Stemmi vescovili

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Stemmi vescovili

Messaggioda Auriga » lunedì 1 febbraio 2010, 11:42

Gentili lettori,
Vi sarei grato se poteste spiegare, anche per sommi capi, il significato del numero di nodi e nappe che si vedono a destra e sinistra dello scudo negli stemmi vescovili.
Grazie.
Auriga.
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Re: Stemmi vescovili

Messaggioda angelofm » lunedì 1 febbraio 2010, 14:02

In breve e molto semplicemente: Uno stemma ecclesiastico è in genere cimato dal cappello o berretta, di colore corrispondente alla dignità, guarnito di cordoni di seta dello stesso colore del cappello. I cordoni scendono ai lati del cappello a mo' di lemnischi, spesso ornati di uno o due nodi, e terminano con tre (fino alla dignità vescovile), quattro (arcivescovile) o cinque (cardinalizia) file di nappe: sei, dieci e quindici da ciascuna parte.
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Re: Stemmi vescovili

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 1 febbraio 2010, 15:53

Solo qualche precisazione.
angelofm ha scritto:Uno stemma ecclesiastico è in genere cimato dal cappello o berretta,

Il termine cappello prelatizio (che indica il copricapo di forma circolare, a larga tesa, ornato di due cordoni terminanti in un certo numero di fiocchi) può avere come suo sinonimo il termine galero. Quando parliamo di berretta stiamo intendendo il copricapo di forma approssimativamente cubica, dotato nella parte superiore di 3 (in alcuni casi 4) alette, e di un fiocco (non in tutti i casi), che assume diversi colori a seconda della dignità ecclesiastica. Questo secondo non è stato usato se non occasionalmente nel passato come timbro araldico.

di colore corrispondente alla dignità, guarnito di cordoni di seta dello stesso colore del cappello.

Per i cappelli vescovili (esattamente su questa tipologia verteva la domanda di angelo) parliamo di cordoni dello stesso colore del cappello. Anche se non mancano rare eccezioni. Mentre - lo ricordiamo per inciso e a scanso di equivoci - per i cappelli di altri prelati possiamo incontrare differenze tra il colore del cappello e il colore dei cordoni e fiocchi relativi. Questo limitandoci ai cappelli prelatizi del clero cattolico (per gli ornamenti di altre confessioni possiamo imbatterci anche in differenze cromatiche tra cordone e fiocco... ma questo basti).

I cordoni scendono ai lati del cappello a mo' di lemnischi, spesso ornati di uno o due nodi,

Nelle rappresentazioni degli ultimi secoli i nodi non sono quasi mai osservabili, a parte qualche infrequente (e non sempre felice) rappresentazione contemporanea eseguita col desiderio di imitare modelli tardo-medievali. Non è comunque ascrivibile ad essi alcun valore di segno distintivo, valore invece attribuito convenzionalmente al colore del cappello e dei fiocchi, oltre che al numero di questi ultimi.

e terminano con tre (fino alla dignità vescovile), quattro (arcivescovile) o cinque (cardinalizia) file di nappe: sei, dieci e quindici da ciascuna parte.

La quinta fila di fiocchi (per un totale di 15 nappe per lato), secondo un uso consolidato da quasi un secolo e mezzo può ritrovarsi anche ad ornare cappelli di prelati non insigniti di dignità cardinalizia (patriarchi e primati), dunque ancora una volta copricapo e cordoni/fiocchi totalmente di verde.
Infine - anche se tra le righe la risposta è stata già offerta - vorrei rispondere con una parola sintetica e diretta, anche per completare quanto detto finora.
Possiamo ricordare infatti che il raffinato ed efficace sistema di riconoscimento di dignità attraverso il cappello prelatizio, si è evoluto nel corso dei secoli, soprattutto a partire dall'opera degli araldisti Palliot e Menestrier intorno alla seconda metà del XVII secolo. Un uso parallelo all'uso araldico di diverse corone per significare i diversi gradi di nobiltà. E se da una parte i due studiosi citati (e quelli che seguirono la loro opera) fornirono indicazioni precise alla luce degli usi più consolidati comunque osservabili già da tempo, dall'altra parte, anche in seguito, non fu facile uniformare l'uso del galero in tutti i luoghi, non essendo venuti a mancare consuetudini particolari e abusi. Tuttavia, soprattutto a partire da codificazioni al tempo di San Pio X, le eccezioni alle regole sono diventate sempre più rare.
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Re: Stemmi vescovili

Messaggioda Giorgio Aldrighetti » lunedì 1 febbraio 2010, 20:17

Mi permetto ricordare che in araldica il cappello ecclesiastico è l’ornamento esteriore maggiormente usato per indicare il grado di dignità, timbrando i prelati il proprio scudo con il cappello che sta in luogo dell’elmo.
Il Moroni, parlando dei cappelli prelatizi, afferma che nel 1245, nel corso del Concilio di Lione, il papa Innocenzo IV (1243-1254) concesse ai cardinali un cappello di rosso, quale particolare distintivo d’onore e di riconoscimento tra gli altri prelati, da usarsi nelle cavalcate in città. Lo prescrisse di rosso per ammonirli ad essere sempre pronti a spargere il proprio sangue per difendere la libertà della Chiesa e del popolo cristiano. Ed è per questo motivo che dal XIII secolo i cardinali timbrano il loro scudo con un cappello di rosso, ornato di cordoni e di nappe dello stesso colore.
Sempre il Moroni afferma che l’origine e l’uso dei cappelli verdi adoperati dai patriarchi, arcivescovi e vescovi, e collocati nei loro stemmi gentilizi, si vuole derivato dalla Spagna, dal quale regno, pretende inoltre il padre Menestrier, che derivasse l’uso del cappello per tutti i prelati.
Il Regolamento tecnico araldico della Consulta araldica del Regno d’Italia, approvato con R. D. n. 234 del 13 aprile 1905, all’art. 39 recita che i cardinali, gli ecclesiastici regolari, i cavalieri di giustizia e professi dell’Ordine di Malta non portano la loro corona gentilizia, ma le insegne speciali della loro dignità e qualità; sempre lo stesso Regolamento riporta di seguito i disegni in bianco e nero dei vari cappelli prelatizi:
A e B. Gli eminentissimi e reverendissimi signori cardinali timbrano lo scudo con il cappello, cordoni e nappe (fiocchi) di rosso. I fiocchi, in numero di trenta sono disposti quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5. La fig. B risulta timbrata con il Gonfalone papale, o Stendardo papale basilica, a guisa di ombrellone a gheroni rossi e gialli, coi pendenti tagliati a vaio e di colori contrastati; l'asta a forma di lancia coll'arresto ed è attraversata dalle chiavi pontificie, una di oro e l'altra d'argento, decussate, addossate, gli ingegni in alto, legate di rosso, trattandosi dell'arme dell'em.mo e rev.mo signor Cardinale Camerlengo di Santa Romana Chiesa. (Per i cardinali venne fissato a 15 per lato solo nel 1832.)
C. Gli eccellentissimi e reverendissimi Patriarchi timbrano lo scudo con il cappello, cordoni e nappe (fiocchi) di verde con fili d'oro. I fiocchi, in numero di trenta sono disposti quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5.
D. Gli eccellentissimi e reverendissimi Arcivescovi timbrano lo scudo con il cappello, cordoni e nappe (fiocchi) di verde. I fiocchi, in numero di venti sono disposti dieci per parte, in quattro ordini di 1, 2, 3, 4.
E. Gli eccellentissimi e reverendissimi Vescovi timbrano lo scudo con il cappello, cordoni e nappe (fiocchi) di verde. I fiocchi, in numero di dodici sono disposti sei per parte, in tre ordini di 1, 2, 3.
F. I reverendissimi Prelati domestici di Sua Santità (ora Prelati d'onore di Sua Santità) timbrano lo scudo con il cappello, cordoni e nappe (fiocchi) di paonazzo. I fiocchi in numero di dodici sono disposti sei per parte, in tre ordini di 1, 2, 3.
G. I reverendissimi Protonotari partecipanti e ad instar timbrano lo scudo con il cappello, cordoni e nappe (fiocchi) di paonazzo. I fiocchi in numero di dodici sono disposti sei per parte, in tre ordini di 1, 2, 3.
H. I reverendissimi Camerieri d'onore di Sua Santità (ora Cappellani di Sua Santità) timbrano lo scudo con il cappello di nero, cordoni e nappe (fiocchi) di paonazzo. I fiocchi, in numero di sei sono disposti tre per parte, in due ordini di 1, 2.
I reverendissimi Abati timbrano lo scudo con il cappello, cordoni e nappe (fiocchi) di nero. I fiocchi, in numero di dodici sono disposti sei per parte, in tre ordini di 1, 2, 3.
Il dettato dell’art. 39 del Regolamento tecnico araldico della Consulta araldica del Regno d’Italia, approvato con R. D. n. 234 del 13 aprile 1905, lo ritroviamo eguale anche nell’art. 92 del Regolamento per la Consulta araldica del Regno d’Italia, approvato con R. D. n. 652 del 7 giugno 1943.
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Re: Stemmi vescovili

Messaggioda angelofm » lunedì 1 febbraio 2010, 23:55

Ma il nostro Auriga non aveva chiesto una spiegazione "per sommi capi"? [jump.gif]
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Re: Stemmi vescovili

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 2 febbraio 2010, 1:02

Melius abundare quam deficere!, gentile amico :D
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Re: Stemmi vescovili

Messaggioda Guido5 » martedì 2 febbraio 2010, 2:08

Caro "Auriga",
l'amico Giorgio e anche Angelo mi perdoneranno se aggiungo due particolari non secondari:
- i vescovi cinesi hanno lo stemma con il galero viola visto che da quelle parti "portare il cappello verde" significa coprire attributi che non testimoniano della fedeltà della moglie (anche se gli interessati non l'hanno):
- dal 31 marzo 1969, con un'Istruzione della Segreteria di Stato, soltanto ai cardinali e ai vescovi è permesso l'uso [pubblico] dello stemma.

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Re: Stemmi vescovili

Messaggioda Giorgio Aldrighetti » martedì 2 febbraio 2010, 13:09

Complimenti vivissimi al carissimo Guido per le opportune precisazioni e integrazioni. Confesso che quella dello smalto dei cappelli vescovili cinesi non la conoscevo e ... di conseguenza, sono contento di aver appreso una nuova notizia e di cuore ringrazio.
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Re: Stemmi vescovili

Messaggioda Auriga » mercoledì 3 febbraio 2010, 8:43

Vi ringrazio.
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Re: Stemmi vescovili

Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 5 febbraio 2010, 1:32

Grazie a te gentile Auriga per aver fornito lo spunto iniziale per questa arricchente discussione.
Vorrei solo aggiungere una parola riguardo all'interessante nota offerta dal carissimo Guido circa la particolare usanza dei vescovi cinesi.
Vale a dire che alcuni vescovi cinesi fanno comunque uso del cappello verde nonostante il significato attribuito dalle loro parti a un copricapo di quel colore. Come Mons. John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong, che quando era ausiliare della stessa Diocesi usava il cappello violaceo, mentre ora fa uso senza troppi problemi del colore tradizionale per i vescovi:
Immagine
Dall'altra parte non manca chi - originario della Cina - mantiene l'uso di un cappello violaceo pur vivendo ed esercitando il ministero pastorale in un altro Paese. E' il caso di Mons. Ignatius Wang, nato a Beijing e Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di San Francisco dal 2003 al 2009, nello stemma del quale possiamo notare peraltro un compromesso con il galero vescovile tradizionale: se infatti il cappello appare violaceo (anche se la calotta è rappresentata impropriamente di nero), i cordoni e i fiocchi sono comunque verdi:
Immagine L'uso caratteristico dei vescovi cinesi (pur con la sua variante) non deve qui meravigliare, dal momento che un quarto della popolazione di San Francisco è di origine cinese.
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Re: Stemmi vescovili

Messaggioda Guido5 » venerdì 5 febbraio 2010, 2:12

Cari amici,
a mia volta ringrazio il sempre attento e bravissino don Antonio che mi permette così di presentare anche la "variante taiwanese" con lo stemma del Verbita mons John Hung Shan-chuan, arcivescovo di Taipei

Immagine

con il cappello nero (ma la calotta è violacea all'interno) il cordone dorato e i fiocchi violacei. Rimandando anche alla discussione sullo stemma del card. Zen, noto per inciso che a Hong Kong e Taiwan si usano soprattutto i caratteri cinesi tradizionali mentre nelle altre parti della Cina sono di uso comune i caratteri "semplificati".

Ciao a tutti!
Guido5
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