Criteri: Non limiterei il distinguo solo sul
fare e il non fare per definire questi ordini, lo trovo molto riduttivo anche perché, i più furbi potrebbero
inventarsi qualcosa da fare per rientrare in una categoria o in un'altra alla luce di quanto affermato in questo seguitissimo forum. (Giusto un esempio di cui si è discusso in passato: Ordine Patriarcale di Sant'Ignazio di Antiochia, che si definiva cavalleresco per via del sostegno al Patriarcato da cui trae origine).
Vi sono altre componenti che fanno parte del patrimonio di un'istituzione che sanciscono le sostanziali differenze tra un ordine e l'altro. Prerogative, antichità, riconoscimenti,
rituali di investitura, benefici spirituali, privilegi araldici ecc. ecc.
I postulanti (cioè coloro che postulano):
Sui postulanti.... mi si lasci ironicamente affermare (senza con ciò voler minimamente appoggiare il goffo personaggio, perché io sono stato testimone di tentativi ben più imbarazzanti) che il tizio ha sicuramente sbagliato metodo per inesperienza ed ingenuità, ma anche molti altri personaggi (più astuti e forse ancor meno degni) postulano
con metodo al fine dell'ottenimento dell'onore, non mi si dica che nell'ambiente non girino persone che non abbiano
fatto qualcosa al fine di.
Anche su questo forum, dopo aver tanto discusso, osservando attentamente, si noterà che alcuni frequentatori, allettati dai tanti contenuti ben analizzati in queste pagine, sono entrate magicamente nel "circolo" di qualche ordine.

Semplicemente hanno compreso la via. Anche un nobile (che magari in passato non sarebbe stato accolto, ma che oggi in carenza di numeri... viene accolto a braccia aperte) che decide di accedere per aggiungere un evento di rilievo nella storia della propria famiglia, senza mai partecipare alle attività, lo fa al fine di acquisire maggior onore (come giustamente accennato anche da Qohelet).
D'altronde trovo magra consolazione il gloriarsi della propria condizione, guardando a coloro che non possono accedervi... sarebbe più nobile il silenzio che il giudizio morale. Ambisce all'onore e dovrebbe ottenerlo (non con l'onorificenza, ma perché guadagnato nella vita), chi possiede le qualità per apprezzarne e testimoniarne davvero il valore.
D'altronde, non credo che la maggior parte (dunque con una sempre dignitosa eccezione) dei non appartenenti agli ordini cavallereschi, che pure frequenta queste stanze, sia solo animato da puro spirito conoscitivo. A mio avviso c'è tanta gente attratta dall'"onore" e dalla storia di questo o quell'altro ordine, nel quale aspira fortemente ad entrare e ciò diviene possibile studiando bene quanto viene approfondito su questo forum... i metodi sono stati sufficientemente (e a mio avviso fin troppo) illustrati, financo nelle quote di ingresso.... (guardacaso tale curiosità viene da chi non appartiene ad un ordine cavalleresco, poiché un cavaliere normalmente è informato su questi dati, ed approssimativamente anche su quelli degli altri ordini).
Un forum che può essere un valido consesso per gli studiosi della materia,
ma (e purtroppo) anche il portale d'ingresso di alcuni che pur non avendo avuto contatti con queste realtà (se il contatto c'è ed è naturale è un conto... se invece viene artificiosamente costruito...
![nono [nono.gif]](./images/smilies/nono.gif)
), riescono a trovare
il metodo di, al fine di.Meglio soprassedere...
Un onesto dialogo può avvenire solo tra persone veramente interessate alla materia e non all'ottenimento di informazioni al fine di ottenere il riconoscimento.
Faccio mia una citazione di un altro forumista apparsa pochi giorni fa su questo forum:
Adriano Colucci Vespucci (presidente della Rivista Araldica) 1938 sosteneva
“ Il patrimonio morale, peraltro assai poco coltivato, che poteva ancora distinguere il vero gentiluomo dalla massa , consisteva nella religiosità, nell’amore per la Patria, nel coraggio , nell’aver costumi semplici e modesti , senza mostrare né burbanza né albagia e nel rifuggire dall’avarizia."
Ma il nobile che "poteva essere tale anche senza possedere ricchezza ,[i]" doveva soprattutto avere "il grande , costante , assolutissimo culto dell’Onore e sentirsi soggetto di doveri e non di privilegi[/i] ”.
Alla luce di tutto questo, converrà forse ritornare all'analisi dei dati per un confronto di studio e abbandonare i giudizi morali, poiché le persone degne ci sono, e le indegne (come in tutti i consessi umani) anche. Chi è fuori da un ambiente ovviamente tende a valutare una realtà guardando più alle persone indegne, come avviene esattamente per la Chiesa Cattolica, figuriamoci per gli ordini cavallereschi.
Chi ne comprende il valore e lo testimonia con la vita è un degno cavaliere, chi non lo fa, disonora se stesso nel danneggiare l'ordine di cui porta le insegne.