Egregio Dottor Onorati,
vuole le fonti, ma non c'e problema, quante ne vuole, devo avere letto, sfogliato o consultato forse un centinaio di volumi e qualche decina di siti.
Vedo che non si fida della mia parola, certo, potrei essere un perfido mentitore, gia' mi e' stato detto qualcosa del genere in altra occasione, comunque se vuole toccar con mano vedro' di accontentarla.
Sul fatto che lei dubiti di qualcosa, mmh, ci siamo gia' trovati a discutere in troppe occasioni e non mis embar proprio di aver visto ombra di dubbio nelle sue parole relativamente a certi dati, magari colpa mia che ho letto male.
Inizio con i documenti di parte avversa da me rcentemente citati:
http://partitodelsud.blogspot.com/2010/ ... cilie.htmlhttp://www.storialibera.it/epoca_contem ... %20SicilieQuesti sono solo due dei vari elenchi, lievemente differenti tra di loro circolanti in rete sui primati del Sud.
http://www.vocedimegaride.it/html/primatidelregno.htmQuesto terzo sito ffre una lista in ordine cronologico.
Al di la' della legittima domanda su cosa conti come base per questi primati (il fatto che abbiano avuto luogo nell'area geografica delle Due Siclie? che siano stati voluti da un Sovrano che vi abbia regnato chiunque egli fosse? magari anche uNS avoia? dal fatto che siano stati realizzati da napoletani?) perche' almeno tre di questa ultima lista fanno capo all'Amministrazione napoleonica di Napoli (1807, 1812 e 1813) e non al legittimo governo in esilio a Palermo, viene da verificarne la correttezza ed il peso.
Per la correttezza e' abbastanza facile. Sono uno storico, non un tuttologo e quindi sono andato a campione, partendo da quelli piu' facili da verificare con i limitati mezzi (leggi documenti accessibili) di cui dispongo al momento. Prendiamo, per la sola veridicita' di quanto riportato, gli esempi che ho freschi in memoria, la flotta, l'illuminazione a gas ed il primo codice marittimo al mondo.
Si affermano due falsi ed una inesattezza (che fanno molto bello fintanto che non vengono scoperte).
Il primo falso - Lo Jorio, che fece un buon codice zavorrato da considerazioni che andavano al di la' di quanto commissionatogli, non scrisse affatto il "primo codice marittimo al mondo". Certo "l'odiato" sabaudo Azuni lo copio e si prese il merito, ma lo Jorio arrivo' ben dopo di altri. Leggendo un testo reperibile su Google Books "Collection de lois maritimes" di Jean Marie Pardessus vediamo che i primi codici sono di epoca antica (rodii o giu' di li') e che altri sono stati poi scritti nel medioevo (p.es il Consolato del Mare) e in epoche piu' recenti (Regole di Oleron e Leggi di Visby), ma anche volendo scartare i piu' antichi come "non veri codici in senso moderno" (e gia' questo e' discutibile) leggiamo al Tomo V Capitolo XXXI, pagg. 234-235, che, non solo il lavoro dello Jorio non fu mai utilizzato e che rimase quindi uan bella teoria chiusa in un cassetto, ma persino che nel 1819 il Regno delle Due Sicilie finira' per adottare il codice marittimo francese (mi sembra versione del 1809), che altro non era che una ripubblicazione del Codice francese voluto da Luigi XIV nel 1689, lavoro che precedeva quello dello Jorio di oltre 90 anni!
Qualcosa sui codici di diritto marittimo puo' leggere anche qui
http://books.google.it/books?id=y94qiiR ... &q&f=falsee qui
http://www.lonang.com/exlibris/kent/kent-42.htm#fn31uIl secondo falso - "1860 Prima flotta mercantile e prima flotta militare d'Italia (seconda al mondo)" e qui per chi ne capisce un minimo viene subito al certezza che questi signori non abbiano ne le idee chiare ne dati validi. Per le flotte, tolti gli atti del recente (2009 o 2010) Convegno da me citato rimanderei a quello che era il principale testo di reiferimento dell'epoca per le marine militari "the navies of the world", reperibile su google books, ove l'autore confronta, nei capitoli I - IV, tutte la marine da guerra di un qualche peso esistenti nel 1859-60. Risulta verisismo che la marian duosiciliana fosse la prima d'Italia, am assolutamente non era la seconda al mondo visto che la precedevano di molto Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Russia e Spagna e Svezia, Olanda e Turchia avevano un certo margine su di lei, bene che vada potremmo dire che fosse la nona al mondo (il Convegno la indica come 11ma).
Link al libro in questione -
http://books.google.it/books?id=JMRJAAA ... &q&f=falseL'inesattezza - 1. L'illuminazione a gas, leggiamo "1839 Prima citta' in Italia e terza in Europa dopo Londra e Parigi, con 350 lampade". Prima in Italia e' vero, seppur poi ampiamente e rapidamente superata da quelal di altre citta' italiane per estensione. Ma sulla terza in Europa proprio non ci siamo. Le offro nell'ordine
uno stralcio da Wiki " By 1823 numerous towns and cities throughout Britain were lit by gas."
Uno studio sullo sviluppo dell'illuminazione del gas a Napoli, da cui esce un misero quadro dello sviluppo industriale locale
http://www.aising.it/docs/ATTI%20II%20C ... 3-1192.pdfe una fonte dal tedesco (date e citta'; sono chiari anche per chi non mastica il teutonico),
http://www.udo-leuschner.de/basiswissen/SB100-01.htm, dove si legge che: In Deutschland war 1825 Hannover die erste Stadt, die eine Gasanstalt mit Straßenbeleuchtung vorweisen konnte. Ein Jahr später(1826, mia aggiunta per chiarire la data) wurde auch Berlins Prachtstraße "Unter den Linden" von Gaslaternen erhellt. 1828 folgten Dresden und Frankfurt, 1838 Aachen und Leipzig. 1850 verfügten bereits 26 deutsche Städte über Gasanstalten, darunter Stuttgart, Hamburg, Breslau, Düsseldorf, München und Mannheim.
C'era anche un articolo dell'Enciclopedia britannica che non riesco a ritrovare al momento, ma se mi sara' possible ritrovarlo provvedero' al piu' presto a pubblicarlo.
Sui milioni di lire oro spero vorra' prestare fede ai neoborbonici che scrivono 443,2 milioni sui loro siti.
La mia e' una disamina di solo alcuni punti, ma piu' che sufficiente a far venire seri dubbi. Comunque se volesse ulteriori elementi o riferimenti chieda pure non ho problemi, al di la' del tempo, a fornire altri.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
P.S. vedo solo ora il suo secondo intervento, ma spero che con "ferrovie" si intendano "industrie per la lavorazione del ferro" direi piu' note come industrie siderurgiche, perche' se si intedono le "strade ferrate" si sta dicendo una cosa ridicola. leggero' e le faro' sapere.
Aggiungo che sugli stabilimenti moderni del Sud eed arretrati del Nord che sopravvissero solo grazie alla chiusura di quelli del Sud, cosi' potenti e concorrenziali, il Nord chiuse Pietrarsa perche' fallimentare, ma fece aprire i cantieri navali Pattison e Guppy di Napoli e la fabbrica d'armi Armstrong di Pozzuoli, altro che chiudere la concorrenza od impoverire il Sud distruggendo un magnifico tessuto industriale, ecco alcuni riferimenti:
http://digilander.libero.it/fiammecremi ... trarsa.htmhttp://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?I ... hia=527468http://www.rcm.napoli.it/bicentenario/poatingp.html