ars ha scritto:
Ad ogni modo nella società d'oggi le "ristrettezze" di successione lasciano il tempo che trovano, come anche il vanto del titolo.
A mio avviso le uniche persone che leggittimamente oggi possono vantare un titolo onorifico in possesso, sono quelle nate prima del 1946.
Le persone nobili, nate ancora nel Regno D'Italia, si sono trovate a possedere dalla nascita e fino al 1946, un titolo con effettivo valore legale se pur onorifico.
Esiste un principio generale, che stabiliosce che i titoli ottenuti in un previgente sistema non vengono mai aboliti. Forse per questo motivo pur senza tutela specifica, non c'è mai stato dal 1946 in poi, il divieto di usare i titoli nobiliari già posseduti.
E' chiaro però che le persone di schiatta nobile, nate nel regime costituzionale della Repubblica italiana, (dove non è previsto un valore legale nobiliare per nascita) non dovrebbero vantare nessun titolo, in qunto mai realmente acquisito.
Questo, gentile amico, è un argomento abbondantemente approfondito , la legge si disinteressa dei titoli nobiliari semplicemente non tutelandoli questo a partire dal 1946 e riferendosi a tutti , nessuno escluso.
Durante i lavori dell’assemblea costituente della nostra Repubblica ci fu chi propose l’abolizione dei titoli nobiliari ,
http://www.nascitacostituzione.it/04finali/14/index.htm
ma passò il concetto del non riconoscimento .
Il punto nodale è un altro e ben più importante che spesso , impegnati nei nostri “massaggi cerebrali”, trascuriamo di evidenziare ovvero l’Art. 3 :
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali di fronte alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali “ ,
ciò implica , riaffermare la totale abolizione di ogni privilegio di ceto. La qual cosa non significa che i discendenti famiglie di antica distinzione debbano disconoscere o addirittura vergognarsi della propria storia , anzi , lo studio della storia e delle tradizioni è comune patrimonio e fonte di arricchimento per tutti : è questo che deve essere tutelato con passione ! Se poi qualcuno nostalgicamente e spesso folcloristicamente fa uso di titolo nobiliare non fa male a nessuno … credo .![]()
Per quanto riguarda il valore storico del cognome trasmesso per via femminile, non dovrebbero esserci oggi nessuna limitazione specialmente se ci fosse l'esigenza di scongiurare l'estinzione del cognome. E' stato fatto in passato con autorizzazione reale, non si capisce perchè non si possa fare oggi. Nel caso di estinzione, anche l'aggiunzione di cognome, dovrebbe essere oggi tutelato dalle consulte araldiche proprio per non perdere la memoria storica delle famiglie più antiche.
Aggiungere un cognome al proprio , è legale , anche se non automaticamente concedibile dal ministero : deve essere dimostrato un fondato motivo
Un tempo poi i regnanti si sposavano tra regnanti, i nobili con i nobili, Ora parte delle regine oggi sono "plebee"....il cognome reale in Inghilterra passa indistintemente per via femminile, sarà così forse anche in Spagna....
figuriamoci allora se il rampollo in questione non può farsi chiamare conte!
Cari saluti
Cordialmente contraccambio


