Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda Tilius » mercoledì 12 maggio 2010, 17:34

nicolad72 ha scritto:purtroppo non sarà così per i miei figli...


Purtroppo? Facciamogli respirare un po' di varietà genetica ai futuri pargoli, please... Ne viene solo del bene. ;)
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 12 maggio 2010, 17:41

Tilius ha scritto:
nicolad72 ha scritto:purtroppo non sarà così per i miei figli...


Purtroppo? Facciamogli respirare un po' di varietà genetica ai futuri pargoli, please... Ne viene solo del bene. ;)



Quoto Tilius !
Una bella rimescolata italica :D
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda lion bianco » mercoledì 12 maggio 2010, 17:45

Idem...grande Tilius [thumb_yello.gif]
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda adj » mercoledì 12 maggio 2010, 17:52

GENS VALERIA ha scritto: Quanti Italiani possono affermare che i quattro nonni provengano dalla stessa provincia o regione ? Ben pochi , almeno nel Centro nord , compresi i puristi dell’etnia. Qual è dunque la terra dei nostri padri la Vaterland, la Patria per la maggior parte di noi ? Cosa ci accomuna, insomma ?


Indubbiamente non tutti gli abitanti di Parma, Piacenza e Guastalla potevano vantare immacolate origini locali (anche se a quei tempi era - almeno per il "popolino" - assai più verosimile che oggidì), né erano probabilmente in grado di tracciare netti confini etnici che li separassero dagli abitatori degli stati e staterelli confinanti.

Però, nonostante tutto, Parma, Piacenza e Guastalla era - fosse anche "operettisticamente" - bello. [king.gif]
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 12 maggio 2010, 17:59

GENS VALERIA ha scritto:
E’purtroppo un dato di fatto inconfutabile che decenni di assistenzialismo ottuso e cattiva amministrazione locale abbiano economicamente frenato una parte d’Italia ( come bene afferma Leon Bianco ) ed è per questo che non ho particolari preclusioni a larghe autonomie fiscali e politiche, ma alt! Qui io mi fermo e metto un paletto.



Caro Sergio,

il nocciolo delle Tue osservazioni è largamente condivisibile e come sempre ci troviamo seduti più o meno sullo stesso sgabello :D.
La mia sensazione è che la cura ragionevole che anche tu riconosci :D, avrebbe i mezzi per mettere fine a decenni di assistenzialismo ottuso e sciagurata amministrazione locale completamente de-responsabilizzata. Ma nella realtà la medicina, che risulta amara, sembra avversata dai più. Il paletto è fondamentale anche per me ovviamente, ma verrà mai piantato? Non si vorrà lasciare che tutto continui così come è sempre stato confidando nello stellone?
Se così fosse,allora, difficile pensare cosa potrebbe accadere nel lungo periodo tra vari decenni.

Un caro saluto

F.
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 12 maggio 2010, 18:28

adj ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto: Quanti Italiani possono affermare che i quattro nonni provengano dalla stessa provincia o regione ? Ben pochi , almeno nel Centro nord , compresi i puristi dell’etnia. Qual è dunque la terra dei nostri padri la Vaterland, la Patria per la maggior parte di noi ? Cosa ci accomuna, insomma ?


Indubbiamente non tutti gli abitanti di Parma, Piacenza e Guastalla potevano vantare immacolate origini locali (anche se a quei tempi era - almeno per il "popolino" - assai più verosimile che oggidì), né erano probabilmente in grado di tracciare netti confini etnici che li separassero dagli abitatori degli stati e staterelli confinanti.

Ovviamente mi riferivo alla situazione attuale , mi è capitato recentemente di fare un giretto nel reparto maternità di un "nostro" ospedale :D

Però, nonostante tutto, Parma, Piacenza e Guastalla era - fosse anche "operettisticamente" - bello. [king.gif]

Concordo , soffro di impenitente partigianeria nei confronti delle antiche famiglie preunitarie e di ciò che faceva loro contorno. è risaputo ! [biggrinthumb.gif]
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 12 maggio 2010, 19:26

Generalmente l'appartenenza è indicata dal cognome patrilineare indipendentemente dalle alleanze matrimoniali. Penso che i fenomeni trasmigrativi(emigrazioni/immigrazioni) possano anche essere degli arricchimenti; naturalmente, come del resto in ogni cosa in medio stat virtus, senza eccessi dannosi sia per i paesi d'emigrazione(che rischiano spopolamento/impoverimento) che per quelli d'immigrazione(che rischiano snaturamenti etc.). Ciao,
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 12 maggio 2010, 22:49

Tilius ha scritto:
nicolad72 ha scritto:purtroppo non sarà così per i miei figli...


Purtroppo? Facciamogli respirare un po' di varietà genetica ai futuri pargoli, please... Ne viene solo del bene. ;)


Di geni diversi nel mio sangue ne girano mai tanti... purtroppo son rimasti tutti lì a fare i turisti... qualcuno poteva fermarsi nel mio cervello! Invece no! Vabbè che ci volete fare... ognuno ha le sue disgrazie!
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 13 maggio 2010, 13:16

Egregio Dottor Onorati,

purtroppo sono attualmente sprovvisto del tempo necessario per una risposta punto per punto, le posso pero' dire che dei cinque punti da lei presi il primo e' assolutamente discutibile, si emigrava infatti anche dalla Germania, vogliamo dire che era un Paese sottosviluppato pure quello?.
Il secondo non e' per forza indice di mancato sviluppo ed anzi puo' essere indice di alto sviluppo del Paese, si veda la differenza nelel finanze di Belgio ed Italia alla fine deglia nni '80 entrambi i paesi superavano il 100% del PIL come debito pubblico, ma in Italia se lo si era "mangiato" in Belgio lo si era investito in infrastrutture e sviluppo, caso non dissimile dal Regno di Sardegna, ricordera' che abbiamo gia' lungamente parlato dello sviluppo delle ferrovie in Italia?
Il quarto c'entra poco, oggi vi sono le carte di credito e quindi il circolante al di la' dell'aumento da svalutazione/inflazione rischia di essere meno oggi di ieri, non mi sembra pero' che lo sviluppo industriale die Paesi europei sia diminuito.

Mi trova d'accordo sui punti 3 e 5, ma qui' sorgono altri problemi, vediamoli:

1) L'emigrazione, appunto;
2) L'indebitamento pubblico;
3) il PIL e il reddito/debito pro-capite;
4) la moneta circolante;
5) l'industrializzazione;

3) il PIL del Regno delle Due Sicilie, nello stesso anno, era di oltre 2.600 milioni di lire contro i 1.600 del Regno di Sardegna; il reddito pro-capite era di 291 lire in entrambi gli stati, ma il debito pro-capite era di sole 59 lire nel Sud contro le circa 262 del Nord, su 291 lire un Meridionale ne aveva effettivamente 232 (291 -59) mentre un Piemontese ne aveva solo 29 (291 – 262).;

Come lei stesso nota il PIL totale era diverso, ma quello pro-capite identico, questo significa che il sardo medio era ricco quanto il duosiciliano medio e che le Due Sicilie erano uno stato piu' popoloso.
Questo non indica vantaggio per nessuno dei due.
Quello che le sfugge e' che non si puo' fare PIL annuo pro-capite-debito pubblico procapite = reddito effettivo o ricchezza effettiva. Non solo e' errato, ma e' assolutamente ridicolo, sarebbe come dire che oggi (2010, con un debito pubblico superiore al 100% del PIL ) ogni anno tutti gli italiani non solo non percepiscono reddito, ma anzi pagano pure qualcosa allo Stato o chi per lui.
Quello che si puo' evidenziare e' che al Nord vi era debito pubblico al Sud vi erano casse colme d'oro, am questo cosa significa? Lo si vede verificando la destinazione della spesa pubblica, cosa che qui non vediamo.

5) Nell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1856 fu assegnato alle Due Sicilie il Premio per il terzo Paese al mondo come sviluppo industriale (il 1° in Italia) e dal censimento ufficiale del 1861 si deduce che, al momento dell’unità, le Due Sicilie, pur costituendo il 36.7% della popolazione totale italiana, davano impiego nell’industria ad una forza-lavoro pari al 51% di quella complessiva degli stati italiani (1,6 milioni su 3,1 milioni totali). Alla vigilia dell'unità, al Nord solo l'Ansaldo di Genova era a livello di grande industria, tuttavia essa aveva 480 operai contro i 1.000 di Pietrarsa.


Sull'esposizione di Parigi ho seri dubbi, ho verificato gli atti finali e o quelli che ho trovato io sono incompleti o le Due Sicilie fanno ben modesta figura. Nel 1856 certamente non erano il terzo Paese industrializzato d'Europa, figuriamoci al mondo!
Pietrarsa era evidentemente una piccola industria di trascurabile entita' visto che l'arsenale di Venezia secoli prima impiegava oltre 6000 operai. I dati industriali relativi alle Due Sicilie fanno vedere come si trattasse di uno Stato con alcuni interessanti, ma inconsistenti primati (per la mia analisi di questi dovra' attendere un po'), ma anche come vari di questi siano stati "gonfiati", abbelliti o sopravvalutati nella loro reale portata. Insomma lo sviluppo industriale era modesto ed effimero. Tanto per fare un singolo esempio la piu' grande nave della Marina duosiciliana il pirovascello "Monarca", incorporato nella Regia Marina come "Re Galantuomo"' era gia' ampiamente obsoleto alla battaglia di Lissa 1866 appena 5 anni dopo la fine del Regno delle Due Sicilie.


Sulla base di questi dati, io arrivo alla conclusione che lo "scambio" tra Nizza-Savoia e il Meridione fu un affare davvero conveniente per Cavour e i Savoia.

Qui denota addirittura una totale e sbalorditiva mancanza di conoscenza dei fatti storici. Nizza e la Savoia fuorno cedute (24 marzo 1860) per poter annettere i Ducati e le Legazioni e non gia' per Napoli e Sicilia (i Mille partirono il 5 maggio 1860).
Se vuole per caso intendere che il Sud annesso fosse piu' ricco del Nord ceduto puo' essere, ma non vi vedo difficolta', persino alcune zone della campagna inglese di meta' '800 potevano essere meno ricche della media del Regno duosiciliano, ma non per questo l'Inghilterra era meno sviluppata di Napoli.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda Tilius » giovedì 13 maggio 2010, 13:36

Cronista di Livonia ha scritto:Nizza e la Savoia fuorno cedute (24 marzo 1860) per poter annettere i Ducati e le Legazioni e non gia' per Napoli e Sicilia (i Mille partirono il 5 maggio 1860).


Eh, sì.
Le date sono importanti.
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