Gentile Presidente,
mi dispiace che si sia risentito, non era mia intenzione offendere nessuno; ma, mi sembra che anche il tono che ha utilizzato Lei prima di me, ironico (tutte quelle faccine) e leggermente insinuante ("commercio di titoli umbertini") sia poco rispettoso delle tante persone, alcune davvero illustri, che hanno ricevuto in vita titoli nobiliari da S.M. Umberto II. Non avrei mai pensato di dovermi ergere proprio io a difensore dei Savoia, vista la mia arcinota antipatia per loro, ma ci sono Savoia e Savoia, come ci sono Borbone e Borbone. Personalmente ritengo che Umberto II fu troppo prolifico nell'emettere provvedimenti di natura nobiliare, alcuni dei quali (come il titolo di conte a Licio Gelli) davvero discutibili, ma da questo a dire che tutti quelli concessi dall'esilio avessero solo un valore "di cortesia", ce ne vuole.
Lei dice che nessuno stato Sovrano riconosce tali titoli umbertini, ma, a me sembra che almeno il SOVRANO Militare Ordine di Malta li riconosca; infatti, qualche anno fa era Gran Cancelliere S.E. il Conte Don Carlo Marullo di Condojanni, Principe di Casalnuovo, che usava in documenti ufficiali dell'Ordine questi titoli e questi predicati, tutti concessi dal Re in esilio; poi, c'è il caso di S.E. il barone Frà Franz Von Lobstein, già Gran Priore di Roma dell'Ordine e Conte per R.L.P. del 1980 e potrei continuare ancora con altri illustri esempi. Come dovremmo considerare casi del genere? Solo come trattamenti di cortesia concessi dall'Ordine di Malta a suoi dignitari? Personalmente, ne dubito fortemente, ma vorrei sentire il Suo autorevole parere in merito.
Riguardo, inoltre, ai titoli nobiliari concessi dalla Repubblica di San Marino, certamente sono legittimi a tutti gli effetti, ma anche in questo caso ci sono delle concessioni che, personalmente, ritengo discutibili (come il titolo di contessa di Ferrazzano alla figlia di Totò, di cui abbiamo lungamente discusso). Peccato che su internet non sia disponibile la lista completa dei provvedimenti nobiliari concessi dalla Repubblica del Titano; personalmente ne conosco solo altri 5 oltre quello indicato sopra, ma sono a mio avviso molto interessanti, innanzitutto perchè li ho ricavati tutti dalla lista dei provvedimenti nobiliari del "Re di maggio" e poi perchè negli ultimi due casi fu richiesta l'autorizzazione all'uso quando S.M. Umberto II era già in esilio:
22 maggio 1946 - FRANCO Pasquale, autorizzazione Conte (San Marino) (mpr);
26 maggio 1946- NOVELLI Socrate Temistocle, autorizzazione Conte (San Marino) di Majano (mpr);
26 maggio 1946- da ZARA Nobile Marco, autorizzazione Conte (San Marino) di Serra (mpr);
11 ottobre 1976 - d'AMORE ANGIONO Alfredo, autorizzazione all'uso di Conte (San Marino) "di Gualdicciolo" (mpr) ed il trattamento di Don limitatamente al titolare ed al figlio Diego Maria;
25 maggio 1981- OLIVA Carlo, autorizzazione Barone (mpr) concesso dalla Repubblica di San Marino
(cfr. anche per Marullo di Condojanni e Von Lobstein
http://www.cnicg.net/umberto.asp).
Certo tale autorizzazione non era più necessaria, ma una tale richiesta è sintomatica del fatto che per molti il Re Umberto aveva conservato la "fons honorum" anche in esilio.
Riguardo,infine, proprio ai titoli ed alle onorificenze concesse da Cascais, mi potrebbe confermare o meno che gli stessi non erano soggetti al pagamento di alcuna somma da parte del concessionario/insignito?
Con sincera cordialità.
PMMO