Orbene, al di là delle mie ultime
esercitazioni lettararie decisamente
![offtopic [offtopic.gif]](./images/smilies/offtopic.gif)
(tutti mi perdonino, ma la
metafora ce l'avevo in canna da un po' e non
vedevo l'ora di poterla usare...

anche per risollevarmi un po' dalla depressione in cui sono piombato leggendo i lamenti delle
prefiche ciceronianamente gementi all'insegna del "
o tempora o mores" che nelle ultime ore affollano altra, vicina stanza... ma sto ancora divagando
![sorry [sorry.gif]](./images/smilies/sorry.gif)
) torniamo a una valutazione
stereometrica dello stemma proposto, nelle versione
coulored gentilmente fornita dall'iniziatore di questa tutto sommato non disprezzabile discussione.
Dunque, temo che ogni valutazione basata su rilevazioni dirette dell'immagine proposa (reperto A)

non possano essere ritenute affidabili, giacché questa immagine soffre di evidenti distorsioni prospettiche dovute alla posizione sbieca da cui la fotografia é stata scattata (presumo per evitare l'effetto sparato del flash... oppure era solo il quadro a essere appeso in posizione disagevole per una ripresa fotografica... oppure, se-pssibile-le-foto-facciamole-drtte-la-prossima-volta-please).
Senza contare che già lo stemma di suo soffre di alterazioni dello schema, evidenti anche in presenza delle distorsioni dovute alla ripresa fotografica: la separazione verticale fra 1° e 2° non é in asse con la linea verticale fra 3° e 4° (reperto B)

Se a questi ultimi difetti, per così dire congeniti, non é possibile né avrebbe senso porre rimedio, posiamo applicare una bella correzione distorsiva in modo da riavvicinarci, per quanto possibile, all'immagine
planare originale (reperto C)

Un po' di distorsione, una correzione della prospettiva, un paio di gradi di rotazione e infine un altro paio di colpetti di prospettiva...
et voilà. Non perfetto, ma certo più vicono all'originale.
Facciamo ora un po' di
rilevazioni sul campo. Levandoci dalle scatole (desaturiamolo un po') il pentacolo centrale, clonando una stellina superiore (quella bassa) per la banda nel 1°, colnando analogamente una stellina inferiore (quella alta) per la banda del 4°, e quindi disponendole opportunamente, si nota come lo spazio teorico per collocare la fantomatica "terza stella" ci sarebbe anche, sia sopra che sotto, nel pieno rispetto dell'equidistanza fra le stelle e fra queste e gli estremi di ciascuna banda. Ovviamente, per ragioni dimensionali, la spaziatura ha un respiro più
ampio nel 1°, un filino più
serrato nel 4°. Abbiamo anzi la sorpresa di trovare un occultamento più riuscito nel 4°, dove lo spazio é minore ma l'eclissi della terza stella é completa, che non invece nel 1°, dove, nonostante il maggiore spazio a disposizione, l'eclissi sarebbe parziale ché uparte almeno del raggio della terza stella dovrebbe sfuggire all'occultamento dovuto allo scudetto pentacolato. (reperto D, intero & dettaglio)


Al di là dell'esercizio accademico, se vogliamo anche divertente, la domanda da porsi é: ha
senso tutto questo ragionamento.
La mia risposta é:
no.
No perché stiamo parlando di un pittore di provincia del XVIII secolo, non di un geometra di uno studio di progettazione del XXI secolo.
No perché stiamo parlando di
araldica, e non di
ingegneria.
Per tornare al dubbio di ADJ, che pure sostenendo l'esistenza "eclissata" della terza stella dubitava che si dovesse blasonarla, chiedo io allora
come tale povera stellina potrebbe esistere se, oltre a non essere visibile nello stemma (la resa
grafica dell'arma), non é nemmeno degna di essere menzionata nel blasone (la resa
descrittiva dell'arma)?

Nessuno l'ha mai vista... non esiste certificato di nascita né altro documento che ne attesti l'esistenza... più che un caso di
scomparsa lo archivierei come "mai nata".
