da Elmar Lang » mercoledì 21 aprile 2010, 22:24
Salve,
posso confermare che mio padre, Ennio Calabresi, ricevette "sul campo" la Croce di Ferro di I Classe il 31 Maggio 1942, quale riconoscimento per il fatto d'arme di Bir el-Aslagh (Africa Settentrionale), avvenuto il giorno prima in cui -quale comandante di batteria controcarri- riuscì con successo a respingere un attacco in forze di reparti corazzati britannici, pur a costo della perdita di gran parte degli effettivi e di tre pezzi su quattro (i peraltro efficientissimi "88" tedeschi), rimanendo pure lui ferito da scheggie di granata. Per lo stesso fatto, nel 1952 ricevette anche la nostra Medaglia d'Argento al Valore Militare.
Lui era molto fiero di quella decorazione, anche per le circostanze in cui la ricevette (fu lo stesso gen. Rommel a consegnargliela).
Dopo la guerra rimase in servizio e, non appena possibile, avanzò richiesta -per via gerarchica- al fine del riconoscimento della sua Croce di Ferro; richiesta che venne solitamente insabbiata. La sua insistenza venne anche punita con un rimprovero, trascritto nelle note caratteristiche. A quanto pare del tutto illegittimamente, poiché il neonato governo germanico, nostro alleato nella NATO riconfermò quelle onorificenze che avevano carattere militare -quale la Croce di Ferro- e non strettamente legate al partito nazionalsocialista. Un suo ennesimo tentativo ebbe successo, trovando un funzionario del Ministero della Difesa di mente aperta (o che conosceva la legge) e, se ricordo bene nel 1970, il governo germanico gli inviò lo "Ersatz-Urkunde" o diploma sostitutivo, poiché l'originale probabilmente è ancora da qualche parte nel deserto, ma gli atti del conferimento erano presso il Bundesachiv di Coblenza. Nel 1971, il Presidente Saragat (con controfirma del Min. della Difesa Tanassi), lo autorizzò a fregiarsi della decorazione.
Nei limiti delle norme del tempo (piuttosto restrittive in materia di onorificenze straniere), lui indossò tanto i nastrini, quanto le decorazioni (con l'alta uniforme), ovviamente del tipo "1957", ovvero con la svastica sostituita dalle tradizionali tre foglie di quercia, come nel modello originale del 1813. Tali "nuove versioni", gli furono donate dagli Ufficiali Germanici Frequentatori della Scuola di Guerra di Civitavecchia, ove al tempo mio papà era insegnante, in occasione della conferma da parte del Governo Tedesco, giunta per via diplomatica.
Confermo quindi che il porto della Croce di Ferro del 1939 era del tutto lecito tra i nostri militari anche nel periodo della Repubblica.
Mio papà è mancato nell'ottobre del 2008. Non so se vi siano ancora dei decorati viventi -italiani- di Croce di Ferro.
A presto,
Enzo Calabresi (Elmar Lang)
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)