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ilvicerè ha scritto:Gentili amici,
ho un piccolo quesito da porVi. Il primo documento che attesti l'aggregazione di alcune famiglie alla nobiltà civica di Cingoli, risale al 1533. In questo documento, a quanto ho capito, vi è un elenco di famiglie ascritte alla nobiltà civica cingolana. Ciò signifca che:
-prima del 1533 non furono mai redatti documenti per l'ascrizione alla nobiltà civica?
-prima del 1533 furono redatti documenti di questo tipo (verbali..) ma sono andati perduti?
Ed anche:
-è possibile che le famiglie elencate nei verbali comunali del 1533 fossero state ascritte precedentemente al ceto nobile?
- i priori godevano di nobiltà civica?
Grazie.
C.B.
ilvicerè ha scritto:Grazie mille, tutto chiarissimo. Pongo un quesito un pò più "vanitoso". Qualora fossi discendente diretto di un priore o gonfaloniere, aggregato a suo tempo alla nobiltà civica, però i miei antenati succesivi si trasferirono altrove, non vivendo "more nobilium", posso considerarmi "nobile di.."?
. Sapendo, ora che la città è Cingoli che mi dici? ![nono1 [nonono.gif]](./images/smilies/nonono.gif)
ilvicerè ha scritto:La città in questione è Cingoli e l'aggancio con i Blancatelli, sono in attesa di verificarlo ulteriormente consultando i fondi dell'archivio di stato di macerata, anche se ho già molti indizi e qualche conferma qua in sicilia, ma vado con i piedi di piombo. La mia domanda, ovviamente, presupponeva che l'aggancio ci fosse. Sapendo, ora che la città è Cingoli che mi dici?
Era una Terra o una Civitas? mi pare di aver capito di si.
Fu riconosciuta dal Regno d'Italia?
Aveva statuti comunali? Si.
Ignoro cosa dicesse in merito alle cariche della magistratura.
Mi ritengo offeso per il Lei.
Aiutatemi non capisco nulla di nobiltà civica.
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