Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » domenica 3 maggio 2009, 16:59

FP ha scritto:Comunque da questa lunga discussione possiamo trarre un bilancio positivo:

1) Abbiamo accertato che non vi furono mai provvedimenti avversi allo sviluppo della Nobiltà Civica nelle terre libere dello Stato della Chiesa, perchè Leone XII parlò semplicemente di luoghi in cui poteva essersi sviluppata distinzione dei ceti.
2) Abbiamo accertato che i due pilastri della Nobiltà Civica sono:
a) Distinzione dei ceti
b) Ereditarietà delle cariche
3) Abbiamo accertato che l'ordinamento nobiliare italiano non è avverso al trattamento di Nobile per i discendenti di consiglieri di primo grado, anziani, priori e gonfalonieri delle terre libere, come da antica prassi pontificia, ma che anzi lo favorisce, essendo la nobiltà in primis uno status e poi un titolo. Abbiamo poi evidenziato come, per la più distinta posizione che le città hanno occupato nello Stato della Chiesa, possiamo accettare la dicitura "Nobile di" per queste ultime e tenere "per noi" quella di Nobile semplice o al massimo "Nobile in" per i membri del primo ceto delle terre libere, come da elenchi degli eleggibili redatti da Legazioni e Delegazioni.
4) Possiamo altresì affermare che nello Stato della Chiesa lo stemma di una famiglia di Nobiltà Civica di una terra libera non era concesso da un provvedimento sovrano, ma veniva creato e utilizzato in modo pacifico dalla famiglia stessa.

Resterebbe da chiedersi se il CNI o il SMOM accetterebbero di riconoscere il titolo di Nobile a famiglie di reggimento coi requisiti che abbiamo evidenziato. Da quanto ho letto o sentito i riconoscimenti di Nobiltà Generosa da parte del SMOM avvenivano proprio in virtù di queste premesse; evidentemente l'aver esercitato le cariche anzidette costituiva la vera prova diretta di nobiltà della famiglia, corredata poi da quelle indirette di Jus Patronatus, fidecommessi, matrimoni illustri, tenore di vita ecc.


In assoluto sì, l'aver ricoperto cariche specifiche, con specifico ed ereditario accesso è senz'altro la principale delle caratteristiche che doveva avere una famiglia!!!
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » lunedì 4 maggio 2009, 11:12

Ho trovato una piccola chicca che rende ancora più palese quanti danni siano stati arrecati alla piccola nobiltà civica (delle Terre, in particolare) pontificia dal 1827 in poi poichè evidenzia quanta invece fosse la considerazione che queste famiglie avevano:

Tra le primarie famiglie della terra minore di Monte Sanpietrangeli (Fermo) c'erano gli Avetrani, famiglia locale non antichissima (XVII sec.), ma che già ai primi '700 si trovava tra le nobili del luogo. Una famiglia, gli Avetrani, che per il 99% degli storici e degli storiografi che si sono occupati, nel tempo, di nobiltà, non dice assolutamente nulla. Una famiglia che probabilmente non contò nulla poichè abitava in una Terra, che non venne aggregata a nobiltà di città e che non ottenne alcun tipo di riconoscimento.
Eppure nel 1801 (Prima Restaurazione Pontificia, quindi restaurazione dei moduli aristocratici in vigore prima della parentesi francese!) come Podestà di Castelfidardo (Terra media) appare l' Illustrissimo Signor Dottore Federico Avetrani.

Mi sembra piuttosto emblematico!
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » lunedì 4 maggio 2009, 13:01

Un bel resoconto, che ben illustra come ricoprire le cariche della Magistratura, per famiglie del primo ceto, fosse considerato, anche nelle terre dell'ex Stato della Chiesa, come generante Nobiltà Civica trasmissibile. Un'altra chicca che ti volevo far leggere è quella della Magnifica Comunità di Medicina, in provincia di Bologna (ex territorio della Chiesa):

E' dal 1507 che la terra di Medicina trova una sua stabile definizione politica e amministrativa. Papa Giulio II, infatti, con breve del 15 gennaio 1507 riconferma la libertà e le esenzioni alla Comunità ed istituisce il mercato settimanale del giovedì all'interno delle mura: mercato che ininterrottamente prosegue anche oggi. La Comunità, che fino al sec. XVI era retta da un Consiglio di "uomini scelti tra i maggiorenti con a capo un Massaro", dal sec.XVII vede il suo rappresentante insignito del titolo di Console e lo stesso governo civico assume l'onorifico appellativo di "Magnifica Comunità". Gli "uomini del pubblico Consiglio" cingono lo "spadino", segno di nobiltà civica e si fregiano di stemma. Anche l'arma comunale (croce d'oro in campo rosso, sormontata dal Capo d'Angiò) si arricchisce della scritta "Libertas" e delle due chiavi pontificie.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » lunedì 4 maggio 2009, 16:51

Ti trascrivo esattamente la circolare del 7 luglio 1831 della Segreteria dello Stato Pontificio:

Nei comuni [parla di comuni e non solo di città], in cui esiste distizione di ceti, dovrà in tali elenchi [dei possidenti, da redigersi in ogni terra e città] apporsi la qualifica di nobile ad ogni nome, a cui questa si spetta.

Direi che, anche rispetto al R. di Napoli, la regolamentazione pontificia è più chiara sulla nobiltà civica che si è sviluppata nelle terre.
Ad ogni modo leggo da un sito di storia fidardense che gli Avetrani facevano parte del patriziato di Castelfidardo.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » lunedì 4 maggio 2009, 17:30

FP ha scritto:Ti trascrivo esattamente la circolare del 7 luglio 1831 della Segreteria dello Stato Pontificio:

Nei comuni [parla di comuni e non solo di città], in cui esiste distizione di ceti, dovrà in tali elenchi [dei possidenti, da redigersi in ogni terra e città] apporsi la qualifica di nobile ad ogni nome, a cui questa si spetta.

Direi che, anche rispetto al R. di Napoli, la regolamentazione pontificia è più chiara sulla nobiltà civica che si è sviluppata nelle terre.
Ad ogni modo leggo da un sito di storia fidardense che gli Avetrani facevano parte del patriziato di Castelfidardo.


Molto molto interessante!
E' probabile che vi siano stati ascritti proprio in viertù della carica di Federico Avetrani, ma non li ho mai incontrati nei consigli, anche se ne devo consultare ancora moltissimi. Ipotizzerei l'inclusione nel "bussolo degli onorari" :D
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » martedì 5 maggio 2009, 10:36

Analizzando la frase ...dovrà in tali elenchi apporsi la qualifica di nobile ad ogni nome, a cui questa si spetta, possiamo dunque dedurre che nei comuni in cui si effettuava distinzione di ceti, ai discendenti dei membri delle Magistrature o agli esercenti le cariche riservate al primo ceto si dava la qualifica di Nobile. E proprio in un elenco dei possidenti del 1853 riscontro le qualifiche di Nobile per le persone cui spettava di diritto. Dunque a tutti gli effetti c'era la separazione dei ceti. Presumo che anche a Castelfidardo, a Monte San Pietrangeli, Alatri ecc. la situazione fosse esattamente la stessa e che di certo non c'era distinzione tra terra e città; del resto, tradizionalmente, nello Stato della Chiesa una terra era una città non sede episcopale.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » martedì 5 maggio 2009, 11:18

FP ha scritto:Analizzando la frase ...dovrà in tali elenchi apporsi la qualifica di nobile ad ogni nome, a cui questa si spetta, possiamo dunque dedurre che nei comuni in cui si effettuava distinzione di ceti, ai discendenti dei membri delle Magistrature o agli esercenti le cariche riservate al primo ceto si dava la qualifica di Nobile. E proprio in un elenco dei possidenti del 1853 riscontro le qualifiche di Nobile per le persone cui spettava di diritto. Dunque a tutti gli effetti c'era la separazione dei ceti. Presumo che anche a Castelfidardo, a Monte San Pietrangeli, Alatri ecc. la situazione fosse esattamente la stessa e che di certo non c'era distinzione tra terra e città; del resto, tradizionalmente, nello Stato della Chiesa una terra era una città non sede episcopale.



Non ho ancora avuto modo di consultare degli elenchi simili, ma appena potrò andare di persona all'archivio comunale me lo consulterò tutto !!!! [arf2.gif]
Sul discorso che la terra era una città non episcopale concordo, anche se in realtà non era proprio così ;)
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » martedì 5 maggio 2009, 11:40

Intanto beccati questo, Nobile Riccardo Francalancia:
http://books.google.it/books?id=UpkVAAA ... 1-PA290,M1

Castelfidardo 2 maggio 1849

Rappresentanza Municipale:
Attilio Sciava Priore
Paride Ghirardelli Anziano
Pietro Francalancia Anziano
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » martedì 5 maggio 2009, 12:21

FP ha scritto:Intanto beccati questo, Nobile Riccardo Francalancia:
http://books.google.it/books?id=UpkVAAA ... 1-PA290,M1

Castelfidardo 2 maggio 1849

Rappresentanza Municipale:
Attilio Sciava Priore
Paride Ghirardelli Anziano
Pietro Francalancia Anziano



...allora se proprio c'è da investigare nelle cariche [jump.gif] ...il padre di quel Pietro, di nome Raffaele, nel 1812 venne eletto d'ufficio Consigliere Comunale ed incluso tra quelli eletti nel 1810. Il padre di Raffaele, Domenico, fu Consigliere coi francesi nel 1798, 1808 e 1810. Nel 1812 venne proposto come Consigliere direttamente dal Podestà e col Gov. Pontificio fu Consigliere nel 1816 su nomina del Prefetto della Sacra Consulta a norma dell’art. 153 del M.P. del 6.7.1816 di Papa Pio VII ;)
Pietro poi era già in magistratura nel 1846.

[thumb_yello.gif]
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda Zanetto » martedì 5 maggio 2009, 17:19

Gentili amici,
Rilancio la discussione con due quesiti:

1) Nel 1754 Papa Benedetto XIV elevò Cento (FE), al rango di Città. E' da presumere che da quel momento (e solo da quel momento) le famiglie di Consiglio acquisissero la nobiltà civica?
2) A Cento le famiglie erano indicate come Cittadine, Consiliari e Consolari; ritenete che l' acquisizione della nobiltà civica sia da attribuirsi alle sole famiglie dei Magistrati Consoli o Consiglieri o anche alle famiglie Cittadine?

Grazie per i chiarimenti che potrete darmi.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » martedì 5 maggio 2009, 17:34

Zanetto ha scritto:Gentili amici,
Rilancio la discussione con due quesiti:

1) Nel 1754 Papa Benedetto XIV elevò Cento (FE), al rango di Città. E' da presumere che da quel momento (e solo da quel momento) le famiglie di Consiglio acquisissero la nobiltà civica?

No tutt'altro. Lo Zenobi afferma che il modulo aristocratico è riscontrato a Cento sin dai primi del secolo XVIII.

2) A Cento le famiglie erano indicate come Cittadine, Consiliari e Consolari; ritenete che l' acquisizione della nobiltà civica sia da attribuirsi alle sole famiglie dei Magistrati Consoli o Consiglieri o anche alle famiglie Cittadine?

Così è difficile dirlo e purtroppo non ho studi in merito e lo Zenobi non tratta di Cento. sarebbe necessario controllare cosa riportavano in merito gli statuti comunali.
Questa suddivisione delle famiglie copriva tutta la popolazione residente nel centro abitato? e a partire da che data?


Grazie per i chiarimenti che potrete darmi.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » martedì 5 maggio 2009, 17:38

Zanetto ha scritto:Gentili amici,
Rilancio la discussione con due quesiti:

1) Nel 1754 Papa Benedetto XIV elevò Cento (FE), al rango di Città. E' da presumere che da quel momento (e solo da quel momento) le famiglie di Consiglio acquisissero la nobiltà civica?
2) A Cento le famiglie erano indicate come Cittadine, Consiliari e Consolari; ritenete che l' acquisizione della nobiltà civica sia da attribuirsi alle sole famiglie dei Magistrati Consoli o Consiglieri o anche alle famiglie Cittadine?

Grazie per i chiarimenti che potrete darmi.


Caro amico,
a prescindere dai ceti era prassi e poi praticamente legge, nello Stato della Chiesa, in terre e città con distinzione dei ceti, dare la qualifica di Nobile ai membri della Magistratura e quindi ad Anziani, Priori e Gonfalonieri (prima del XIX sec. questi ultimi erano detti Sindaci o Consoli in alcuni luoghi). Dunque per Cento credo che le famiglie Consolari, corrispondenti poi sicuramente a quelle di primo ceto, venissero considerate nobili. Tantopiù che, ad esempio, le famiglie di nobiltà civica a Velletri (RM) erano dette "famiglie nobili consolari" veliterne.
Ciao!
Francesco
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda Zanetto » mercoledì 6 maggio 2009, 11:39

RFVS ha scritto:
Zanetto ha scritto:2) A Cento le famiglie erano indicate come Cittadine, Consiliari e Consolari; ritenete che l' acquisizione della nobiltà civica sia da attribuirsi alle sole famiglie dei Magistrati Consoli o Consiglieri o anche alle famiglie Cittadine?

Così è difficile dirlo e purtroppo non ho studi in merito e lo Zenobi non tratta di Cento. sarebbe necessario controllare cosa riportavano in merito gli statuti comunali.
Questa suddivisione delle famiglie copriva tutta la popolazione residente nel centro abitato? e a partire da che data?




Diversi documenti conservati presso l'archivio storico di Cento, in particolare i blasonari del Bagni e del Monteforti (XVIII Sec.) riportano la suddivisione succitata. L'unico documento "araldico" semi-ufficiale è la raccolta miniata dei blasoni delle famiglie Consolari e Consiliari che affrescavano la sala del Consiglio, commissionata da un Console centese ad un pittore (inizi XVIII sec.).
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » mercoledì 6 maggio 2009, 11:52

Beh allora dipende dall'esistenza o meno di ereditarietà della carica di Consigliere comunale di Cento. Probabilmente anche ai consiglieri era riconosciuta una "distinta civiltà", ma sicuramente solo tra le famiglie consolari poteva essere eletto il Console della città. Un po' come per Venezia, nella quale solo tra i patrizi poteva essere scelto il doge.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda Zanetto » mercoledì 6 maggio 2009, 11:58

FP ha scritto:
Zanetto ha scritto:"...a prescindere dai ceti era prassi e poi praticamente legge, nello Stato della Chiesa, in terre e città con distinzione dei ceti, dare la qualifica di Nobile ai membri della Magistratura e quindi ad Anziani, Priori e Gonfalonieri (prima del XIX sec. questi ultimi erano detti Sindaci o Consoli in alcuni luoghi). "

"Dunque per Cento credo che le famiglie Consolari, corrispondenti poi sicuramente a quelle di primo ceto, venissero considerate nobili. Tantopiù che, ad esempio, le famiglie di nobiltà civica a Velletri (RM) erano dette "famiglie nobili consolari" veliterne."

Caro Francesco,
a quale legge ti riferisci? Ne hai il testo? Di che epoca è?

Altro quesito, la nobiltà civica spettava solo al magistrato e ai suoi discendenti od anche ai rami collaterali (p.es. il fratello del Console o dell' Anziano) e ai suoi discendenti? Insomma la carica cittadina nobilitava il ramo o la famiglia?
Ciao e grazie
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