) il comune che, per la prima volta in tutta Italia, riconoscerà gli stemmi araldici familiari. (...)» con nientemeno che un «"Pubblico Registro Araldico del Comune di Mesenzana".» Sfugge la realtà dell'iniziativa ma, a quanto pare «per la prima volta un ente pubblico ne riconoscerà e disciplinerà l'uso [degli stemmi]. L'iniziativa messa a punto dal comune di Mesenzana con il supporto tecnico del Centro Studi Araldici rappresenta dunque un evento epocale per questa disciplina e per i suoi cultori. A presentare l'evento il suo ideatore, il dottor Raffaele Coppola, rettore del Centro Studi Araldici.»
Ora, a prescindere dalla validita di un'operazione simile da un punto di vista culturale, se le parole hanno un senso, sfugge come questo possa divetare un "atto ufficiale", attraverso quale impianto legislativo e giuridico un Comune italiano nella sua veste di Ente pubblico potrebbe seriosamente realizzare quanto proposto, ovvero "riconoscere" e "disciplimare" lo stemma di chichessia, pratica che avverrebbe nel contrasto delle fondamentali leggi costituzionali dello Stato. Sfugge come un Sindaco o una Giunta possano concedere certificazioni di stemmi, Una Delibera concessiva? Alla fantasia italica non c'è mai limite e saremmo davvero curiosi di saperlo.
Dopo le certificazioni emesse da sempre più pochi Stati sovrani vi saranno quindi quelle Comunali italiane? Dopo le certificazioni del Sudafrica quelle di Mesenzana?
Chissà
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FJVT
(http://www.varesenotizie.it/index.php?o ... Itemid=334)




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