Franz Joseph von Trotta ha scritto:Ma certo, la "tonomania", il voler stabilire a tutti i costi il "colore giusto", magari con la modernissima scala pantone, è un problema finto per l'araldica che ha sempre riservato ai colori un valore ideale senza definirne precise tonalità.
Lo stemma del re di Francia poteva avere indifferentemente il campo celeste, indaco, oltremare, blu, etc. a seconda del gusto, del luogo, del tempo, dell'esecutore, dei materiali... ma era sempre e assolutamente percepito come lo stemma del re di Francia.
Un pregio unico dell'araldica, specie nei nostri tempi
Saluti,
F.
Giusto.
L'importante è che ogni serie omogenea di stemmi abbia colori omogenei al proprio interno, anche se ciò non è affatto un obbligo.
É ovvio che i colori di una serie di stemmi molto difficilmente potranno essere identici (pantonicamente parlando) ai colori usati in un'altra serie.
Mentre invece è opportuno che, all'interno di un unico stemma, ogni colore sia usato in un'unica tonalità.
A volte succede di trovare (ad esempio) una fascia celeste sottostante a un capo blu oltremare...
Bene

si arriva in cielo
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