Identificazione stemma con pesce.

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Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda Piacentine » venerdì 3 settembre 2010, 17:27

Chiedo il Vostro aiuto per identificare questo stemma presente su una miscellanea settecentesca .
Purtroppo non ho idea da quale area geografica provenga .

http://img230.imageshack.us/img230/9083/03092010136.jpg

Grazie a tutti coloro che mi aiuteranno.

F.
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Re: Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda adj » venerdì 3 settembre 2010, 18:00

L'unica cosa che mi sento di dire è che è presente il capo d'Angiò e che la corona dovrebbe essere di barone.
adj
 

Re: Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 3 settembre 2010, 21:58

Credo si tratti di due delfini, più che di generici pesci.
Due armi che ricorderebbero abbastanza da vicino questa sono quella dei Dosi di Bologna e dei Dosi-Delfini di Roma.
Dell'arma dei primi il Crollalanza (Dizionario Storico-Blasonico, Vol. I, p. 369) offre due varianti:
D'azzurro, a due delfini affrontati d'oro;
Di rosso, al leone coronato d'oro; col capo d'Angiò.
[Qui si possono visualizzare i relativi disegni del Blasone Bolognese del Canetoli ( http://badigit.comune.bologna.it/caneto ... x?Cod=a416 )]
Dei secondi lo Spreti (Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana, Vol. II, p. 634) indica come arma:
Inquartato: nel 1º e 4º d'azzurro a due delfini affrontati d'oro, col capo d'Angiò; nel 2º e 3º di rosso al leone d'oro coronato dello stesso, col capo d'Angiò.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
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Re: Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda Piacentine » sabato 4 settembre 2010, 10:16

Grazie infinite per l'aiuto che mi hai dato!
Possiedi, per caso , qualche informazione su questa famiglia e il suo titolo( baroni ? )
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Re: Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda Antonio De Battisti » mercoledì 8 settembre 2010, 20:30

Sono dell'avviso che lo stemma in questione non sia di pertinenza dei DOSI DELFINI. L'unico elemento che cozza contro questa attribuzione è la corona baronale.

I Dosi Delfini sono divisi (meglio, erano) in due rami :
1) Marchese (m)
2) Conte (m) ; Nobile di Bologna (mf)

Non potrebbe, invece, (dico, potrebbe) quest'arme appartenere agli ATTICONTI di Bologna ? Invero, il titolo di Barone, considerata la vetustà della schiatta dimorante nel settentrione d'Italia già dal XII secolo, non mi sembra calzi troppo.

ATTICONTI di Bologna (Crollalanza)
Arma : D'azzurro, a due delfini d'oro affrontati.
Erano dei nobili primari alla fine del secolo XII, ed entrarono fra gli anziani dal 1321 al 1368. DELFINO, Prof. di Leggi (1439).
http://badigit.comune.bologna.it/caneto ... x?Cod=a120

Cordiali saluti
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Re: Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda Piacentine » mercoledì 8 settembre 2010, 21:24

Purtroppo queste miscellanee non riportano alcuna nota a fronte solo lo stemma stampato all'interno della ghirlanda floreale che è presente sulla copertina .
Il leone in basso regge qualcosa in mano (una spada? , un giglio ?). Il delfino non potrebbe essere un barbo?
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Re: Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda Piacentine » domenica 19 settembre 2010, 13:12

Ho trovato questo stemma dei Dosi che sembra combaciare,però non si spiegherebbe la corona Baronale : forse è stata utilizzata per indicare una titolo più antico? oppure si tratta solo di una banale errore di stampa della corona?
http://i54.tinypic.com/1fkbb6.png


http://daten.digitale-sammlungen.de/~db ... &seite=369
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Re: Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 20 settembre 2010, 1:30

Cari amici, è ben noto come la casistica delle fogge di corone di fronte alla quale ci troviamo oggi dopo secoli di usi e regolamentazioni sia complessa e spesso confusa. Oltre al fatto che una stessa forma può indicare titoli diversi a seconda del luogo e del periodo in cui fu usata, occorre sempre ricordare che alle forme canoniche se ne sono spesso accompagnate altre arbitrarie.
Per questo penso che la foggia con cui una corona è rappresentata in uno stemma non sia il punto di partenza preferibile (e, in assenza di altri dati, non sia neanche significativa discriminante) nel tentativo di attribuzione dello stemma stesso ad un casato o ad un altro.
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Re: Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda Piacentine » lunedì 20 settembre 2010, 15:30

Potresti fornirmi qualche informazione rigurdo questa famiglia?
Da quello che mi risulta da Wikipedia possedevano un palazzo a Rieti:
"Palazzo Dosi Delfini: L'edificio sorge su Piazza Vittorio Emanuele II ed oggi ospita al pian terreno la sede della Cassa di Risparmio di Rieti mentre nei due piani immediatamente sopra trovano spazio alcuni uffici dell'amministrazione provinciale. La facciata integra elementi del tardo barocco con alcuni elementi neoclassici. Il piano terra è caratterizzato, per intero, da un bugnato in pietra calcarea e al centro si apre il portone ai lati del quale due colonne in pietra sostengono un piccolo balcone al quale si accede dalla finestra centrale del piano immediatamente sopra. Le finestra di questo piano sono caratterizzate da una piccola cornice e da un timpano ad eccezione, per quel che riguarda quest'ultimo particolare, proprio della finestra centrale che si distingue per la presenza dello stemma della famiglia Dosi Delfini. All'interno del palazzo è presente un piccolo cortile ellittico e a livello del primo piano può essere osservata una statua di Santa Barbara, realizzata in bronzo."
Ora bisognerebbe interrogare il nostro solerte Fra Eusanio esperto della zona per una conferma!
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Re: Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda Antonio De Battisti » lunedì 20 settembre 2010, 23:00

Gentile Piacentine,
la fonte è l' Enciclopedia storico-nobiliare di Vittorio Spreti.

DOSI DELFINI
Arma : Inquartato : nel 1°e 4°d'azzurro a due delfini affrontati d'oro, col capo d'Angiò ; nel 2°e 3°di rosso al leone d'oro coronato dello stesso, col capo d'Angiò.
Cimiero : Un moretto tenente una fascia con scrittovi : Humanitas.
Dimora : Roma

Immagine

Aveva le sue antiche case a Bologna, in porta Ravegnana, e le vendette nel 1288 per farvi la piazza e isolare le due torri : possedeva anche case in Saragozza, ove fu fabbricato il Collegio di Spagna.

Nel '700 i Dosi Delfini avevano le loro case in via Santo Stefano, e pretendevano di aver comune l'origine coi duchi di Mirandola, dicendosi passati da Modena a Bologna circa nel 1200.

GUIDO è uno dei procuratori di Bologna incaricati di stipulare accordi commerciali coi fiorentini nel 1203.

GIULIANELLO si trova crocesignato nel 1217.

DOSIO nel 1292 prese possesso d'Imola per Bologna.

ROLANDO fu ucciso nel 1296 al Santerno, nella rotta data ai bolognesi dal marchese Azzo d'Este.

BERNARDINO è il primo che ricopre la carica d'anziano nel 1545.

ALFONSO di Pietro, dottorato nel 1563 e morto nel 1619, istituì il collegio Dosio, che si aprì il 1 marzo 1624 e venne soppresso da Benedetto XIV il 19 aprile 1746.

GIUSEPPE MARIA di Flaminio, marito di Camilla GAETANI, fu conte di Baschi negli stati ecclesiastici.

MARIA ISABELLA sua figlia, moglie di Antonio Maria GRATI, si nascose sotto il nome di Dorigista e si dilettò di poesia, componendo varie commedie che furono stampate e recitate in casa sua.

MARIA VITTORIA di Alfonso, sostenne pubbliche conclusioni politico-legali nel collegio di Spagna e ha rime in varie raccolte.

VINCENZO suo fratello fu ufficiale nelle guardie del corpo del re di Napoli.

Il conte VALERIO di Alfonso, dimorante a Roma e morto recentemente, sposò Maria CASARO ed ebbe un figlio, GIULIANELLO, che con le sue prozie dimoranti a Roma, Teodosia in SANTINI e Virginia, ora porta i titoli di :
- conte (m)
- nobile di Bologna (mf)


Cordiali saluti
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Re: Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda Antonio De Battisti » giovedì 23 settembre 2010, 22:00

Presento l'altro ramo, marchionale, stabilitosi a Pontremoli nel corso del XVI secolo.

DOSI DELFINI
Arma : Inquartato : al 1°e 4°di verde alla colonna d'argento accollata da tre corone d'oro all'antica, sinistrata da una cicogna d'argento, coronata d'oro, tenente una palla dello stesso ; il tutto sostenuto da una fascia in divisa, abbassata, di rosso ; al 2°e 3°d'azzurro a due delfini d'oro affrontati e accompagnati in capo da tre gigli dello stesso.
Titolo : Marchese (m)
Dimora : Pontremoli, Milano e Pisa

Immagine

Secondo alcune antiche cronache l'origine della famiglia DOSI sarebbe comune a quella dei Pico, dei Pio, dei Manfredi, dei Papazzoni, dei Pedoca figli e nipoti di un Manfredi di Sassonia che avrebbe sposato una figlia di Costanzo imperatore colla quale sarebbe passato in Italia.

Il nome della famiglia ricorre frequentemente nel medio evo in cronache della Mirandola, di Carpi, di Quarantoli, di Modena, di Bologna e di Parma.

Le prime notizie storiche si riferiscono al giuramento di fedeltà fatto alla città di Modena nel 1168 da alcuni della famiglia, alla loro partecipazione a lotte di supremazia che si svolsero in quella città nel XIII e nel XIV secolo.

La famiglia è citata nel < Liber nobilium et potentium civitatis Mutinae et districtus, conditus et factus 1306 inditione quarta de Mense Februarii > tra i nobili abitanti in Porta Cittanovae.

Dopo aver risieduto lungamente in Modena, la famiglia si distribuì a Bologna (Vedi Dosi Delfini seg.).

L' Angeli nella sua < Storia di Parma > narra che durante le lotte tra guelfi e ghibellini parmigiani Passerino Bonacolsi signore di Mantova, intervenuto contro i Rossi occupò nel 1315 il castello dei Dossi (Parma, ed. 1591, lib. II, p. 153).

Un GUGLIELMO nel sec. XVI si trasportò a Pontremoli come comandante del presidio Farnese di quel castello.
Dopo essere stata insignita della nobiltà pisana, la famiglia nelle persone di FRANCESCO e GIUSEPPE de Dosiis, zio e nipote, con patente dell' 8 ottobre 1697 fu dal duca Francesco Farnese iscritta tra la nobiltà di Piacenza con trasmissibilità a tutti i discendenti.

Poichè Francesco e Giuseppe esercitavano la mercatura, il duca concesse loro ampia e libera facoltà < exercendi etiam in posterum et simul et divisim, honesto tamen et laudabili usu et in re habito modo, ut coram coeteris nobilibus sint irreprensibiles, negotiationem, quam agunt, sine ullo preiudicio nobilitatis et abque eo quod per hoc ab ipsa cadant, seu cecidisse intelligantur > (Archivio di Stato in Parma, Patenti, voll. 61-67).

La famiglia crebbe in splendore, sia per ricchezza accumulate, e per i meriti personali dei suoi membri, sia per illustri parentadi contratti, tantochè Carlo di Borbone nella patente data a Colorno il 30 maggio 1733 a favore di essa la dichiara : < Famiglia Pontremolensis praeclara ut proprio suo, ita cognitionum nitore, insigni probitate praedita, victu omni et cultu expolita >, la quale - continua - nei suoi < ornatissimi palazzi > ha ospitato il duca Francesco Farnese e la duchessa Dorotea Sofia.

La detta patente è concessa ai fratelli :
- GIUSEPPE ANTONIO, cav. dell' ordine di Santo Stefano
- ANGELO, dottore in utroque iure
- LUCA ANTONIO, canonico
- GIOVANNI SIMONE, già fin dal 1718 creato scudiere ducale
i quali sono insigniti del titolo di marchese, trasmissibile a tutti i discendenti maschi di Giuseppe Antonio.

La famiglia fruì di varii ordini cavallereschi tra i quali ininterrottamente quello di S. Stefano, da Giuseppe Antonio alla morte dell'ultimo insignito GIAN CARLO (1915).

Numerose furono le cariche coperte dai membri della famiglia coi Farnese e coi Borbone.
GIUSEPPE ANTONIO, ricordato, fu deputato della città di Pontremoli a D. Carlo infante di Spagna (1731).

GIOVANNI SIMONE fu ciambellano del medesimo principe, fu insignito dell'ordine equestre Costantiniano di San Giorgio e di quello di San Lodovico, priore nel 1825, fu comandante i Cacciatori volontari della Lunigiana (1837), gonfaloniere (1838), podestà (1849) e commissario straordinario del Comune di Pontremoli.

GIAN CARLO (1824-1915) fu volontario nel 1848 nelle milizie universitarie toscane, deputato delle prov. Parmensi a presentare l'atto di annessione al regno d'Italia al re Vittorio Emanuele nel 1859 insieme col march. Giuseppe MISCHI, al co. Jacopo SANVITALE, a Giuseppe VERDI, al co. Carlo FIORUZZI.
Fu insignito della commenda della Corona d'Italia, eletto cittadino onorario di Torino.

ANDREA (1863-1924) fu membro della R. Deputaz. di Storia patria per le provincie Parmensi.

La sontuosa villa dei Chiosi presso Pontremoli costruita da Carlo e da Francesco nell'anno 1700 ospitò, oltre gli antichi duchi Farnese, il gen. Raffaele Cadorna nel 1865.
http://www.lunigiana.net/pontremoli/visita/visita10.htm

La famiglia è rappresentata da :
Gian Carlo, di Andrea, di Gian Carlo, di Gian Simone (* Pontremoli, 29-III-1896)
capitano dei granatieri, decorato di 2 medaglie al valore militare,
sposato il 13 luglio 1921 a Laura BUTTINI, da cui :
1) ELENA MARIA (* Pontremoli, 02-VI-1922)
2) GABRIELLA MARIA (* Milano, 12-XII-1923)
3) PIER ANDREA (* Milano, 09-II-1928)

Fratelli :
GIAN SIMONE (* Pontremoli, 26-V-1898)
CECILIA MARIA PIA (* Pontremoli, 02-VII-1894)

Zio :
CARLO ALBERTO (* Pontremoli, 16-VI-1868), sposato il 23 febbraio 1895 con Giromina PARASACCHI, da cui :
a) NERA (* Pontremoli, 08-III-1896) in Quirici
b) DOSIO (* Pontremoli, 1897 + 09-I-1899)
c) MARIA TERESA (* Pontremoli, 17-I-1901)
d) BIANCA MARIA (* Pontremoli, 04-VII-1902)
e) GIOVANNI (* Pontremoli, 08-III-1906)
f) FRANCESCO (* Pontremoli, 01-II-1914)


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Re: Identificazione stemma con pesce.

Messaggioda Piacentine » venerdì 24 settembre 2010, 14:33

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