da Volpegrigia72 » sabato 14 agosto 2010, 12:14
Cari colleghi, sebbene sia fuor di dubbio la straordinaria valenza della Vs. benemerita Associazione, al pari di quella delle Misericordie d'Italia e di tutto il fortunatamente lunghissimo elenco delle analoghe realtà, appartenenti all'A.N.P.A.S. oppure, comunque, iscritte ai ruoli della Protezione Civile, in termini di spirito di abnegazione e di operatività sul campo, registro, nella mia ormai più che ventennale esperienza volontaristica, l'esistenza di questo genere di conflitti, che a volte assumono dimensioni puramente goliardiche ed altre volte valenze molto più negative, legate a motivazioni non sempre attinenti agli scopi prefissati dai singoli statuti, consistenti, in buona sostanza, nel portare conforto a chi soffre, ma al raggiungimento di posizioni di vantaggio, anche di natura politica.
Queste però sono riflessioni che prescindono dal mio sentire, che mi porta a prediligere altre attività, che non quella prettamente amministrativa o di indirizzo dell’Associazione.
Per quanto concerne, poi, l’interessante affermazione che lei ha fatto in relazione al differente spirito, fondante le basi stesse della C.R.I. (o meglio… del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa) e dell’Ordine di Malta, ovvero “””La differenza è che nell'Ordine di Malta questa missione è permeata da una profonda devozione cristiana e cattolica, in ossequio ai dettami della Sacra Religione”””, mi permetta di pensare (ovviamente nell’assoluto rispetto dell’intimo sentire e della fede di chiunque) che questo, a mio veramente modesto parere, sia un grosso limite, che incide, pesantemente, sulla diffusione della Vs. associazione a livello internazionale e, conseguentemente, ne limita di gran lunga l’operatività ed anche, volendo, la visibilità (e quindi, la conoscenza) alla gente comune.
L’imparzialità e l’indipendenza (che ricordo essere due dei sette principi fondamentali alla base del movimento) da qualunque Ente, sia esso politico che religioso, la mancata adesione ad ideali di qualsivoglia natura ed a simboli che non siano quelli previsti dalle Convenzioni di Ginevra e dai relativi protocolli aggiuntivi, attribuiscono al Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa quella cedibilità, quella larga accettazione, anche in paesi, in cui altre ONG non hanno libero accesso, per l’opposizione di una o più parti in conflitto (beninteso… per motivazioni a volte del tutto illegittime da parte di chi si oppone alla presenza di tali realtà altamente benefiche) che, in definitiva, ne fanno un attore, se non essenziale, perlomeno, importante ai fine delle azioni volte alla cura di chi soffre e alla risoluzione dei conflitti.
“””Tutti i volontari, qualsiasi simbolo indossino, sono accomunati da umanissime doti di dedizione e di sacrifcio in funzione nel prossimo (e speriamo non dalla "brama" di onorificenze).”””
Questo è certo, visto che, perlomeno in C.R.I., la maggioranza dei miei colleghi non sa e, in definitiva, si disinteressa bellamente dell’esistenza di onorificenze e decorazioni, dedicandosi a ben altre attività che quella della caccia alla patacca.
Ovviamente, come in tutte le realtà del mondo… ci sono altri tipi di volontari… ma di questo penso sia inutile discutere, visto che quanto attiene a questo argomento sia più o meno noto a tutti.
Il che a (apro e chiudo parentesi) volte ha fatto anche buon gioco ai vertici amministrativi, (e non credo solo i nostri) che hanno distribuito riconoscimenti, a mero scopo di pubbliche relazioni, disinteressandosi del tutto dei propri soci o mettendoli molto più indietro che in secondo piano…
P.s.: per il sig. Pantheon: conscio della differenza tra melitensi e maltesi, ho usato questo termine, perché è proprio quello con cui ho sentito a volte appellare i volontari dello SMOM in Croce Rossa.
D’altronde, a ben pensarci, ritengo che non sia una storpiatura dovuta a spirito di acredine nei confronti dei colleghi, ma solo il fatto che il termine melitense sia sconosciuto ai più.
Distinti saluti.
Edoardo LEO
Cavaliere O.M.R.I.
Merito C.R.I.
L'uomo catarifrangente scese dalla sua carrozza bianca illuminata di una luce azzurrissima, si avvicinò al sofferente, si chinò su di lui e gli disse… ora mi prenderò cura di te !