da GENS VALERIA » mercoledì 10 giugno 2009, 20:14
Si siamo off topic, ma l’argomento è interessante se si rimane sui binari dell’educazione e del dibattito civile , perché lucchettare ?
Il problema stimato Sig. Lupo sta proprio qui , volere ad ogni costo giustificare la bontà della Massoneria chiamando magari in causa i Templari ( ecco cosa intendevano i curatori del sito scrivendo : Nel 2008 la Gran Loggia d’Italia…omissis… ha istituito l’Ordine della Croce Greca e lo ha adottato come proprio sistema cavalleresco premiale, per riprendere una tradizione da sempre appartenuta alla Massoneria ) tradizione cavalleresca massonica ?!?!
le forzature per inventare improbabili collegamenti con la Massoneria , le origini più stravaganti della stessa ( Il Codice da Vinci ha colpito ancora ) .
Posto , col vostro permesso, un articolo di uno dei miei maestri .
Chiesa e massoneria: l’uomo tra verità e potere
di S.E. Luigi Negri
La massoneria è all'interno del laicismo moderno e contemporaneo e ne condivide la
grande preoccupazione di costruire un mondo come se Dio non esistesse; magari non
formalmente contro Dio, ma come se Dio non esistesse…
La Massoneria ha una radice cristiana. Secondo il filosofo francese Jean Guitton, nel
suo volumetto Il Cristo dilacerato, questa radice è situata là dove si trova la madre di
tutte le eresie: nella gnosi.
La gnosi, che ricompare ciclicamente, consiste nel tentativo di leggere l'evento cristiano
all'interno di una struttura culturale e filosofica, anziché accettare che l'evento di Cristo
giudichi la ragione e quindi moduli la conoscenza in maniera diversa.
Dentro le radici di quella che modernamente è apparsa come la Massoneria sta questa
fermentazione radicale della gnosi. La gnosi fa pensare ad alcuni di essere illuminati,
vale a dire di possedere l'interpretazione adeguata del cristianesimo. Il quale non
sarebbe più un evento, ma un messaggio; dunque, come tale, essenzialmente
interpretabile. La verità del cristianesimo, poi, secondo l'eresia gnostica, consiste nella
verità dell'interpretazione, e su di essa si radica una progettualità di tipo moralistico, che
i Catari e i Valdesi hanno continuamente riproposto nel cuore della cristianità
occidentale. Questa immagine gnostica e quindi moralistica del cristianesimo segna
tutta la storia della cristianità, anche occidentale. La segna in maniera minoritaria: è una
realtà che non riesce a forzare l'unitarietà della cultura e della civiltà cattolica del
Medioevo, perché essendo un fenomeno di tipo sostanzialmente intellettuale e religioso,
nel senso stretto della parola, non ha la forza di diventare un'alternativa alla grandiosità
del processo cattolico di inculturazione della fede, di creazione di una civiltà come
quella medioevale. Civiltà che è fortemente unitaria riguardo alla fede ma, allo stesso
tempo, variegatissima riguardo alle realizzazioni culturali, sociali e politiche. C'è poi un
secondo passaggio: ad un certo punto, la Massoneria esce allo scoperto. Diventa un fatto
esplicito, palese, polarizzante. Un fatto propulsivo nella cultura e nella società
dell'Occidente. Essendo la società dell'Occidente leader della società mondiale, la
Massoneria diventa un fattore promuovente un certo tipo di scristianizzazione della vita
sociale, tanto nella vecchia Europa quanto nel Nuovo Mondo. Chi ha dimorato in
America Latina si rende conto agevolmente che i processi che in Europa hanno
significato le grandi rivoluzioni liberali, borghesi e massoniche del diciannovesimo
secolo hanno la loro conferma puntuale nell'America del Sud. Garibaldi, l'eroe dei due
mondi, dimostra la capacità di questa forza nuova di assumere una responsabilità
contemporaneamente nell'Occidente europeo e nell'America del Sud. L'antropologia
adeguata si rivela definitivamente nell'avvenimento di Cristo e diventa esperienza
dell'uomo solo nel riconoscimento e per il riconoscimento di Cristo. L'uomo vero ci è
donato, la verità profonda del nostro essere ci è donata. L'uomo rimane un essere
incomprensibile, la sua vita è priva di senso se non incontra Gesù Cristo (questa è
l'affermazione sostanziale dell'enciclica di Giovanni Paolo II Redemptor hominis al n.
10). Cristo rivela all'uomo tutta la verità su di lui. Questa è l'antropologia cristiana:
nasce dall'avvenimento di Cristo che è grazia e si consegna alla libertà, perché la grazia
si riferisce alla libertà, considera la libertà come la grande destinataria della sua
presenza e quindi la grazia sollecita la libertà. Ci dispiace per Lutero e per tutti i suoi
seguaci... ma la grazia non elimina la libertà, piuttosto la promuove, esattamente come
l'abbraccio del padre e della madre, anche naturalmente, non spengono la personalità dei
figli, ma la sollecitano a diventare responsabile. Questa è l'antropologia cristiana,
dunque un'antropologia che non ha bisogno di negare il male che non ha bisogno di
negare il bene, che non ha bisogno di sottolineare l'aspetto pervasivo delle strutture in
cui l'uomo vive la sua vita e che certamente lo condizionano, ma che vede l'uomo
emergere nel suo essere figlio di Dio, perché questa affiliazione da Dio è rivelata e resa
esperienza nell'avvenimento di Cristo riconosciuto e per l'effusione del Suo Spirito.
Abbiamo dunque visto per secoli, in atto dentro la tradizione cattolica dell'Occidente, la
realizzazione di questa antropologia adeguata, che non è una santificazione del
Medioevo - non c'è niente nella storia che possa essere santificato e reso perfetto - ma è
certamente una grande esperienza di presenza missionaria che ha determinato una
grande capacità creativa dei singoli, delle persone o dei gruppi.
La Massoneria riprende o si assume una responsabilità enorme, dal punto di vista
culturale e sociale, quando muta radicalmente lo scenario dell'antropologia; quando
all'antropologia della verità sostituisce l'antropologia del potere. L'antropologia della
verità trova il suo compimento nella rivelazione cristiana e il suo ambito di educazione e
di esperienza nell'appartenenza al popolo di Dio che è la Chiesa, fonte della
maturazione delle singole personalità: infatti la Chiesa ha come obiettivo supremo non
l'allargamento della sua struttura istituzionale ma la crescita del popolo cristiano,
"sacramenta propter homines" dicevano i nostri antichi maestri scolastici: nella loro
grevità ontologica dicevano che la Chiesa è per l'educazione dell'uomo, perché l'uomo
poi, maturato nella sua identità cristiana, si assuma la sua precisa responsabilità di
essere missionario nel mondo, di fronte a Cristo e di fronte agli uomini. Questo è anche
il grande grido che viene dalla Novo millennium ineunte di Giovanni Paolo II.
All'antropologia della persona, che è persona perché appartiene a Cristo nel Suo popolo,
si sostituisce l'individuo che ha già valore in sé per sé. Il cuore del massone è nella
modernità e la modernità è la costruzione di un mondo senza Dio. Per costruire un
mondo senza Dio si può ancora parlare di Dio, si deve anche parlare di Dio, perché
sarebbe assolutamente spropositato, indebito, strategicamente scorretto parlarne subito
male o dire che non esiste. Ma evidentemente sul piano del diritto, sul piano teorico, sul
piano dell'impostazione filosofica e antropologica, l'uomo è concepito come alternativa
a Dio. La Massoneria si radica in questo nuovo ambiente nel quale matura in sinergia
con i filoni razionalisti e illuministi, che saranno più rigorosamente anti-deisti e anticattolici,
e dove non c'è posto per una concezione religiosa della vita che radichi l'uomo
nella domanda di senso, di verità, di bellezza e di giustizia, perché questo tipo di
domande sono sostanzialmente alienanti.
La Massoneria è dunque all'interno del laicismo moderno e contemporaneo e ne
condivide con il laicismo moderno la grande preoccupazione di costruire un mondo
come se Dio non esistesse; magari non formalmente contro Dio, ma come se Dio non
esistesse. Credo che siano questi gli elementi del confronto. Credo che tutti noi abbiamo
il diritto di essere quello che siamo, di scegliere le nostre opzioni, di essere coerenti con
i nostri principi, di realizzare nella vita sociale una espressione anche pubblica delle
nostre convinzioni, ma è necessario che sappiamo la posta in gioco. La posta in gioco è
un'alternativa sul piano dell'antropologia: o c'è l'uomo della verità o c'è l'uomo del
potere, dal punto di vista della definizione ultima.
+ S.E. Luigi Negri,
Vescovo di San Marino-Montefeltro
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.Sergio de Mitri Valier 