da Elmar Lang » mercoledì 10 dicembre 2008, 18:39
Salve,
qualche settimana fa ho ricevuto una copia del Volume di cui si discute in questa stanza. Mi fa piacere aver aggiunto una nuova opera, che si aggiunge al purtroppo scarso panorama bibliografico dedicato alla faleristica italiana.
Il volume si presenta di formato agile e comodo; è interamente illustrato a colori, per di più con testo bilingue italiano-inglese.
Ho dedicato alcune sere alla lettura di questa nuova opera e sinceramente devo dire che forse, a parere mio personale, si poteva fare di meglio.
Le foto a colori sono quasi tutte stampate molto scure e questo non permette di apprezzare appieno i dettagli;
Le incisioni sono quasi sempre completamente obliterate "per ragioni di privacy": e mi chiedo quale possa essere la privacy per decorazioni conferite anche oltre un secolo fa; a parte che vedere una bella incisione d'epoca potrebbe essere utile ed importante.
L'indicazione del valore: a mio parere è completamente inutile, come inutili (se non come rapido repertorio per l'identificazione) sono i "prezziari" editi in Germania per le onorificenze. L'indicazione della rarità relativa sarebbe già stata più che sufficiente.
I testi in inglese: sono comprensibili, ma per dare una veste "internazionale" all'opera, sarebbe stato meglio affidarsi ad un traduttore professionista che fosse ben a conoscenza della terminologia tecnica faleristica e/o militare. Ad esempio, nel glossario, ove si definisce il medagliere, la traduzione è "Collection of Medals", anziché -magari il più corretto "Medal Bar" o "Group of Orders & Decorations".
Ho anche notato il ripetersi dell'equivoco in cui il termine "medaglia" è erroneamente utilizzato in generale per tutte le decorazioni. Mi spiego: una cosa è una medaglia (che può essere tonda, ovale, triangolare, a losanga o poligonale), ed una cosa è una croce o una stella.
Sempre a tale proposito, leggo una frase altamente imprecisa nel capitolo "Consigli per i Collezionisti" dove leggiamo: "Possiamo trovare medaglie di varie tipologie: al Valore, al Merito, Commemorative, Reggimentali, Coloniali, Sportive, ma anche Ordini Cavallereschi".
Ed ancora nello stesso capitolo, forse si poteva evitare il quasi terroristico: "...molti artigiani si sono prodigati nel riconiare medaglie identiche in tutto e per tutto alle originali.", che certo farà fuggire sgomenti i pricipianti. Ed i principianti sono anche messi in guardia dall'acquistare presso mercatini e simili occasioni, indicando di acquistare soprattutto da esperti di settore. A mio avviso, un collezionista alle prime armi prima di comprare deve studiare, studiare e studiare, poi può confrontarsi con amici e colleghi: i commercianti di settore sono certo una risorsa, importantissima, ma collezionare è anche divertimento, non solo staccare assegni. Quanto alle "delusioni", credo che -piccole o grandi- esse siano nella carriera di ogni collezionista, indipendentemente da dove cerca i suoi tesori. Non capisco poi perché un principiante debba necessariamente cominciare da "quelle più comuni ed a basso costo". A parere mio è meglio investire in 3 cose importanti che in 30 da poco.
Altri sono i punti nei quali -parere mio- resto in disaccordo con l'autore; punti che potranno essere qui discussi tra quanti avranno letto il volume del Bini e, sarebbe utilissimo, pure con l'apporto dell'autore, cui va' comunque il plauso per aver compiuto una fatica non indifferente e che non tutti avrebbero affrontato.
Personalmente, resto fiduciosamente in attesa della II edizione del Brambilla che -a quanto ho sentito- sarà l'opera "definitiva" (fino ad un'eventuale sua III edizione) nel campo della Faleristica Italiana.
A presto,
Elmar Lang
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)