da Antesterione » lunedì 29 marzo 2010, 13:22
Concordo con Nicola e Tilius.
E sottolineo che la cavalleria non si esaurisce in arcani significati e responsabilità: "Tu che sei saggio, sai cosa sei, ma il mondo intero sia libero di diluire il concetto in tutte le salse perché nessuno glielo vieta". La cavalleria offre anche dei diritti che si possono sintetizzare con: titolo, onore, prestigio. Che vanno salvaguardati a partire dalle autorità conferenti, che dovrebbero perseguire e combattere questo tipo di realtà.
Anche i singoli Cavalieri hanno appunto la "Responsabilità" di salvaguardare il valore storico e sociale (antichissimo) della Cavalleria, dalla sciatteria, l'abusivismo e l'ignoranza che ne assaltano i concetti fondamentali (c'è chi è arrivato a sostenere che i finti templari siano profondi conoscitori della materia...).
E' molto comodo (e molto poco cavalleresco) tenersi i cavalierati nel cassetto (pensando alle arcane responsabilità...) mentre alcuni si appropriano in modo arrogante ed abusivo, perché questo fanno, di un titolo che non gli spetta. Punto. E' evidente che questa associazione non ha neanche la parvenza di un finto ordine (sulla concrete finalità non mi esprimo), ma il cattivo gusto va penalizzato, per esempio boicottando l'argomento in consessi cavallereschi autentici (e questo, virtualmente, potrebbe essere il caso di questo forum nel quale molti Cavalieri apportano il loro contributo).
Una cosa sono i giochi di ruolo, in cui appunto si rispetta il valore storico (e mitologico) di questo titolo in una rappresentazione fantastica e immaginaria, un'altra è tentare di ricondurre una qualsiasi attività (lecita o no) ad un appellativo da usare nella vita di tutti i giorni, come intestazione o qualifica associativa.
Loro Cavalieri non sono, per cui no, non bisogna lasciarglielo fare.
Lasciamo ai finti laureati di declamarsi dottori, ai finti medici di esercitare la loro professione? Il fatto che tecnicamente, essere Cavaliere non sia una professione, non significa che tutti possano appropriarsi del titolo (usato per qualificare qualsiasi sedicente attività "nobile d'animo"), perché tanto le conseguenze sono a minore impatto. Le conseguenze sono enormi sul piano culturale e sociale. Le finalità della Cavalleria sono anche quelle di far gareggiare gli individui nel primeggiare nel far del bene e ciò avviene ancor più quando il segno onorifico, pubblico, conserva un valore oggettivo, oggettivato socialmente. Quanto commercio esiste oggi nell'invenzione di improbabili premi e medagliette da parte di tutti. Ognuno si costruisce il suo sistema premiale... alla fine ci si dirige verso sistemi autoreferenziali compromettendo il valore "oggettivo" delle vere onorificenze concesse da chi può farlo.
E per completezza, trovo sbagliato e trovo inappropriato l'inserimento di questo topic in questa sezione del forum ed in tutto il forum iagiforum.info. Non avendo nulla a che vedere con nessuna delle tematiche qui affrontate e non conoscendo neanche l'effettiva liceità e le effettive finalità di un'associazione del genere. Vogliamo lasciarglielo fare, ma inseriamo un topic del genere nella sezione Ordini Cavallereschi e onorificenze, perché "Cavalieri" ci sta.
Ognuno si prenda la "responsabilità" di quello che fa, io proprio perché sento la "responsabilità" del cavaliere, sento di non dover sommessamente ignorare questi abusi. Abusi che ormai vengono anche giustificati eticamente...
Responsabilità come azione, non come passività.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.