da Giorgio Aldrighetti » mercoledì 5 maggio 2010, 19:55
Nel Settecento due famiglie chioggiotte vennero aggregate al patriziato veneto, i Veronese, di professione mercanti di olio, il 14 settembre 1704 ed i Grassi, mercanti di vino, il 7 giugno 1718.
Sempre nel Settecento, troviamo la famiglia chioggiotta Cestari, iscritta nell’Aureo libro dei titolati della Repubblica Veneta, con il titolo di conte, in data 1° settembre 1784.
Per la comunità di Chioggia è doveroso riportare, tratte dal Massimario della Consulta Araldica, le massime 51 e 52 che così recitano: “Le famiglie ascritte alla «cittadinanza originaria» di Venezia, godevano una posizione distinta ma non nobile”; “Le famiglie ascritte ai Consigli e notate nei Libri d’oro di Torcello, Murano e Chioggia erano equiparate alle famiglie di cittadinanza originaria di Venezia”.
In Chioggia, tra la fine dell’Ottocento ed i primi nel Novecento, altre antiche famiglie ottennero la concessione, dal Regno d’Italia, di un titolo nobiliare.
La famiglia Brusomini-Naccari, quello di conte, con la concessione nel 1895, i Bullo il titolo di nobile, con riconoscimento nel 1887, e dei conti, con rinnovazione nel successivo 1896, i Comello, il titolo di nobile, con concessione del 1899, i Comello-Montalban, parimenti il titolo di nobile, con la concessione del 1899, i Duse-Masin, anch’essi il titolo di nobile, con riconoscimento del 1911, i Vianelli, sempre il titolo di nobile, con riconoscimento del 1907.
Il titolo di nobile venne, altresì, concesso alla famiglia Nordio nel 1926, alla famiglia Olivotti nel 1939 ed alla famiglia Zennaro nel 1940.
Per le famiglie gentilizie di Chioggia riportiamo, di seguito, anche la descrizione araldica dei rispettivi stemmi:
Brusomini-Naccari, arma: Di rosso alla stella d’oro di sei raggi.
Bullo, arma: D’azzurro, alla chiocciola rivoltata d’oro.
Cestari, arma: Inquartato: nel 1° d’azzurro al destrocherio armato di mazza al naturale; nel 2° di rosso alla banda d’argento con la leggenda LIBERTAS; nel 3° di rosso alla cesta d’oro di frutta al naturale; nel 4° d’azzurro a due sbarre d’oro; sul tutto una fascia d’oro.
Comello, arma: Troncato: nel primo: d’azzurro alla cometa d’oro, posta in banda; nel secondo: d’argento a tre bande di rosso.
Comello Montalban, arma: Troncato: nel primo: d’azzurro alla cometa d’oro, posta in banda; nel secondo: d’argento a tre bande di rosso.
Duse Masin, arma: D’azzurro all’albero nodrito nella punta dello scudo, sostenente un uccello di nero, il tutto al naturale.
Grassi, arma: D’azzurro al drago d’oro, sormontato da una stella dell’ultimo di sei raggi; alias: d’argento all’aquila , con il volo abbassato, di nero, caricata in cuore da uno scudetto d’azzurro al drago d’oro, sormontato da una stella dell’ultimo, di sei raggi, e timbrata da una corona d’oro all’antica..
Nordio, arma: Troncato: a) d’azzurro al pesce, accompagnato da quattro stelle (6), poste 1,2,1, il tutto d’argento; b) di rosso con una A in carattere lapidario di nero.
Olivotti, arma: D’azzurro ad un albero d’olivo, nodrito sulla campagna di verde.
Veronese, arma: Inquartato d’argento e di rosso alla fascia d’azzurro carica di tre stelle (6) d’oro attraversante.
Vianelli, arma: D’azzurro a tre bande d’oro.
Zennaro, arma: D’azzurro al fuoco nascente da cinque tronchi, il tutto al naturale, sostenuti da una campagna di verde, accompagnato in capo da tre stelle d’oro, di sei raggi, male ordinate.
Giorgio