Due ossevazioni, a prescindere da ogni giudizio in merito alla dignità di chi è Sottufficiale:
1) Tra la documentazione necessaria per l'ammissione in un ordine cavalleresco è generalmente richiesto il curriculum vitae (di sicuro lo è per l'OESSG). Ora mi sembra strano che (come fatto rilevare anche dall'ottimo giubileum73) si possa tacere la propria esatta attività in un curriculum vitae: omissioni - o, peggio, informazioni non rispondenti al vero - non mi pare che costituiscano un bel presupposto per divenire cavaliere di un Ordine cristiano militante.
Infatti, quindi oltre a specificare il ruolo rivestito nella pubblica amministrazione si specifica anche il titolo accademico in possesso, particolare questo molto rilevante.
2) Portando il discorso alle logiche conseguenze bisognerebbe dire che il "Dott. Tizio o Architetto Caio" ha subito la prima e determinante discriminazione nel suo essere Sottufficiale anziché Ufficiale. Ora, o la discriminazione è dovuta a un qualche motivo valido - e allora non si vede perché non dovrebbe valere anche per l'ammissione a ordini cavallereschi (salvo sempre meriti particolari); oppure si è trattato di una libera scelta del soggetto - e in questo caso l'eventuale esclusione da un ordine cavalleresco è conseguenza di tale libera scelta (più o meno come lo è l'ammissione alla mensa sottufficiali anziché a quella ufficiali).
Si puo' determnare l'esito di un percorso accademico, poichè lo stesso dipende dalla volonta' e capacita' del soggetto, per un concorso pubblico non è la stessa cosa, non crede?
So che il discorso può risultare "classista" e conseguentemente antipatico, ma d'altra parte il desiderio di militare in un Ordine cavalleresco non è forse quello di appartenere a una élite? E il fine va conseguito sforzandosi di elevare la propria persona (il che è possibile in molti modi non necessariamente vincolati al grado militare, come ben esemplificato dal gentile Antesterione), non sperando nell'abbassamento dei requisiti richiesti.
Io sono fortemente convinto che determinati onori non sono per tutti, ma non è questa una regola generica. Nell' ordine al M.M ad esempio, essendoci la classe riservata ai militari, mi pare ovvio che il col. avrà una classe superiore(commenda o ufficiale) rispetto ad un caporale(bronzo), e questo mi sembra anche giusto. Riguardo le motivazioni che La spingono a militare in un ordine( appartenere a una élite) sono totalmente in disaccordo, militare in un ordine non è per me sinonimo di elevazione sociale, ma rendersi servi degli altri, in questo caso di chi necessita di assistenza, cure e conforto. Tuitio fidei et obsequim pauperum, questo è il fine che mi spinge a militare in un ordine, l' élite la lascio a coloro i quali la rappresentano con sostanza, le patacche non fanno l'uomo, purtroppo molta gente pensa il contrario
Ultima modifica di AIKIDO77 il domenica 24 gennaio 2010, 16:51, modificato 1 volta in totale.