Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda Elmar Lang » martedì 11 agosto 2009, 20:33

A mio parere, la revoca di un ordine cavalleresco, ancorché post-mortem, è almeno un (tardivo) riconoscimento d'un errore commesso e se non altro elimina da una "Ruhmeshalle" cavalleresca chi, per varie ragioni non merita debba essere ricordato o annoverato tra gli "storici" membri d'un ordine cavalleresco.

Ed un tristo figuro quale il sedicente maresciallo Tito meriterebbe ciò anche mille anni dopo la morte.

Scusate l'acredine,

E.L.
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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda fortarrigo » martedì 11 agosto 2009, 22:30

Per quanto possa valere la mia opinione, tanto più in questo contesto, penso che certi personaggi meritino la damnatio memoriae, oltre che la mano della giustizia divina.
E non si tratterebbe di nulla di farisaico, ma solamente di restaurare un minimo di decenza in questa nostra repubblica che per quieto vivere o per connivenze politiche ha compiuto atti vergognosi.

Buona serata a tutti.

Fortarrigo Piccolomini
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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda Mario Volpe » mercoledì 12 agosto 2009, 15:20

Ad onor del vero, merita comunque essere anche ricordato che Josip Broz detto "Tito", che tra le altre cose fu anche il legittimo Presidente della Repubblica Federale Socialista di Iugoslavia dal 1953 al 1980, ricevette probabilmente oltre cento alte onorificenze diverse da tutto il mondo, tra le quali le Gran croci della Legion d'Onore Francese, dell'Ordine del Bagno britannico, dell'Ordine al Merito Federale di Germania, dell'Ordine del Redentore di Grecia, dell'Ordine dell'Elefante Bianco di Danimarca, dell'Ordine al Merito federale austriaco, dell'Ordine del Crisantemo del Giappone, dell'Ordine del Leone d'Oro del Lussemburgo, dell'Ordine del Leone d'Olanda, dell'Ordine di S. Olaf di Norvegia, dell'Ordine di Don Enrico del Portogallo, dell'Ordine di San Marino, e di molti altri ancora...
La Repubblica Italiana non fu quindi l'unica ad aver assegnato un'onorificenza a questo personaggio, e non credo che molti dei paesi sopra citati abbiano considerato (oggi che la Iugoslavia socialista non esiste più) il bisogno di revocare queste loro concessioni.
Che ci piaccia o no, le onorificenze di ogni nazione, oltre ad essere degli strumenti onorifici e meritocratici, sono talvolta anche degli strumenti politici (e talvolta questo vale anche per gli ordini equestri tradizionali). Nel continuo rimescolamento dei corsi e ricorsi della storia, ciascun paese si trova nei diversi periodi della sua esistenza a porsi nello scacchiere internazionale con mutevoli orientamenti politici, contraddittorie amicizie e talvolta opposte alleanze.
Nelle assegnazioni delle proprie onorificenze ai capi di stato o alle personalità politiche straniere, le nazioni forniscono segnali di amicizia, distensione, collaborazione, apprezzamento, o più semplicemente rispetto dell'etichetta.
Ma talvolta questi conferimenti sottendono segnali più sottili, spiragli di apertura politica, opportunità di collaborazione economica, inviti a scambiare risorse, prospettive di sviluppo, possibilità di alleanze militari, ecc.
Non dobbiamo quindi stupirci più di tanto se personaggi storicamente (e moralmente) discutibili ricevono delle onorificenze dagli altri paesi.
Ripensando alla storia d'Italia, mi vengono in mente conferimenti effettuati nel ventennio in favore di "figuri" ben peggiori [nonono.gif] ... oggi però, che a questi personaggi siano stati revocati oppure no i collari e le gran croci ricevute, a chi potrebbe interessare ?
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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 12 agosto 2009, 17:11

Caro Mario,

tutto vero e tutto bene, ma resta il fatto che Tito abbia "infoibato" ben pochi inglesi, danesi, norvegesi, francesi, lussemburghesi, ecc ecc ed e' altrettanto vero che i gerarchi nazisti furono insigniti ben prima dell'8 settembre 1943, quando la Germania era un Paese amico (contro il quale esitammo pure a dichiare guerra nella prima guerra mondiale, dichiarazione che facemmo solo nel 1916 su pressione alleata), erede di Paese già alleato (guerra del 1866, Triplice Alleanza) e ben prima che vi fossero certezze assolute (benche' vi fossero gia' tremendi sospetti) su cosa si facesse e tramasse in Germania.

Questi stessi gerarchi finirono poi condannati a Norimberga (o morti poco prima, ma comunque condannati dalla damnatio memoriae generale), condanna che a rigore di statuti avrebbe probabilmente dovuto portare alla radiazione, cosa che non si fece probabilmente per fine della Monarchia e presenza di più pressanti problemi (oltre che, forse, per il non voler infierire).

Tito invece, che si prese il Gran Cordone OMRI dopo le foibe, resta "l'eroe" a capo del movimento dei non-allineati ed un rispettabile Capo di Stato straniero per moltissima gente, qualcosa non mi quadra. E' comunque vero che all'epoca pero' per una parte dell'Italia le vittime dei titini erano "fascisti" e quello era "l'eroe" che indicava la "terza via".
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia


P.S. Da notare inoltre che i gerarchi nazisti furono insigniti dal governo autoritario dell'Italia monarchica, ma altamente fascitizzata, Tito fu insignito dal governo della democraticissima Repubblica italiana. Anche questo ha un suo qualche peso, perlomeno a livello di buongusto (e per fortuna che oggi c'e' la sovranita' popolare, per favore ridatemi i Sovrani assoluti).
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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 13 agosto 2009, 9:01

Salve,

si, devo ammettere che il Broz fu presidente della Repubblica Federativa Jugoslava: come tale ricevette -per ovvie ragioni diplomatiche- altissime onorificenze da quasi tutto il mondo (un simpatico riassunto di tutto ciò è in: "Agli Eroi della Rivoluzione in Guerra e in Pace", Sarajevo, Niro "Zadrugar", 1980, pagg. 78-82, dove si informa che la lista è aggiornata al 1978). In ciò, anche per somiglianza fisica, il "maresciallo" jugoslavo ricordava molto l'attitudine all'"addobbo" del Reichsmarschall Goering.

Quanto alla legittimità dell'essere presidente dell'allora Jugoslavia, beh, qui il discorso si farebbe assai complesso. Non credo che J. Broz sia mai stato insediato quale risultato di una libera elezione. Non credo nemmeno che abbia ottenuto il grado di "Maresciallo di Jugoslavia" al culmine di una regolare carriera militare.

Da ciò ne discende il fatto che io abbia definito quel losco figuro "sedicente maresciallo" e lo ritenga (e lo sostenevo anche quando era vivo), uno scellerato criminale, un volgare assassino.

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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda Tilius » giovedì 13 agosto 2009, 10:14

Un dipinto (1870) di Jean Paul Laurens, conservato presso il Musée des Beaux-Arts di Nantes. ;)

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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 13 agosto 2009, 12:05

...il processo a papa Formoso?

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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda Tilius » giovedì 13 agosto 2009, 12:12

Elmar Lang ha scritto:...il processo a papa Formoso?

E.L.


Esattamente... [thumb_yello.gif]
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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 13 agosto 2009, 12:21

Bene, un illustre precedente, quindi!

Visto che non siamo mai riusciti ad ottenere l'estradizione degli scherani del Broz da vivi, onde processarli per i loro crimini di guerra, si potrebbe invece chiedere l'estradizione della carcassa del "maresciallo".

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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 13 agosto 2009, 14:08

Si, ma forse il dipinto del Laurent, noto anticlericale, voleva intendere: "non è bello processare i morti"... principio oggi condiviso dal diritto di tutti i paesi civilizzati. Sarebbe quindi sempre meglio prenderli quando sono ancora vivi ;) ... come Saddam Hussein o l'ultimo criminale nazista condannato pochi giorni fa (a 91 anni).
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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda paolorodolfo » giovedì 27 agosto 2009, 0:39

Gentili Signori,

dopo aver letto e riletto i vostri interventi sulle revoche post-mortem di decorazioni a questo o a quel politico, capo di stato, generale, ecc. sono sempre più convinto che trattasi di provvedimenti spesso ipocriti perchè, a ben guardare gli elenchi dei beneficiari, si potrebbe aprire una serie di "processi di revisione" che andrebbe avanti all'infinito.
In merito a Tito, per il quale ho sempre nutrito una profonda avversione, reputo ben più grave l'episodio nel quale il presidente Pertini, recandosi ai suoi funerali, si azzardò a "baciare" la bandiera jugoslava; le onorificenze, ha già scritto qualcuno, vengono scambiate a livello politico per consuetudine, "baciare" una bandiera di un paese non certo amico non rientra nelle consuetudini diplomatiche.
Revocare una decorazione a chi è ancora in vita, può essere sensato, ad un morto, lasciamo che sia la Storia a giudicarlo.
Cordialità
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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 14 settembre 2009, 3:38

La revoca di un'onorificenza ad una persona defunta porta comunque 2 situazioni problematiche:
1) Si esplicita che la persona non era degna di tale concessione
2) Cosa ben più grave, si riconosce implicitamente che chi ha conferito tale concessione ha commesso un errore.

Da un punto di vista del diritto appare inoppugnabile la decisione di una revoca con tali motivazioni.

Diversa invece appare la questione da un punto di vista di opportunità. Una revoca infatti porta sempre con se polemiche. Siamo sicuri che una revoca a Tito, ad esempio, non causi problemi diplomatici con qualche repubblica ex-jugoslava?

D'altro canto però una non-revoca, a mio avviso, è un colpo al prestigio dell'ordine.

Occorrerebbe trovare il giusto equilibrio tra giustizia e diplomazia, ovvero "fare quel che è giusto fare per il prestigio dell'ordine senza alterare gli equilibri diplomatici esistenti".
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Messaggioda Tilius » lunedì 14 settembre 2009, 8:05

Alessio Bruno Bedini ha scritto:D'altro canto però una non-revoca, a mio avviso, è un colpo al prestigio dell'ordine.


Lo é anche la revoca (é il riconoscere esplicitamente un errore fatto; e in pochi hanno l'umiltà, l'onestà e il coraggio di ammettere i propri errori).
Temo sia questo il motivo sostanziale che fa propendere l'equilibrio per il mantenimento dello status quo.
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Re: Cavalieri di Gran Croce OMRI, decorati di Gran Cordone

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 14 settembre 2009, 9:06

Beh,

cosa potrebbero farci, le ex-repubbliche federative jugoslave, se revocassimo l'OMRI conferito al Broz?

Dichiararci guerra?

Si, ricordo lo spiacevole episodio del Presidente Pertini che bacia la bandiera jugoslava. Pertini fu un buon Presidente: quella caduta di stile possiamo perdonarla: in fondo, con la morte di quel criminale, tutti sapevano che anche l'"equilibrio" della federazione jugoslava sarebbe presto arrivato al capolinea.

E che grande statista sia stato il Broz, lo si evince dalla classe politica cui ha lasciato le redini del governo...

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 14 settembre 2009, 14:10

Tilius ha scritto:Lo é anche la revoca (é il riconoscere esplicitamente un errore fatto; e in pochi hanno l'umiltà, l'onestà e il coraggio di ammettere i propri errori).
Temo sia questo il motivo sostanziale che fa propendere l'equilibrio per il mantenimento dello status quo.


Verissimo.

In parte però, a mio avviso, dipenderebbe anche dal periodo di concessione. Certo revocare una concessione recente non fa onore ma diverso sarebbe revocare una concessione di 40 o 50 anni fa.

Senza sentirmi in errore, io Stato potrei dire: "40 anni fa ho sbagliato, ora lo riconosco e revoco". A maggior ragione che sono morti quelli che fisicamente hanno scelto di concedere l'onorificenza.

Onestamente penso che la revoca a questi dittatori sia una scelta che aumenterebbe il prestigio dello stesso OMRI, accompagnata ad una restrizione delle concessioni.
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