Ordine di S. Stefano

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Ordine di S. Stefano

Messaggioda cassinelli » domenica 22 novembre 2009, 21:21

Sarebbe possibile, per favore, un approfondimento sulla professione stefaniana?

Quali sono i voti che vengono emessi?

Perché l'Ordine Stefaniano mantiene questa tradizione e altri, come il Costantiniano o il Mauriziano, no?

Grazie!
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 22 novembre 2009, 21:39

Ho spostato la discussione nella sezione "ordini cavallereschi" per darle una maggiore visibilità.

Credo sarebbe opportuno contattare per farlo intervenire nella discussione anche il dott. Domenico Serlupi Crescenzi Ottoboni che oltre ad essere cavaliere di gran croce è Vice Cancelliere e Gran Conservatore dell'ordine di Santo Stefano.
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda nicolad72 » domenica 22 novembre 2009, 23:11

Caro Alessio (Cassinelli), con la riforma degli statuti stefaniani del 2001 i gradi dell'Ordine si distinguono in
Cavalieri Militi di Giustizia (che emettono le promesse)
Cavalieri di Giustizia (quelli dispensati dalle promesse)
Cavalieri Sacerdoti ed i Cappellani
Dame

Con la modifica degli statuti il Gran Maestro ha voluto re-introdurre i cavalieri con le promesse di castità coniugale, carità e obbedienza (professione stefaniana)

Evidentemente i detentori dei diritti onorifici del Costantiniano e del Mauriziano non sono dello stesso avviso...

Anche se nell'Ordine Mauriziano vi è la categoria dei cavalieri di devozione i quali "si impegneranno, con promessa solenne, rinnovabile di anno in anno, sulla base di specifico regolamento, a servire l’Ordine con l’impegno personale per il compimento di opere umanitarie di assistenza sociale, medica e caritatevole in genere nella cornice dei fini primi dell’Ordine."

Se ben ricordi di ciò avevamo già parlato in passato.
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda cassinelli » domenica 22 novembre 2009, 23:25

Mi ricordo, certamente.

Tuttavia vorrei solo comprendere perché i Cavalieri Stefaniani possono emettere le promesse e quelli Costantiniani e Mauriziani non possono.

Vi possono essere altre motivazioni che vanno oltre la volontà dei detentori dei diritti onorifici dei tre Ordini?
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » lunedì 23 novembre 2009, 13:16

cassinelli ha scritto:Mi ricordo, certamente.

Tuttavia vorrei solo comprendere perché i Cavalieri Stefaniani possono emettere le promesse e quelli Costantiniani e Mauriziani non possono.

Vi possono essere altre motivazioni che vanno oltre la volontà dei detentori dei diritti onorifici dei tre Ordini?


...Ma siamo sicuri che gli attuali ordini costantiniani e mauriziano abbiano effettivamente conservato la tradizione degli storici ordini dei Borbone e dei Savoia? La risposta a questa domanda permetterebbe, forse, di capire perchè in questi ordini, prima anche religiosi, non sia possibile più la professione e perchè la Santa Sede non li riconosca e protegga come, invece, avveniva prima.
A presto.
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda conte Roffrit » mercoledì 25 novembre 2009, 15:37

Non vorrei sbagliare dando una risposta poco pertinente,ma a me risulta da alcuni testi storici,che:i cavalieri Costantiniani ebbero la facolta' di pronunciare la propia professione nell'Ordine,emettendo dei voti approvati dalla chiesa,quali quelli di :obbedienza,di castita' coniugale,di umilta',di carita',di difesa delle vedove,dei pupilli,dei poveri.Nel XVIII secolo queste prerogative fecero ritenere l'Ordine Costantiniano,un Ordine religioso in senso lato,richiedendo quindi in questo caso,la professione dei tre consigli evangelici, ovvero : castita', ubbidienza,poverta'.A tutt'oggi la possibilita' per il cavaliere di emettere la propia professione nell'Ordine Costantiniano e' ancora garantita da provvedimenti Pontifici mai revocati ne' contrastanti con altri successivi.
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 26 novembre 2009, 7:14

Alfonso Marini-Dettina, nel suo libro sull'ordine costantiniano, cita due professioni costantiniane negli anni '20 (1927 se ben ricordo).

Le professioni mauriziane mi sembra non siano piu' richieste dal 1851, quando fu abolita la distinzione tra categoria di Giustizia e categoria di Grazia.

Il punto e' il valore per la Chiesa delle professioni, infatti se l'Ordine non e' riconosciuto come tale dalla Santa Sede queste dovrebbero essere piu' una sorta di promessa privata all'interno dell'Ordine che voti veri e propri.

Cordialmente,

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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 26 novembre 2009, 9:57

Cronista di Livonia ha scritto: Le professioni mauriziane mi sembra non siano piu' richieste dal 1851, quando fu abolita la distinzione tra categoria di Giustizia e categoria di Grazia.


Sono d'accordo con Lei, caro Cronista, sul fatto che in mancanza del riconoscimento della Santa Sede le professioni all'interno di un Ordine, pensiamo alla professione stefaniana reintrodotta dal 2001, valgano solo come promesse private.
Sulla professione mauriziana noto che fu abolita proprio negli anni in cui iniziò la persecuzione alla Chiesa Cattolica nel Regno di Sardegna, con gli esiti che tutti conosciamo.
A presto.
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 26 novembre 2009, 10:33

Egregio Dottor Onorati,

ad essere precisi quella che fu "giacobinamente" abolita fu la Categoria di Giustizia, che pero' prevedeva le professioni, che di fatto pur non essendo mai state esplicitamente abolite non trovarono piu' ragion d'essere.
Cordialmente,

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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda Domenico Serlupi » giovedì 26 novembre 2009, 15:38

Con la Bolla “His quae” del 1° febbraio 1562 Papa Pio IV° approvava la formazione del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, con il relativo Statuto, e lo erigeva nell’ordinamento canonico; con questo atto Pio IV° estendeva al nuovo Ordine stefaniano la speciale professione emessa negli Ordini spagnoli con l’emissione dei voti di carità, castità coniugale ed obbedienza.
Anche dopo il 1859, con la scomparsa del Granducato, la milizia stefaniana ha proseguito ad esistere nell’ordinamento giuridico della Chiesa. In base al vigente Codice di diritto canonico l’Ordine di S. Stefano è un’Associazione pubblica di fedeli (can. 301) di diritto pontificio perché eretto dall’Autorità ecclesiastica.
L’art. 3 dell’attuale Statuto prevede che i “cavalieri militi di giustizia” emettano ancora le promesse di obbedienza, carità e castità coniugale (voti privati) quali erano contemplate negli antichi Statuti, le cui disposizioni continuano ad avere ancor oggi pieno vigore perché mai revocate dalla Suprema Autorità Pontificia.
Il 21 gennaio 2009 il Gran Maestro Sigismondo d’Asburgo Lorena ha emanato, nella continuità statutaria, un “Regolamento per la professione stefaniana” per meglio disciplinare la materia; è, del resto, ancora prevista (art. 7) la possibilità della “dispensa”, secondo il diritto canonico, dalla professione stefaniana.
Con questo Regolamento, che tiene conto anche della recente codificazione canonica, si è voluto ripresentare per tutti i cavalieri la possibilità di un impegno religioso più profondo, di un legame più vincolante con l’Ordine di Santo Stefano, sempre però nell’osservanza più scrupolosa e piena della pluricentenaria tradizione che lo caratterizza.
Nel novembre 2010 a Pisa, dopo un anno di noviziato, emetteranno solennemente davanti al Gran Maestro ed al Cappellano Maggiore le promesse stefaniane i cavalieri di giustizia Agostino Agostini Fantini Venerosi della Seta, Niccolò Capponi e Francesco Griccioli. Il precedente cavaliere professo, Ferruccio Pasini Frassoni, era morto nel 1928.
Per maggiori approfondimenti leggasi :“Il Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire ed il diritto canonico” di Mons. Prof. Andrea Drigani, docente ordinario di diritto canonico alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, in “Nobiltà” maggio-agosto 2009 e nella “Rivista di Ascetica e Mistica”, 2009 n. 3 (Convento di S. Marco, Firenze), "La professione negli Ordini cavallereschi" dell'Avv. Alfonso Marini Dettina in "Apollinaris" n. 75 (2005) p. 519 e segg. e dello stesso Marini Dettina "Natura giuridica del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire e professione dei suoi cavalieri" in "Quaderni stefaniani" 24 (2005) p.247-255.
Desidero concludere formulando due brevi osservazioni: 1°) la massima autorità ecclesiastica dell’Ordine è per Statuto interna all’Ordine stesso e si identifica oggi col Cappellano Maggiore (non è perciò prevista, come per altri Ordini, la nomina pontificia di un Assistente Ecclesiastico); 2°) per speciale “privilegio” di Pio IV° (mai revocato ed quindi ancora valido nella sua integrità a norma dei canoni 4 e 79 del C.I.C. del 1983) il Gran Maestro (“ufficio ecclesiastico”) ha la facoltà di modificare lo Statuto, sempre nel rispetto dei principi del diritto canonico, senza la necessità di approvazione pontificia.
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Ultima modifica di Domenico Serlupi il martedì 1 dicembre 2009, 15:14, modificato 2 volte in totale.
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda conte Roffrit » giovedì 26 novembre 2009, 15:53

Essendo quindi il Costantiniano un Ordine riconosciuto sia dallo stato Italiano che dalla Santa Sede,la professione, mi pare di capire,non si riduce ad una ad una manifestazione privata.
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 26 novembre 2009, 16:35

conte Roffrit ha scritto:Essendo quindi il Costantiniano un Ordine riconosciuto sia dallo stato Italiano che dalla Santa Sede,la professione, mi pare di capire,non si riduce ad una ad una manifestazione privata.


E' stato detto centinaia di volte su questo Forum, ma credo che sia il caso di ricordarlo anche qui: La Santa Sede riconosce solo l'Ordine di Malta e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro.
A presto.
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda nicolad72 » giovedì 26 novembre 2009, 20:55

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:E' stato detto centinaia di volte su questo Forum, ma credo che sia il caso di ricordarlo anche qui: La Santa Sede riconosce solo l'Ordine di Malta e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro.
A presto.
PMMO


Per essere precisi riconosce e tutela.

Il solo riconoscere sembra far intendere che gli altri ordini (legittimi) non abbiano dignità equestre, mentre non è vero l'hanno e pure florida.

Domenico Serlupi ha scritto:2°) per speciale “privilegio” di Pio IV° (mai revocato) il Gran Maestro (“ufficio ecclesiastico”) ha la facoltà di modificare lo Statuto, sempre nel rispetto dei principi del diritto canonico, senza la necessità di approvazione pontificia.


Ho dei dubbi su questo passaggio. Mi par di ricordare (sottolineo il ricordare) che con la promulgazione del codice di diritto canonico del 1917 o del 1983 questi privilegi siano stati aboliti... ma allo stato la mano sul fuoco non l'avvicino neppure... (un ricordo non è scientificamente cosa seria).
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda adj » giovedì 26 novembre 2009, 22:19

nicolad72 ha scritto:Ho dei dubbi su questo passaggio. Mi par di ricordare (sottolineo il ricordare) che con la promulgazione del codice di diritto canonico del 1917 o del 1983 questi privilegi siano stati aboliti... ma allo stato la mano sul fuoco non l'avvicino neppure... (un ricordo non è scientificamente cosa seria).


Stando al Canone 4 del codice del 1983 si direbbe ancora in vigore (ma ignoro se revocato nel codice del 1917 o altrove)

Can. 4 - I diritti acquisiti, e parimenti i privilegi che, concessi dalla Sede Apostolica fino al presente alle persone sia fisiche sia giuridiche, sono in uso e non revocati, permangono integri, a meno che non siano espressamente revocati dai canoni di questo Codice.
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Re: Ordine di S. Stefano

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 26 novembre 2009, 23:09

nicolad72 ha scritto: Per essere precisi riconosce e tutela.

Il solo riconoscere sembra far intendere che gli altri ordini (legittimi) non abbiano dignità equestre, mentre non è vero l'hanno e pure florida.


Certo, la Santa Sede Riconosce e tutela solo lo SMOM e l'OESSG e di conseguenza non riconosce e non tutela tutti gli altri ordini non nazionali, anche quelli di antica tradizione cattolica.
A presto.
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