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RFVS ha scritto:da quello che so i Tomasi di Lampedusa non provenivano dalla Puglia, bensì dalla Campania, nonostante esistano alcune famiglie pugliesi con cognome simile al loro, ma che nulla vi hanno a che fare, da quanto so.
L.de Bellis ha scritto:Preg.mo Sig. Reale,
la Famiglia de Tomasi, fu Patrizia in Bari, Barletta e Giovinazzo, portò la seguente arma .fasciato di rosso e d'oro.
Non nego che fu chiamata anche di Tomasio,Thomasio.
Lorenzo Longo de Bellis
teodoro reale ha scritto:Egr. SIg. Tartaglione,
i Tomasi giusnero a Capua nel corso del '400 provenient da Siena, dove erano già dal '200 provenienti dalle Marche.
Il ramo siciliano ebbe inizio nella seconda metà del 600 in seguito al trasferimento in Sicilia come militare di Mario Tomasi, che grazie ad un matrimio con una delle ultime discendenti della famiglia Caro, tra i vari feudi in dote ottenne l'isola di Lampedusa, solo successivamente elevata a principato.
saluti Teo Reale
teodoro reale ha scritto:L.de Bellis ha scritto:Preg.mo Sig. Reale,
la Famiglia de Tomasi, fu Patrizia in Bari, Barletta e Giovinazzo, portò la seguente arma .fasciato di rosso e d'oro.
Non nego che fu chiamata anche di Tomasio,Thomasio.
Lorenzo Longo de Bellis
Egr. sig. de Bellis,
nel ringraziarla per la sua cortese risposta, mi permetto di porle altre due domande:
1) secondo lei il ramo pugliese deriva da quello campano?
No,ritengo di no, questi erano nobili in Bari sin dal 1282.
2) Se si, potrebbe fornirmi qualche informazione bibliografica per poter proseguire il capitolo loro dedicato nel libro che sto scrivendo sugli antenati camapani di Tomasi di Lampedusa?
Saluti Teo Reale
RFVS ha scritto:teodoro reale ha scritto:Egr. SIg. Tartaglione,
i Tomasi giusnero a Capua nel corso del '400 provenient da Siena, dove erano già dal '200 provenienti dalle Marche.
Il ramo siciliano ebbe inizio nella seconda metà del 600 in seguito al trasferimento in Sicilia come militare di Mario Tomasi, che grazie ad un matrimio con una delle ultime discendenti della famiglia Caro, tra i vari feudi in dote ottenne l'isola di Lampedusa, solo successivamente elevata a principato.
saluti Teo Reale
Egr. sig. Francalancia Vivanti,
la ringrazio per sua risposta, mi sccusi se come mi sembra di vedere nel box del sito di averle inviato la risposta destinata al sig. Tartaglione, ma non ho ancora molta dimestichezza con questo sito.
Eliminerò il capitolo dedicato alla Puglia con molto sollievo, e se le fa piacere le invierò copia del saggio appena edito.
S aluti Teo Reale
questa storia mi sembra di averla già letta in qualche strampalato studio "fantagenealogico" e mi sento quindi di escluderlo quasi categoricamente.
La risposta alla sua domanda è decisamente sì.
I Tommasi (non Thomasi, Tomasi o de Tomasi) che ottennero il titolo di Marchesi di Casalicchio e che dimorarono a Napoli, nonostante il feudo fosse in Sicilia, erano un ramo di una importante famiglia borghese di Calimera (LE) (quasi di sicuro autoctona), che ebbe grande notorietà sotto il Regno d'Italia, pur essendo rimasta nella borghesia.

vdaurelio ha scritto:Caro Amico salentino,
la ricostruzione delle proprie origini e dunque della propria storia non può fare a meno di alcune supposizioni che devono essere approfondite talmente tanto sino a giungere alla dimostrazione storica di ciò che si è "supposto". L'omonimia è uno dei molteplici aspetti che caratterizzano le forme cognominiali italiane ed in particolare quando ci si trova davanti a cognomi patronimici, quali potrebbe essere il Tommasi strettamente derivante da Tommaso alias Thomaso. Come scrive il buon De Bellis alcune forme cognominiali simili furono ascritte alla nobiltà barese ed è giusto che tu approfondisca le tue origini alla ricerca di un probabile collegamento ma, è pure giusto, quello che scrive l'amico Riccardo ossia che alcune ipotesi vanno scartate all'origine in quando si fondano su diverse e mere ipotesi difficilmente dimostrabili. Io ho un po' letto e girovagato per gli archivi cercando di conoscere i miei antenati e posso dirti che approfondire il ramo campano non è poi un'assurdità in quanto tantissime famiglie nobili napoletani, iscritte ai seggi di Capua, quali Protonobilissimo, Caracciolo, Pignatelli (forse) e via dicendo sino a Capece e Orsini si impiantarono in questa fantastica Terra come feudatari al seguito dei re Angioini e Aragonesi. Precisamente nel XIV - XV secolo molte famiglie sia napoletane che baresi scesero nel Salento meridionale e qui si fermarono per via dei loro commerci legati ai prodotti oleari e tessili, altri invece come ti ho scritto furono feudatari in quanto ricevettero queste terre in dono quali Protonobilissimo e per esempio i Capece detti poi di Lecce.
I Tomasi di Gallipoli certamente fanno parte di una nobilissima famiglia salentina e credo che gli attuali esponenti siano gli amministratori di una delle più importanti società energetiche e turistiche della zona. Non sarebbe difficile raccogliere presso queste persone qualunque documento che possa ricostruire qualcosa del loro passato (erano nobili e i documenti quindi esistono certamente). Da qui si ripercorrerà l'albero genealogico in modo ascendente sino ad arrivare almeno al XVIII sec. Man mano che si cerca usciranno fuori talmente tante informazioni che sarà davvero semplice capire se si tratta di un ceppo "autoctono" o importato. Ti dico comunque che secondo me si tratta di un ceppo importante da non confondere con altri omonimi salentini.
Saluti
Tommaso Tartaglione ha scritto:Egregio Sig. Reale,
di preciso da che zona della Campania provenivano i Tomasi di Lampedusa?
Tommaso Tartaglione

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