La questione, Franz, lo sai, non è semplice, anzi! è più che complessa, come più che complessa era la situazione dello Stato Pontificio ante 1800.
Nonostante tra le varie città, tra le varie terre e tra di loro vifossero numerose affinità, negli usi, nei costumi, nelle denominazioni degli organi di governo, etc, etc...all'atto pratico gnuno si regolava a modo proprio.
E così trovi il caso di Loreto e Numana (cui a ccadde cosa identica a Loreto) e tanti altri casi particolari.
Vi erano città in cui esistevano due gradi di nobiltà: i patrizi ed i nobili.
Altre in cui vi era un solo grado definito di nobili e non sempre questa diversità si riscontrava tra città più importanti e meno importanti, come sarebbe logico pensare.
Vi erano terre con statuti più che restrittivi, molto più di alcune città. Prendi il caso di Treia (di questi casi particolari, ovvero Loreto, Numana, Treia, Montalboddo/Ostra, Filottrano e Corinaldo, lo Zenobi ne tratta in modo approfondito nel libro "Dai governi larghi all'assetto patriziale")
Castelfidardo, come tutte le civitas e terre, era inquadrata nelle comunità
immediate subiectae, ovvero direttamente dipendenti dal governo dello Stato Pontificio.
Questa era la grande distinzione tra le comuntà libere e quelle assoggetate ad un signore (
castra e
villae), fosse esso una famiglia od una comunità cittadina.
In modo particolare era nel rango delle
Terre Parvae, e faceva parte del terzo grado delle comunità.
Gli statuti stampati nel 1588 avevano ancora tracce del vecchio ordinamento popolare ed antimagnatizio, caratteristico dei secoli XIII e XIV.
A cavallo tra 1600 e 1700 la magistratura era costituota solo dal primo ceto civico ed addirittura nel 1742 il bussolo di reggimento viene rinnovato formando le cosiddette “palle d’oro”, ovvero gli involucri destinati all’elezione in magistratura solo dei consiglieri di primo grado.
La separazione di ceto a Castelfidardo non ebbe una nascita ben definita (e ciò non solo a Castelfidardo), ma divenne stabilita e definitiva nel tempo, secondo la prassi.
Inizialmente si ebbe una cospicua contrazione del numero dei consiglieri, che portò ad evitare il rimpiazzo dei consiglieri del quarto, del terzo e in molti casi anche del secondo grado.
Ad inizio ‘700 appunto, la magistratura divenne un tutt’uno con i consiglieri di primo grado e si ebbe l’esclusione definitiva del quarto grado civico (il popolo) dal consiglio.
[I gradi del consiglio corrispondevano a quelli della popolazione: nobili, civici, artieri, contadini.]
Si ebbe poi la dratica riduzione dei consiglieri dagli iniziali sessanta a soli trenta nella seconda metà del 1700.
A fine ‘700, pur di non aggregare al primo grado di consiglio cittadino (quindi al ceto nobile) gli artieri, poiché non era possibile aggregare nuovi membri dal ceto civico, ormai troppo esiguo, si aggregarono i nobili forestieri già iscritti nel bussolo dei consiglieri onorari.
Nel 1793 occorse una riforma per l’estrema esiguità dei nobili e soprattutto dei civici.
Nonostante il Governatore della Marca si esprima a favore di aggregazioni di artigiani comodi ed idonei e di contadini, il consiglio cittadino rimane fermo nella sua chiusura di ceto.
Si aggregarono infatti nobili forestieri come già era stato proposto anni prima.
Marchese Giacomo Quarantotti Pignotti (Loreto)
Conte Monaldo Leopardi (Recanati), ancora minorenne !!!
Conte Volumnio Gentilucci (Recanati)
Conte Gaudenti (Osimo)
Angelo Ghirardelli (Filottrano)
Il Gentilucci ed il Ghirardelli erano di famiglie originarie di Castelfidardo, ma diramate anche altrove.
Sempre nel 1793 diviene statutaria l’aggregazione solamente di famiglie civili, con netta esclusione di artigiani/artisti e contadini. Si dispose però, come soluzione di riserva che, se questa decisione statutaria fosse stata respinta o non gradita nel tempo, si sarebbe dovuto fare il Consiglio di Cernita previa approvazione della Sacra Consulta.
Alla restaurazione del Governo Pontificio (1801) dopo l’interruzzione francese dal 1798 al 1801, accadde proprio che con l’ausilio della Sacra Consulta furono avanzati di grado artigiani e contadini poiché i civici erano divenuti troppo pochi.
come vedi l'argomento è un po' complesso e necessita di lunghi discorsi e riflessioni
