Elmar Lang ha scritto:Ed io non sono affatto ironico.
Senza nulla togliere al sacrificio di chi rimanesse ferito (tanto in tempo di guerra che di pace), ritengo che la creazione di un ulteriore distintivo di ferita "in operazioni" sia
I N U T I L E
O comunque nato dal solito bizantinismo.
E.L.
Gentile E.L.,
Su questa affermazione avrei da ridire, nel senso che nel Regolamento per le Uniformi vengono contemplate tutta una serie di casistiche pe rle quali è prevista la concessione del Distintivo d'onore meglio esplicate negli articoli di seguito indicati:
Art. 93 - Ferito in guerra Consiste, a seconda dei numero delle ferite, in uno o più galloncini ricamati in filo di
metallo dorato dello spessore di mm. 6 e della lunghezza di mm. 50.
Si applica, con un'inclinazione di 45° in avanti ed in basso, sulla manica destra della giubba e del giubbetto, con la parte più bassa in avanti a circa 15 m. dall'attaccatura della spalla. I successivi distintivi di ferita devono distare dal precedente mm. 3.
Art. 93/bis
Ferito in operazioni Consiste, a seconda dei numero delle ferite, in uno o più galloncini ricamati in filo di
metallo brunito dello spessore di mm. 6 e della lunghezza di mm. 50. Si applica, con inclinazione di 45° in avanti ed in basso, sulla manica destra della giubba e del giubbetto, con la parte più bassa in avanti a circa 15 m. dall'attaccatura della spalla. I successivi distintivi di ferita devono distare dal precedente mm. 3.
Art. 94
Ferito in servizioConsiste, a seconda del numero delle ferite, in uno o più galloncini in filo di
metallo argentato. Le dimensioni e la forma sono identiche al distintivo di ferito in guerra. Si applica, con un'inclinazione di 45° in avanti e in basso, sulla manica destra della giubba e del giubbetto, con modalità identiche a quelle prescritte per il distintivo di ferito in guerra.
Il personale insignito di ambedue i distintivi (ferito in guerra e ferito in servizio) porta quello di ferito in guerra sopra quello di ferito in servizio.
L'istituzione dell'art. 93 bis ritengo che sia ad appannaggio di tutte quelle situazioni che non siano ricomprese nelle operazioni di guerra...(mi pare di ricordare che l'unico giorno di guerra dichiarato dallo stato italiano dal dopo guerra risalga al 2 luglio 1993 ovvero il giorno di ceck point pasta a Mogadiscio)...e tra quelle non ricomprese durante il normale servizio di istituto.
Ad esempio alcuni tipi di servizio straordinari svolti dalle FF.PP. non sono ricompresi tra il normale servizio d'istituto, inoltre a seconda del servizio svolto (più propriamente valido per i CC) cambia anche la competenze Ministeriale, o Interno o Difesa.
So di appartenenti alle FF.PP., ai queli non è stato riconosciuto detto deneficio in quanto, pur essendo stati coinvolti in conflitto a fuoco le ogive erano "ringraziando il cielo" del tipo passanti, ovvero sono trapassate da parte a parte pertanto il tipo di lesione non è stata ritenuta permamente ed invalidante tale da attribuirne i benefici di cui sopra.
La ritengo una cosa allucinante!!
Saluti