Aiuto per conservazione di un'Insegna

Per approfondire la conoscenza delle decorazioni, della loro conservazione e compravendita.
Deepening knowledge about decorations, their preservation and buy and sell.

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Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda cassinelli » domenica 30 novembre 2008, 10:45

Carissimi Esperti,

la mia Insegna da Cavaliere di Merito del SMO Costantiniano ha appena quattro anni... ma ne dimostra un po' di più.

A cosa è dovuto questo "Invecchiamento precoce"?

Come posso ripristinarne lo splendore originario?

Grazie come sempre. :D


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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda spinnaker » domenica 30 novembre 2008, 11:43

Azzardo una risposta, forse i materiali con cui è stata fatta non sono dei migliori ed il tempo, anche se poco, stà facendo i suoi danni.

Molte decorazioni sono fatte con materiali "nobili", oro ed argento e non dovrebbero subire il tempo, in solo 4 anni, anche se l'argento spesso si ossida con il solo sudore delle mani.

Comunque per quanto ne so, ma non sono sicuramente un'esperto, esistono prodotti specifici per la pulizia ed il restauro di questi oggetti, forse un negozio specializzato sull'argomento le potrebbe essere di aiuto.
Con osservanza.

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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda Lord Acton » domenica 30 novembre 2008, 12:06

Se è d'argento dorato, come credo, tolga il nastro e la strofini bene con mezzo limone intinto nel bicarbonato, poi la lavi con acqua calda e la asciughi tamponado con un panno di spugna pulito. Dovrebbero eliminarsi le piccole tracce d'ossido.

Esiste anche un prodotto che può togliere l'ossido con un procedimento chimico, ma, per non far danni, ci vuole abbastanza esperienza e io, dopo circa 10 anni che lo uso, non ritengo di essere abbastanza esperto, figuriamoci chi lo prende in mano per la prima volta... le prime volte ho fatto danni irreparabili... per cui è meglio evitare.

Assolutamente non si fidi dei gioiellieri e artigiani orafi che dicono di poterla pulire... grandi esperti di metalli... non hanno la minima idea di che cosa significhi operare in presenza di estese porzioni di smalti, che , tralatro, oggi diventano sempre più fragili, e potrebbero danneggiarli irreparabilmente.

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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda cassinelli » domenica 30 novembre 2008, 12:12

Grazie... proverò.
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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda equites » domenica 30 novembre 2008, 15:26

cassinelli ha scritto:Carissimi Esperti,

la mia Insegna da Cavaliere.......ne dimostra un po' di più.Immagine



Caro Cavaliere, guardi la cosa da un altro punto di vista: se la sua insegna mostra i segni del tempo, vuol dire che anche la sua nomina è più antica rispetto a quelle degli altri confratelli! :wink:
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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda cassinelli » domenica 30 novembre 2008, 15:44

Le Insegne si ossidano... :(

...ma la passione per la Cavalleria è inossidabile! :D
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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda Marcello G. Novello » domenica 30 novembre 2008, 18:12

Io possiedo uno strano ordigno a vibrazione per la pulizia di gioielli e monili in oro, ma che ha dato buoni risultati anche per la pulizia di altri oggetti dal design più elaborato. Si tratta di una vaschetta che, mediante l'utilizzo di due tasti, vibra a due diverse velocità. Gli oggetti si immergono in acqua nella quale viene disciolto un chucchiaino di detersivo per piatti. L'unica accortezza è che se vi sono smalti o vetri questi non devono poggiare sul fondo per evitare danni da sfregamento. Poi basta risciacquare e asciugare con un panno morbido. Non libera l'argento dall'ossido, ma per il resto va bene...

Una piccola nota in merito alla decorazione di cui trattiamo. Ne possiedo una identica e credo che quella del Dott. Cassinelli provenga come la mia da Via del Corso. Ebbene, la croce grande, che ho usato diverse volte, non si è scurita se non nel passante del nastro, mentre la miniatura che non ho sin qui indossato ed è rimasta sempre nel cofanetto è nettamente scurita. Strano, vero?
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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda cassinelli » domenica 30 novembre 2008, 20:32

A me è avvenuta la cosa inversa: ho indossato molte volte l'Insegna ridotta e la stessa è ben conservata... al contrario, non ho mai indossato l'Insegna in formato regolamentare e quest'ultima si è ossidata!

Forse l'averla esposta all'aria inquinatissima di Milano l'ha "preservata"? Misteri della "chimica"... :?
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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda arturolorioli » domenica 30 novembre 2008, 22:07

Per disossidare l'argento un altro semplicissimo (ed economico) sistema è preparare una soluzione satura di sale in acqua caldissima in un pentolino e porre sul fondo una banale barretta o lamina di alluminio. Si immergere l'argento ossidato in modo che tocchi l'allumminio ... e lo si estrae pulito letteralmente in un secondo (semplice processo elettrolitico). Sciacquare *molto* bene con acqua tiepida ed asciugare delicatamente con un panno morbido.

Ma attenzione, non se se funzioni bene con argenti dorati (ho qualche dubbio ... ma argenti *ben* dorati non dovrebbero comunque ossidare ...) e non lo ho mai provato con smalti (anche se, non essendovi azione meccanica alcuna ed essendo l'immersione di un secondo ... non penso sia un problema). Quindi , nel caso, provate prima con una onorificenza ... facilmente rimpiazzabile!

Ed alla peggio, resta comunque un sistema imbattibile per pulire le noiosissime postate d'argento ... (quando ero ragazzino ed a casa la quindicinale lucidatura posate era la mie corvée domestica ... quanto lo ho benedetto!)
Cordiali saluti

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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda cassinelli » lunedì 1 dicembre 2008, 0:34

Ringrazio tutti per i consigli, nonché per la gentilezza e premura dimostrate! :D
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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda Tilius » lunedì 1 dicembre 2008, 17:54

arturolorioli ha scritto:Per disossidare l'argento un altro semplicissimo (ed economico) sistema è preparare una soluzione satura di sale in acqua caldissima in un pentolino e porre sul fondo una banale barretta o lamina di alluminio. Si immergere l'argento ossidato in modo che tocchi l'allumminio ... e lo si estrae pulito letteralmente in un secondo (semplice processo elettrolitico). Sciacquare *molto* bene con acqua tiepida ed asciugare delicatamente con un panno morbido.

Ma attenzione, non se se funzioni bene con argenti dorati (ho qualche dubbio ... ma argenti *ben* dorati non dovrebbero comunque ossidare ...) e non lo ho mai provato con smalti (anche se, non essendovi azione meccanica alcuna ed essendo l'immersione di un secondo ... non penso sia un problema). Quindi , nel caso, provate prima con una onorificenza ... facilmente rimpiazzabile!

Ed alla peggio, resta comunque un sistema imbattibile per pulire le noiosissime postate d'argento ... (quando ero ragazzino ed a casa la quindicinale lucidatura posate era la mie corvée domestica ... quanto lo ho benedetto!)


Considerando la natura vetrosa degli smalti ed il fatto che, in quanto tali, mal sopportano gli sbalzi di temperatura (es. immersione in acqua bollente), personalmente eviterei.
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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda Tilius » lunedì 1 dicembre 2008, 18:10

cassinelli ha scritto:...ho indossato molte volte l'Insegna ridotta e la stessa è ben conservata... al contrario, non ho mai indossato l'Insegna in formato regolamentare e quest'ultima si è ossidata!:?


Marcello G. Novello ha scritto:...la croce grande, che ho usato diverse volte, non si è scurita se non nel passante del nastro, mentre la miniatura che non ho sin qui indossato ed è rimasta sempre nel cofanetto è nettamente scurita. Strano, vero?


Nessuna sorpresa dal fatto che gli oggetti d'argento dorato di manifattura recente spessosi conservino meglio maneggiandoli (il contatto con le dita li ricopre di un film oleoso che in pratica é spesso più antiossidante, poiché isola dall'aria, di quanto non sia ossidante per gli agenti aggressivi - es.cloruri del sudore - in esso contenuti).
La doratura, se fosse di spessore adeguato, dovrebbe "sigillare" l'argento sottostante e garantire una conservazione ottimale.
Peccato che le dorature moderne (sottilissime in quanto elettrolitiche, e spesso disuniformi) poco rallentino il processo di sulfurazione (e non ossidazione, come comunemente si dice) dell'argento, col risultato che l'alterazione dell'argento risulta ancora più evidente per contrasto con la circostante superficie dorata.

Comportamento a corrosione : l’argento non sembra ossidarsi a temperatura ambiente in aria , ma è attaccato e ossidato dall’ozono . Esistono comunque ossidi d’argento , i quali hanno alta resistività . I solfuri attaccano l’argento rapidamente , come fanno con il rame e la velocità di ossidazione in atmosfera è determinata dall’apporto di atomi di zolfo perché lo strato di ossido è non passivante . Esso riduce il potere riflettente dell’argento e ne aumenta la resistività , specialmente alle basse correnti , per il suo carattere non ohmico.
La velocità di solfatazione dell’argento indoor in una grande città è di circa 7 mg/m2 . Si è molto cercato una lega avente un alto contenuto di argento che resista all’ossidazione ma si è scoperto che è necessario un alto contenuto di Pt e Au (fino al 70 % ) per una completa resistenza . Sono stati usati vari rivestimenti in questo senso ma quello più efficace , anche se poco usato , è risultato un sottile strato di Rh sopra uno di Ni .
Resistenza ad agenti corrosivi specifici : l’argento puro è resistente all’acido acetico ed è usato nella sua produzione . E’ resistente anche a tutti gli altri acidi organici non contenenti zolfo . E’ attaccato da tutti i metalli a basso punto di fusione quali mercurio , sodio , potassio (e tutti i loro composti ) , piombo , stagno , indio e bismuto . Per questo un uso che può mettere in contatto l’argento con questi metalli va evitato (per esempio negli scambiatori di calore).
E’ resistente agli idrossidi di sodio e di potassio , è usato in laboratorio per fusioni di sostanze caustiche ed è stato preso in considerazione per equipaggiamenti di grandi dimensioni . Purtroppo l’argento subisce un fenomeno di creep alla temperatura di fusione di questi idrossidi , quindi il suo uso in questo campo richiederebbe l’uso di recipienti di supporto . E’ attaccato da bromuri , ioduri e cloruri in atmosfera umida anche piuttosto vigorosamente . Cianati alcalini , in presenza di aria o altri agenti ossidanti dissolvono l’argento rapidamente . L’acido nitrico contenente tracce di acido nitroso dissolve l’argento . Anche l’acido solforico ha lo stesso effetto .
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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda arturolorioli » lunedì 1 dicembre 2008, 19:23

Tilius ha scritto: Considerando la natura vetrosa degli smalti ed il fatto che, in quanto tali, mal sopportano gli sbalzi di temperatura (es. immersione in acqua bollente), personalmente eviterei.


Come ho detto ho anche io dei dubbi, ma in realtà per puro scrupolo, mancandomi la "prova empirica".

Gli smalti, proprio perchè vetrosi, hanno un coefficente di dilatazione termica bassissimo (varia a seconda dei colori, ma circa 8.7, 8.9). Una immersione in acqua calda (anche molto calda!) per uno o due secondi non provocherebbe danno alcuno. Per intendersi, provate a versare un bicchiere di acqua bollente su un blocchetto di cemento o una sbarra di acciaio ... bhe ... si dilateranno molto di più dei nostri smalti.

Il problema, nel caso, è nel sottostante metallo che si dilaterà maggiormente dello smalto e questo potrebbe causare il distacco degli smalti stessi (i coefficenti di dilatazione dei metalli "da onorificenze" sono più che doppi di quelli degli smalti, a meno di lavorare sul platino ... arte arcana e pressochè perduta!) ma, nuovamente, ci vorrebbero ben altre temperature e ben altri tempi di riscaldamento ... gli smalti ben dati reggono ai bagni galvanici!

Tuttavia la prudenza è sempre la via migliore. Sacrificherò alla novella scienza dalla "pulizia elettrolitica delle onorificenza" una qualche medaglia a smalto presa dal cassetto dei campioni "belli" ... il tempo di scaldare l'acqua e vi farò sapere.
Ultima modifica di arturolorioli il mercoledì 10 dicembre 2008, 20:21, modificato 1 volta in totale.
Cordiali saluti

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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda Marcello G. Novello » lunedì 1 dicembre 2008, 20:57

Con particolare riferimento alla decorazione sopra illustrata, vi porgo una domanda. Quelli rossi sono smalti o resine?

Io mi sono fatto una idea, ma vorrei il parere di voi esperti.

E nel caso di questa altra decorazione che mi è stata regalata (sì, so cos'è, tranquilli :wink: ), pensate si possano riparare gli smalti?

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Grazie
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Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda arturolorioli » mercoledì 3 dicembre 2008, 2:21

Marcello G. Novello ha scritto:Con particolare riferimento alla decorazione sopra illustrata, vi porgo una domanda. Quelli rossi sono smalti o resine?


Gentile Sig.Novello,
se si riferisce all'onorificenza Costantiniana, temo che la qualità della foto non sia davvero sufficente per poter rispondere. Dal pochissimo che si vede sembra che il colore sia a livello con il bordo metallico. Se è così, escluderei vernici o smalti epossidici non raserati (quelli che lei - credo - definisce resine). Resterebbero quindi gli smalti a fuoco o gli smalti epossidici raserati. Ma ci vorrebbe davvero una foto più nitida per parlare con qualche certezza.

E nel caso di questa altra decorazione che mi è stata regalata (sì, so cos'è, tranquilli :wink: ), pensate si possano riparare gli smalti?


Mi occupo di smalti da più di trent'anni e mi permetto un consiglio assolutamente spassionato ... non lo faccia mai ed a maggior ragione su un rosso semitrasparente, che è l'incubo materializzato degli smalti a fuoco. Le possibilità di una perfetta identicità del colore tra il vecchio ed il nuovo sono molto limitate (... per essere diplomatici) e parlando di smalti a fuoco bisognerebbe poi cuocere (facendo scempio delle saldature) e levigare (facendo scempio delle galvaniche e patinature). Quindi ritocchi ricostruttivi mi sembrano davvero azzardati.

Se la crepa o scheggiatura minacciasse di allargarsi (e da quel che vedo non sembra un pericolo imminente) potrebbe forse azzardare un leggero ritocco conservativo di stabilizzazione con uno smalto trasparente epossidico (che non richiede cottura) e farlo levigare con una piccola mola da dentista (che non toccherebbe il metallo). Ma oltre ad aver bisogno di una smaltatore abbastanza bravo (e ce ne sono oramai pochissimi), in ogni caso i trasparenti epossidici con gli anni tendono sempre un pò ad ingiallire.

Ultima opzione, che però mi fà un pò rabbrividire, è far smontare l'onorificenza, far smaltare e dorare/patinare il tutto ex novo e rimontarla.

Tutto considerato, se fossi in lei la terrei così.
Cordiali saluti

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