Decorazioni americane

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Re: Decorazioni americane

Messaggioda adj » giovedì 17 giugno 2010, 13:38

AIKIDO77 ha scritto:
adj ha scritto:Non siamo in guerra, non siamo in pace: siamo in "operazione" [sweatdrop.gif]


Ne è proprio sicuro? Forse è quello che si vuol far credere. Se poi per guerra s'intende la dichiarazione dello "stato di guerra" allora formalmente siamo in pace.


Pensavo che, parlando di ipocrisia e facendo riferimento all'altra discussione, non potessere sussistere dubbi sul tono - già di suo piuttosto ironico - del mio intervento.
adj
 

Re: Decorazioni americane

Messaggioda AIKIDO77 » giovedì 17 giugno 2010, 13:46

adj ha scritto:
Pensavo che, parlando di ipocrisia e facendo riferimento all'altra discussione, non potessere sussistere dubbi sul tono - già di suo piuttosto ironico - del mio intervento.


Mi perdoni, non ho letto l'altra discussione, ad ogni mdo non tenga conto di quanto detto. [bangin.gif]
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Re: Decorazioni americane

Messaggioda adj » giovedì 17 giugno 2010, 14:29

AIKIDO77 ha scritto:Mi perdoni, non ho letto l'altra discussione, ad ogni mdo non tenga conto di quanto detto. [bangin.gif]


Nulla da perdonare, volevo solo che non sussistessero dubbi interpretativi. [cheers.gif]
adj
 

Re: Decorazioni americane

Messaggioda AIKIDO77 » giovedì 17 giugno 2010, 15:11

adj ha scritto:Nulla da perdonare, volevo solo che non sussistessero dubbi interpretativi. [cheers.gif]


Mi pare giusto. [cheers.gif]
AIKIDO77
 

Re: Decorazioni americane

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 17 giugno 2010, 19:33

Ed io non sono affatto ironico.

Senza nulla togliere al sacrificio di chi rimanesse ferito (tanto in tempo di guerra che di pace), ritengo che la creazione di un ulteriore distintivo di ferita "in operazioni" sia

I N U T I L E

O comunque nato dal solito bizantinismo.

E.L.
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Re: Decorazioni americane

Messaggioda Dragonfreefly » giovedì 17 giugno 2010, 23:00

Elmar Lang ha scritto:Ed io non sono affatto ironico.

Senza nulla togliere al sacrificio di chi rimanesse ferito (tanto in tempo di guerra che di pace), ritengo che la creazione di un ulteriore distintivo di ferita "in operazioni" sia

I N U T I L E

O comunque nato dal solito bizantinismo.

E.L.


Gentile E.L.,
Su questa affermazione avrei da ridire, nel senso che nel Regolamento per le Uniformi vengono contemplate tutta una serie di casistiche pe rle quali è prevista la concessione del Distintivo d'onore meglio esplicate negli articoli di seguito indicati:

Art. 93 -
Ferito in guerra
Consiste, a seconda dei numero delle ferite, in uno o più galloncini ricamati in filo di metallo dorato dello spessore di mm. 6 e della lunghezza di mm. 50.
Si applica, con un'inclinazione di 45° in avanti ed in basso, sulla manica destra della giubba e del giubbetto, con la parte più bassa in avanti a circa 15 m. dall'attaccatura della spalla. I successivi distintivi di ferita devono distare dal precedente mm. 3.

Art. 93/bis
Ferito in operazioni

Consiste, a seconda dei numero delle ferite, in uno o più galloncini ricamati in filo di metallo brunito dello spessore di mm. 6 e della lunghezza di mm. 50. Si applica, con inclinazione di 45° in avanti ed in basso, sulla manica destra della giubba e del giubbetto, con la parte più bassa in avanti a circa 15 m. dall'attaccatura della spalla. I successivi distintivi di ferita devono distare dal precedente mm. 3.

Art. 94
Ferito in servizio

Consiste, a seconda del numero delle ferite, in uno o più galloncini in filo di metallo argentato.
Le dimensioni e la forma sono identiche al distintivo di ferito in guerra. Si applica, con un'inclinazione di 45° in avanti e in basso, sulla manica destra della giubba e del giubbetto, con modalità identiche a quelle prescritte per il distintivo di ferito in guerra.
Il personale insignito di ambedue i distintivi (ferito in guerra e ferito in servizio) porta quello di ferito in guerra sopra quello di ferito in servizio.

L'istituzione dell'art. 93 bis ritengo che sia ad appannaggio di tutte quelle situazioni che non siano ricomprese nelle operazioni di guerra...(mi pare di ricordare che l'unico giorno di guerra dichiarato dallo stato italiano dal dopo guerra risalga al 2 luglio 1993 ovvero il giorno di ceck point pasta a Mogadiscio)...e tra quelle non ricomprese durante il normale servizio di istituto.
Ad esempio alcuni tipi di servizio straordinari svolti dalle FF.PP. non sono ricompresi tra il normale servizio d'istituto, inoltre a seconda del servizio svolto (più propriamente valido per i CC) cambia anche la competenze Ministeriale, o Interno o Difesa.
So di appartenenti alle FF.PP., ai queli non è stato riconosciuto detto deneficio in quanto, pur essendo stati coinvolti in conflitto a fuoco le ogive erano "ringraziando il cielo" del tipo passanti, ovvero sono trapassate da parte a parte pertanto il tipo di lesione non è stata ritenuta permamente ed invalidante tale da attribuirne i benefici di cui sopra.
La ritengo una cosa allucinante!!
Saluti
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Re: Decorazioni americane

Messaggioda nicolad72 » venerdì 18 giugno 2010, 1:19

Vista la collocazione "sistematica" delle norme avrebbero potuto rendere d'argento il distintivo per ferito in operazioni e brunito quello dei feriti in servizio o numerare l'interpolazione normativa con il 94 bis in luogo del 93.... unico sistema premiale al mondo che prevede i gradi di Oro, bronzo e argento...
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Re: Decorazioni americane

Messaggioda Dragonfreefly » venerdì 18 giugno 2010, 10:19

nicolad72 ha scritto:Vista la collocazione "sistematica" delle norme avrebbero potuto rendere d'argento il distintivo per ferito in operazioni e brunito quello dei feriti in servizio o numerare l'interpolazione normativa con il 94 bis in luogo del 93.... unico sistema premiale al mondo che prevede i gradi di Oro, bronzo e argento...


Gentile Nicolad72,
per quanto sia capitato non essere d'accordo con Lei su alcune proposte/iniziative/ecc...
questa volta sare quasi d'accordo, l'importante è non sminuire l'importanza "gerarchica" del distintivo d'onore!!
Forse una più attenta rivisitazione normativa sarebbe stato necessario se non altro per le diverse procedure e i diversi parametri di valutazione
degli elementi necessari per la concessione del predetto Distintivo...
Ritengo, come spesso capita nell'ambiente che il preposto non sia propriamente un "giurista"...Spero di sbagliarmi!!
p.s.: ma non sarebbe meglio avvalersi talvolta di consulenti esperti del settore? Con tutti i soldi che l'amministrazione dello stato spende...un soldino in più o uno in meno che differenza fa?
Saluti
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Re: Decorazioni americane

Messaggioda nicolad72 » venerdì 18 giugno 2010, 12:45

Dragonfreefly ha scritto:...un soldino in più o uno in meno che differenza fa?


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Re: Decorazioni americane

Messaggioda Tilius » venerdì 18 giugno 2010, 13:07

nicolad72 ha scritto:
Dragonfreefly ha scritto:...un soldino in più o uno in meno che differenza fa?


Chiedetelo a Giulio T.! [king.gif]


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Re: Decorazioni americane

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 18 giugno 2010, 14:16

Il mio giudizio un po' tranchant è dovuto al fatto che le ferite sono conseguite:

a) in Guerra

b) in servizio (ovvero qualora il fatto si verificasse con l'Italia non in stato di guerra). Ergo, anche in operazioni.

Aggiungerne un terzo è a mio parere inutile.

Il fatto che la la classe "in operazioni" sia di colore "brunito", non è per l'importanza del fatto, ma perché il galloncino d'argento e quello d'oro esistevano già. La "new entry" doveva giocoforza essere differente, a scanso di immense complicazioni burocratiche dovute allo "spostamento" della classe argento ad altra categoria.

Meglio il "Purple Heart" che non fa' troppe differenze o la a me cara "Laeso Militi" austroungarica che non faceva differenza alcuna, tranne che nel nastro i cui dettagli indicavano dalla malattia invalidante a 5 ferite (in epoca senza penicillina, sulfamidici ed altre novità, forse considerate un limite difficilmente superabile).


A presto,

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Re: Decorazioni americane

Messaggioda Tilius » venerdì 18 giugno 2010, 14:32

Elmar Lang ha scritto:b) in servizio (ovvero qualora il fatto si verificasse con l'Italia non in stato di guerra). Ergo, anche in operazioni.

Aggiungerne un terzo è a mio parere inutile.


...effinalmentequalcunolohadetto! [notworthy.gif] [notworthy.gif] [notworthy.gif]
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Re: Decorazioni americane

Messaggioda massi » venerdì 18 giugno 2010, 15:56

Ci sono nazioni che interpretano in modo unico le decorazioni per i feriti, come ricordava giustamente Elmar Lang, ma ci sono o ci sono stati anche casi analoghi al nostro, calssico esempio il Verwundetenabzeichen tedesco, decorazione che da sempre mi affascina nonostante la sua semplicità, anch’esso diviso in tre gradi che sottolineavano la gravità o il numero di ferite riportate.

Quel che in realtà mi fa riflettere non è questa ulteriore frammentazione (ebbene sì, abbastanza ipocrita), bensì il fatto che queste scelte evidenziano un’atmosfera poco equilibrata e poco serena.
Mi chiedo se sia possibile che una decorazione che in qualsiasi forza armata a livello mondiale è un caposaldo e probabilmente tra le prime decorazioni istituite storicamente insieme a quelle al valore, in Italia debba essere modificata per evitare il solito brusio polemico di questa o quella parte ideologica e facendone quindi perdere di fascino.

Abbiamo più volte citato insegne straniere quale il Purple Heart, però avevamo anche sottolineato che spesso queste decorazioni sono inflazionate rispetto a quella italiana che viene rilasciata con mooooolta più parsimonia, infatti diciamoci la verità, non c’è immagine televisiva che inquadri un soldato americano senza Purple Heart al petto, l’alone di mito è dovuto forse più alla storia che alla reale elitarietà della medaglia.

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Re: Decorazioni americane

Messaggioda Elmar Lang » domenica 20 giugno 2010, 8:49

...ad esempio, nella "vecchia" URSS, il distintivo di ferita era a barretta gialla (oro) o rossa ed indicava "ferita grave" o "ferita leggera" (con apposita normativa per distinguere i due tipi di ferita ed i casi in cui riconoscerli). Pure questo onorifico distintivo, era conferito con notevole parsimonia.

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