da Antesterione » martedì 7 ottobre 2008, 18:22
Carissimo,
Il mio parere lo conosci bene, per quanto mi riguarda sì (vivamente) e spero che il Gran Magistero e tutti i membri dello stesso si impegnino nel limite delle loro possibilità a raggiungere questo obiettivo come sono sicuro stiano facendo. La profonda devozione e l'attaccamento che si evince alla propria "sacra milizia" ed alla Chiesa Cattolica dai suoi appartenenti merita un'attenzione particolare da parte della Santa Sede.
Non è utile a tal riguardo il tentativo di appoggiarsi su cose non più esistenti, in quanto ordini riconosciuti per diritto canonico ben tracciano "la via" da seguire per il pieno riconoscimento.
Diventare Associazione Pubblica di Fedeli riconosciuta come "Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio" è un obiettivo, non importa se di sub-collazione, ciò permetterebbe di rendere pubblica la componente "religiosa" dell'Istituzione (troppo aleatorio basarsi sul concetto di associazione privata, anche con autorizzazione di eventuali ordinari, potrebbe essere un primo passo ma bisogna puntare oltre). Far muovere un riconoscimento a partire dalle conferenze episcopali regionali è un obiettivo. Ottenere la pacifica autorizzazione a svolgere celebrazioni di investitura da parte della Santa Sede (non solo degli Ordinari diocesani) l'obiettivo pragmatico. La conferma dei benefici spirituali, la riapprovazione degli statuti attuali, aggiornati da alcuni decenni senza approvazione.
La risoluzione delle dispute in merito al Gran Magistero un altro imperativo. La discordia non credo verrà mai risolta dalla Santa Sede. Un eventuale riconoscimento potrebbe pragmaticamente seguire solo alla risoluzione dei conflitti.
E' evidente il desiderio di essere pienamente riconosciuti nei rapporti con la Santa Sede, una soluzione che salvi perfettamente il carattere cavalleresco è di difficile concezione in quanto la Santa Sede dovrebbe a quel punto prevedere qualcosa di più che le associazioni pubbliche di fedeli e un'eventuale sub collazione non sarebbe la migliore delle soluzioni per un ordine governato da laici per diritto ereditario. La Santa Sede dovrebbe tornare a esprimersi e disciplinare questioni dinastiche (e nobiliari nel caso delle classi di giustizia, jure sanguinis) nel caso in cui ce ne fosse bisogno e non mi pare che sia la tendenza attuale e post conciliare... (Anche se su questo punto, un papato sensibile può fare moltissimo).
Ma alcuni risultati credo che si possano comunque raggiungere nel tempo anche perché in seno alla Chiesa cattolica non si può disciplinare l'argomento in base alla cultura o meno dei singoli prelati. Non è ammissibile che parlando di antichi Ordini Cavallereschi come il Costantiniano, si debba spiegare ad un prelato in cosa differiscano da un finto ordine templare... cosa che mi è successa personalmente. Non possiamo fare affidamento sempre e solo sulla cultura, ma anche su regole pubbliche. Grazie al cielo, almeno lo stato italiano chiarisce la natura onorifica e legittima di questa illustre istituzione.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.