Capo araldico ghibellino?

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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda RFVS » mercoledì 17 settembre 2008, 18:17

fabrizio guinzio ha scritto:Il capo in araldica dovrebbe indicare l'elmo.


scusa, ma questa da dove esce?

Da quanto ne so il capo è il capo e l'elmo è l'elmo, due cose ben distinte in quanto una parte integrante dell'interno di uno scudo, l'altra ornamento esteriore indicante diversi "gradi" e d'uso abbastanza datato.

Circa l'arma Savoia, forse ti riferisci alla bordura d'azzurro che comunque con questa storia del capo ghibellino, secondo me, c'entra come i cavoli a merenda.

Secondo me un qualche motivo ci deve essere per l'adozione di questo capo così poco conosciuto eppure, come invece sembra, così utilizzato nella pratica araldica.

Voglio provare a controllare gli stemi delle famiglie ghibelline toscane. Vi dirò.

:D :mrgreen:
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda RFVS » mercoledì 17 settembre 2008, 18:33

bisognerebbe anche riuscire a sapere chi faceva parte della cosiddetta "Lega delle Terre degli Amici della Marca", detta anche società degli "Amici della Marca", ex Lega delle Comunanze, ovvero l'allenaza ghibellina che riuniva comuni, enti e famiglie ghibelline marchigiane, della bassa romagna e dell'alta umbria.

ma vallo a sapere...
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda L.M.E Bagnoli » mercoledì 17 settembre 2008, 19:31

Sigillum1 ha scritto:Cari tutti e caro Luca, il tema che ci proponi è molto interessante, ed intervengo per questo, anche se non ho purtroppo alcun contributo serio da offrirvi: avevo letto soltanto Guelfi Camaiani e non gli avevo dato gran credito...le leggende sui capi di fazione sono molto diffuse. Puoi fornirmi le referenze bibliografiche o documentarie relative alla relazione che citi? Potrebbero essere un buon punto di partenza, insieme forse alla cronachistica locale, forse in primis quella ravennate, se ho compreso bene la localizzazione del fenomeno, che sarebbe di età moderna...giusto? Grazie e ciao. Silvia


Cara Silvia,
grazie per essere intervenuta: nella mia breve frequentazione del forum, ho avuto modo di leggere ed apprezzare diversi tuoi interventi.
Venendo a noi, il virgolettato che ho inserito si riferisce a quanto avevo scritto nel "topic" "Ho perso il.......capo"; il materiale cui ho attinto è composto principalmente dal lavoro de canonico teologo Luigi Balduzzi di Bagnacavallo, che, corrispondente della Regia Commissione Araldica per la Romagna, e appassionato studioso di storia bagnacavallese, ha pubblicato, nella seconda metà del XIX° secolo, diversi lavori su Bagnacavallo, tra cui la genealogia di alcune famiglie.
Nello specifico la maggior parte degli spunti relativi al dibattito in corso sono stati presi dalla memoria "Dei Conti Gajani di Bagnacavallo", pubblicata nel "Giornale Araldico Genealogico Diplomatico", anno III, 1875; oltre al materiale a stampa vi è poi tutta la documentazione manoscritta del Balduzzi, conservata, assieme al lavoro di altri studiosi e appassionati, presso il Fondo Piancastelli, nella Biblioteca di Forlì: una vera e propria miniera di storia romagnola, dalla quale ha attinto Cesarina Casanova per i suoi contributi pubblicati su "Storia di Bagnacavallo", vol. 2.
Cito anche la relazione fatta dal Ghislieri, pubblicata all'interno di "La Romagna nel cinquecento", di Angelo Turchini, Il Ponte Vecchio, 2003, vol.2, dove sono presenti diversi altri documenti contemporanei che citano nomi, fatti ed avvenimenti delle lotte di fazione romagnole in età moderna.

Negli stemmi delle famiglie ravennati ghibelline che ho riportato non è presente il capo con le stelle, anche se sulla loro appartenenza politica non vi è alcun dubbio, e Ravenna fu sicuramente il centro da cui partirono le moderne lotte di fazione in Romagna; sempre dalla relazione del Ghislieri si deduce che le parti presero gli antichi nomi di guelfi e ghibellini, ma erano più che altro definizioni di comodo che poco avevano a che vedere con gli schieramenti politici tradizionali medievali.
Trovo anche che mentre i guelfi potevano contare sull'appoggio degli Este, i ghibellini potevano contare sulla protezione del Granduca di Toscana.
L'utilizzo del capo con le stelle è sicuramente di età moderna; infatti tornando ai Gaiani di Bagnacavallo, il Balduzzi, che ne descrive lo stemma "di azzurro con tre stelle d'oro nel capo, un braccio vestito di rosso con pestello d'oro in mano movente dal lato destro nel mezzo, ed una fiamma di rosso alzantesi dalla punta dello scudo..............e un'aquila nera per cimiero", dice che "in antico però sembra a me che non debba essere stata precisamente così [l'arma], e che le stelle e la fiamma sieno a ritenere aggiunte di tempi a noi più vicini", concludendo, da alcuni stemmi scolpiti nelle sepolture di famiglia, che "l'arme in antico fosse o con un sol braccio con pestello, o con quattro braccia affrontate a due per due, separando una fascia le superiori dalle inferiori".
Risalendo le prime notizie della famiglia, secondo il Balduzzi, alla metà del XV° secolo, è dunque certo che le stelle furono aggiunte nel XVI° secolo, in piena lotta di fazione, con un preciso significato politico.
Azzardo: e se fossero riferite a qualche ordine cavalleresco, o pseudo tale, o a qualche consorteria di ispirazione politica ghibellina, nel senso moderno del termine?
Ciao a tutti,
Luca Bagnoli.
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda L.M.E Bagnoli » mercoledì 17 settembre 2008, 20:16

Voglio riportare un brano dal "Dizionario Araldico compilato da Goffredo di Crollalanza" circa il "capo":
"Secondo la più diffusa opinione il capo rappresenta l'elmo del cavaliere; alcuni autori francesi vogliono anzi che simboleggi una ferita riportata dal guerriero nella testa; altri sono d'accordo nell'attribuirne l'origine alle antiche bende dei re. Il Ginanni ci dà di esso la seguente simbolica: superiorità, pensieri sublimi, perspicacia, vigilanza, ed essendo come la corona dello scudo, indica che l'autore dell'arma fu per virtù degno di diadema; ma quest'ultimo significato farebbe supporre non troppa modestia nell'autore stesso, per cui ci sia permesso di dubitarne.
Il capo è tra le figure araldiche più comuni; in Francia sono ben poche le arme che ne siano prive, e vi si vedono capi caricati per lo più da tre figure, come, tre stelle, tre rose, tre rocchi, tre bisanti, o due stelle e un crescente, due rose e un cuore, due crescenti e un sole, ecc.
Frequentissimi poi sono nel blasone francese il capo di rosso a tre stelle d'oro, e il capo d'azzurro a tre stelle d'argento, per non parlare del capo di Francia, pel quale vedi più sotto."
Capo con le stelle di origine francese, presenza e ingerenza della Francia in Italia nelle guerre di fine '400 inizio '500 per il predominio sulla penisola, Gastone di Foix, battaglia di Ravenna del 1512, partecipazione di truppe locali (Este, con le loro artiglierie, alleati della Francia; i Lamonii o Brisighelli, al comando dei Naldi furono organizzati da Venezia come reparti di fanteria specializzata, e si distinsero in importanti fatti d'arme come la battaglia di Ravenna ), alleanze politiche con famiglie o gruppi famigliari del territorio: che possa essere una strada?
Aspetto i vostri contributi,
un saluto,
Luca Bagnoli.
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda Sigillum1 » mercoledì 17 settembre 2008, 21:10

Caro Luca, e cari tutti, grazie per i punti di riferimento...non ho a casa il lavoro di Turchini ma me lo procurerò, ed è persona disponibile e simpaticissima, potrei perciò anche chiacchierarne con lui. Mi metto a studiare, compatibilmente con gli altri impegni, e ti farò sapere...ho fatto un rapido controllo sullo stemma della famiglia "capocordata" e, almeno sul Ginanni, non pare aver conservato il "capo ghibellino"...
Quanto al capo, la dissertazione del buon Crollalanza, che rispetto ed ammiro per i suoi lavori tuttora indispensabili, mi lascia alquanto perplessa, come tanta letteratura, anche di lingua francese che tende a costruire cattedrali simboliche in assoluta assenza di fonti: ti confesso che ritengo che il capo sia nato essenzialmente per ragioni pratiche, dare ospitalità a messaggi di sottomissione, adesione, e quant'altro dovesse essere comunicato in forme e spazi separati da quelli riservati agli emblemi di famiglia. Un cordiale saluto e grazie per queste tue domande così stimolanti, le domande sono elemento essenziale nel percorso della ricerca storica e dunque anche araldica. Ciao. Silvia
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 18 settembre 2008, 11:01

Mi sembrano validissime tutte le vostre osservazioni in merito. La stella d'argento fa parte degli ornamenti esterni della grande arme del Regno d'Italia(in alto sul manto); in effetti lo scudo sabaudo è orlato d'azzurro, ma non c'entra niente! Sarebbe bello reperire notizie sull'eventuale insegna della comunanza ghibellina. E a questo punto anche sapere perchè la stella sull'arme sabauda dell'Italia unita, perchè stella(e corona, questo è chiaro) emblema politico dei monarchici italiani ed ancora di più perchè la stella sempre d'argento(più ammenniccoli varii ma lo scudo è stato omesso) è emblema della nostra Repubblica? Da dove viene questa benedetta stella? Ciao, Fabrizio
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 18 settembre 2008, 12:42

fabrizio guinzio ha scritto:sapere perchè la stella sull'arme sabauda dell'Italia unita, perchè stella(e corona, questo è chiaro) emblema politico dei monarchici italiani ed ancora di più perchè la stella sempre d'argento(più ammenniccoli varii ma lo scudo è stato omesso) è emblema della nostra Repubblica? Da dove viene questa benedetta stella? Ciao, Fabrizio

La stella di cui parli, carissimo, fece sporadicissima comparsa alla sommità dello stemma sabaudo e nell'immediatezza dell'Unità.

Comparve in una forma piuttosto infrequente a trovarsi.

Radiosa.

E rovesciata.

Giova ricordare che era (ed è tuttora, come il suo lontanissimo nipotino, lo stellone repubblicano) a cinque punte.

Non occorre un dizionario araldico per comprendere cosa significhi l'appellativo rovesciata, sia dal punto di vista estetico che (soprattutto) simbolico.

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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 18 settembre 2008, 14:37

Carissimo frà Eusanio, in rete alla voce "emblema della Repubblica italiana" è riportata anche la grand'arme del Regno d'Italia. La stella è sul padiglione(azzurro) non sul manto,come da me precedentemente postato e chiedo scusa. Scopro con orrore che in quell'immagine la stella è rovesciata, come da te segnalato; l'immagine che ahimè a memoria ho citato è sulla copertina dell'edizione in mio possesso del Vocabolario araldico ufficiale italiano del Manno(una riedizione), ma ricordavo la stella regolare, non rovesciata! Dovrebbe essere il grande stemma ufficiale del Regno. Controllerò al più presto possibile. Per l'origine risorgimentale da te rammentata la sua apparizione risalirebbe alla napoleonica Repubblica italiana poi(17 marzo 1805) Regno italico; il Mola, nella sua "Storia della monarchia in Italia", scrive che sul bozzetto dello stemma di quello stato la stella era stata disegnata rovesciata e racconta che Napoleone(presidente e poi sovrano del medesimo) andò su tutte le furie e fece correggere immediatamente il disegno. Preferisco non scrivere il significato attribuito dal Bonaparte alla stella rovesciata. Comunque rimane ancora aperta la domanda sul perchè la stella bianca a cinque punte(ho scoperto pure che quella della attuale Repubblica italiana è orlata di rosso; forse nella speranza di farla un giorno tutta rossa? Mi sembra un pò "demodè") faccia parte dell'emblematica nazionale italiana. E perchè, se confermato dalle ricerche in corso di altri forumisti, sia segno di appartenenza ghibellina Ciao, a presto Fabrizio
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 18 settembre 2008, 14:54

fabrizio guinzio ha scritto:quella della attuale Repubblica italiana è orlata di rosso

Probabilmente perchè, essendo bianca e su un variegato sfondo a base blu (generato dall'alternanza fra i raggi della ruota dentata ed i rispettivi interstizi), il bordo rosso le riesce a garantire un :roll: minimo di visibilità sul tutto.

Al di là di ogni altra (pur lecita) ipotesi.

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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda RFVS » giovedì 18 settembre 2008, 18:17

come ripeto, se in tempi antichi ci furono dei motivi per l'adozione di quel capo, essi sono da ricercarsi assolutamente al di fuori degli stemmi sabaudi, antichi o moderni che siano.

tanto meno, e dall'alto dei cieli mi perdonerà (ma quando ce vo' ce vo' :wink: ), dare retta ai discrosi su equiparazioni di pezze araldiche con altri ornamenti, come purtroppo scrisse il Crollalanza. :wink:

come ha intuito la carissima Silvia, credo ci voglia più storia e meno letteratura :mrgreen: :wink:
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda FML » giovedì 18 settembre 2008, 21:19

L.M.E Bagnoli ha scritto:Il canonico teologo Luigi Balduzzi nella monografia dedicata alla famiglia Gajani di Bagnacavallo, scrisse che "...dalle stelle dell'arme loro e dalle famiglie colle quali vedremo avere essi stretta alleanza, ci par manifesto che essi fossero ghibellini..." ed indicava che lo stemma antico della casata era privo delle stelle.
A questo punto, consultando gli stemmi delle famiglie bagnacavallesi, ho notato che tutte [o quasi] le ghibelline portavano un capo d'azzurro a tre stelle d'oro (o d'argento) ordinate in fascia

Cari amici,
sono contento che, grazie agli importanti contributi da voi forniti negli ultimi giorni (in particolare quelli scritti dal gentile Luca Bagnoli, di cui sopra ho citato un passaggio saliente), questo dibattito sul presunto "capo ghibellino" di utilizzo araldico in area romagnola si sia energicamente ravvivato.
L´esigenza di aprire il presente topic nacque a suo tempo per due motivi. Mi permetto di proporli alla vostra attenzione, nella speranza che essi possano rappresentare un utile riferimento tematico. Il primo motivo fu la constatazione, anche da parte mia, dei numerosi stemmi araldici dotati di un “capo d´azzurro, caricato da tre stelle d´oro” presenti nell'opera Blasone Bolognese di Floriano Canetoli ed in generale riscontrabili tra quelli delle famiglie di Romagna. La seconda motivazione fu la lettura dell´affermazione che l´autorevole Goffredo di Crollalanza fa nella sua celebre Enciclopedia Araldico-Cavalleresca alla voce STELLA, che, come giá fatto nell´intervento di apertura, qui riporto: "le stelle sono tra le figure più diffuse dell'araldica; ed è naturale che una figura così bella e da tutti conosciuta sia stata adottata da tante famiglie. In Lombardia e Toscana erano un tempo contrassegno dei Guelfi (2); mentre in Romagna tre stelle in capo dimostravano che il possessore dell'arma era ghibellino (3).

(2) Beatiano; L'Araldo Veneto.
(3) Bombaci; L'Araldo (ovvero Dell´Arme delle Famiglie di Gasparo Bombaci – Bologna 1653).


A tal proposito é doveroso aggiungere che al celebre autore menzionato fa eco Pietro Guelfi Camajani che nel Dizionario Araldico, sempre alla voce STELLA, scrive: "in Toscana le stelle erano contrassegno dei Guelfi, in Romagna dei Ghibellini".

Grazie a tutti per l´attenzione e per quanto sará possibile scoprire sulla reale esistenza di un “capo ghibellino” romagnolo.

Ferrante
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda RFVS » giovedì 18 settembre 2008, 21:43

Mi sembra abbastanza evidente che urge una controllata ai testi del Beatiano e del Bombaci, sperando che almeno loro ci forniscano qualche prova pratica di ciò che affermano...tanto per rimanere in tema di promulgazione di scientificità dell'araldica e della genealogia. :wink: :wink:
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 19 settembre 2008, 10:33

Carissimo Riccardo, mi sono espresso male. Non si tratta di equiparazione fra pezze araldiche e ornamenti esterni, il Crollalanza(e tanti altri araldisti) parla nel nostro caso di punti dello scudo e delle loro denominazioni, richiamandosi al corpo umano, tipo capo cuore ombilico punta fianco etc. Ti faccio un esempio di trasmigrazione di un cimiero dall'elmo al capo all'interno dello scudo: lo stemma della città di Crema all'epoca austriaca. E viceversa: ha fatto su e giù. Chiaramente come tu ci ricordi e ce lo ha già rammentato fra' Eusanio l'adozione della stella da sabaudi e antecessori napoleonidi è tardiva, risorgimentale, ottocentesca. La domanda è su dove la sono andata a pescare e perchè sia stato un contrassegno ghibellino. E se sia stato un cimiero degli Svevi. Da quanto postato sembrerebbe di dover aggiungere alla Romagna l'Emilia(perlomeno Bologna),le Marche,l' Umbria(Alta). Per l'altra questione ho controllato il "Vocabolario Araldico Ufficiale" del Manno edizione del 1991 a cura dell'araldista Arrigo Pecchioli: in copertina sullo stemma la stella è d'oro(5 punte) radiosa d'argento rovesciata; nel blasone della R.Consulta araldica dello Stato(relativo decreto istitutivo) è invece regolare. Ma a parte fra Eusanio non si è accorto nessuno di tale simbolo negativo? Non mi stupisco di non essermene accorto io mi sarei stupito del contrario ma gli altri? Perdonatemi il parziale fuori topic: non si potrebbe reperire il disegno originale? Mi sembra che l'errore/orrore sia da attribuirsi non all'araldo non al blasonatore ma all'araldico(disegnatore) e tutti gli altri araldici(stampatori, pittori etc.) che gli sono andati, pedissequamente, dietro. Ciao, Fabrizio
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 19 settembre 2008, 13:06

Un'altra incongruenza: nella deliberazione della Consulta la stella è blasonata d'argento raggiante(sinonimo di radiosa) d'oro. Non d'oro radiosa d'argento come sulla copertina del ripetuto volume. Di nuovo ciao, Fabrizio
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda RFVS » venerdì 19 settembre 2008, 15:54

No, carissimo, non è che ti sei espresso male te, assolutamente. E' ciò che scrisse il Crollalanza che è "letteratura".
Nel tuo post in data 17 settembra riporti un passo del suddetto autore, che scrive: "Secondo la più diffusa opinione il capo rappresenta l'elmo del cavaliere"
Un'affermazione del genere, a prescindere dalla tua buona o non buona esposizione, a me sembra una castroneria letteraria! Ripeto, per me il capo è il capo e l'elmo è l'elmo.
Qui non vi sono riferimenti al corpo umano o almeno io non ne leggo.
Non no capito poi l'esempio della trasmigrazione :?

Non credo proprio che l'adozione della stella da parte dei Savoia (nè tantomeno di Napoleone) abbia una qualche origine nel contesto storico-araldico di cui si occupa questo topic e pertanto non trovo neppure un collegamento tra l'origine di detta stella ed il perchè sia stato simbolo ghibellino.

Ti dico la mia sull'essersi accorti o meno del "simbolo negativo": io non me ne sono accorto perchè il bandolo della matassa non sta, secondo me, nè sul Manno, nè nel blasone della Regia Consulta, nè nei discorsi del Crollalanza: questi sono argomenti recentissimi, impregnati di letteratura e risalenti ad un periodo, l'800, il quale non è stat prorpio un'epoca d'oro per tali materie, quantomeno dal punto di vista storico.

l'eventuale perchè di questo capo azzurro e stellato è da ricercarsi, secondo me, dal 1500 in sù, indietro nel tempo.
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