Canossa.
Il nome deriva alla famiglia dal Castello omonimo fatto erigere verso il 940 su un colle che domina l' Enza ed il Crostolo da Azzo Adalberto (figlio di Sigfrido da Lucca), bisavolo della Gran Contessa Matilde che vi ospitò nel 1077 l'Imperatore Arrigo IV venuto a compiere solenne atto di sottomissione al Papa Gregorio VII. La celebre Matilde (n.circa 1046) era figlia del potente Bonifacio Marchese di Toscana. Erede di un regno comprendente Toscana-Lunigiana-Emilia e parte del Veneto sposò nel 1069 Goffredo il Gobbo, Duca di Lorena (m.1076). Passata a seconde nozze con Guelfo V di Baviera nel 1088 fu donna valorosa e saggia.
Fra le innumerevoli investiture e privilegi concessi a questa potentissima casata basti ricordare quelle concesse dall'Imperatore Federico Barbarossa a Guidotto nel 1185 per i feudi di Canossa-Bianello-Monteveltro. Bianello fu confermato comitale nel 1358 dall'Imperatore Carlo IV il quale infeudò Gabriotto delle terre ci Canossa-Caviano-Bibbiano-Calenzano-Costiglione-Sassoforte e Roncolo. Fra i figli di detto Gabriotto avvenne divisione dei feudi paterni così a Baccarino, da cui discendono i Canossa trasferiti a Verona, rimase Canossa e ad Alberto la Signoria deo cosiddetti Quattro Castelli (Bianello-Monteluzzo-Montenzano-Monteveltro). La discendenza di Alberto si suddivise in due rami: dei quali uno ( quello dei Canossa Marchesi di Bianello per concessione Estense del 1627) estinti nel 1783 con Caterina moglie del Conte Cristoforo Torello; l'altro (quello dei Canossa Conti di Montevetro e Montenzano per concessione estense del 14279 estinto pure nel secolo XVIII con Teresa moglie del Conte Odoardo Cavatorti.
Al figlio di Beccarino, Simone, la Repubblica Veneta concesse il 2 agosto 1414 la Signoria di Grezzano e l'Imperatore Sigismondo con atto del 16 marzo 1432 confermò il feudo di Canossa erigendolo in Contea e diede altri 34 castelli nei territori di Reggio e Verona. Galeazzo, autore di un ramo che passò nel mantovano che poi si estinse ottenne da Vincenzo Gonzaga, Duca di Mantova, il 9 marzo 1604 il Marchesato di Caliano e Rossignano nel Monferrato. Isabella di Canossa portò titolo e feudo in casa del marito Bernardino Scozia, ma l'uso del titolo fu oggetto di controversia fra le famiglie, La ebbero vinta i Canossa che ottennero l'iscrizione nel Libro Aureo della Repubblica Veneta con detto titolo il 3 marzo 1735, ottenendo in seguito il riconoscimento imperiale il 16 aprile 1766 che estese il titolo marchinale a tutti i maschi, come fu poi confermato con Sovrana Risoluzione del 16 novembre 1819 in favore di Bonifacio di Canossa il quale fu pure insignito con diploma imperiale del 9 dicembre dello stesso anno della nobiltà civica veronese.
Estitisi i rami reggiani, fra cui quello dei Conti di Montalto (la cui ultima investitura fu concessa sotto Francesco III al Conte Bonifazio di Silvio l'11 maggio 1754) il ramo unico superstite è quello trasferito a Verona nel XV secolo, ove i Canossa furono aggregati al Consiglio Nobile fin dal 1477.
A Bonifacio, rappresentante di questa linea, Napoleone concesse l'11 ottobre 1810, Cavaliere della Corona Ferrea (1807) e suo Ciambellano, il titolo di Conte del Regno d'Italia.
Casa Canossa diede alla S.R.C. Lodovico Vescovo di Tricarico e di Bayeux (nel XVI sec.); Maddalena (1774-1835) fondatrice dell'Istituto delle Figlie della Carità, dichiarata Venerabile nel 1877; ed il Cardinale Luigi (1809-1900), Vescovo di Verona (1862), che ricevette la Sacra Porpora nel 1877 e fu Bal' di Gran Croce di Onore e Devozione del S.M.O. di Malta
Arma:
Di rosso, al cane bracco rampante d'argento, collarinato ed affibbiato d'oro, tenente nelle fauci un osso al naturale.
