Stemma del Tufo (reprise!)

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Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda fabio_grassi » mercoledì 10 marzo 2010, 22:07

Pubblico qui, in un nuovo argomento e per dargli un miglior risalto, dopo il lungo dibattito in "Il Comune di Tufo cerca notizie", un estratto di un libro di un del Tufo nel quale questi cerca di spiegare l'origine della famiglia e dell'arma della stessa
....

Pagine dalla 1 alla 4 di “HISTORIA DELLA ILLUSTRISSIMA FAMIGLIA DEL TUFO” del Giovan Battista Testa del Tufo, 1627, NAPOLI- dedicata al Signor Scipione del Tufo Barone della Terra di Tufo e Torrione

Per diligenza, e fatica, che da Noi s'è fatta in leggere i libri degli Archivi Reali, in rivolgere gli Autori dell'antiche Historie, non habbiamo potuto ritrovare, né haver certezza della vera origine di questa nobilissima Famiglia del Tufo in questo Regno di Napoli. Né di ciò maravigliar ci dobbiamo per ritrovarsi antichissima in Regno, che passa lo spazio di seicento anni, ò pure, come altri affermano di ottocento.

Vogliono dunque gli Autori delle Antiche Historie, che ritrovandosi il Regno di Napoli da diverse nazioni de'Barbari oppresso, e conculcato, soprangiungendovi la nation Normanda, e impadronendosene, ne cacciò tutte le altre. Affirmano, che il primo che, di questa natione vi venisse fosse Guglielmo chiamato per sopranome Ferrabac figlio di Tancredi Conte d'Altavilla, che fu figlio di Guglielmo Secondo, Qunto Duca di Normandia, descendente di Rollone, il quale avendo l'anno 1008, occupata la Puglia, se ne intitulò Conte.

L'opinione d'alcuni è, che con il detto Guglielmo vi passasse un Signore suo parente chiamato Hercole Monoboij valorosissimo Cavaliere e General Capitano dell'essercito, e che per la vittoria ottenuta contro Sanniti ne avesse rapportato in dono da Goglielmo la Terra del Tufo sita nella Provincia di Principato con altri feudi, e poderi, per lo qual dominio, e signoria del Tufo, come si scorge esser' anche avvenuto a molte altre delle più illustri, e nobilissime Famiglie di questo Regno, le quali presero il cognome, o ver casato, dalle Città, e Terre, che possedèrono, come l'Aquila, l'Avella, la Celana, la Diana, la Gambatesa, la Marzana, la Molise, la Sanseverina, e altre. Di maniera, che gli descendenti da Hercole non più Monoboij, ma Tufo furono cognominati. Questa opinione da tempo in tempo fino ai nostri giorni nostri s'è concimata, autorizzandoli anco con le identità dell'insegne, over armi. Poiché ritrovasi fino a questi nostri tempi questa famiglia di Monoboij in Francia, como anco la casa, over Famiglia, de Levis descendente dalla medesima casa de'Monoboij, e ambe d'un medesimo ceppo, della quale ne fù Filippo de Levis Arcivescovo d'Arli, e dal Sommo Pontefice Sisto Quarto l'anno 1483 creato Cardinale del titolo di San Pietro, e Marcellino, li quali Monoboij, e Levis in Francia usarono, e al presente usano per antica loro insegna tre bordature d'oro in campo nero, con un rastrello rosso a tre denti sopra la punta della bordatura superiore, la quale insegna continuatamente usarono gli discendenti di Hercole Monoboij in questo Regno, e l'istesso Hercole prima, e dopo, che s'ebbe mutato il suo cognome, over casato de Monoboij in Tufo, fino al tempo del Re Carlo Primo, dal quale havendo gli Tufi da quel magnanimo Re havuto per concessione tre gigli d'oro, e il rastrello a quattro denti, non solito concedersi se non solo a Cavalieri di gran qualità, e merito, lo giunsero sopra le due bordature, nel desimo campo nero, il quale continuarono sino alla venuta del Re Alfonso Primo d'Aragona detto il Magnanimo; sotto il dominio del quale, gli Tufi levarono dalle loro armi, ò ver insegne gli tre gigli, usando solo le due bordature d'oro, con il rastrello rosso a tre denti sopra la punta della prima bordatura superiore, come nella sepoltura di Fredina, ò pur Sinfredina del Tufo Contessa di Ieraci, in quella Città in Napoli in San Ligorio, nel sepolcro del Marchese di Genzano, in santa Restituta nel sepolcro di Gio. Vincenzo del Tufo, in sant'Agnello in quello di Don Flaminio Orfino Conte di Muro in mezzo alla detta Chiesa, in san Severino nella Cappella de' Conti della Saponara, in san Domenico nella Cappella de gli Rota, e in diversi altri luoghi.
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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda da Fiore » giovedì 11 marzo 2010, 14:48

fabio_grassi ha scritto:Pubblico qui, in un nuovo argomento e per dargli un miglior risalto, dopo il lungo dibattito in "Il Comune di Tufo cerca notizie", un estratto di un libro di un del Tufo nel quale questi cerca di spiegare l'origine della famiglia e dell'arma della stessa
....

Pagine dalla 1 alla 4 di “HISTORIA DELLA ILLUSTRISSIMA FAMIGLIA DEL TUFO” del Giovan Battista Testa del Tufo, 1627, NAPOLI- dedicata al Signor Scipione del Tufo Barone della Terra di Tufo e Torrione

Per diligenza, e fatica, che da Noi s'è fatta in leggere i libri degli Archivi Reali, in rivolgere gli Autori dell'antiche Historie, non habbiamo potuto ritrovare, né haver certezza della vera origine di questa nobilissima Famiglia del Tufo in questo Regno di Napoli. Né di ciò maravigliar ci dobbiamo per ritrovarsi antichissima in Regno, che passa lo spazio di seicento anni, ò pure, come altri affermano di ottocento.

Vogliono dunque gli Autori delle Antiche Historie, che ritrovandosi il Regno di Napoli da diverse nazioni de'Barbari oppresso, e conculcato, soprangiungendovi la nation Normanda, e impadronendosene, ne cacciò tutte le altre. Affirmano, che il primo che, di questa natione vi venisse fosse Guglielmo chiamato per sopranome Ferrabac figlio di Tancredi Conte d'Altavilla, che fu figlio di Guglielmo Secondo, Qunto Duca di Normandia, descendente di Rollone, il quale avendo l'anno 1008, occupata la Puglia, se ne intitulò Conte.

L'opinione d'alcuni è, che con il detto Guglielmo vi passasse un Signore suo parente chiamato Hercole Monoboij valorosissimo Cavaliere e General Capitano dell'essercito, e che per la vittoria ottenuta contro Sanniti ne avesse rapportato in dono da Goglielmo la Terra del Tufo sita nella Provincia di Principato con altri feudi, e poderi, per lo qual dominio, e signoria del Tufo, come si scorge esser' anche avvenuto a molte altre delle più illustri, e nobilissime Famiglie di questo Regno, le quali presero il cognome, o ver casato, dalle Città, e Terre, che possedèrono, come l'Aquila, l'Avella, la Celana, la Diana, la Gambatesa, la Marzana, la Molise, la Sanseverina, e altre. Di maniera, che gli descendenti da Hercole non più Monoboij, ma Tufo furono cognominati. Questa opinione da tempo in tempo fino ai nostri giorni nostri s'è concimata, autorizzandoli anco con le identità dell'insegne, over armi. Poiché ritrovasi fino a questi nostri tempi questa famiglia di Monoboij in Francia, como anco la casa, over Famiglia, de Levis descendente dalla medesima casa de'Monoboij, e ambe d'un medesimo ceppo, della quale ne fù Filippo de Levis Arcivescovo d'Arli, e dal Sommo Pontefice Sisto Quarto l'anno 1483 creato Cardinale del titolo di San Pietro, e Marcellino, li quali Monoboij, e Levis in Francia usarono, e al presente usano per antica loro insegna tre bordature d'oro in campo nero, con un rastrello rosso a tre denti sopra la punta della bordatura superiore, la quale insegna continuatamente usarono gli discendenti di Hercole Monoboij in questo Regno, e l'istesso Hercole prima, e dopo, che s'ebbe mutato il suo cognome, over casato de Monoboij in Tufo, fino al tempo del Re Carlo Primo, dal quale havendo gli Tufi da quel magnanimo Re havuto per concessione tre gigli d'oro, e il rastrello a quattro denti, non solito concedersi se non solo a Cavalieri di gran qualità, e merito, lo giunsero sopra le due bordature, nel desimo campo nero, il quale continuarono sino alla venuta del Re Alfonso Primo d'Aragona detto il Magnanimo; sotto il dominio del quale, gli Tufi levarono dalle loro armi, ò ver insegne gli tre gigli, usando solo le due bordature d'oro, con il rastrello rosso a tre denti sopra la punta della prima bordatura superiore, come nella sepoltura di Fredina, ò pur Sinfredina del Tufo Contessa di Ieraci, in quella Città in Napoli in San Ligorio, nel sepolcro del Marchese di Genzano, in santa Restituta nel sepolcro di Gio. Vincenzo del Tufo, in sant'Agnello in quello di Don Flaminio Orfino Conte di Muro in mezzo alla detta Chiesa, in san Severino nella Cappella de' Conti della Saponara, in san Domenico nella Cappella de gli Rota, e in diversi altri luoghi.



Bellissima fonte: grazie sindaco!!! :P

In rosso ho segnato i passaggi essenziali per capire il blasone familiare, in verde la ghiotta testimonianza della tomba di Fredina a Gerace, che per noi che studiamo quella città è davvero preziosissima!

Piuttosto quel "sopra" la bordura superiore, cosa vorrà significare? Al di sopra, o proprio sovrapposta, come negli stemmi vescovili?
Peccato che della lastra sepolcrale di Fredina non si sia conservato lo stemma...Si possono recuperare almeno gli altri citati insieme a quello di Fredina?
Ultima modifica di da Fiore il giovedì 11 marzo 2010, 15:22, modificato 2 volte in totale.
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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda fabio_grassi » giovedì 11 marzo 2010, 15:06

da Fiore ha scritto: Piuttosto quel "sopra" la bordura superiore, cosa vorrà significare? Al di sopra, o proprio sovrapposta, come negli stemmi vescovili?
Peccato che della lastra sepolcrale di Fredina non si sia conservato lo stemma...Si possono recuperare almeno gli altri citati insieme a quello di Fredina?


INTENDE SOVRAPPOSTO. LO ESPRIME ANCHE GRAFICAMENTE E LO SI PUO' VEDERE ALLA RELATIVA PAGINA DEL SITO COMUNE DI TUFO www.comunetufo.it.

LA PIETRA DEL CASTELLO DI TUFO E ANCHE ALTRE TESTIMONIANZE LO PONGONO INVECE SOPRA. QUINDI QUESTA PEZZA LA USAVANO (I DEL TUFO) COME PIU' GLI PIACEVA PER GUSTO DEL MOMENTO?

INTANTO LANCIO PUBBLICO APPELLO PER CAPIRE QUESTI MONOBOIJ CHI DIAMINE SIANO.
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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 11 marzo 2010, 15:16

fabio_grassi ha scritto:INTENDE SOVRAPPOSTO. LO ESPRIME ANCHE GRAFICAMENTE E LO SI PUO' VEDERE ALLA RELATIVA PAGINA DEL SITO COMUNE DI TUFO http://www.comunetufo.it.

Ti riferisci allo stemma stampato sul frontespizio del testo del 1627?

Scusa, ma il vecchio frate non è riuscito a trovare :( altri stemmi...

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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda da Fiore » giovedì 11 marzo 2010, 15:21

In altri termini, il testo seicentesco descrive lo stemma del Tufo esattamente come quello del vescovo Idelfonso, ovvero di nero, ai due scaglioni d'oro con il rastrello attraversante di rosso.

Uguale a quello che il vescovo avrà potuto anche vedere sulla tomba di Fredina a Gerace, che fino agli anni '50 era al suo posto...e che, stranamente, è coevo più o meno anche a quello del castello di Tufo che, però, è...diverso...

Chi ci capisce qualcosa?
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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda fabio_grassi » giovedì 11 marzo 2010, 22:35

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
fabio_grassi ha scritto:INTENDE SOVRAPPOSTO. LO ESPRIME ANCHE GRAFICAMENTE E LO SI PUO' VEDERE ALLA RELATIVA PAGINA DEL SITO COMUNE DI TUFO http://www.comunetufo.it.

Ti riferisci allo stemma stampato sul frontespizio del testo del 1627?

Scusa, ma il vecchio frate non è riuscito a trovare :( altri stemmi...

Bene :D vale


Si stimatissimo padre, quello. Mi rivolgo ai suoi buoni uffici con altri esperti per il giallo sull'origine dei del Tufo e del mito della comune discendenza con i Levis.
Ho trovato dei tali Monboy (ma non monoboiJ); D'or à quatre pals ondés de gueules, il che non c'entra.
E qui elenco tutte le descrizioni delle arme dei Levi trovate, e pur non conoscendo affatto il francese non mi pare che ricordino quello dei del Tufo (fonte: http://euraldic.com/aarm_le.html):

A040 Levis D'or à trois chevrons de sable Supports deux lions Devise AIDE DIEU AU SÉCOND CHRÉTIEN LEVIS
A040 Levis Écartelé au 1 bandé d'or et de gueules (Thoire-Villars ou Villars-Thoire) au 2 d'or à trois chevrons de sable (Levis) au 3 de gueules à trois étoiles d'or (Anduse) au 4 d'argent au lion de gueules (Layre) Sur le tout échiqueté d'or et de gueules (Ventadour)
A040 Levis Les armes des ducs de Levis
A040 Levis Les armes des ducs de Levis
A040 Levis Les armes des ducs de Levis
A040 Levis (de) Écartelé aux 1 et 4 contre-écartelé a) d'or à trois chevrons de sable (Lévis) b) bandé d'or et de gueules (Thoire-Villars) c) de gueules à trois étoiles d'or (Anduse) d) d'argent au lion de gueules (Layre) Sur le tout échiqueté d'or et de gueules (Ventadour) aux 2 et 3 d'or à la croix de gueules cantonnée de seize alérions d'azur (Montmorency)
A070 Levis (de) Guy de Levis, sire de Ventadour D'or à trois chevrons de sable son cimier était un moine de l'ordre de Saint-Augustin de carnation l'habit et le bonnet de sable au collet d'argent tenant de la main dextre un bréviaire aussi de sable à la tranche de gueules et de la main senestre un chapelet de gueules
A071 Lévis (de) Hutasse Crie Levis D'or à la croix ancrée de gueules Cimier un lion au naturel couronné d'or
A075 Lévis (de) 7ème croisade. Guy III, maréchal de Mirepoix, dont la maison, originaire de l'Ile-de-France, se transplanta en Languedoc, est cité par la liste de Joinville. D'or à trois chevrons de sable
A040 Levis de Cousan D'or à trois chevrons de sable acc en chef d'un lambel de trois pendants de gueules chaque pendant ch de trois besants d'or rangés en pal
A058 Levis de Mirepoix (de) Pierre III. Petit-fils du fameux Guy, maréchal de la Foi, il fut transféré à Cambrai. D'or à trois chevrons de sable
A040 Le Viseux D'argent à trois chevrons de gueules
A058 Lévis-Florensac (de) Philippe. D'une branche de l'antique famille de Lévis, il était seigneur de Magny, de Marly et d'Amblainvilliers; il quitta Agde pour l'archevêché d'Auch. D'or à trois chevrons de sable au lambel de gueules
A076 Leviste Antoine, chevalier, conseiller du roi, maître des requêtes de son hôtel, 1520. Prévôt des marchand de Paris. De gueules à la bande d'azur chargée de trois croissants d'argent
A040 Le Viste de Montbrian De gueules à la bande d'azur ch de trois croissants d'argent
A040 Leviste de Montbriand De gueules à la bande d'azur ch de trois croissants d'argent
A058 Levis-Ventadour (de) Charles. Fils du duc Anne de Ventadour, gouverneur du Languedoc, et de Marguerite de Montmorency. Parti au 1 d'or à trois chevrons de sable qui est de Levis au 2 échiqueté d'or et de gueules qui est de Ventadour Devise AIDE DIEU AU SECOND CHRÉTIEN LEVIS
A058 Levis-Ventadour (de) François I. Frère de Charles de Levis, plus haut. Parti au 1 d'or à trois chevrons de sable qui est de Levis au 2 échiqueté d'or et de gueules qui est de Ventadour Devise AIDE DIEU AU SECOND CHRÉTIEN LEVIS
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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 12 marzo 2010, 11:52

fabio_grassi ha scritto:Si stimatissimo padre, quello. Mi rivolgo ai suoi buoni uffici con altri esperti per il giallo sull'origine dei del Tufo e del mito della comune discendenza con i Levis.

Ne accenniamo qui in calce.

Ho trovato dei tali Monboy (ma non monoboiJ); D'or à quatre pals ondés de gueules, il che non c'entra.

Esatto: non c'entra affatto.

E qui elenco tutte le descrizioni delle arme dei Levi trovate, e pur non conoscendo affatto il francese non mi pare che ricordino quello dei del Tufo (fonte: http://euraldic.com/aarm_le.html):

A040 Levis D'or à trois chevrons de sable...

Mi fermo al primo, perchè invece ;) è già in linea col discorso.
La traduzione è: d'oro, a tre scaglioni di nero.
Smalti e figure che coincidono in pieno con le :P "nostre".

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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda fabio_grassi » venerdì 12 marzo 2010, 15:25

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Levis D'or à trois chevrons de sable... è già in linea col discorso.
La traduzione è: d'oro, a tre scaglioni di nero.
Smalti e figure che coincidono in pieno con le :P "nostre"...


Padre si spieghi, sono duro di comprendonio [bangin.gif] !
l' arma del Tufo è: Dìdivisé en chevron de sable à un lambel de gueules sur or au chevron de sable...
dove sta la coincidenza?
chiedo già [sorry.gif] perdono per l'ignoranza e la durezza di cervice, ma spero non di cuore.
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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 12 marzo 2010, 16:52

Per carità, anzi! Scusa tu la sinteticità del vecchio frate.

La "coincidenza" è nell'aspetto globale dei due stemmi, pienamente compatibili fra loro.

Quello Del Tufo è (tradotto):
troncato in scaglione: nel 1° di nero, al lambello di rosso; nel 2° d'oro, allo scaglione di nero.

Quello dell'altra famiglia:
d'oro, a tre scaglioni di nero.

Lo scaglione è la figura che si vede benissimo nella seconda metà dello stemma nel tuo avatar: una V rovesciata.

Nel Del Tufo è tutto uno scaglione, dalla linea che separa le due metà dello scudo, allo scaglione di nero nel 2°.

Nell'altro, cambia la quantità degli scaglioni, ma il concetto no.

;)

In ambo i casi, è il trionfo delle V rovesciate, e nella bicromia oro-nero.

Se avessi il piacere di sedere intorno a un tavolo con te, mi basterebbe un foglio e una matita per spiegarmi :( mille volte meglio di così.

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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda fabio_grassi » venerdì 12 marzo 2010, 17:39

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Se avessi il piacere di sedere intorno a un tavolo con te, mi basterebbe un foglio e una matita per spiegarmi :( mille volte meglio di così.
Bene :D vale


Invece, padre, è stato chiarissimo e. scaglione, o capriolo, a tavola useremo altro che matite.
E che fine fa la vulgata del lambello oro sul campi di nero alla punta in argento sormontata da scaglione in nero?
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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 12 marzo 2010, 17:43

Fra il lambello d'oro e quello di rosso, le fonti che abbiamo (anzi, hai) reperito quali ci danno come più antico?

;)

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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda fabio_grassi » venerdì 12 marzo 2010, 23:26

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Fra il lambello d'oro e quello di rosso, le fonti che abbiamo (anzi, hai) reperito quali ci danno come più antico?


Rispota ovvia assai padre,e fine assai brutta per altre supposizioni.
Intanto ho ritrovato un del Tufo-Chiuppeto cui chiedere udienza e lumi. Spero anche in lei e le sue vaste amicizie e conoscenze...
Immagine
Sul mio avatar che in realtà è la proposta di stemma comunale per Tufo dell'Ufficio Araldico Presidenza Ministri, ho ritrovato anche un altro errore, o , se si vuole, una spiegazione del campo di Sinistra. Sarebbe un retaggio dei conti Piatti, che acquistarono il feudo dai del Tufo, i quali, tra altri, hanno avuto tale blasone: D'or, à un château de deux tours d'azur, ouvert et ajouré de sable. Casque couronné.
Sul vecchio Gonfalone gli smalti sono esattamente invertiti, con l'aggiunta delle tre stelle. Io pensavo che fosse solo una riproduzione in bicromia. A riprova di quanto penso v'è lo stemma del comune limitrofo di Torrioni, da sempre associato con il feudo di Tufo, che invece conserva intatta la cromia, anche se il castello è torricellato di tre e non di due, e, non capendo, in tempi recenti, che si trattasse di un campo in oro,è stato trasformato in un improbabile arancione.Immagine
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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda messer giorgio » domenica 25 aprile 2010, 23:36

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Re: Stemma del Tufo (reprise!)

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 26 aprile 2010, 19:27

L'immagine che posti, caro messere, forse non mette ben in evidenza il tratteggio convenzionale (ammesso che ve ne sia realmente), ma mostra nello stemma qualcosa di ugualmente interessante: l'uso della croce astile da parte dei vescovi, che in Italia già da prima dell'episcopato del Del Tufo era abbastanza comune (per imitazione dell'uso romano), e, proprio dal periodo dell'episcopato del Vescovo Francesco ad Aversa (seconda metà del XVIII secolo) cominciò a imporsi sempre più, un po' ovunque.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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