da Cronista di Livonia » venerdì 31 luglio 2009, 10:41
Dunque a completamento dell'intervento del Signor Tilius, che condivido, aggiungo che le famiglie dei due Patriziati, quello veneto e quello genovese, hanno avuto di norma vari riconoscimenti nobiliari dagli Stati che hanno dominato sulle terre delle due antiche Repubbliche.
In particolare:
- per Venezia, l'Impero d'Austria ha riconosciuto a tutti coloro che fossero stati Patrizi Veneti o loro legittimi discendenti e che ne avessero fatta richiesta, il titolo di Nobile dell'Impero d'Austria (piu' o meno a gratis), quello di Conte dell'I.A. (dietro discreto esborso) ed infine a due sole famiglie (Giovanelli ed un altra che mi sfugge) quello di principe dell'I.A. (dietro esborso assai cospicuo).
Il Regno d'Italia ha di norma confermato questi titoli e ha di prassi concesso/riconosciuto il titolo di Conte a tutti coloro che essendo discendenti di Patrzi Veneti ne abbiano fatto richiesta.
- per Genova, la Consulta Araldica del Regno d'Italia ricosnosceva, per prassi consolidata, anche se con alcuni alti e bassi negli anni, il titolo di Marchese ai Patrizi genovesi e loro legittimi discendenti.
Il titolo di Doge era in ogni caso elettivo e non ereditario, ma per essere eletti di norma bisognava gia' essere nobili (i requisti richiesti hanno avuto qualche variazione nei secoli, ma al nobilta' era sostanzialmente necessaria) .
Sul Doge Zorzi, risulta che egli mori' vecchio e tranquillo nel suo letto, molto compianto dalla popolazione tutta, di fughe precipitose di suoi eredi non saprei (mi sembra anzi che discendenti della famiglia siano stati presenti a Venezia sino a tempi recenti), mi fido quindi di quanto affermato dal Signor Tilius.
Di fughe celebri nella storia della Serenissima ci fu quella di Baiamonte Tiepolo (detto il Gran Cavaliere), non saprei nel caso del Doge Marin Falier (l'unico giustiziato per alto tradimento), dovrei verificare, ma avendo i miei testi a migliaia di chilometri di distanza mi e' assai difficile.
Oggi eventuali discendenti legittimi di un Doge (e quindi di membri del Patriziato veneto) in grado di provare con documenti certi la loro ascendenza potrebbero chiedere al CNI un riconoscimento (dal valore di un atto privato, ma altamente significativo).
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia