da eugubino » martedì 30 settembre 2008, 8:48
Su Tiberio, avo (nonno?) del Tiberio che interessa.
Tiberio Fonti nacque a Gubbio il 16 luglio 1777. Studiò presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica di Roma. Anche dopo il termine degli studi rimase in contatto con vari personaggi, alcuni dei quali amici ed ex compagni di studi. Ricordo un certo Caponi Egidijj Fortunato, che allora simpatizzava per il governo rivoluzionario, anche se si lamentava di non aver ricevuto incarichi precisi. Il gruppo di amici comprendeva anche Giovanni Pasolini, forse suo congiunto, e Sebastiano Ranghiasci. Quest’ultimo, il 19 aprile 1798, stava per tornare a Gubbio come aveva già fatto Tiberio. Nascalli, Carli, Giambattista Franchi, Francesco Cerroni, aderente alla Repubblica Romana, sono invece coloro che vollero continuare a tener viva l’Accademia di cui faceva parte anche Tiberio. Durante la prima Repubblica romana (1798-1799) a Tiberio fu rilasciato un lasciapassare per andare a Cesena. Dal 1802 al 1813 gestì il patrimonio familiare su delega del padre. Negli anni del Regno d’Italia (1808-1814) ricoprì nell’amministrazione eugubina varie cariche; fu delegato al demanio (1808), Savio municipale (fino al 1813), podestà della leva e facente funzione di podestà in assenza del marchese Giuseppe Benveduti. Nel 1812 fu membro del consiglio dipartimentale di Gubbio. L’anno seguente, per le conseguenze derivanti dall’abolizione dei fedecommessi, fu costretto ad assumere la carica di giudice di pace a Corinaldo (1813 -1816). Da qui iniziò la sua carriera giudiziaria nello Stato pontificio. Fu governatore di Castelfidardo (1816-1818), Loreto (1818-1822) e Jesi (dal maggio 1822). Dal 1833 Tiberio fu consigliere governativo a Pesaro, carica assai importante alla quale fu confermato varie volte. Per questo fu costretto a trasferire la propria residenza da Senigallia, dove abitava già del 1827 circa, a Pesaro (1835). Tiberio Fonti sposò Clementina Galavotti di Senigallia. Morì il 1° maggio 1855. Gli sopravvisse l’unico figlio Giuseppe, dal 1852 consigliere governativo a Roma, che assicurò la discendenza della nobile famiglia Fonti.