Libri antichi di famiglia

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Libri antichi di famiglia

Messaggioda foffo » domenica 15 marzo 2009, 11:47

Cercando nei vecchi armadi di cantina ho recentemente trovato alcuni libri antichi (quelli più importanti sono circa una ventina, ma uniti ai più recenti di metà ottocento e degli inizi del secolo scorso vanno a riempire circa due scaffali), con datazioni oscillanti tra la fine del '600 e gli inizi del'800, appartenenti ai miei avi; questi bei libri (oltretutto ben conservati), oltre a suscitare il mio interesse da un punto di vista collezionistico, credo potranno essermi utili nel corso della mia ricerca genealogica. Sono numerosi infatti i libri scritti in latino, oppure quelli in italiano ma che trattano temi di politica estera ("Prospetto degli affari attuali dell'Europa Ossia storia della guerra presente fra le potenze belligeranti Con aneddoti, ed illustrazioni analoghe.") e di morale ("La corte santa" Venezia 1708, di Nicolò Causino, confessore di Luigi XIII, con un'interessante introduzione dell'autore che si rivolge alla Nobiltà, destinatario di questo trattato),e di avventura (Giro del Mondo 1779 del Dottor Gio Careri Gemelli, contenente le cose più ragguardevoli viste nelle isole Filippine).
Venendo al punto, ho trovato anche diverse opere a tema religioso come breviari di ordini religiosi, o vite di santi ecc. , ma quello che più mi ha colpito sono stati i luoghi di stampa che ho letto nei frontespizi (numerosi sono i libri stampati nelle tipografie di Venenzia, Roma, Milano e anche Lucca e Lugano), che stanno ad indicare una provenienza "variegata" dei volumi della piccola, ma ben fornita, libreria di famiglia. La domanda è: come potrebbero essere giunti tra gli antichi scaffali delle case dei miei antenati libri provenienti da luoghi così diversi? Che voi sappiate dove venivano acquistati i libri in passato? Il fatto che i miei antichi parenti abbiano acquistato libri come questi, sta a significare che essi avevano tempo, e spoprattutto l'istruzione, dedicarsi alla lettura latina e narrativa, oppure questa era un'usanza diffusa? I libri a tema religioso erano prerogrativa di appartenenza al Clero, oppure qualsiasi fedele poteva averne?
Grazie anticipatamente.
foffo
 
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Re: Libri Antichi di Famiglia

Messaggioda L.A.S. » domenica 15 marzo 2009, 13:28

Sui luoghi di edizione, mi pare che ricorrano quelli in cui vi era una maggior concentrazione di tipografie e quindi con maggiore e migliore possibilità di circolazione. Erano ancora rari, tra Sette e Ottocento, luoghi di produzione editoriale ubicati in piccoli centri (a meno che non vi fossero storiche attività in tal senso, ad esempio avviate da monaci), tanto che anche le pubblicazioni a carattere "localistico" venivano prevalentemente impresse nei pur distanti centri maggiori. Generalmente, le biblioteche erano appannaggio di chi aveva la possibilità d'istruirsi (possibilità invero prerogativa di esponenti della nobiltà e delle borghesie, fra cui anche, di solito, esponenti del clero). L'istruzione, per famiglie nobili e notabili, avveniva nei centri maggiori e più rinomati per gli studi, dove era peraltro più facile acquistare i volumi. I collegi cattolici, ubicati anche in centri minori, fornivano peraltro, ai propri convittuali, dei libri. Certamente, da un attento esame dell'elenco (o del catalogo) dei libri rinvenuti è possibile ricavare dati importanti sulla formazione e sui gusti delle élites in genere, e della tua famiglia in particolare, ma bisogna avere l'accortezza di analizzarli prima in modo minuto, segnandosi anche i più (apparentemente) insignificanti elementi paratestuali (dediche, firme di possesso, ex-libris, ecc.), poi in comparazione per materie e fra di loro, nonché di contestualizzarli con i dati e le vicende storico-anagrafiche-professionali familiari.
Cordialmente,
Lorenzo
L.A.S.
 
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Re: Libri antichi di famiglia

Messaggioda Salvennor » domenica 15 marzo 2009, 14:17

Non capita certo tutti i giorni di fare un'inventario del genere e rendersi conto della presenza di un patrimonio culturale del genere, con libri anche del 700 e del 600. Un patrimonio culturale interessante. Ciò conferma la differenza che sussiste tra la mia regione e la penisola. Quì erano abbastanza rari gli esempi di biblioteche private rilevanti e con opere molto antiche, di solito di proprietà di discendenti di famiglie feudali, o acquisite da famiglie particolarmente inserite nell'ambito culturale, o delle magistrature etc... Ma anche all'interno di queste categorie erano una minoranza. E ancor più sono una minoranza oggi. Cioè, c'erano, ma in numero molto minore rispetto alla distribuzione media delle varie regioni italiane. Forse ciò era dovuto anche all'isolamento, e dunque penso che le opere di cui sopra siano anche in relazione a viaggi più o meno lunghi compiuti da Suoi antenati diretti o collaterali.
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Re: Libri antichi di famiglia

Messaggioda foffo » domenica 15 marzo 2009, 15:32

Caro Lorenzo e Anton Maria,
innanzitutto vi ringrazio molto per il vostro interessamento [thumbup.gif] . Ho subito seguito le vostre indicazioni: mi sono messo a sfogliare i libri citati e ho trovato al loro interno (oltre ad una enorme quantità di Santini di tutti i tipi),alcune cose interessanti come alcuni appunti scritti su foglietti, un invito al mio trisavolo e famiglia ad una festa da ballo,
[img][IMG]http://img15.imageshack.us/img15/5651/compagnia027.th.jpg[/img][/img] alcune piccole foto di bambini, numerosi necrologi di compaesani e parenti, una piccola ricevuta per la vendita della "scorza di querce e di leccio" al vicino, e alcune firme di possesso. Vorrei far soffermare la vostra attenzione anche e soprattutto su quest'ultime: in diversi libri ho trovato al frontespizio la firma di alcuni miei antenati (bisnonno e suoi fratelli) ma che, pur trovandosi in libri più antichi, risalgono alla metà o agli ultimi anni dell'ottocento. Cosa potrebbe significare?
Per quanto riguarda la professione dei miei antenati posso dire ancora poco, ma sono sicuro che il mio bisnonno era impresario edile ed ho trovato le sue iniziali in una settecentina e in un breviario coevo, con scritte in un caso la data 1880 e in un altro 1884, a testimoniare che (essendo nato nel 1871) già all'età di nove anni sapeva scrivere il suo nome, e soprattutto, è possibile che sapesse leggere?
[img][IMG]http://img15.imageshack.us/img15/3064/compagnia116.th.jpg[/img][/img] Può allora darsi che egli, seppur in futuro avrebbe svolto un lavoro per così dire manuale, (essendo proprietario di una ditta edile), abbia ricevuto da bambino un'educazione tale da avere le conoscenze base per poter svolgere la sua futura attività. Dove abbia imparato a leggere e scrivere non lo so; può darsi che glielo abbiano insegnato in famiglia, così come è probabile che abbia frequentato la vicina Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Sugli altri testi religiosi, vorrei chiedervi: come posso sapere se in famiglia ci sia stato un preto o un qualsiasi altro membro del clero?
Grazie
foffo
 
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Re: Libri antichi di famiglia

Messaggioda L.A.S. » domenica 15 marzo 2009, 16:10

foffo ha scritto:e alcune firme di possesso. Vorrei far soffermare la vostra attenzione anche e soprattutto su quest'ultime: in diversi libri ho trovato al frontespizio la firma di alcuni miei antenati (bisnonno e suoi fratelli) ma che, pur trovandosi in libri più antichi, risalgono alla metà o agli ultimi anni dell'ottocento. Cosa potrebbe significare?


Direi, semplicemente, che il libro è appartenuto a chi ha messo la firma sul frontespizio (firma di possesso, appunto). Si trattava di una consuetudine piuttosto diffusa. Il fatto che il libro fosse anteriore, e di molto, non implica misteri di sorta: ancora oggi, acquistandosi qualche libro antico, si fissa un proprio ex-libris o una targhetta a testimonianza dell'inserimento in un dato catalogo (che sia di biblioteca pubblica o di privato poco cambia). Devi comunque aver presente due cose, in parte intrecciate, per capire come mai il libro fosse di molto antecedente al proprietario: che, in passato, gli insegnamenti (specie se in scuole private, ovvero in collegi, o se impartiti privatamente) erano condotti sugli stessi testi, che diventavano "superati" dopo decenni, se non dopo secoli; che, data la scarsa circolazione o - se preferisci - i pochi lettori (e quindi l'assenza di un vero e proprio mercato dell'editoria), le nuove edizioni o le ristampe erano assai limitate, nel tempo e nel numero.

foffo ha scritto:Per quanto riguarda la professione dei miei antenati posso dire ancora poco, ma sono sicuro che il mio bisnonno era impresario edile ed ho trovato le sue iniziali in una settecentina e in un breviario coevo, con scritte in un caso la data 1880 e in un altro 1884, a testimoniare che (essendo nato nel 1871) già all'età di nove anni sapeva scrivere il suo nome, e soprattutto, è possibile che sapesse leggere?


Be'...Prima non c'era la tv ;) Battute a parte (ma non troppo), direi che a nove anni sia del tutto legittimo e quindi ben possibile saper leggere e scrivere. Occorre capire se la famiglia fosse già annoverata tra i possidenti, potendo così permettersi di far studiare un bambino. Oppure che, come tu hai osservato, il bambino fosse stato affidato, magari sotto la tutela di qualche parente prete, alla vicina Abbazia.

foffo ha scritto:Sugli altri testi religiosi, vorrei chiedervi: come posso sapere se in famiglia ci sia stato un prete o un qualsiasi altro membro del clero?
Grazie


Partendo dalla classica ricerca storico-genealogica, condotta inizialmente sugli atti sia di stato civile che parrocchiali, riuscirai a formarti anche i curricula-base dei tuoi avi, in seguito suscettibili di approfondimento attraverso altre fonti. Ma...per ora buona ricerca.

Lorenzo
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Re: Libri antichi di famiglia

Messaggioda foffo » domenica 15 marzo 2009, 16:53

Caro Lorenzo,
grazie ancora del tuo tempo e della tua diponibilità. Avendo letto nel tuo profilo che sei molto interessato di "Storia socioeconomica e Storia dell'ambiente", posso chiederti quanto venivano a costare i libri in passato?
Occorre capire se la famiglia fosse già annoverata tra i possidenti

Infine posso dirti a proposito che ho trovato nel registro dei morti della parrocchia che se la professione di alcuni miei avi è "muraiolo" o "impresario", in un'altro atto in cui il mio bisnonno è definito "possidente", e nel suo testamento ci sono numerosi poderi e case in paese e nei dintorni lasciate in eredità ai figli? Che significato ha il termine possidente?
Grazie...
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Re: Libri antichi di famiglia

Messaggioda Arrigo il Pacifico » lunedì 16 marzo 2009, 13:58

foffo ha scritto:Che significato ha il termine possidente?
Grazie...


Chi possiede proprietà fondiarie e/o beni immobili da cui trae profitto per il sostentamento della propria famiglia.

Pensi al "bracciante", ovvero colui che sostiene economicamente la propria famiglia con la forza delle proprie "braccia".


Arrigo
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Re: Libri antichi di famiglia

Messaggioda L.A.S. » lunedì 16 marzo 2009, 14:26

foffo ha scritto:Caro Lorenzo,
posso chiederti quanto venivano a costare i libri in passato?
Grazie...


Posta così, caro Foffo, non saprei cosa rispondere alla tua domanda. E forse, anche se avessi gli elementi idonei, non riuscirei a darti una risposta indicativa. Questo perché, ieri come (e forse più di) oggi, il prezzo era determinato da numerose variabili: epoca, area geografica e ordinamento statuale, tasse di produzione e di esportazione, costo e tipo di carta, formato (quantità di fascicoli), tipo di rilegatura, stamperia, ecc. ecc.
Certo, ci sono degli studi sulla produzione libraria, sul costo dei libri e sul prezzo di vendita in epoche diverse, avviati per lo più studiando gli inventari, le scritture private e notarili delle più note "case editrici" (pensa alle celeberrime edizioni aldine, sia quelle di "prima maniera", cioè sotto la diretta supervisione di Aldo Manuzio, sia quelle successive scelte e controllate dai suoi soci prima e dai suoi figli poi). All'epoca, diversamente da oggi, i prezzi sulla copertina non comparivano. Questa "innovazione" credo sia tardo-ottocentesca, o, per lo meno, non ricordo di aver trovato testi antecedenti all'800 con, nel paratesto, stampato il prezzo. Naturalmente, una volta trovato il prezzo bisogna procedere ad un'equivalenza valutaria, cosa non sempre e non del tutto facile da calcolare.
Ciao,
L.
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Re: Libri antichi di famiglia

Messaggioda foffo » lunedì 16 marzo 2009, 19:31

Grazie di tutte le vostre pronte e, come sempre, interessanti argomentazioni.
L'ultima domanda: secondo voi il fatto che un mio antenato abbia posseduto un libro come "La corte Santa o Istituzione cristiana dei Grandi" (scritto da Nicolo Causino, confessore gesuita di Luigi XIII, ed edito a Venezia nel 1708), che contiene una introduzione: "L'autore alla Nobiltà", ( in cui espone ai destinatari, appunto i nobili, gli argomenti del suo trattato con lo scopo che questi siano per la loro nobiltà di buon esempio), può significare che sia stato appartenente ad un ramo nobile, o comunque notabile?
Grazie.
foffo
 
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Re: Libri antichi di famiglia

Messaggioda L.A.S. » lunedì 16 marzo 2009, 21:04

foffo ha scritto: L'ultima domanda: secondo voi il fatto che un mio antenato abbia posseduto un libro come "La corte Santa o Istituzione cristiana dei Grandi" (scritto da Nicolo Causino, confessore gesuita di Luigi XIII, ed edito a Venezia nel 1708), che contiene una introduzione: "L'autore alla Nobiltà", ( in cui espone ai destinatari, appunto i nobili, gli argomenti del suo trattato con lo scopo che questi siano per la loro nobiltà di buon esempio), può significare che sia stato appartenente ad un ramo nobile, o comunque notabile?.


Le due cose, secondo me, non sono collegabili. Tanto per il contenuto, e per il genere di edizione di "largo consumo" (una delle tante successive, quella del 1708, che hanno seguìto l'originale, di più di un settantennio precedente), quanto perché quel genere di introduzioni era comune e comunemente indirizzata, al pari delle dediche, ad esponenti della e all'aristocrazia.
L.
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Re: Libri antichi di famiglia

Messaggioda Guido5 » lunedì 16 marzo 2009, 21:29

Caro "foffo",
ho alle mie spalle "Il Nobile del Crescenzio" (titolo completo: "Il nobile romano o' sia trattato di nobiltà, libri due di Gio: Pietro de' Crescenzj Romani nobile piacentino, eccetera...") stampato a Bologna nel 1693. Cosa pensi che potrebbero pensare i figli delle mie nipoti se vi non lasciassi il biglietto che accompagnava questo graditissimo dono fattomi dai colleghi quando sono andato in pensione?

Ciao a tutti!
Guido5
GUIDO BULDRINI - Fides Salvum Fecit
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