Amici carissimi,
una lunga serie di fatti personali, unita a ripetute e prolungate assenze da casa, ha causato la mia sparizione da codesto Forum, sollevando forse perplessità sulle intenzioni di proseguire il progetto della Mappa Araldica. Riconfermo qui invece la mia assoluta e ferma volontà di mantenere un impegno che sento fortemente, restando anche in attesa di un sito specifico della cui elaborazione si è incaricato il bravissimo Tommaso Cravarezza.
Il nome di tale progetto si rifà ad un primitivo proposito dello scrivente: CAMI, Censimento dell’Araldica Monumentale Italiana, operazione che intende prendere in considerazione unicamente questo aspetto dell’araldica, ossia di quella che compare nel contesto di edifici pubblici o privati di qualsiasi natura, religiosa o civile, immediatamente e direttamente fruibile dal pubblico.
La MAPPA, eccellente e sintetica espressione grafica del contributo di tutti coloro che partecipano a questa ricerca, ne diventa la manifestazione esteriore e di fruizione più immediata. L’interessante sviluppo mappale proposto nei giorni scorsi da Andrea Sperelli interpreta bene l’idea di esporre con facilità le sedi dei reperti araldici.
Ho pensato e ripensato a come impostare nel suo insieme il bel progetto e, dopo un colloquio col Presidente IAGI, riterrei di inquadrare gli aspetti operativi nei seguenti punti.
●● Il Progetto si muove nell’ambito delle caratteristiche istituzionali dell’IAGI e fruirà, appunto, di un apposito sito riservato e protetto con accesso consentito ad un numero ristretto di responsabili, quelli che proporrei di definire “responsabili regionali (RR)”.
Intendo in questo modo tutelare la proprietà intellettuale di tutti i partecipanti alla ricerca: essa appartiene in primis all’osservatore volontario che, con la partecipazione al progetto CAMI, offre un proprio contributo di cultura, di passione, di tempo e ne diviene pertanto il titolare. Una titolarità che viene ovviamente ridimensionata (anche se l’osservatore non ne perde il merito né il nome) nel momento in cui il materiale viene consegnato al RR per essere trasferito al centro dati del Sito.
●● Sul piano organizzativo vedrei le cose nel modo seguente.
Il materiale raccolto dai partecipanti al progetto, schedato secondo una scheda semplice riportata qui sotto, viene conferito ai “responsabili regionali” (RR). Questi si impegnano alla riservatezza delle informazioni raccolte ed al non-uso personale dei dati, informazioni e dati che essi a loro volta trasferiranno al sito che funge da centro di coordinamento. Una ricerca portata avanti secondo questo modulo operativo ha significato soltanto se fruttifica nell’ambito di un’azione generale e diffusa.
All’ impegno del conferimento dei dati derogano naturalmente i casi nei quali il materiale araldico sia già oggetto di uno studio organico ad opera di uno studioso – osservatore o RR – che partecipi al progetto. Sarebbe desiderabile che in tali casi venisse data comunicazione dello studio in corso.
●● I dati entreranno a cura dei vari RR e saranno suddivisi in base ad un criterio rigidamente territoriale: regione, provincia, comune o sua frazione.
●● Il sito è affidato pro tempore allo scrivente il quale agirà solo come delegato alla sua amministrazione. Lo stesso scrivente assume tra l’altro l’impegno della blasonatura dei reperti col proporsito di conferire ai blasoni la massima uniformità di linguaggio.
●● La scheda prevede l’indicazione dei seguenti dati:
Nome e cognome dell’osservatore (che avrà già fornito indirizzo e numeri telefonici personali).
Localizzazione del reperto (località e indirizzo).
Tipo di edificio e precisa collocazione del reperto nel contesto dell’edificio.
Tipo di supporto (lapideo, metallico...).
Condizioni e stato di conservazione.
Datazione, se possibile.
Nome del titolare (se conosciuto).
Blasone (descrizione in linguaggio standardizzato).
Foto digitale.
La messe è vastissima e tanta abbondanza non può non far tremare i polsi a qualsiasi persona di buon senso, ma se mai si comincia – come qualcuno di voi ha giustamente osservato – mai si potrà andare avanti.
A voi tutti un vivissimo saluto. Carlo Tibaldeschi
Ps – vi sarò grato se vorrete contattarmi direttamente al mio indirizzo
carloada.tib@libero.it