La certificazione dell'arme familiare

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda antonio_conti » mercoledì 12 gennaio 2005, 2:29

Dalla lunga e interessante discussione io ho tratto queste conclusioni:
Nel 1951 viene emanato un provvedimento legislativo che “reintroduce” o “riattiva” la figura del Cronistra d’armi in Spagna.
Nel provvedimento del 1951 viene fatta menzione dei provvedimenti precedentemente emanati in materia.
Questa riemersione della figura del Cronista d’armi deve essere stata legata ad una necessità in particolare che ci verrà svelata da degli Uberti nella sua prossima pubblicazione (che a questo punto si attende con ansia!!!). Tutto ciò va forse messo in relazione con la decisione di non creare altri Cronisti d’armi per il Regno di Spagna?
Il Signor CRFÓB lamenta una lacuna legislativa sul valore della certificazione redatta dal Cronista d’armi sotto la responsabilità personale. Mentre degli Uberti afferma che questa lacuna non esiste per via della legislazione precedente e per il tipo di ordinamento normativo Spagnolo (per esempio la questione della pubblicazione nella locale Gazzetta Ufficiale). Forse anche questo aspetto deve essere messo in relazione colmotivo per cui non si ritiene di creare altri Cronisti per il futuro?

Io mi sono fatto l’idea che il Cronista d’armi è stato incaricato dallo Stato di redigere le certificazioni secondo la sua perizia (perizia che nel caso della creazione di altri Cronisti –esclusa-, sarebbe stata provata da un apposito esame); certificazione che acquista valore per l’Ordinamento in virtù della autenticazione della firma del Cronista perito incaricato dallo Stato.
Autenticazione che non può venir negata dal Ministero competente per questioni di merito del provvedimento (suo contenuto, perizia del Cronista), ma solo per la falsità della firma apposta.
L’autenticazione, in sostanza garantisce l’interessato richiedente la Certificazione ed anche i terzi, non circa il contenuto dell’atto, ma per il fatto che l’atto proviene proprio dall’organo incaricato (o delegato) dallo Stato a predisporre l’atto medesimo.
Come si situi questo atto all’interno della “gerarchia” degli atti nell’Ordinamento spagnolo lo ignoro e mi rimetto ai competenti disquisitori.

Ho colto, però, un altro particolare che mi è parso interessante.
Avevo compreso che il Cronista d’armi di Spagna poteva rilasciare certificazioni per i territori che furono detenuti dai re di Spagna come sovrani, ma immaginavo che le certificazioni si riferissero alle famiglie dotate di uno stemma (ovverosia che usavano uno stemma) in quei domini negli anni in cui era sovrano il re di Spagna, invece mi è parso di capire ora che lo stemma può essere nuovo “inventato” o “copiato” da uno già esistente. E’ davvero così, oppure ho compreso male?
Se è così, per quale motivo, nel 2005, il cronista di uno Stato estero certifica un’arma “in Italia”.
Dico in Italia avendo compreso che la certificazione ha innanzitutto valore per la Spagna, ma la sovranità degli Asburgo o dei Borbone di Spagna in Italia è ormai materia dei libri di storia, libri dove mai si potrà trovare uno stemma nuovo creato e certificato nel 2005.

Cordiali saluti

Antonio Conti
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Messaggioda CRFÓB » mercoledì 12 gennaio 2005, 10:17

L’inquadramento del cronista nella figura di un libero professionista perito/consulente tecnico iscritto nell’«albo» dei consulenti accreditati presso il Ministero della Giustizia mi pare calzante.

Un'unica precisazione: certamente i certificati di tale perito acquistano un “valore aggiunto” che si conclude nel prestigio sociale che può derivare dalla posizione che ricopre (l’iscrizione nel precedente albo). Ciò non toglie che dal punto di vista strettamente legale le sue attestazioni sono e rimangono una consulenza privata e dunque non si posizionano affatto nella “gerarchia degli atti dell’ordinamento”.

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Messaggioda pierfe » mercoledì 12 gennaio 2005, 11:33

CRFÓB ha scritto:L’inquadramento del cronista nella figura di un libero professionista perito/consulente tecnico iscritto nell’«albo» dei consulenti accreditati presso il Ministero della Giustizia mi pare calzante.

Un'unica precisazione: certamente i certificati di tale perito acquistano un “valore aggiunto” che si conclude nel prestigio sociale che può derivare dalla posizione che ricopre (l’iscrizione nel precedente albo). Ciò non toglie che dal punto di vista strettamente legale le sue attestazioni sono e rimangono una consulenza privata e dunque non si posizionano affatto nella “gerarchia degli atti dell’ordinamento”.

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Il Cronista de Armas non è come scrive "un libero professionista perito/consulente tecnico iscritto nell’«albo» dei consulenti accreditati presso il Ministero della Giustizia", che non esistono in Spagna, perchè questa materia (araldico-nobiliare) è trattata per l'araldica dal Cronista de Armas e per la nobiltà dal Ministero di Giustizia e sanzionata dal Re.
Il Cronista de Armas è una figura stabilita dalla legge spagnola, con piena rilevanza giuridica, che lo pone in una posizione unica per la singolarità delle sue funzioni araldiche.

Ricordo ancora una volta l'articolo 4 del decreto del 1951 che dice: "Compete a los Cronistas de Armas la expedición de certificaciones de nobleza, genealogía y escudos de armas. Las certificaiones de los Cronistas de Armas con autorización para el uso sólo tendrán validez con el visto bueno del Ministerio de Justicia. Los Cronistas de Armas serán personalmente responsables de las certificaciones que expidan en el ejercicio de sus cargos".
L'articolo 4 dice chiaramente che il Ministero di Giustizia non autentica solo la firma del Cronista de Armas ma che le certificazioni saranno valide per l'uso araldico che si intende fare (quindi se si intende usarle, nei modi stabiliti all'interno della certificazione, ed ovviamente in giudizio contro terzi o contro lo Stato) SOLO se hanno il visto del Ministero di Giustizia.
Se la legge afferma che è necessario il visto del Ministero per l'uso, è ovvio che le certificazioni possono essere usate nei termini della legge (e nei modi stabiliti dalla certificazione stessa come indicato nel contenuto della certificazione), se non fosse l'articolo 4 non scriverebbe: "con autoriciacion para el uso".
E' inutile dire che sono a questo punto documenti pubblici, è chiaro ed evidente.
Al di à del senso logico di tutto il discorso che occupa 6 pagine di forum ogni ulteriore discussione mi sembra una inutile masturbazione mentale.
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Messaggioda CRFÓB » mercoledì 12 gennaio 2005, 12:51

pierfe ha scritto:Il Cronista de Armas non è come scrive "un libero professionista perito/consulente tecnico iscritto nell’«albo» dei consulenti accreditati presso il Ministero della Giustizia", che non esistono in Spagna, perchè questa materia (araldico-nobiliare) è trattata per l'araldica dal Cronista de Armas e per la nobiltà dal Ministero di Giustizia e sanzionata dal Re.
Il Cronista de Armas è una figura stabilita dalla legge spagnola, con piena rilevanza giuridica, che lo pone in una posizione unica per la singolarità delle sue funzioni araldiche.

L'istituzione della figura del Cronista non è stata da me mai contestata. Rinforzo però quanto da affermato con la dichiarazione del Ministero di Giustizia:
Precisazione del Ministero di Giustizia del 3 dicembre 1986 su quale è la posizione del Cronista de Armas:
MINISTERIO DE JUSTICIA
SUBSECRETARIA
Asuntos de Gracia Madrid 3 de diciembre de 1986
En contestación a su escrito que tuvo entrada en el Registro General de este Ministerio con fecha 27 de noviembre de los corrientes y abundando en lo que se le contestó a su petición anterior, los escudos de armas no tienen caracter público ni su posesión se deriva de una concesión oficial. El Estado español, a través del Ministerio de Justicia reconoce a un profesional libre como competente en la actividad de Cronista de Armas, por lo que sus informes o estudios tienen una garantía del Estado.
EL JEFE DE LA SECCION
Jago
La “garanzia di Stato” = perito/consulente tecnico accreditato presso il Ministero della Giustizia. Non è = pubblico ufficiale. Non è = atto pubblico.

pierfe ha scritto:Ricordo ancora una volta l'articolo 4 del decreto del 1951 che dice: "Compete a los Cronistas de Armas la expedición de certificaciones de nobleza, genealogía y escudos de armas. Las certificaiones de los Cronistas de Armas con autorización para el uso sólo tendrán validez con el visto bueno del Ministerio de Justicia. Los Cronistas de Armas serán personalmente responsables de las certificaciones que expidan en el ejercicio de sus cargos".
L'articolo 4 dice chiaramente che il Ministero di Giustizia non autentica solo la firma del Cronista de Armas ma che le certificazioni saranno valide per l'uso araldico che si intende fare (quindi se si intende usarle, nei modi stabiliti all'interno della certificazione, ed ovviamente in giudizio contro terzi o contro lo Stato) SOLO se hanno il visto del Ministero di Giustizia.


L’articolo 4 non dice chiaramente nulla di tutto ciò! Insomma, l’uso degli stemmi in Spagna non è regolamentato!

pierfe ha scritto:Se la legge afferma che è necessario il visto del Ministero per l'uso, è ovvio che le certificazioni possono essere usate nei termini della legge (e nei modi stabiliti dalla certificazione stessa come indicato nel contenuto della certificazione), se non fosse l'articolo 4 non scriverebbe: "con autoriciacion para el uso".


Quali sono questi termini? Non quelli stabiliti nella certificazione che non ha valenza pubblica. Questo è stato evidenziato. Oltre a ripetere la stessa cosa (la certificazione della firma si estende anche alla certificazione del resto del atto) che è stata ampiamente provata quale falsa, non è stata presentata altra prova per surrogare tale affermazione.

pierfe ha scritto:E' inutile dire che sono a questo punto documenti pubblici, è chiaro ed evidente.


Invece è molto utile perché non è chiaro né tantomeno evidente! Bisogna provarlo! Il decreto 1951 istituisce la figura del Cronista e il visto del Ministero certifica la sua firma. Questa certifica di firma = colui che ha scritto questo documento è un nostro perito e consulente privato a norma del decreto 1951. Il documento rimane una consulenza privata. Ogni altra assunzione, se non provata con specifico riferimento normativo, è una libera assunzione e non legge spagnola!

pierfe ha scritto:Al di à del senso logico di tutto il discorso che occupa 6 pagine di forum ogni ulteriore discussione mi sembra una inutile masturbazione mentale.


Personalmente ritengo il presente argomento araldico di notevole rilievo. Ogni mia argomentazione è stata basata su precisi riferimenti normativi e interpretazioni parola-per-parola di ciò che è stato detto dalla legge e da fonti uffiicali. Lei mi propone libere interpretazioni della legge per affermare che le certificazioni del cronista in Spagna hanno valore di atto pubblico ripetendo le stesse frasi – da me già confutate con precise argomentazioni tecniche – senza affrontare le mie controbattute.

Infine, qualsiasi pezzo di carta, pubblico o privato che sia, non può essere usato contrariamente alla legge. L’affermazione del Ministero di Giustizia riguardo un foglio che deve essere usato nei modi stabiliti dalla legge non significa lontanamente che la materia è regolamentata dalla legge. Significa che in assenza di specifico riferimento normativo quel foglio non può essere usato contrariamente alla legge in generale. Questo è un assunto "standard" riguardo ogni atto che emana un'autorità pubblica - certificazioni di firma incluse.

Attendo eventuali considerazioni tecniche.

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Messaggioda antonio_conti » mercoledì 12 gennaio 2005, 20:38

Alfonso Di Sanza D'Alena ha scritto:Gentile Sig. CRFOB,
(...)
Per A. Conti che chiede:

“Se è così, per quale motivo, nel 2005, il cronista di uno Stato estero certifica un’arma “in Italia”.

Credo che nella discussione che precede sia stato più volte chiarito che il Cronista certifica gli stemmi in Spagna, anche di stranieri; non certifica stemmi in altri stati.

A.d.S.d’A.


Gentile Signor di Sanza,
grazie per la risposta. Come avrà notato ho riformulato la domanda in un altro Topic, per distinguerla dalla discussione sulla validità legale della Certificazione che si sta protraendo in questo Topic.

Scrivendo "in Italia" avevo usato le virgolette per significare quello che a me appare un paradosso, non volevo dire che il Cronista certifica armi in Italia in senso letterale.
Nel nuovo Topic ho cercato di ampliare il quadro dei miei dubbi non riconducendoli alla formula usata qui che lei a inteso (per mia responsabilità dovuta alla scarsa chierezza) come io non volevo fosse intesa.
Grazie per l'attenzione

Cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda herald » mercoledì 12 gennaio 2005, 23:26

... :shock: insomma...mi domando :?:
ma perchè in Spagna molti dei governi che si sono succeduti dal 1700 o giù di lì (compreso quello del famigerato anno 1951) si sono dati così da fare nel legiferare su una usanza "così privata" come l'arme familiare? :shock:

...ma perchè "sprecare" cosi tanto inchiostro e tempo nel dissertare, scrivere e legiferare su un "fatto privato" :roll:

...:idea: sarà forse perchè è ritenuto di utilità pubblica?

signori miei la legge è legge e se esiste una legge spagnola che individua il Cronista Rey de Armas, certamente non lo fa per un puro esercizio tecnico, ma certamente perchè questa figura assume una tale importanza nello Stato (certifica armi familiari :!: ) che si ritiene necessario descriverla e supportarla con legge apposita :!:

le circolari, le interpretazioni, le lettere esplicative, signori, sono abissalmente più in basso di qualsiasi legge in qualsiasi stato.

cordialità
Ultima modifica di herald il giovedì 13 gennaio 2005, 22:47, modificato 1 volta in totale.
ad ventura capiendum
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 15 gennaio 2005, 15:42

Appare evidente che per comprendere appieno la funzione del Re D'Armi occorra visionare le leggi del 1747 e del 1915 cosi come riporta la legge del 1951:

pierfe ha scritto:Los tradicionalmente llamados Cronistas Reyes de Armas, han venido tanto por costumbre come por Ley, desempeñando, entre otras funciones, las de expidir certifcaciones de Armas, genealogias y nobleza. Estas funciones fueron reguladad por Real Orden de 17 de Noviembre de 1747 (Novisima Recopilacion, libro XI, titulo XXVII, Ley primera), y posteriormente por Real Decreto de 29 de Julio de 1915. El aumento de peticiones de rehabilitación y sucesión a partir de 1948, come consecuencia del restablecimiento de la Legilación Nobiliaria suspendida desde 1931, hasta dicha fecha, ha motivado que personas sin título de aptitud desempeñan las funciones encomendadas a los referidos Cronistas. A fin de dotar de suficientes garantías la delicada misión de estos profesionales, actualizar sus funciones y proteger adecuadamente los intereses de los que a ellos acuden, a propuesta del Ministerio de Justicia y previa deliberación del Consejo de Ministros...


Attualmente però non credo che tali certificazioni siano meri atti privati. Che motivo avrebbe lo stato di interessarsi di quest'ultimi?
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Messaggioda pierfe » sabato 15 gennaio 2005, 16:43

Ho trovato molto interessante la discussione ed ho voluto chiedere a 3 personaggi competenti sulla materia se le Certificazioni sono atti da considerarsi pubblici e se una certificazione ha valore per dimostrare un diritto all'uso di stemma, che è quello che serve e che basta.

1) il Dr. Alfonso Ceballos-Escalera Gila Marqués de la Floresta, che è il Cronista de Armas de Castilla y Leon mi ha risposto nel seguente modo: "Caro Pier Felice: Io penso che si, che hanno un valore giuridico. Nel mio caso, tutte le certificazione sonno depositate preso il Governo Regionale, in un archivio pubblico. Alora, si se produce un litigio per l'uso di un stemma, e evidente che il tribunale valutara l'esistenza di un uso
anteriore, probata per la certificazione registrata pubblicamente.
En 1998, una delle certificazione d'armi rilasciata da me, ha stato la
prova fondamentale per proteggere lo stemma del Solar de Tejada, davanti ai Tribunali: la sentenza ha riconosciuto il valore della certificazione. Posso chiedere al Solar tutte le antecedenti si sei interesato.
E si, si una persona a una certificazione, e protetto il suo diritto al uso
privativo, per le stesse raggioni. Ma non conosco nessun litigio giudiziale
tra particolari sull'uso d'armi. Grande abraccio, ALFONSO"


2) Armand de Fluvià i Escorsa, Asesor de Heráldica y Genealogía de Cataluña ed uno dei maggiori esperti del mondo di araldica mi scrive: "Caro Pierfelice: ti rispondo in castigliano, che per me e più facile in questo caso. Sinceramente: creo que tienen valor jurídico los que expida Vicente de Cadenas con todos los requisitos que le exija el nombramiento que tiene.... Puedo decirte que hace tres años intervine en un pleito sobre título nobiliario solventado en los tribunales y fui requerido como perito por mi cargo. Presenté un informe y fue admitido por el juez que falló según el criterio que yo expuse en mi informe... Un abrazo de tu amigo, Armand"

3) Vicente de Cadenas y Vicent, Cronista de Armas del Regno di Spagna: "Caro Pier Felice, la legge affirma che per uso di un blasone in forma pubblica devi tenere una certificazione de blasone estesa per un Cronista de Armas. Il blasone non è nobiltà. Un fuerte abrazo Vicente"

Le persone che mi hanno scritto sono i massimi esperti spagnoli di araldica e tutti e 3 sono Araldi (Floresta e Fluvia a livello di Comunità Autonoma, de Cadenas a livello di Stato); francamente a me basta la loro semplice ed onesta dichiarazione, tuttavia alla fine di febbraio sarò a Madrid per l'Assemblea dell'Asociacion de Hidalgos e passerò dal Ministero di Giustizia per chiedere ulteriori dettagli.

In ogni caso non mi sembra confrontabile con quella spagnola la situazione italiana dove gli stemmi di cittadinanza erano altra cosa dagli stemmi di famiglia come vengono intesi in Spagna.

Sono convinto che l'argomento meriterebbe un approfondimento sugli altri araldi del mondo:

1) College of Arms dove vi sono dei privati studiosi di araldica nominati dalla Regina (che diventano parte della Casa Reale e si autogesticono con gli utili del loro lavoro non avendo fondi pubblici): concedono e registrano stemmi, che non vengono pubblicati sulla gazzetta ufficiale, che non sono poi protetti dalla legge, e dove le persone che hanno ottenuto una concessione al prezzo di £ 3400 (Euro 4837,25) si considerano membri della Gentry (fra la distinta civiltà e la piccola nobiltà)

2) Lyon's Court dove un giudice araldico nominato dalla Regina concede o registra stemmi che sono veramente tutelati, anche se le concessioni o immatricolazioni non sono pubblicate sulla gazzetta ufficiale, dove bastano 5 acri di terra anche in un isola sperduta nel Mare del Nord per ottenere la concessione di uno stemma al prezzo di £ 1854 (Euro 2637,73) e dove nella concessione è scritto che la persona è ammessa nella nobiltà scozzese (fatto che però non è riconosciuto dalla Corona).

3) Genealogical Office of Ireland, dove il direttore della Biblioteca Nazionale di Dublino (Chief Herald) concede stemmi a privati come come marchio araldico al prezzo di Euro 3300,00 e dove pure gli stemmi non sono registrati sulla gazzetta ufficiale.

4) Bureau of Heraldry of Sud Africa, dove si registrano stemmi di tutto il mondo purchè già certificati da una autorità araldica, o con serie prove di diritto al prezzo di R 1850 (Euro 233,58), ma qui lo stemma viene pubblicato 2 volte sulla gazzetta ufficiale dello Stato, e vale per tutti gli Stati del Commonwealth dove non esiste autorità araldica.

Non tratto dell'Autorità Araldica del Canada che opera solo a favore di canadesi.

Ora che avete più elementi fate dei confronti e giudicate da soli cosa sono e cosa valgono le certificazioni araldiche.
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Messaggioda CRFÓB » domenica 23 gennaio 2005, 13:15

pierfe ha scritto:Le persone che mi hanno scritto sono i massimi esperti spagnoli di araldica e tutti e 3 sono Araldi (Floresta e Fluvia a livello di Comunità Autonoma, de Cadenas a livello di Stato); francamente a me basta la loro semplice ed onesta dichiarazione, tuttavia alla fine di febbraio sarò a Madrid per l'Assemblea dell'Asociacion de Hidalgos e passerò dal Ministero di Giustizia per chiedere ulteriori dettagli.


La ringrazio per questa importante testimonianza. Tuttavia, diversamente da Lei, a me non basta affatto la semplice dichiarazione (per quanto autorevole) dei suddetti tre esperti, per niente esaustiva del discorso.

1. Alfonso Ceballos-Escalera Gila Marqués de la Floresta: “Io penso che si” (sarebbe molto interessante analizzare il testo del caso che cita) – oltrettutto, lui è "nato" specificamente per le armi di enti pubblici, e queste hanno certamente valore ufficiale. Quelle sue private non sono altrettanto regolamentate. Abbiamo, inoltre, già discusso dell’ammissione in giudizio di un qualsiasi documento relativo ad un caso. Ciò non fa di quel documento, né prima né dopo, un atto pubblico. Anche una certificazione del CNI potrebbe essere ammessa in maniera analoga, ma rimane una certificazione privata.

2. Armand de Fluvià i Escorsa: “creo que tienen valor jurídico los que expida Vicente de Cadenas con todos los requisitos que le exija el nombramiento que tiene”. Altra opinione non basata su riferimenti normativi. Abbiamo già visto, tra l’altro, che non è esattamente così.

3. Vicente de Cadenas y Vicent: “la legge affirma che per uso di un blasone in forma pubblica devi tenere una certificazione de blasone estesa per un Cronista de Armas”. Dove? Non è esattamente questo il testo del Decreto 1951. Ciò non toglie che comunque la legge rimane, come già detto, monca per via della successiva mancanza di caratterizzazione dei certificati. L’uso dei “blasoni (privati) in forma pubblica” non è regolamentato affatto dalla legge spagnola.

È inoltre interessante la differenza che viene evidenziata in alcuni circoli tra “concessione” e “certificazione”. Discorso questo pure importante ma secondario al discorso alla mano: stabilire (giuridicamente) il valore pubblico delle "certificazioni" rilasciate a privati da parte del Cronsita.

Sarà, infine, molto interessante l'eventuale ulteriore espressione scritta del Ministero della Giustizia che Lei promette di sollecitare e che La prego, naturalmente, di voler pubblicare sul presente forum.

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Messaggioda Guglielmino » domenica 23 gennaio 2005, 20:41

Lyon's Court dove un giudice araldico nominato dalla Regina concede o registra stemmi che sono veramente tutelati, anche se le concessioni o immatricolazioni non sono pubblicate sulla gazzetta ufficiale, dove bastano 5 acri di terra anche in un isola sperduta nel Mare del Nord per ottenere la concessione di uno stemma al prezzo di £ 1854 (Euro 2637,73) e dove nella concessione è scritto che la persona è ammessa nella nobiltà scozzese (fatto che però non è riconosciuto dalla Corona).


Non dovete possedere alcuno acro di terra per registrare uno stemma in Scozia.
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Messaggioda pierfe » domenica 23 gennaio 2005, 21:41

Guglielmino ha scritto:
Lyon's Court dove un giudice araldico nominato dalla Regina concede o registra stemmi che sono veramente tutelati, anche se le concessioni o immatricolazioni non sono pubblicate sulla gazzetta ufficiale, dove bastano 5 acri di terra anche in un isola sperduta nel Mare del Nord per ottenere la concessione di uno stemma al prezzo di £ 1854 (Euro 2637,73) e dove nella concessione è scritto che la persona è ammessa nella nobiltà scozzese (fatto che però non è riconosciuto dalla Corona).


Non dovete possedere alcuno acro di terra per registrare uno stemma in Scozia.


Oggi 2005 se una persona non è Scozzese oppure di origine scozzese, o appartenente ad un Paese del Commonwealth secondo quanto indicato dal forum della Heraldry Society of Scotland è tenuto ad avere almeno 5 acri di terra.
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Re: La certificazione dell'arme familiare

Messaggioda Accademista » sabato 30 aprile 2011, 18:19

Gentilissimi forumisti,

Recentemente stavo leggendo le pagine della Lyon Court dove era scritto che dal novembre 2004 il titolo di barone feudale non è più legato alla "terra scozzese" (quindi in pratica non è più possibile acquisire il titolo baronale acquistando la relativa tenuta); di conseguenza il Lord Lyon non concede più la possibilità a stranieri di registrare il proprio stemma araldico. Neppure la Spagna ormai offre questo "servizio" in mancanza del Cronista d'Arme.

Quindi aggiornando la discussione potremmo dire che attualmente l'unico modo per registrare il proprio stemma araldico ( sia storico, nelle modalità e con i documenti previsti, che ex novo) è l'Ufficio araldico Sudafricano?

Sempre nel merito di questa discussione, vorrei porre un paio di quesiti, non essendo purtroppo preparato in materie giuridiche:

La certificazione presso il Registro Araldico Sudafricano ha valore solo nel suddetto Stato, o, essendo questo Stato un paese del Commonwealth, ha forza in tutti i Paesi di questa Unione? (per fare un esempio: posso usare "pubblicamente" il suddetto stemma anche in Inghilterra o in Canada, considerando il fatto che ognuno di questi ha un proprio Ufficio Araldico?)

Non ho ancora capito se l'acquisto del titolo baronale scozzese è ancora possibile vista la modifica, ormai non più recente, prima citata. Nel caso fosse ancora possibile, a quel punto la Lyon court dà la possibilità di registrare lo stemma araldico, sempre con valenza in tutto il Commonwealth, oppure sarà sempre una cosa "onoraria" con iscrizione su un registro privato (Es. Register of Scotland)?
Mi sembra di avere letto, per aggiungere qualche dettaglio, che comunque la Corona inglese non riconosce e non riconosceva la certificazione dello stemma da parte dell'Ufficio Scozzese, quindi penso nemmeno il titolo.
Aggiungo, inoltre, che molti uffici legali scozzesi trattano ancora l'assistenza all'acquisto del titolo baronale in Scozia: qualcuno di Voi ha o ha sentito di esperienze personali che questo sia effettivamente ancora legale o è la solita bufala della Rete?

Mi scuso anticipatamente se le domande possono sembrare banali a molti di voi, ma anche ricercando su internet non sono riuscito a chiarire completamente questi dubbi, quindi ringrazio anticipatamente tutti quelli che vorranno/potranno aiutarmi a rispondere a queste domande.

Cordialmente
Mores et Honores
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