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( in attesa , ho modificato un po il messaggio per rendere piu' comprensibile la mia domanda , che era posta in modo che non misembrava chiaro --non so pero' se ci sono riuscito )
Egregio signor Pompili
Considero questo topic molto importante
Io mi definisco completamente araldo-ignorante , e quindi non padroneggio la materia che pero' desta molte mie curiosita' ,
Se ho ben capito e' una credenza che esista un simbolismo in araldica . E' cosi vero ?
La credenza e' molto ma molto diffusa ( a ragionarci bene storicamente e socialmente invece e' assolutamente poco accettabile )
Puo' dare anche a me due risposte
UNO Perche' ritiene che una convinzione come questa si sia cosi diffusa
Lo stesso Forum IAGI , INDIRETTAMENTE , mi pare avvalli la cosa (o forse ho capito male il discorso )
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http://www.iagi.info/araldica/elementi/elementi_03.htmlI “metalli”, di oro e d'argento, rappresentano e ricordano le antiche armature dei cavalieri che, secondo il rispettivo grado di nobiltà, erano appunto dorate o argentate; i colori raffigurano, invece, anche gloriosi ricordi delle Crociate, come il “di verde” (sinople), che ricorda la città di Sinope, la cui vista colpì grandemente i nostri crociati per la bellezza e la magnificenza dei numerosi e rigogliosi alberi che la circondavano, ricoperti di fittissime foglie di smagliante color smeraldo; il “di nero” (sable), che prese il nome da certi piccoli animali (sabellina pellis) che comparivano nei dintorni dei Luoghi Santi, il “d'azzurro”, che ricordava il mare attraversato per portarsi in Terra Santa o il “di rosso”, considerato da molti araldisti, il primo fra i colori dell'arme, perché rappresentava il sangue vivo versato. Le “pellicce” d'ermellino e di vajo ricordano, invece, le fodere in pelle delle vesti dei personaggi più eminenti e nobili.
L'ermellino, piccolo mammifero carnivoro, della famiglia delle mustelidi, simile alla donnola, che vive nelle regioni fredde dell'Europa e dell'Asia, trae il nome dalla regione dell'Armenia, per la iniziale provenienza di questa pelle. Nell'araldica italiana l'ermellino, in scudo, è assai raro trovarlo. Simboleggia l'incorruttibilità e la purezza, essendo tale animaletto, di pelliccia bianca, molto pulito.
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Addentrandoci più specificatamente nel simbolismo araldico degli “smalti”, ricordiamo che fra i “metalli”, l'oro rappresenta la Fede fra le virtù, il sole fra i pianeti, il leone nei segni zodiacali, luglio fra i mesi, la domenica fra i giorni della settimana, il topazio fra le pietre preziose, l'adolescenza sino ai vent'anni fra le età dell'uomo, il girasole fra i fiori, il sette fra i numeri e se stesso fra i metalli; l'argento rappresenta la Speranza fra le virtù, la luna fra i pianeti, il cancro nei segni zodiacali, giugno fra i mesi, il lunedì fra i giorni della settimana, la perla fra le pietre preziose, l'acqua fra gli elementi, l'infanzia sino a sette anni fra le età dell'uomo, il flemmatico fra i temperamenti, il giglio fra i fiori, il due fra i numeri e se stesso fra i metalli.
Fra i “colori”, invece, il rosso rappresenta la Carità fra le virtù, marte fra i pianeti, l'ariete e lo scorpione nei segni zodiacali, marzo e ottobre fra i mesi, il mercoledì fra i giorni della settimana, il rubino fra le pietre preziose, il fuoco fra gli elementi, l'autunno fra le stagioni, la virilità sino a cinquant'anni fra le età dell'uomo, il sanguigno fra i temperamenti, il garofano fra i fiori, il tre fra i numeri e il rame fra i metalli; l'azzurro rappresenta la Giustizia fra le virtù, giove fra i pianeti, il toro e la bilancia nei segni zodiacali, aprile e settembre fra i mesi, il martedì fra i giorni della settimana, lo zaffiro fra le pietre preziose, l'aria fra gli elementi, l'estate fra le stagioni, la fanciullezza sino ai quindici anni fra le età dell'uomo, il collerico fra i temperamenti, la rosa fra i fiori, il sei fra i numeri e lo stagno fra i metalli.
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Quindi vi e' stata tutta una fase in cui nessuno apparentemente ha tentato d'imporre regole e lo stemma ubbidiva ad un gusto personale
Poi e' venuto , mi pare di capire , un momento in cui alcuni araldisti hanno tentato di vincolare il gusto entro un alfabeto.
Tramite questo alfabeto hanno tentato di comprendere il passato e hanno comunque hanno tentato di dettare norme per l'avvenire.
DUE Mi domando .Questo tentativo di ingabbiare la creativita' individuale ha avuto effetti concreti ? Cioe da questo momento sono stati in molti ad aderire alle nuove regole nella creazione di nuovi stemmi ? Se questo e' avvenuto e' distinguibile uno stemma nuovo da uno antico ? Cioe' in linea di massima e' possibile datare uno scudo a prima o a dopo queste regole.
Vale a dire queste regole possono costituire un ulteriore strumento per datare la nascita di uno stemma familiare ?
Le ho fatto delle domande forse non esposte molto bene , abbia pazienza mi affido alla sua competenza
Grazie
Pierluigi c
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