Cappelli prelatizi

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Cappelli prelatizi

Messaggioda cleobulo » domenica 19 ottobre 2008, 21:15

Il semplice prete può timbrare il suo stemma con un capello nero e due fiocchi neri, uno per lato?
Grazie
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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda Guido5 » domenica 19 ottobre 2008, 21:29

Caro amico,
la risposta è sì, anche se invece di può direi deve... Aggiungo un cordialissimo benvenuto nel Forum.

Ciao a tutti!
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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda MMT » domenica 19 ottobre 2008, 21:40

Anche se in realta, carissimo Guido, S.S. Paolo VI eliminò la prerogativa araldica per gli stemmi della scala gerarchica dal vescovo ingiù. Tuttavia tale regola non è stata molto seguita e per consuetudine si continuano ad usare i galeri negli stemmi di presbiteri e prelati.

Michele
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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda cleobulo » domenica 19 ottobre 2008, 22:25

Grazie mille a tutti per le risposte. Sono nuovo e vorrei presentarmi sono delle marche e mi interesso di araldica. Quando ero ragazzino un mio grande divertimento consisteva nel cimentarmi nella blasonatura degli stemmi che trovavo. Essondo mio zio Direttore onorario di una bibblioteca e di un archivio storico immaginatevi quanto mi sono divertito :)
Sto creando ex novo lo stemma per un mio amico divenuto sacerdote da una settimana. é un tradizionalista ex lebfevriano, ora nella chiesa ufficiale, ma celebra in latino e col rito antico cioè volgendo le spalle ai fedeli. Veste ancora la pianeta con tanto di stola e manipolo. Le sue messe sono uno spettacolo dal punto di vista del rito.
Appena terminato di dipingere lo stemma ve lo farò vedere per un vostro giudizio. Grazie ancora.
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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda Guido5 » domenica 19 ottobre 2008, 22:31

Caro Michele,
conosco l'istruzione "Ut sive sollicite" della Segreteria di Stato, datata 31 marzo 1969 e firmata dal card. Amleto Cicognani, che (n. 28 e 29), permette l'uso dello stemma ai cardinali e ai vescovi, consentendo ai primi di apporlo sulla facciata della chiesa che è attribuita loro come titolo (e vietando di far esporre la loro immagine all'interno della chiesa stessa). Ciò non osta all'uso privato dello stemma stesso per i prelati inferiori e i semplici preti.

Ciao a tutti!
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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 20 ottobre 2008, 11:36

Alle chiare e precise indicazioni offerte dai due amici Michele e Guido, mi permetto di aggiungere un particolare rispetto alle posizioni diverse degli autori circa l'uso di un cappello nero con un fiocco dello stesso colore pendente per lato dello scudo. Infatti alcuni autori, tra cui il Battandier, sostengono che tale uso sia possibile per parroci, cappellani e altri preti muniti di un beneficio o una carica permanente. Pasini, Woodward e Gevaert sostengono che un tale uso è ragionevole per qualunque sacerdote, in quanto il cappello nero con un fiocco per lato è da considerarsi segno distintivo di dignità sacerdotale. Su questa linea si muove anche il compianto Mons. Heim, il quale bolla come arbitraria l'altra posizione. Infatti, tutti i sacerdoti, indipendentemente dal loro ufficio, appartengono allo stesso ordine ecclesiastico. Questo è espresso dal comune timbro.
Approfitto per dare una parola di benvenuto al nuovo amico, nella speranza di poter presto ammirare la sua opera.
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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda FML » lunedì 20 ottobre 2008, 16:38

Guido5 ha scritto:l'istruzione "Ut sive sollicite" della Segreteria di Stato, datata 31 marzo 1969 e firmata dal card. Amleto Cicognani, che (n. 28 e 29), permette l'uso dello stemma ai cardinali e ai vescovi, consentendo ai primi di apporlo sulla facciata della chiesa che è attribuita loro come titolo (e vietando di far esporre la loro immagine all'interno della chiesa stessa). Ciò non osta all'uso privato dello stemma stesso per i prelati inferiori e i semplici preti.

Esattamente, carissimo Guido!
A titolo storico rammento che a partire dal Concilio di Trento fino alla prima metá del sec. XIX, il reale utilizzo araldico del cappello prelatizio da parte di preti (o arcipreti) é piuttosto limitato.
In ambito italico, infatti, i documenti parrocchiali, di corrispondenza con la curia vescovile e con altri enti ecclesiastici venivano frequentemente timbrati (ad inchiostro o a secco) con il solo scudo araldico del parroco. In assenza dello stesso, veniva utilizzato il sigillo parrocchiale.
Su tali documenti l´uso dello stemma timbrato dal rispettivo galero di dignitá era, invece, assolutamente frequente per canonici, protonotari apostolici e, ovviamente, vescovi e cardinali.

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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 20 ottobre 2008, 17:31

Zaccheo ha scritto:
Guido5 ha scritto:l'istruzione "Ut sive sollicite" della Segreteria di Stato, datata 31 marzo 1969 e firmata dal card. Amleto Cicognani, che (n. 28 e 29), permette l'uso dello stemma ai cardinali e ai vescovi, consentendo ai primi di apporlo sulla facciata della chiesa che è attribuita loro come titolo (e vietando di far esporre la loro immagine all'interno della chiesa stessa). Ciò non osta all'uso privato dello stemma stesso per i prelati inferiori e i semplici preti.

Esattamente, carissimo Guido!
A titolo storico rammento che a partire dal Concilio di Trento fino alla prima metá del sec. XIX, il reale utilizzo araldico del cappello prelatizio da parte di preti (o arcipreti) é piuttosto limitato.
In ambito italico, infatti, i documenti parrocchiali, di corrispondenza con la curia vescovile e con altri enti ecclesiastici venivano frequentemente timbrati (ad inchiostro o a secco) con il solo scudo araldico del parroco. In assenza dello stesso, veniva utilizzato il sigillo parrocchiale.

Il che però - dobbiamo precisare - caro Ferrante, si distanziava dall'uso "privato" di cui parlava Guido, e che oggi è l'unico tollerato per ecclesiastici non insigniti di dignità episcopale.
Tanto più che il Codice di Diritto Canonico (promulgato dal Servo di Dio Giovanni Paolo II nel gennaio del 1983) stabilisce che ogni parrocchia (e non, in alternativa o contemporaneamente, anche il parroco) abbia un suo sigillo, necessario per convalidare gli attestati emessi sullo stato canonico dei fedeli, come pure tutti gli altri atti di rilevanza giuridica sottoscritti dal parroco (o suo delegato): Unicuique paroeciae sit proprium sigillum... (Can. 535 §3).
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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda FML » lunedì 20 ottobre 2008, 19:04

Nel lungo periodo temporale preso in considerazione nel mio precedente intervento (fine sec. XVI - prima metá dell´800), l´utilizzo di stemmi araldici timbrati dal rispettivo cappello prelatizio era ammesso (in alcuni casi addirittura reso obbligatorio) per tutti gli uomini di Chiesa, a partire dai presbiteri. Questa pratica era dettata essenzialmente dal fatto che lo stemma, apposto a modo di sigillo, costituiva una valida prova di autenticitá dell´atto sul quale si collocava.
Ció che si riscontra, tuttavia, nell´osservazione dei documenti storici ecclesiastici di ambito parrocchiale e curiale di quel periodo é che molti preti (solo loro, e non altri dignitari) utilizzavano di fatto il solo scudo con lo stemma personale privo del galero e di qualsiasi altro ornamento esteriore. In assenza di questo, come giá detto, si ricorreva al sigillo parrocchiale o dell´ente ecclesiastico di appartenenza. Quanto affermato non significa, ovviamente, che giá dalla fine del sec. XVI non vi siano testimonianze dell´uso "pubblico" di stemmi di preti timbrati, al contrario, dal peculiare galero.
La mia era una nota storica. Oggi, é cosa nota, l´uso di stemmi da parte di ecclesiastici non insigniti di dignità episcopale o cadinalizia é di esclusivo ambito privato.

Saluti a tutti ed in particolare all´autore del presente dibattito! :D

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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 20 ottobre 2008, 20:21

E' cosa nota anche che alla fine del XIII secolo - eccettuati rari casi precedenti - gli emblemi araldici cominciarono ad aver largo uso nella Chiesa (inizialmente tra i vescovi), e questo avvenne anzitutto in ragione della loro utilità come sigillo, cioè come segno chiaramente distintivo e convalidante atti giuridici... Non fa meraviglia dunque che in tempi successivi anche altri ecclesiastici, cui spettava l'uso di un sigillo personale nell'espletamento delle loro mansioni, decisero di ricorrere all'uso del loro stemma (con o senza timbro, a seconda dei casi e delle circostanze)...
Anche la mia era una nota storica a precisazione (e complemento) di quanto sopra già detto e pacifico.
A presto.
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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda FML » lunedì 20 ottobre 2008, 22:01

La nota storica che piú mi preme di sottolineare rispetto a quanto detto nei miei interventi precedenti consiste essenzialmente nel fatto che a partire dal Concilio di Trento fino alla prima metá del secolo XIX, in ambito italiano, l´uso del galero negli stemmi ecclesiastici dei presbiteri é stato di fatto assai limitato a favore dell´uso ufficiale di sigilli e timbri composti dal solo scudo araldico.
Questo dato mi sembra importante in quanto inedito, persino dai piú consultati autori di araldica ecclesiastica.

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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda cleobulo » martedì 21 ottobre 2008, 0:42

Rinnovo il mio grazie a tutti per la vivace disquisizione che si è avuta su questo tema, io credo che il Vaticano dovrebbe prestare più attenzione agli stemmi innalzati dai vari prelati. Trovo molto interessante l'araldica ecclesiastica inglese che prevede addirittura che un vescovo titolare porti anche l'arma della propria diocesi.
Al prossimo dibattito
Saluti dalle Marche
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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 21 ottobre 2008, 0:54

cleobulo ha scritto:Rinnovo il mio grazie a tutti per la vivace disquisizione che si è avuta su questo tema,

Grazie a te, carissimo! :)

io credo che il Vaticano dovrebbe prestare più attenzione agli stemmi innalzati dai vari prelati.

Per quel poco che in materia di araldica ecclesiastica ho acquisito con certezza, posso dirti che Roma ha dato nel corso dei secoli - anche fino a tempi recenti - importanti e numerose disposizioni per quanto riguarda la composizione degli stemmi prelatizi, di fatto per la maggior parte delle dignità ecclesiastiche e degli uffici ad esse connesse. Anche se per quanto riguarda lo stemma di alcuni prelati (almeno allo stato attuale) nessun decreto detta norme. In questi casi le prerogative araldiche debbono essere dedotte per analogia da quelle degli stemmi di altre dignità. Si parla qui semplicemente di usi divenuti ormai tradizionali e - sia pure con qualche divergenza - riconosciuti da tutti gli araldisti. E' il caso anche del cappello sacerdotale di cui abbiamo parlato.

Trovo molto interessante l'araldica ecclesiastica inglese che prevede addirittura che un vescovo titolare porti anche l'arma della propria diocesi.

Nulla impedirebbe anche ai vescovi cattolici italiani di adottare una simile prassi. Se non fosse che in Italia ben poche, pochissime, sono le diocesi dotate di uno stemma proprio. Comunque questo uso, sempre rimanendo in ambito cattolico è - come si è visto in più occasioni nel nostro forum - comune in America.

Al prossimo dibattito
Saluti dalle Marche

A presto.
Saluti da Roma. :wink:
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Re: Cappelli prelatizi

Messaggioda FML » martedì 21 ottobre 2008, 15:03

cleobulo ha scritto:Trovo molto interessante l'araldica ecclesiastica inglese che prevede addirittura che un vescovo titolare porti anche l'arma della propria diocesi.

Tale pratica araldica, gentile amico, trova libera applicazione ovunque un vescovo sia titolare di una diocesi (cattolica, ortodossa o riformata che sia) detentrice di uno stemma.
Per curiositá provi a dare uno sguardo al seguente topic: viewtopic.php?f=1&t=4319&hilit=olaf .

Ringraziandola per aver animato questo dibattito, le rinnovo i saluti.

Ferrante
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