Semel nobilis homo , semper nobilis homo

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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 28 ottobre 2009, 17:54

Spesso la differenza tra famiglia " di distinta civiltà " che viveva more nobilium da un tot di anni e famiglia di nobiltà decurionale (o di toga ) era veramente molto molto sottile .

A Genova non era raro famiglie nobili chiedessero il permesso di essere esclusi (o meglio ... sospesi) dal patriziato per un po' di tempo alfine di rimettere in sesto le proprie finanze dedicandosi al commercio al minuto per poi riprendere il loro posto dopo qualche anno oppure la generazione successiva.

Come la vedo io , i titolo veniva interrotto , la qualità no ,
no, certamente no .

:)
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 28 ottobre 2009, 18:28

Ancora meglio: neanche la qualifica nobiliare(stiamo parlando di nobiltà non - titolata) veniva sospesa(nei casi da te citati veniva richiesto dagli interessati, ma che io sappia la transitio ad plebem(personale, non familiare) è sempre stata ed è fattibile; se per esempio una nobile ex - brigatista rossa(coscevo il padre di una) o un qualsiasi altro cittadino italiano nobile desideri cambiare il cognome abolendo eventuale predicato nobiliare non credo proprio gli dicano di no). Per la differenza di cui parli, spessa o sottile che fosse, era perenne fino ad atto giuridico imprescindibile, che io sappia, anche per la nobiltà di campana, decurionale. Ma questi notabili(nel Crollalanza è citata una famiglia notabile di grandi artigiani, mastri falegnami liguri di Arma di Taggia, se rammento bene) li devi fare per forza nobili? Che hanno fatto di male? Ciao,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 28 ottobre 2009, 22:49

fabrizio guinzio ha scritto:Ancora meglio: neanche la qualifica nobiliare(stiamo parlando di nobiltà non - titolata) veniva sospesa(nei casi da te citati veniva richiesto dagli interessati, ma che io sappia la transitio ad plebem(personale, non familiare) è sempre stata ed è fattibile; se per esempio una nobile ex - brigatista rossa(coscevo il padre di una) o un qualsiasi altro cittadino italiano nobile desideri cambiare il cognome abolendo eventuale predicato nobiliare non credo proprio gli dicano di no).

Le Prefetture accettano solo domande di modifica di cognomi ridicoli o vergognosi non vedo come giustificare l’eliminazione di un predicato cognomizzato non ridicolo né vergognoso.

Per la differenza di cui parli, spessa o sottile che fosse, era perenne fino ad atto giuridico imprescindibile, che io sappia, anche per la nobiltà di campana, decurionale. Ma questi notabili(nel Crollalanza è citata una famiglia notabile di grandi artigiani, mastri falegnami liguri di Arma di Taggia, se rammento bene) li devi fare per forza nobili? Che hanno fatto di male?

Se gli artigiani taggiaschi abbiano meritato di essere ascritti a qualche patriziato ligure non saprei ma dubito li abbiano forzati . [hmm.gif] :P
A parte gli scherzi propongo un brano del già citato “Le Aristocrazie Cittadine” , da un contributo di Andrea Lercari “ La nobiltà civica di Genova ed in Liguria “ :

“ Dal momento che la legge del 1528 prevedeva la creazione annuali di nuovi nobili scelti tra i soggetti della città e delle Riviere distintisi tra il popolo per merito o per ricchezza, si venne ben presto a delineare la componente del patriziato degli “aggregati” come li definiva con disprezzo il già menzionato Marco Gentile , esponente della più antica nobiltà genovese, nel suo Diario degli anni 1573-1575. Alle divisioni politiche corrispose anche una divisione culturale, che fondava le sue motivazioni nell’evoluzione del concetto di nobiltà : in uno scritto satirico sulle contrapposizioni tra nobili vecchi e nuovi , veniva evidenziato con toni accesi e irriverenti come la sola ammissione all’esercizio delle cariche pubbliche non potesse equiparare i discendenti da famiglia di antica nobiltà a quelli che avevano esercitato, o ancora esercitavano, arti meccaniche. Contemporaneamente però veniva anche evidenziato come molti nobili “vecchi” si mantenevano esercitando le stesse arti considerate improprie al patriziato.”

Senza scomodare nuovamente il “povero” nobile polacco disteso a terra sul tappeto in attesa di punizione corporale , spezzerei nuovamente una lancia a favore della teoria dell’aristo-relatività spazio temporale.
Saluti :)
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 29 ottobre 2009, 11:09

Le diversità di cui parli sono dettagli, particolarità interne alla nobiltà. Il principio basilare è affare generale, comune. Famiglie liguri sono divenute borghesi - notabili(solo queste hanno diritto all'appellativo "di distinta civiltà") altre nobili; l'araldista Crollalanza non ha avuto difficoltà a distinguerle(le italiane tutte, non solo le liguri) e ad inserirle nel suo Dizionario storico - blasonico con relativi blasoni - cenni storici. Così come le distinguono la Consulta, la legislazione del Regno, la normativa associazionistica del CNI, gli scritti degli studiosi di araldica e di storia etc. Carissimo, il tuo motto "semel...semper" riassume una Massima della Consulta araldica divenuta l'articolo 8 del R.D. 7/6/1943 nn. 651 - 652 poi norma del regolamento dell'associazione nobiliare italiana:- "il diritto al riconoscimento di distinzioni nobiliari non si estingue per decorso di tempo, nè si acquista per lungo uso". Ciao,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 29 ottobre 2009, 15:34

fabrizio guinzio ha scritto:Le diversità di cui parli sono dettagli, particolarità interne alla nobiltà. Il principio basilare è affare generale, comune. Famiglie liguri sono divenute borghesi - notabili(solo queste hanno diritto all'appellativo "di distinta civiltà") altre nobili; l'araldista Crollalanza non ha avuto difficoltà a distinguerle(le italiane tutte, non solo le liguri) e ad inserirle nel suo Dizionario storico - blasonico con relativi blasoni - cenni storici. Così come le distinguono la Consulta, la legislazione del Regno, la normativa associazionistica del CNI, gli scritti degli studiosi di araldica e di storia etc. Carissimo, il tuo motto "semel...semper" riassume una Massima della Consulta araldica divenuta l'articolo 8 del R.D. 7/6/1943 nn. 651 - 652 poi norma del regolamento dell'associazione nobiliare italiana:- "il diritto al riconoscimento di distinzioni nobiliari non si estingue per decorso di tempo, nè si acquista per lungo uso". Ciao,



La Consulta, la legislazione del Regno, la normativa associazionistica del CNI, alcuni scritti degli studiosi di araldica e di storia etc. fanno sicuramente formale distinzione tra famiglie borghesi - notabili e famiglie nobili , questo è innegabile.

Lo studioso Crollalanza non sembrerebbe proprio , e qui, caro Fabrizio, mi inviti a nozze !

Se possiedi o puoi consultare l'opera "Dizionario delle famiglie nobili e notabili ..." non avrai difficoltà ad ammettere che lo studioso autore ( abbi pazienza ma do al termine "araldista" altro significato ) elenca in modo ACRITICO tutte le famiglie in ordine alfabetico non entrando in merito a differenze di ceto , volendo considerarle in un insieme pressochè omogeneo proprio per la difficoltà all'epoca ( ma per molti versi ancora più attuale anche oggi ) di porre netta divisione per molte di esse.
Qui ritorno alla mia "aristo-eresia": la differenza tra nobile o notabile non sempre è stata netta in passato , oggigiorno lo è anche meno .
Fabrizio , reggiti bene :
congelare al 1946 , la situazione nobiliare è legittimo e storico per alcuni , sicuramente lo è per i monarchici , illegittimo ed antistorico per altri , basti pensare che solo con la Sentenza della Corte Costituzionale (101/67) che:

“... dichiara la illegittimità costituzionale del R.D. 11 dicembre 1887, n. 5138, del R D. 2 luglio 1896, n. 313, del R D. 5 luglio 1896, n. 314, del R D. L. 20 marzo 1924, n. 442 (convertito con legge 17 aprile 1925, n. 473), del R.D.L. 28 dicembre 1924, n. 2337 (convertito con legge 21 marzo 1926, n. 597), del R D. 16 agosto 1926, n. 1489, del R D. 21 gennaio 1929, n. 61 e del R.D. 7 giugno 1943, n. 651...”

tutta la normativa nobiliare venne riportata a quelle degli Stati Preunitari con tutti quelle difformità o "dettagli, particolarità interne alla nobiltà" dei quali scrivevi . Ma dovremmo fare una quantità di altre considerazioni che vanno oltre la sentenza .

Tutta questa pappardella per ribadire che oggi 29/10/2009 parlare di famiglie illustri e storiche è praticamente la stessa cosa ( ma politicamente più corretto ) che parlare di famiglie nobili e notabili , occorre uscire un poco dagli schemi preconcetti .
ciao
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 29 ottobre 2009, 16:08

Mi sono venute in mente altre considerazioni, rileggendo le vostre, per continuare il discorso. Credo si debba anzitutto distinguere lo Stato(e le sue leggi), oggetto di studio di politologi e giuristi e la Società(usi, costumi, tradizioni) oggetto di studio sociologico. Realtà che possono collimare o divergere. Tornando all'araldica. Iniziando dal lato giuridico.Titoli cavallereschi personali ereditari oppure cosiddetti di giustizia possono essere legalmente: riconosciuti, non riconosciuti, vietati. Titoli nobiliari personali familiari possono essere legalmente: riconosciuti, non riconosciuti, vietati. In Italia riconosciuti i cavallereschi, non riconosciuti(lo status intermedio) i nobiliari. Passiamo al sociale. L'istituzione nobiliare ha una storia plurimillenaria, quella cavalleresca plurisecolare, naturalmente adeguantesi tempori et loci alle diverse situazioni storiche. L'aggettivo essenziale per la nobiltà, la carissima Silvia cita il commissario reale della Consulta araldica italiana, il Manno, dovrebbe essere quello di onorifica(il concetto base, l'onore), di distinzione(ho reperito questo concetto in tanti araldisti di ogni tempo e luogo). Lo scrittore francese Chateaubriand(citato dall'inglese Syme, storico dell'aristocrazia augustea) scrive sull'argomento: tutte le nobiltà decadono(vichianamente, corsi e ricorsi storici, aggiungerei io) dalla superiorità(onori e oneri) al privilegio, poi alla vanità. Quale è la situazione sociale(legale lo sappiamo già) attuale della nobiltà italiana, socialmente parlando? La conosco solo per quanto concerne alcune località o per esperienza diretta o per lettura di Libri tipo "Le Grandi Famiglie di Roma" del Rendina. Per esempio come stanno le cose a Bologna? Ciao,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 29 ottobre 2009, 16:19

Carissimo Sergio, di molte famiglie nel Crollalanza è espressamente specificato, tipo quella(non rammento il cognome, è una famiglia ligure, postata per puro esempio, notabile). Anche nel Libro sulle Famiglie Cremasche ripetutamente citato sono tutte insieme, è stato pubblicato nel 1999 a cura della SISA, in ordine alfabetico, ma si capisce lo status di ognuna alla relativa voce. Il volume è basato solo su attuali studi storici di storici e araldisti, senza tenere la minima considerazione di nient'altro se non della Storia. Ma la differenza è storica e pan - italiana. Ciao,
Ultima modifica di fabrizio guinzio il venerdì 30 ottobre 2009, 11:47, modificato 3 volte in totale.
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 29 ottobre 2009, 18:20

fabrizio guinzio ha scritto:Carissimo Sergio, di molte famiglie nel Crollalanza è espressamente specificato



Non ho mai inteso la totalità delle famiglie elencate ...infatti ho scritto :
"non avrai difficoltà ad ammettere che lo studioso autore ( abbi pazienza ma do al termine "araldista" altro significato ) elenca in modo ACRITICO tutte le famiglie in ordine alfabetico non entrando in merito a differenze di ceto , volendo considerarle in un insieme pressochè omogeneo proprio per la difficoltà all'epoca ( ma per molti versi ancora più attuale anche oggi ) di porre netta divisione per molte di esse."
:)
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 30 ottobre 2009, 10:58

Carissimo Sergio, ma la distinzione è di una simplicità estrema, specialmente ai nostri giorni e con i mezzi di oggi. Rammentando che stiamo parlando di cosa che attualmente ricade nell'indifferente giuridico(anche Silvia ce lo ha rammentato più volte). Araldicamente parlando casati nobili sono quelli titolari di relativo atto giuridico di base. Tutto il resto casati borghesi. Gli stemmi, oggetto di studio dell'araldica(o stemmografia, o aspilogia) privata si distinguono in gentilizi(connessi a relativo collegato titolo/qualifica nobiliare), di cittadinanza(notabilato), borghesi. "L'Araldica", pubblica e privata, scienza documentaria della storia e bella arte, secondo il Manuale di Araldica del di Montauto "è la disciplina che studia gli stemmi, con la loro descrizione detta "blasonatura", e in senso lato anche la materia nobiliare e delle antiche cittadinanze"(cittadinanza familiare). In un qualsiasi volume anche quelli con il o i titoli da te preferiti, a mio sommesso parere è facilissimo sapere di che sorta di famiglia, caso per caso, si tratti. Ciao,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 30 ottobre 2009, 15:25

fabrizio guinzio ha scritto:Carissimo Sergio, ma la distinzione è di una simplicità estrema, specialmente ai nostri giorni e con i mezzi di oggi. Rammentando che stiamo parlando di cosa che attualmente ricade nell'indifferente giuridico(anche Silvia ce lo ha rammentato più volte). Araldicamente parlando casati nobili sono quelli titolari di relativo atto giuridico di base. Tutto il resto casati borghesi (...)


Mi perdonerai , da persona educata ed intelligente quale sei se ti muovo una piccola critica :
talvolta mi dai l’impressione di essere troppo rigido ed eccessivamente schematico .

La materia non è per niente semplice , prima di approfondirla solo un po’, la pensavo più o meno come te , man mano vado avanti con i miei studi sto scoprendo una realtà storica più complessa e dai contorni molto , molto sfumati.

Mi dispiace ripetermi ma … che dire di quella miriade di famiglie di nobiltà più o meno antica che per svariati motivi non hanno ottenuto ma spesso non l’hanno richiesto , il riconoscimento della propria qualità , a seguito problemi di salute , sconvolgimenti bellici , cambio di città , mutamento di autorità costituita , di regime , spostamento di confini statali , pur continuando a vivere "more nobilium"? Ti sentiresti di considerarli tout court "ignobili" ( se mi passi il termine in disuso nel suo significato primitivo) anche se in realtà la loro vita non è cambiata di un virgola ? Sono diventate borghesi dall’oggi al domani ?

Sicuramente tu continuerai riconoscere inalterate ai nobili italiani titoli e status , anche se la nostra Repubblica non solo non riconosce i titoli nobiliari ma , nella sua Costituzione all'articolo terzo, di fatto, la vieta :
( " Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” ) ,
perché allora , oggi , giudicare , distinguere e schematizzare situazioni nobiliari storiche , con i criteri propri della defunta Regia Consulta Araldica ?

La sola grande ed autorevole “Entità in movimento” in grado di descrivere e circoscrivere realtà così complesse , variegate , dai margini molto sfumati rimane la Tradizione Storica , studiata e valutata e rivalutata per mezzo di una ricerca genealogica rigorosa e seria.
Altro , fuori di questo , oggi francamente non vedo.

Ti saluto cordialmente
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 30 ottobre 2009, 16:17

E' appunto alla Tradizione Storica che pure io, come te, cerco di attenermi scrupolosamemte. E pure la Consulta la pensava come te, con la Massima da me citata: una volta acquisita, con atto giuridico unico, la nobiltà familiare è per sempre, si estingue solo con l'estinzione della casata. La norma statutaria era chiarissima: riconosciuto tutto l'esistente. L'obbiettivo, mancato, erano tutte le famiglie nobili e gli stemmi collegati ai relativi titoli/qualifiche. Non solo: idem per tutte le famiglie borghesi notabili e relativi stemmi detti di cittadinanza. Obbiettivo, mancato. Non solo per eventuali incapacità, insufficienze, limiti dell'Ente pubblico preposto ma soprattutto per i mezzi di comunicazione allora disponibili e per la successiva soppressione de facto del medesimo. Gli atti ricognitivi erano lavori in corso. Per quanto concerne l'articolo 3 della nostra Costituzione, assolutamente non pregiudica l'esistenza di titoli nobiliari come simili articoli di altre Costituzioni: che io sappia sono tutti uguali davanti alla Legge anche in Danimarca, in Francia, in Slovacchia, in Spagna...in...in ...etc. E' unicamente la disposizione XIV transitoria e finale, basterebbe abrogare il "non" lasciando tutto il resto inalterato. Oltretutto, costituzioni più moderne(e con titolature riconosciuta sia nobiliare che cavalleresca) della nostra riconoscono anche i diritti costituzionali detti di quarta generazione, solo parzialmente recepiti nella nostra Carta fondamentale. Non capisco come la nostra si sia invece potuta ridurre da 139 a 134 articoli. Chiedo a gentili forumisti il numero di articoli, per esempio, della Costituzione spagnola, che al momento non rammento. Carissimo Sergio, a presto per le tue ulteriori considerazioni/osservazioni, mi sembra che "parliamo tutt'uno e non ci capiamo" un caro saluto, ciao,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda Furio » venerdì 30 ottobre 2009, 18:29

Cari amici,
mi inserisco nella diatriba per consigliarvi il libro i valletti alla corte di Luigi XIV dove si parla dei sotterfugi per acquisire la nobiltà ereditaria e tutti i casi di derogazione, mi pare a proposito della discussione. Il Re <Sole> appena conquistato il potere annullò tutti gli atti d’ anoblissement fatti dal Cardinale Mazzarino rimandando allo stato borghese tutti i recenti nobili, salvo reintegrare nel tempo alcuni fedeli domestici. Morale: il potere regnante decide chi riconoscere nobile e chi no. In Italia si poteva essere esclusi per indegnità anche se non so se il provvedimento sia stato mai applicato. Ho però consultato dei documenti della consulta araldica del Regno d’ Italia trovando alcune casate dichiarate estinte perché mancanti di alcuni requisiti, per esempio la legittimità, che per altri il re ha sanato…Insomma vorrei dire che un sovrano può nobilitare e anche privare un soggetto dei suoi diritti che secondo me restano in una sorta di <limbo>, come un testamento nascosto che è valido ma non esecutivo e aspetta un’autorità capace di applicare i diritti sospesi.
In Italia coloro che si sentono lesi hanno due vie l’Ordine di Malta che è sovrano e il CNI che è privato.
Concordo con Fabrizio quando dice <la nobiltà familiare è per sempre, si estingue solo con l'estinzione della casata> poiché però ogni regime, re o repubbliche, può disconoscere la nobiltà i titolari di diritti nobiliari devono tutelarsi come possono o almeno conservando la memoria storica.
cordiali saluti Furio
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » sabato 31 ottobre 2009, 10:54

Sì, in Italia non esiste al momento un Ente pubblico(è esistito) che si occupi anche dell'araldica privata, sia borghese che nobiliare. Viene trattata solo l'araldica pubblica, sia civica che militare. Ma in Francia la locale associazione nobiliare è pubblica, quindi dovrebbe essere possibile rimediare ad eventuali errori od omissioni del passato. Carissimo Furio, se ricordo bene nell'Enciclopedia Crollalanza alle voci degradazione/derogazione(quest'ultima di regola non tocca le nobiltà di campana alias decurionali, che, visto che schematico e pedante temo di esserlo! (Sergio hai ragione!) aggiungo che sono burocratiche, in primis di toga e poi di spada) si precisa che riguardano solo le persone coinvolte, non i loro successori. Ciao,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda Sigillum1 » sabato 31 ottobre 2009, 17:22

Caro Fabrizio, il più quotato studioso europeo di Araldica, Pastoureau, osserva che (in traduzione e in sintesi): l’araldica ha pessima reputazione fra gli studiosi, probabilmente per l’incapacità degli araldisti di trattarla autonomamente rispetto alla genealogia e alla storia della nobiltà: la causa di ciò risale probabilmente alla Rivoluzione francese che confuse i simboli araldici con quelli della nobiltà.
Non conosco il manuale che citi ma spero che non perpetui ancora questa confusione, che leggo nelle tue parole, fra araldica, genealogia e nobiltà che la letteratura e la storia hanno superato da molto tempo e che, anche in Italia, credo sia decisamente tempo di superare, te ne prego…
La semplicità, nella materia che stiamo trattando, non esiste proprio, se non nella nostra Costituzione: esistono invece numerosi tentativi di semplificazione, come il tuo, e come quello di alcune istituzioni private che tuttavia non possono proprio reggere ad una seria indagine storica (Sergio lo ha con chiarezza e autorevolmente documentato).
La nobiltà del resto, lo ricorda persino la nostra Corte costituzionale, che non ne ha poi, a mio avviso giustamente, tratto conclusioni, non richiede riconoscimento e le famiglie che la posseggono, la mantengono (senza alcuna necessità di atto giuridico), potendola erga omnes dimostrare storicamente, e più onorevolmente, aggiungo, di coloro che, anche in questo secolo, se la comprarono. Un cordiale salute a tutti.
Silvia
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 2 novembre 2009, 9:58

fabrizio guinzio ha scritto:Sì, in Italia non esiste al momento un Ente pubblico(è esistito) che si occupi anche dell'araldica privata, sia borghese che nobiliare.


Ci mancherebbe anche questa!!! [yikes.gif]

Natürlich :D quoto Silvia e Sergio.

Ciao!

F.
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