Portabilità Croci di ferro

Divise, medaglieri personali, nastrini, autorizzazioni.
Uniforms, personal decorations, ribbons use and authorization.

Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda equites » domenica 25 aprile 2010, 14:57

Elmar Lang ha scritto:beh, ricordiamo che in quegli anni, certe cose erano quasi tabù.

Nonostante la autorizzazione al porto, mio papà fu comunque oggetto di un'interrogazione parlamentare nel 1973, ove l'estensore di tale interrogazione chiese al Ministro della Difesa se gli constasse che....[b]"


Sarebbe opportuno conoscere il nome di questo imbecille, per sottoporlo ad un postumo (spero) dileggio.... [bangin.gif]
"...e per rincalzo il cuore"
equites
 
Messaggi: 826
Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 22:17
Località: Taranto

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda Elmar Lang » martedì 27 aprile 2010, 23:22

Se non ricordo male, fu l'on. Ballardini del PSI.

Ma controllerò meglio, ricercando nell'archivio di mio papà l'articolo pubblicato su "Il Giorno" all'indomani dell'interrogazione.

E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
Avatar utente
Elmar Lang
 
Messaggi: 3513
Iscritto il: mercoledì 6 ottobre 2004, 10:02
Località: Nord Italia

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda Tilius » mercoledì 28 aprile 2010, 0:09

equites ha scritto:
Elmar Lang ha scritto:beh, ricordiamo che in quegli anni, certe cose erano quasi tabù.

Nonostante la autorizzazione al porto, mio papà fu comunque oggetto di un'interrogazione parlamentare nel 1973, ove l'estensore di tale interrogazione chiese al Ministro della Difesa se gli constasse che...."


Sarebbe opportuno conoscere il nome di questo imbecille, per sottoporlo ad un postumo (spero) dileggio.... [bangin.gif]


Caro equites, é proprio necessario utilizzare simili termini?
Renato Ballardini, classe 1927, avvocato, deputato, presidente della commissione affari costituzionali della Camera, consigliere regionale del Trentino Alto Adige, parlamentare europeo, tutt'ora attivo in politica nonostante le 83 primavere, é stato anche partigiano, e quindi mi sembra molto umanamente comprensibile che gli girassero le balle (perdonate il francesismo) a vedere portate decorazioni germaniche ante '45 (periodo nel quale, in effetti, la distinzione fra tedesco e nazista era cosa molto sottile, per non dire inesistente).
Senza contare, infine, caro equites, che utilizzare simili termini ha un nome legale assai preciso: diffamazione. ;)
Маурицио Тигльери
Immagine
Avatar utente
Tilius
Amministratore
 
Messaggi: 13094
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda Mario Volpe » mercoledì 28 aprile 2010, 0:33

Beh, certo che sarebbe comunque il caso di "ritoccare" un pò certi termini...
Si Deus nobiscum quis contra nos
(motto dell'Ordine di Filippo il Magnanimo - Assia-Darmstadt)
Avatar utente
Mario Volpe
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 3803
Iscritto il: sabato 1 aprile 2006, 18:58
Località: Roma

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda adj » mercoledì 28 aprile 2010, 6:48

In alcuni casi io adoro diffamare, specie quando ciò non significa attribuire a altri azioni vituperevoli mai commesse, ma semplicemente qualificare in modo forse un po' crudo il livello intellettuale di chi tale azioni ha indubitabilmente compiuto. [ranting2.gif]
Ovviamente sono anche solito assumermene l'intera responsabilità. [mf_swordfight.gif]

Piccola notarella aggiuntiva - e OT: se i nostri parlamentari non ritenevano (e temo il malvezzo non sia cessato) di avere nulla di più importante da fare, molte cose dell'italico andazzo si spiegano... [mf_seehearspeak.gif]

E per terminare in italicissimo modo, mi si consenta, all'indirizzo di tanto degno rappresentante di tanto degno partito, di citare Totò: [harhar.gif]
adj
 

Messaggioda Tilius » mercoledì 28 aprile 2010, 10:03

Mi chiedevo quando l'elegantissima abitudine tutta italica di buttarla in politica sempre e comunque, sarebbe tornata a galla... Immagine

Enough.

Passo & chiudo.
Un caro saluto a Tutti, Immagine
M.T.
Маурицио Тигльери
Immagine
Avatar utente
Tilius
Amministratore
 
Messaggi: 13094
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda gattovalois » mercoledì 28 aprile 2010, 10:55

adj ha scritto: [mf_swordfight.gif]

scusate non sono pertinente assolutamente con la discussione ma i due omaccini con fioretto sono fantastici.
di nuovo scusa
gattovalois
 
Messaggi: 100
Iscritto il: giovedì 18 marzo 2010, 19:49

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda equites » domenica 2 maggio 2010, 15:49

Carissimi Tillius e Volpe, leggo solo ora i vostri appunti.

Mi scuso con i colleghi forumisti se il mio intervento può aver offeso la sensibilità di alcuni di loro.

Detto questo, non intendo assolutamente rimangiarmi quanto scritto. Il ballardini in questione potrebbe anche essere un presidente della repubblica emerito (partigiano, socialista, organico al potere, i titoli per far carriera li possiede tutti), il mio giudizio non cambia.
Inoltre la politica in questo caso passa in secondo piano, mentre più importante e grave è certamente il tentativo di questo triste individuo di condannare un militare (quindi un cittadino dello stato che certamente difende il medesimo con maggiore impegno di quanto possa fare un politico) semplicemente perchè intendeva seguire gli ordini che gli sono stati impartiti: un comportamento da imbecille e, aggiungo, da ignorante.
"...e per rincalzo il cuore"
equites
 
Messaggi: 826
Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 22:17
Località: Taranto

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda Mario Volpe » domenica 2 maggio 2010, 18:46

equites ha scritto: non intendo assolutamente rimangiarmi quanto scritto.


Liberissimo caro Equites, mi corre però l'obbligo "tutelare" di ricordare quanto specificato nel nostro regolamento (punto 4):

"Tutto ciò che l'utente scrive nel forum rappresenta il solo pensiero personale dell'utente e non il pensiero dello IAGI e delle altre associazioni rappresentate da questo forum."
Si Deus nobiscum quis contra nos
(motto dell'Ordine di Filippo il Magnanimo - Assia-Darmstadt)
Avatar utente
Mario Volpe
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 3803
Iscritto il: sabato 1 aprile 2006, 18:58
Località: Roma

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 3 maggio 2010, 13:02

Salve,

giusta l'osservazione del Dr. Volpe a ricordarci che ciò che affermiamo qui rappresenta il nostro personale pensiero ed opinione; pensiero ed opinione che potrebbero anch'essere condivise da altri ma che non necessariamente sono quelle dello IAGi o delle altre associazioni rappresentate in questo Forum.

I miei commenti riguardo la Croce di Ferro di I Classe conferita a mio Padre nel 1942 e le "vicissitudini" che lui passò per il solo fatto di esprimere il suo diritto ad indossarle -essendone stato autorizzato dal Capo dello Stato- è comunque un interessante nota a margine in materia di storia della faleristica.

Nel fine-settimana sono stato a trovare mia madre ed ho fatto qualche ricerca nell'archivio di mio papà. Ho ritrovato alcune cose interessanti.

L'autorizzazione Presidenziale a fregiarsi della Croce di Ferro di I e II Classe è in data 20 Maggio 1970 (ciò chiarisce alcuni miei dubbi sulla data). Sino all'autunno del 1972, mio papà fu insegnante di IAS alla Scuola di Guerra di Civitavecchia e nessuno ebbe mai motivo di lagnarsi per il fatto che indossasse i nastrini (o le decorazioni "full size" in alta uniforme) delle Croci di Ferro, assieme alle altre sue onorificenze.

Nel Novembre 1972 prese servizio a Verona quale Presidente del Tribunale Militare Territoriale. Da principio, in udienza, si indossava l'"Alta Uniforme Ridotta", vale a dire sciarpa azzurra, sciabola ma solo i nastrini delle decorazioni; con il 1973, entrò in vigore l'alta uniforme con decorazioni "full size". Mio papà, come era normale, indossava -in uniforme- i nastrini o le decorazioni a seconda dell'occasione.

Quegli anni, che qualcuno ha definito "formidabili" erano invece molto difficili ed il ruolo che mio papà ricopriva aveva degli aspetti ed interpretazioni politiche che lui nemmeno immaginava. Per questo, i suoi superiori, convocatolo a Padova nel Gennaio 1973, gli fecero notare che il regolamento sull'uniforme non consentiva il porto di nastrini o onorificenze estere se non in presenza delle autorità dello stato che le conferì. Il superiore di mio padre, durante il colloquio, indossava i nastrini di un'onorificenza Vaticana e di una Francese, cosa che mio papà, tra il serio ed il faceto gli fece notare. In risposta, ebbe "Calabresi, mettiamola così, lei non indossi più le Croci di Ferro se non a norma del regolamento sull'uniforme". Trattandosi di un ordine (ancorché verbale, chè non si volle metterlo per iscritto), lui obbedì -pur amareggiato- e smise di indossare anche i soli nastrini delle decorazioni tedesche.

Il 13 Febbario 1973, durante un'udienza da lui presieduta, un soldato reo di infrazione al regolamento di disciplina era difeso da un noto avvocato proveniente dal Trentino, famoso per il suo attivo impegno politico. Questo legale, forse pensando ad altro, omise di portare a difesa del suo assistito un dato abbastanza importante, cosa che mio papà (che stava su la notte a studiarsi i fascicoli dei procedimenti, codici e commentarii alla mano) gli fece notare con un po' di ironìa. Il dato messo in evidenza fu sufficiente a mandar assolto il soldato. Fuori udienza, mio papà, prese da parte quest'avvocato e gli disse scherzosamente di spendere un po' più del suo tempo a studiarsi i fascicoli processuali, specie se tale studio poteva mandare assolti i suoi assistiti. Questi, evidentemente privo di sense of humour, se ne andò via schiumante di rabbia.

(...)

L'11 Marzo 1973, il quotidiano "Il Giorno" pubblicò a pag. 11 quest'articolo:

Interrogazione PSI:
croci nazi sul petto
d'un generale?

Roma, 10 marzo
L'onorevole Renato Ballardini
(PSI) ha presentato un'interro-
gazione alla Camera per sapere
<se consti al ministro della Di-
fesa che il 13 febbraio scorso il
generale Calabresi, presidente
del Tribunale militare di Verona,
ostentava durante l'udienza, in-
sieme ad altre decorazioni, due
vistose croci di guerra naziste>
e <se non ritenga che tale pro-
vocatoria esibizione riveli nel suo
autore il caparbio attaccamento
a concezioni che lo rendono in-
degno di presiedere un tribuna-
le che, pur militare, fa parte
della Repubblica italiana nata
dalla Resistenza>.

Purtroppo, il parlamentare socialista (che caso!... trentino come l'avvocato bonariamente "cicchettato" da mio papà), fu male informato da chi gli passò il suggerimento per l'interrogazione. Il 13 febbraio 1972, mio papà già non indossava più da oltre un mese, le Croci di Ferro. Ad ogni modo, il Ministro della Difesa (sbagliando) non diede mai risposta al drammatico quesito del Ballardini; quesito che il solerte parlamentare avrebbe potuto evitare se solo si fosse un po' meglio informato circa il tipo di decorazioni delle quali mio padre era legittimamente decorato e che portava (non "ostentava"). L'onorevole, ora venerabile per le sue tante primavere era, nel 1972, un dinamico 46enne con ogni mezzo per verificare la veridicità delle informazioni che riceveva. Ma tant'è, in quei formidabili anni, molti -per suppostamente difendere la democrazia- usarono metodi assai simili a quelli tipici dei regimi che dicevano di combattere (o, a seconda dei punti di vista, identici a quelli allora in uso in regimi da loro ritenuti faro di libertà e progresso).

Aver fatto qualche ricerca tra le carte di mio padre, mi ha permesso quindi di correggere certe imprecisioni cronologiche da me riportate in questa discussione. Fatto è comunque, che in conseguenza dell'interrogazione parlamentare, mio papà ricevette un rimprovero per aver indossato decorazioni straniere in infrazione del regolamento sull'uniforme (benché avesse ottemperato da tempo all'ordine/consiglio datogli dai suoi superiori e benché altresì nessuno -nell'ambito delle FF.AA.- osservasse più tale regola). Evidentemente, il divieto e conseguente punizione, avevano unicamente ragioni politiche, motivate purtroppo più che da rispettabili sentimenti patriottici, da astio personale e desiderio di vendetta a causa di una -piccola- figuraccia fatta in pubblico da un peraltro abile uomo di legge.

Unica voce fuori dal coro, il quotidiano veronese "L'Arena", che avuto notizia dell'interrogazione, volle approfondire e pubblicò il 4 aprile 1973 un interessante articolo che smentiva (portando fatti e circostanze) la forma e la sostanza dell'interrogazione. Il giornalista estensore dell'articolo, L. Perini, incuriosito dalla faccenda, chiese conto a mio papà, il quale candidamente gli disse di avere la coscienza a posto: era autorizzato dal Presidente della Repubblica ad indossare decorazioni conferitegli nel 1942 e la cui validità era confermata dal Cancelliere della Rep. Federale Tedesca. Inoltre, da tempo ottemperava all'ordine impartitogli espressamente di non indossare le Croci di Ferro, in virtù delle norme contenute nel regolamento sull'uniforme.

Morale, un ulteriore rimprovero (iscritto nelle note caratteristiche) per aver avuto contatti con la stampa senza avere inoltrato domanda per via gerarchica al Sig. Ministro della Difesa, tendente ad ottenere l'autorizzazione a rilasciare dichiarazioni di carattere militare ad organi di informazione.

Fu allora che -giustamente infuriato e divertito nello stesso tempo- smise di indossare, sull'uniforme, qualunque decorazione, salvo poi la sola MAVM, venendo ancora rimproverato formalmente, in quanto il regolamento sull'uniforme prevedeva che l'ufficiale indossasse tutte le onorificenze delle quali era insignito.

Qualcuno potrebbe definire la cosa kafkiana...

A presto,

E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
Avatar utente
Elmar Lang
 
Messaggi: 3513
Iscritto il: mercoledì 6 ottobre 2004, 10:02
Località: Nord Italia

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda Tilius » lunedì 3 maggio 2010, 17:23

Caro E.,
Ti prego di scusarmi se posso avere dato l'impressione di prendermela con Te o con ciò che Tu hai scritto.

Tu sei sempre stato di una correttezza esemplare ed hai semplicemente esposto i fatti.

Quelli che mi hanno totalmente deluso (della serie: "raccogliamo la prima pietra e scagliamola tranquillamente ché NOI siamo totalmente mondi da ogni peccato, NOI!") sono stati ben altri.

Questo nello specifico.

Inoltre, insultare una persona che non si conosce nemmeno personalmente, se non in base ad un singolo et circostanziato fatto la trovo cosa di una cafonaggine totale.

Questo in generale.

Mai il mio discorso, come avrai capito, non si riferiva nello specifico né a quanto tu hai descritto, né alla specifica persona da Te citata.

Tu hai molto serenamente esposto i fatti: sono altri quelli che si sono sentiti in dovere di enfiarsi le gote di virtuoso sdegno e dare quindi fiato alle trombe dell'insulto più becero.

Il mio discorso si riferiva semplicemente al sapersi comportare civilmente in un consesso civile.

Un caro saluto,
M.
Маурицио Тигльери
Immagine
Avatar utente
Tilius
Amministratore
 
Messaggi: 13094
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda Pantheon » martedì 4 maggio 2010, 13:38

Mi sembra doveroso ringraziare pubblicamnete il Sig. Elmar Lang per la bella ed illuminante testimonianza.
Grazie ancora.
Ossequi
Pantheon
 
Messaggi: 3277
Iscritto il: giovedì 8 aprile 2010, 13:29

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda adj » giovedì 6 maggio 2010, 11:26

e cortesia fu lui esser villano.

Uno che ha dato fiato alle trombe.
adj
 

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda Pantheon » giovedì 6 maggio 2010, 16:36

adj ha scritto:e cortesia fu lui esser villano.

Uno che ha dato fiato alle trombe.


"(...) Ma distendi oggimai in qua la mano;
aprimi li occhi". E io non lil'apersi;
e cortesia fu lui esser villano.

:o
Pantheon
 
Messaggi: 3277
Iscritto il: giovedì 8 aprile 2010, 13:29

Re: portabilità croci di ferro

Messaggioda equites » domenica 16 maggio 2010, 17:16

Tilius ha scritto:Caro E.,
Ti prego di scusarmi se posso avere dato l'impressione di prendermela con Te o con ciò che Tu hai scritto.

Tu sei sempre stato di una correttezza esemplare ed hai semplicemente esposto i fatti.

Quelli che mi hanno totalmente deluso (della serie: "raccogliamo la prima pietra e scagliamola tranquillamente ché NOI siamo totalmente mondi da ogni peccato, NOI!") sono stati ben altri.

Questo nello specifico.

Inoltre, insultare una persona che non si conosce nemmeno personalmente, se non in base ad un singolo et circostanziato fatto la trovo cosa di una cafonaggine totale.

Questo in generale.

Mai il mio discorso, come avrai capito, non si riferiva nello specifico né a quanto tu hai descritto, né alla specifica persona da Te citata.

Tu hai molto serenamente esposto i fatti: sono altri quelli che si sono sentiti in dovere di enfiarsi le gote di virtuoso sdegno e dare quindi fiato alle trombe dell'insulto più becero.

Il mio discorso si riferiva semplicemente al sapersi comportare civilmente in un consesso civile.

Un caro saluto,
M.


Leggo solo ora il suo intervento.

La ringrazio a nome di tutti per aver elargito agli astanti questa magistrale lezione di bon ton, sono sicuro tutti ne abbiamo guadagnato.

Peccato che non abbia voluto indirizzare il suo sdegno puntualmente e direttamente verso il sottoscritto, la qual cosa avrebbe avuto molto più senso, soprattutto dopo la tirata d'orecchie ricevuta dal nostro moderatore.
Spiace anche considerare che dietro tali manifestazioni di sdegno si intraveda una certa dose (grande o piccola, non spetta a me dirlo) di ipocrisia.

Ribadisco tuttavia (e lo farei sempre, in qualunque contesto e, come si diceva una volta, fino alle estreme conseguenze) che non sono disposto a fare alcun passo indietro, alcuna concessione alla buona educazione (ma, tanto, è evidente che la ignoro) nè ad un generico rispetto (o compassione?) dovuta d'ufficio per motivazioni anagrafiche. Rivendico anzi il coraggio di essermi esposto in prima persona nell'esprimere l'unico giudizio possibile che (dati i fatti narrati e con le aggravanti aggiunte da Elmar Lang) si può avere per il latore di quell'assurda interrogazione.
Mi sono espresso così oggi ma lo avrei fatto pubblicamente anche in quell'epoca tutt'altro che formidabile se non fosse che nell'aprile del 1973 viaggiavo allegramente verso il quinto anno d'età, se sarà il caso sono disposto a farlo anche in futuro.

Per difendere l'onore di un militare (non importa il grado) che ha avuto la sola colpa di aver ubbidito ad un ordine vale la pena di fare questo e altro.
"...e per rincalzo il cuore"
equites
 
Messaggi: 826
Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 22:17
Località: Taranto

PrecedenteProssimo

Torna a Uniformologia



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Google [Bot] e 11 ospiti