gattovalois ha scritto:...essere cittadino e poi o notaio o nominato podestà di un paese montano o della bassa pianura (non della città!)?
Cittadinanza non è sinonimo di nobiltà; l'attività notarile poteva (ma non di frequente) conferire, invece, a seconda del luogo in cui veniva esercitata, una
nobiltà generosa e non civica. Nel R. di Napoli, per esempio, i notai erano spesso inclusi tra i
Magnifici o
Onorati; in altri luoghi avevano una nobiltà personale (e quindi non trasmissibile). Occorrerebbe valutare caso per caso. Ti dico, però, che l'Ordine di Malta interdì ai figli dei notai l'accesso alle categorie nobiliari a partire, se non ricordo male, dal '500. I magistrati delle terre con reggimento nobiliare (e quindi non solo città), invece, venivano riconosciuti come fregiati di
nobiltà generosa (ma non civica) dallo stesso Ordine Gerosolimitano, infatti:
Il 9 gennaio 1700 fu ricevuto nella religione di Malta Giovanni Alimena della terra di Montalto, il cui quarto materno era originario della terra di Bisignano, benché queste due città siano soggette, e baronali, ad ogni modo godono nobiltà, essendovi separazione.La carica di podestà era molto elevata; il podestà (o governatore) aveva in genere il diritto di veto sulle decisioni dei consigli comunali. Questo significa che anche ai discendenti di un podestà poteva venire riconosciuta una nobiltà generosa, anzi di solito i podestà erano già nobili di famiglia.
Ricordiamo che dagli statuti dell'antica religione di Malta:
[i requisiti pel riconoscimento della nobiltà generosa sono] ...primieramente l'uso delle armi conosciuto da tempo immemorabile di tutte le famiglie dei quattro lati, cioè di padre, di madre, di avia paterna e di avia materna; ed ancora, che da tempo immemorabile tutte le suddette famiglie siano vissute in stato nobile, sicché non vi sia memoria d'arte vile o meccanica, o d'altra cosa che pregiudichi alla nobiltà generosa.