Garibaldi, l'Archivio Storico del Banco di Napoli e...

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Re: Garibaldi, l'Archivio Storico del Banco di Napoli e...

Messaggioda Tilius » venerdì 21 agosto 2009, 8:18

...Ommammamiasantissima... mi trovo ancora d'accordo col Cronista... ( [eek.gif] ) tranne che sulla totalmente positiva opinione verso il film "O' Re" che rammento (l'ho vidi molti anni orsono) come un film alquanto modesto (cinematograficamente parlando... storicamente aveva se non altro il pregio di far conoscere personaggi ormai obliterati adlla storia ufficiale).
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Re: Garibaldi, l'Archivio Storico del Banco di Napoli e...

Messaggioda Cronista di Livonia » venerdì 21 agosto 2009, 10:36

Sono commosso (anche se temo che la Fine dei Tempi possa essere sempre piu' vicina...), sul film posso dire che i gusti sono gusti e come a me e' piaciuto ad altri puo' non piacere. liberissimi e normalissimo, pero' se qualcuno non lo ha mai visto puo' probabilmente trarre beneficio da una visione dello stesso.
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Re: Garibaldi, l'Archivio Storico del Banco di Napoli e...

Messaggioda paolorodolfo » venerdì 21 agosto 2009, 10:39

Una qualche censura esiste, pensiamo al film mai visto da noi su Omar el Muktar, di cui si è parlato nel corso della visita in Italia di Gheddafi. Magari altri film è una fortuna non vederli. Ho comprato dalla Germania l'ultimo prodotto sul Barone Rosso e sono rimasto inorridito per quanto è ipocritamente "politically correct". Cento volte meglio sono i nostri film prodotti durante la guerra (Alfa Tau, La Nave Bianca, Giarabub..........)
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Re: Garibaldi, l'Archivio Storico del Banco di Napoli e...

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 22 agosto 2009, 14:24

Cronista di Livonia ha scritto: Lei stesso porta l'esempio di Katyn, ma lo sa che la censura in Italia e' filoclerical-vaticana (almeno a sentire parecchia gente, io sono di altro avviso, ma tant'e') e che Katyn e' un film pro-Polonia cattolica ed anti-URSS sovietica?


Gentile Cronista, io invece ho sempre sentito che la cultura, almeno in Italia, sia di un determinato colore politico a cui, a mio avviso, faccia comodo boicottare un film come Katyn.
Ritornando on topic, un altro film sul Risorgimento, introvabile in DVD e "poco visto" in televisione, è "Bronte-Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno mai raccontato" del 1972, forse sarà una coincidenza (anche se tre di seguito mi sembrano troppe) o, forse, sarà che questo film intacca il mito di Garibaldi e dei suoi prodi "Mille" e avvalora l'interpretazione di Antonio Gramsci del Risorgimento come rivoluzione agraria tradita, risoltosi nell’annessione degli Stati preunitari al Regno di Sardegna che si fece garante dei rapporti sociali pregressi, segnati dal predominio dell'aristocrazia terriera e della nascente borghesia sulle masse contadine, come denunciato anche da Giovanni Verga nella sua novella "Libertà".
Buona riflessione e buon pomeriggio.
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Re: Garibaldi, l'Archivio Storico del Banco di Napoli e...

Messaggioda Cronista di Livonia » domenica 23 agosto 2009, 6:14

Egregio Signor Onorati,

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:io invece ho sempre sentito che la cultura, almeno in Italia, sia di un determinato colore politico a cui, a mio avviso, faccia comodo boicottare un film come Katyn.


temo che debba frequentare più gente e di diversi ambienti, non che abbiano ragione, ma purtroppo buona parte del Paese la pensa in modo molto diverso. Su Katyn l'attuale censura direi che è tutta di stampo capitalistico (la Russia non vede con piacere che le si sbattano in faccia i crimini sovietici e l'Italia è un Paese amico della grande Russia "democratica" di oggi).

Tornando in topic su Bronte ho un parere molto chiaro, eroici garibaldini accorsero in aiuto dell'ordine costituito e ... fucilarono le persone sbagliate (almeno in parte), errore giudiziario. Un film che si intitoli "Bronte - storia di un massacro" (per 5 fucilati? e dopo che i facinorosi insorti ne avevano fatti fuori qualcosa come una dozzina abbondante?) non mi ispira grande fiducia.

Su Gramsci, beh se le sue basi sono gramsciane, ahio, non andremo molto d'accordo (la mia stima del personaggio è nulla).

Comunque, al di là di alcune rivendicazioni proprie del Sud dell'Italia (Regno delle Due Sicilie per essere chiari) contro le propria classe dominante (quella locale dei nobili duosiciliani), tutta questa spasmodica aspirazione alla rivoluzione agraria non mi risulta ci fosse nemmeno tra le classi contadine, figuriamoci tra le classi dirigenti, generalmente composte di proprietari terrieri.

Abbiamo appena detto (poco più su) che per i plebisciti votò chi aveva il diritto di voto, che era ca. un 2% della popolazione. Ora mi risulta che in qualsiasi società il gruppo al potere sia in genere quello di vertice, quello costituito dalle classi sociali più ricche e potenti (è così anche oggi, figuriamoci nel 1860). Non dovremmo forse identificare quindi il gruppo dirigente della penisola in quel 2-2,5% di votanti?
E quel 2-2,5% di votanti non aveva forse affinità dal Nord al Sud, magari comune livello di censo e di educazione, medesima estrazione sociale (tant'è che moltissimi meridionali entrarono nel nuovo Parlamento ed il Sud ci donò Primi Ministri come Crispi, Di Rudinì, Orlando e Nitti) ? E questi avrebbero dovuto fare la rivoluzione agraria? ma avrebbero tradito se stessi! Altro che rivoluzione agraria tradita.

Certo nel Sud si cavalcò almeno in parte tale aspirazione durante la invitta marcia dei Mille, ma già da Bronte (quindi quasi da subito) si sarebbe dovuto capire che l'ordine sociale non sarebbe stato scardinato.
Non mi faccia dire cosa penso dell'affermazione gramsciana perchè è tutt'altro che simpatico, posso solo aggiungere che Gramsci ragionava da marxista moderato e con un'ottica maturata oltre 60 (se non più) anni dopo ed in un contesto totalmete stravolto (mai sentito parlare della Rivoluzione d'ottobre in Russia e dei suoi effetti o della vittoria della armate comuniste nella II Guerra mondiale e della propaganda annessa).
Cordialmente,

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Messaggioda Guido5 » domenica 23 agosto 2009, 18:46

Cari amici,
adesso basta! Mi sembra che si stiano oltrepassando tutti i limiti, non soltanto quelli del "topic" ma anche quelli della decenza quando ci si chiede se sia un massacro fucilare cinque persone "sbagliate". Le condanne per l'eccidio delle Fosse Ardeatine non furono forse per le cinque (o dieci più cinque) persone in più rispetto alle 330 (o 320 dell'ordine dato a Kappler) della rappresaglia? C'è da rabbrividire. E da chiedersi a chi interessi il giudizio del quidam di turno su Antonio Gramsci.

Ciao a tutti!
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Re: Garibaldi, l'Archivio Storico del Banco di Napoli e...

Messaggioda paolorodolfo » lunedì 24 agosto 2009, 0:58

Temo anch'io che si stia andando fuori topic e comunque non condivido la leggerezza con la quale si parla di morti ammazzati che, nel caso del periodo 1860-1870 furono parecchie migliaia, in parte briganti ma in gran parte no. Io mi permetto di suggerire di chiudere la discussione.
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Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 24 agosto 2009, 3:43

Non vedo cosa ci sia da scaldarsi o scandalizzarsi. I morti mi fanno effetto anche in numero inferiore a due, non me ne servono 5 o dieci ed ho anche massimo rispetto per i morti. Nessuno ha insultato dei morti, mi sono semplicemente chiesto,e non sono il solo (si veda p.es. il film "Secondo Ponzio Pilato" dove analoga discussione su altro caso viene pubblicamente trattata con l'assenso della censura della Repubblica italiana) se si sia trattato effettivamente di strage e se non vi sia stata invece una sorta di speculazione sull'episodio (comunque sanguinoso e triste) per altri motivi, ingigantendone la portata.

E Bronte e' storia del Risorgimento e dei Mille, quindi qualcosa a che vedere con Garibaldi lo ha.

In ogni caso per me la discussione si puo' anche chiudere visto che a quanto pare parlare apertamente di fatti od esprimere opinioni non e' gradito. In questo caso meglio la chiusura.
Cordialmente,

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Messaggioda paolorodolfo » lunedì 24 agosto 2009, 10:35

Mi dispiace e mi scuso se posso aver equivocato, ma d'altronde questo mezzo di comunicazione che in tanti casi è utile, risulta spesso idoneo a creare polemiche e incomprensioni. Se, quando scriviamo, potessimo vederci in faccia con una web cam sarebbe un'altra cosa. Sempre disponibile alla discussione saluto tutti cordialmente.
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Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 24 agosto 2009, 11:26

Gentile Signor Carraro,

La ringrazio per le cortesi parole. Convengo con Lei che il mezzo possa portare a discussione anche aspre quando guardandosi in faccia le medesime non porterebbero mai a certi toni. Noi affidiamo il nostro pensiero, spesso piuttosto complesso e legato a molteplici valutazioni, a poche frasi, magari scritte di corsa, cercando di riassumervi quello che potrebbe occupare un pomeriggio di conversazione.

E' facile equivocare o fraintendere, ne so qualcosa. Ancora grazie per il chiarimento.
Cordialmente,

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Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » lunedì 24 agosto 2009, 12:10

Gentili interlocutori,
io, invece, ritengo che la discussione debba continuare; visto che l'argomento è vastissimo e presenta tanti spunti di riflessione. Personalmente, ritengo che la Storia dell'Unità d'Italia e dell'Impresa dei Mille, in particolare, sia, almeno in parte, diversa da come la presentano i libri di scuola e la maggior parte dei professoroni universitari, ma anche da come la propagandano i movimenti neo-borbonici. Cosa ne pensate? Perchè non cerchiamo un punto d'incontro almeno su un aspetto della questione è dialoghiamo serenamente su quello?
Buona giornata.
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Messaggioda paolorodolfo » lunedì 24 agosto 2009, 12:36

Il Suo invito, Sig. Onorati, a trovare un punto comune, non può che vedermi favorevole perchè è quello a cui cerco di arrivare da anni, ragioniamoci un po' sopra [hmm.gif]
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Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 24 agosto 2009, 12:56

Cortesi Signori,

anche io sono a favore di una disamina quanto piu' pacata e neutrale possibile. Per me la discussione ha i suoi meriti. E' comprensibile che dati i temi toccati e l'enstusiasmo piu' o meno connesso a questi si possa essere in disaccordo su alcuni punti (in alcuni casi anche vivacemente, almeno li' per li'), ma sono convinto che un accordo di massima lo si possa trovare.

Mi sembra infatti che con il Signor Onorati ci si sia gia' trovati molto vicini se non addirittura d'accordo su vari punti.

Con il consenso del moderatore proverei a continuare.
Cordialmente,

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Re: Garibaldi, l'Archivio Storico del Banco di Napoli e...

Messaggioda Guido5 » lunedì 24 agosto 2009, 13:28

Cari amici,
il moderatore non ha chiuso il 5 agosto, né intende farlo ora, questo "topic". Ripete l'invito a usare i messaggi privati per le polemiche personali e a rispettare il regolamento del "Forum" e l'apoliticità dello IAGI, sancita dallo Statuto dell'organizzazione che ci ospita.

Ciao a tutti!
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