Riforma sistema premiale militare

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Elmar Lang » sabato 30 agosto 2008, 8:47

Salve,

ripeterò financo alla noia che sono dispiaciuto se il motivo del mio ragionamento possa dispiacere a membri delle nostre FF.AA.; ripeto ancora una volta che nei miei interventi non vi è mai stato né ci sarà nulla, ma proprio nulla che possa anche lontanamente essere un attacco ai nostri Militari ed all'Istituzione militare.

Fatta questa premessa, ribadisco la mia profonda convinzione che il regolamento attualmente in vigore in materia di ricompense e, più nello specifico, dove tratta la materia dei distintivi di qualifica e di specialità può essere definito con una sola parola: sbagliato.

Allargando il ragionamento, sostengo anche che andrebbero (ragionatamente) "sforbiciate" anche le onorificenze, che in taluni casi sono semplici "raddoppi", col risultato di creare confusione.

Il collega Cruciani si chiede se ..."può il pensiero comune di una, dieci, cento persone essere sufficiente a spingere, come ho letto in più post, i vertici dello SMD (o delle varie Armi) a riflettere sulla validità delle soluzioni adottate, addirittura sino a valutare l'ipotesi di rivisitarle? Non pensate sia importante prendere in considerazione una rappresentanza più ampia di opinionisti? Spero vivamente che questo forum ne abbia realmente la forza." condivido la sua speranza affinché i ragionamenti qui espressi possano essere quantomeno presi in considerazione o discussi.

Altri ritengono che questa non sia la sede adatta per discuterne, adombrando anche il dubbio se noi si abbia il diritto o la veste per mettere in discussione il sistema premiale militare (per "par condicio" rammento che ho iniziato una discussione anche su quello civile, pure -a mio parere- necessitante di revisione). Chi la pensa in questo modo, cerchi di leggere queste pagine un po' come una "discussione da bar", circostanza ove ogni opinione, anche la più strampalata ha il diritto di espressione. Vorrei però soggiungere che alla luce dei fatti, coloro che discutono in questo Forum mi pare abbiano, la conoscenza, la competenza e, in ultima analisi il diritto di esprimere un'opinione, soprattutto se -come emerso- è suffragata da fatti.

Almeno in materia di onorificenze, ripeto, il nostro regolamento è sbagliato in pieno; non è né di tipo "statunitense", né di tipo "sovietico", né "à la Bokassa" e nemmeno -come spesso piace dire in altri campi- "di tipo Europeo": è semplicemente ed eufemisticamente, confuso.

Se fossi un Militare in servizio, mi batterei con tutte le mie forze (compatibilmente con i doveri ed i compiti da svolgere) affinché le cose cambino, pure se ciò comportasse che dalla mia (ipotetica) uniforme scomparisero tutti i "nastrini".

Come già detto benissimo da altro Collega, l'uniforme è già un segno d'onore. Io aggiungo, un segno d'onore che va' difeso da norme offensive e lesive della dignità quali "indossare l'uniforme è obbligatorio almeno il primo mercoledì di ogni mese". Come può la nostra categoria Militare accettare una cosa del genere?

A presto,

Enzo Calabresi (Elmar Lang)
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 4 settembre 2008, 5:12

Concordo quasi completamente con la linea espressa dal Signor Lang. Non mi ci ritrovo su di un solo punto, quello degli Ordini cavallereschi nazionali.

Il Signor Lang propone di non autorizzarne le insegne per i militari. Suppongo che questa sua proposta derivi dal desiderio di voler evitare un fiorire di croci o nastrini di scara legittimita' (ad essere generosi).

Pero', per ragioni sia storiche che giuridiche, opterei per un distinguo. In proimo luogo il nastro e l'insegna metallica sono proprio un'evoluzione delle croci cavalleresche di Ordini anche non-nazionali (vedasi p.es. la storia del SMOCSG), cui si sono aggiunte solo in un secondo tempo le medaglie. Quindi anche una medaglia d'oro al VM teoricamente dovrebbe "cedere il passo" di fronte ad un Ordine cavalleresco piu' antico e/o prestigioso. In Italia la medaglia d'oro al VM e' stata istituita da Re Vittorio Emanuele I nel 1814 se non ricordo male (primo insignito, alla memoria, il carabiniere G.B. Scapaccino) per concedere un segno d'onore anche a quei valorosi che non appartenessero ai ranghi dei Signori Ufficiali. Le medaglie al Vm di argento e bronzo sono successive.

In secondo luogo il MAE autorizza alcuni cittadini ad indossare le insegne di alcuni Ordini cavallereschi non-nazionali, cio' viene fatto sulla base di un'analisi, anche discutibile per alcuni versi, ma comunque operata dal Governo della Repubblica Italiana. Mi risulterebbe difficile comprendere o giustificare una divisione dei cittadini nei riguardi di tali autorizzazioni creando una categoria di Serie B, quella dei militari in divisa, cui potrebbe essere negato il porto di una decorazione ammesso per chi e' in borghese.
In tal caso si che anche il singolo giorno al mese in uniforme (orrore ed umiliazione per l'uniforme!!!) potrebbe essere difficile da far rispettare.
Cordialmente,

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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 4 settembre 2008, 8:57

Cronista di Livonia ha scritto:In Italia la medaglia d'oro al VM e' stata istituita da Re Vittorio Emanuele I nel 1814 se non ricordo male (primo insignito, alla memoria, il carabiniere G.B. Scapaccino) per concedere un segno d'onore anche a quei valorosi che non appartenessero ai ranghi dei Signori Ufficiali. Le medaglie al Vm di argento e bronzo sono successive.


In realtà l'istituzione della MVM risale alla creazione da parte di Vittorio Amedeo III di Savoia del "Distintivo di onore stabilito per li bassi ufficiali e soldati delle Regie Truppe" (in oro o argento) il 21 maggio 1793. Dopo la parentesi napoleonica Vittorio Emanuele I ne ripropose la riattivazione il 1 aprile 1815, ma solo per poi abrogarne l'impiego pochi mesi più tardi - il 4 agosto 1815 - con l'istituzione dell'Ordine Militare di Savoia (che inizialmente sostituì le MVM con le onorificenze del nuovo Ordine). La definitiva riattivazione e riordinazione delle MVM, con nuove decorazioni, si deve al re Carlo Alberto che, tramite il Regio Viglietto del 26 marzo 1833, ne emise i nuovi regolamenti. L'istituzione della classe in bronzo fu successivamente disposta dal re Umberto I l'8 dicembre 1887 (in sostituzione della "menzione onorevole" fino ad allora utilizzata per premiare quegli atti di coraggio che non potevano raggiungere gli estremi per la concessione della Medaglia d'Argento).


Cronista di Livonia ha scritto:il MAE autorizza alcuni cittadini ad indossare le insegne di alcuni Ordini cavallereschi non-nazionali, cio' viene fatto sulla base di un'analisi, anche discutibile per alcuni versi, ma comunque operata dal Governo della Repubblica Italiana. Mi risulterebbe difficile comprendere o giustificare una divisione dei cittadini nei riguardi di tali autorizzazioni creando una categoria di Serie B, quella dei militari in divisa, cui potrebbe essere negato il porto di una decorazione ammesso per chi e' in borghese.


Confermo e sottoscrivo.
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 4 settembre 2008, 9:04

Cortese Dottor Volpe,

La ringrazio per la precisazione riguardante la MVM, andavo in effetti a memoria e ricordavo un divario di date tra istituzione ufficiale (o quasi) 1814 e prima concessione (1834) che non riuscivo bene a colmare.
Gentilissimo ed estremamente preciso come suo solito.
Cordialmente,

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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 4 settembre 2008, 10:24

Unicamente "dovere di cronaca" caro Cronista :wink: , e doveroso rispetto per l'unica decorazione italiana che - nonostante i numerosi cambiamenti nel suo aspetto esteriore e nelle sue regolamentazioni interne - ha saputo mantenere praticamente inalterati l'elevatissimo significato istitutivo e l'estremo valore del conferimento durante tutto il corso della sua lunga storia, che ha ormai superato i duecento anni di vita.

Immagine

Un buon riepilogo storico sulle Ricompense al Valor Militare italiane, può essere visionato nel sito dell'Istituto del Nastro Azzurrro, all'indirizzo: http://vialardi.org/nastrazzuro/storia.bovio.html .

Cordialmente,

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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 4 settembre 2008, 21:46

Salve,

chiedo scusa se mi sono spiegato male. Non sia mai che dall'uniforme dei nostri Militari scompaiano gli ordini cavallereschi nazionali. Essi debbono apparire, nel giusto loro ordine d'importanza.

Ciò che ritengo sia superfluo, sono gli ordini di dinastie decadute, ancora conferiti.

Per me, dovrebbero essere indossati gli ordini nazionali (Malta e S. Sepolcro compresi) e quelli esteri, purché conferiti dal governo di stati sovrani.

A presto e con i migliori saluti,

Enzo Calabresi (Elmar Lang)
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 5 settembre 2008, 0:42

Si era compreso il lapus, ma permane logico il dubbio sollevato:
Cronista di Livonia ha scritto:il MAE autorizza alcuni cittadini ad indossare le insegne di alcuni Ordini cavallereschi non-nazionali, cio' viene fatto sulla base di un'analisi, anche discutibile per alcuni versi, ma comunque operata dal Governo della Repubblica Italiana. Mi risulterebbe difficile comprendere o giustificare una divisione dei cittadini nei riguardi di tali autorizzazioni creando una categoria di Serie B, quella dei militari in divisa, cui potrebbe essere negato il porto di una decorazione ammesso per chi e' in borghese.


Non vorrei adesso uscire di strada e consiglio, eventualmente, di continuare il discorso in una nuova, apposita discussione, ma è stato proposto da molte persone, anche esperte, il consiglio di considerare autorizzabili al porto unicamente gli ordini cavallereschi conferiti da stati sovrani escludendo quindi le dinastie ex sovrane. Il porto di tali insegne sarebbe relegato ad un uso esclusivamente privato durante le manifestazioni interne agli ordini, eviterebbe allo stato italiano di discettare sulla correttezza storico cavalleresca di tali istituzioni e colpirebbe duramente i "cacciatori di nastrini", civili e militari che siano.
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Cronista di Livonia » venerdì 5 settembre 2008, 3:53

Buongiorno,

temo di essere stato frainteso, come puo' normalmente accadere utilizando il mezzo elettronico, nulla di grave, cerchero' di chiarire. Io intendevo veramente gli Ordini cavallereschi _non_ nazionali ed aggiungo un breve elenco (incompleto e con alcuni Ordini non-autorizzabili) per chiarezza:

SMOCSG (Borbone Due Sicilie -Spagna o Francia)
SMOCSG (Borbone Parma)
San Ludovico (Borbone Parma)
OSSML (Savoia)
Ordine Civile di Savoia (Savoia)
OSSA (Savoia)
Ordine si Santo Stefano Papa e Martire (Asburgo-Lorena-Toscana)
Ordine al Merito sotto il titolo di San Giuseppe (Asburgo-Lorena-Toscana)

Per quello che invece concerne il rilievo del Signor Cravarezza posso aggiungere che una proposta come quella ventilata mi sembra essenzialmente ingiusta ed anti-storica oltre ad essere quasi giacobineggiante.
Ingiusta perche' mescolerebbe antichi Ordini di grande prestigio con patacche invereconde.
Anti-storica perche' come gia' in precedenza sono esistiti Ordini cavallereschi non-nazionali (direi SMOCSG in primis) con pieno riconoscimento da parte di Stati.
Infine oggi giorno non mi sembra che sia solo la Repubblica Italiana a riconoscere Ordini cavallereschi non-nazionali.
Cordialmente,

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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda nicolad72 » venerdì 5 settembre 2008, 8:47

Il problema in questa discussione non è tanto se autorizzare o meno ai cittadini italiani l'uso di ordini cavallereschi non nazionali, ma se autorizzare i nostri "uomini in divisa" ad indossarli su questa o meno.

Il discorso ha valenza differente.

Nessuno vuole equiparare l'Ordine di San Ludovico all'Ordine del Pitale, ci mancherebbe, però il legislatore potrebbe decidere di dire al nostro "uomo in divisa" nessuno ti vieta di ricevere l'ordine di San Ludovico, io giustamente ti autorizzo emettendo il decreto previsto dalla normativa, ma ciononostante, non potrai effettuare la variazione matricolare e non potrai metterlo sull'uniforme, in quanto ho deciso che su tale abito potrai indossare esclusivamente gli ordini nazionali e quelli di altre entitià Statuali (Malta e S Sepolcro, per i noti motivi, compresi). Poi se sull'abito civile si vogliono indossare le insenge di San Ludovico, ben venga... ma solo sull'abito civile.

Io aggiungo che per evitare troppo "caos" sull'uniforme, gia di per sè caotica, limiterei anche il numero di ordini indossabili ad uno, massimo due (con l'eccezione di quelli nazionali, mi sembra ovvio, ma è meglio specificare).

Il tutto per ridurre a maggior sobrietà l'uniforme dei nostri "uomini in divisa" che rischia di divenire troppo ingombra di roba intutile in quanto ridondante (si veda le missioni fuori area.... tre segni per una sola condotta).

A scanso di equivoci ho usato la locuzione "uomini in divisa" perchè non mi sembra omincomprensivo l'uso di "soldati" (in quanto vi sono anche gi avieri, i marinai e gli altri) nè di "militari" in quanto abbiamo corpi "armati" ad ordinamento civile, mentre "uomini in divisa", ricomprende tutte le categorie oggetto della presente discussione.
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Cronista di Livonia » venerdì 5 settembre 2008, 9:44

Si, chiaramente il tema non e' quali Ordini e' bene che il Governo italiano autorizzi o meno, ma cosa portare sull'uniforme.

Risposta secca: solo gli Ordini cavallereschi (molto meglio San Ludovico d'una Medaglia d'Oro al VM)
Risposta media: Ordini cavallereschi e medaglie/croci di un certo peso

Perche' cio': come gia' spiegato per motivi essenzialmente storici legati all'origine dell'insegna sull'uniforme, almeno nel mondo cristiano.

Perche' non negare gli Ordini non-nazionali o perche' non limitare gli Ordini: gli Ordini hanno di base maggior prestigio di una medaglia, inoltre limitare gli Ordini potrebbe portare alla scomparsa dell'uniforme (p.es. se non posso mettere San Ludovico sull'uniforme allora vado in borghese e lo metto).
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Mario Volpe » venerdì 5 settembre 2008, 12:07

Concordo con Tomaso sul fatto che la questione della portabilità degli ordini non nazionali per i militari meriterebbe una discussione a parte, anche se credo che nel nostro Forum ve ne siano già state parecchie sull’argomento.
Essendo però questa specifica discussione incentrata sull’ipotesi di una riforma del nostro sistema premiale, con particolare riferimento alla definizione di una nuova disciplina sull’uso delle distinzioni sull’uniforme, credo che l’argomento “ordini non nazionali” possa senz’altro essere incluso nel nostro dibattito.

In questo specifico contesto, vorrei innanzitutto ricordare che la normativa italiana in materia – la ormai famigerata legge 178/51 – non fa alcuna distinzione tra civili e militari, ma si limita unicamente a parlare di “cittadini”.
La vera differenza tra un civile e un militare è data dal fatto che i militari, oltre alle disposizioni “generiche” previste dalla legge, devono ovviamente rispettare anche gli specifici regolamenti interni sull’uso delle uniformi, con conseguenti maggiori o minori restrizioni sull’uso dei propri segni distintivi.

L’ “analisi” menzionata dal Cronista di Livonia, effettuata dal MAE (certamente in modo opinabile) per stabilire l’ “autorizzabilità” o meno di un ordine cavalleresco non nazionale, tiene nel debito conto anche il fatto che il soggetto che ha inoltrato l’istanza per fregiarsi di una determinata onorificenza sia un “semplice” civile oppure un militare, che dovrà quindi indossare la suddetta onorificenza non su di un “generico” abito civile, bensì su una divisa “ufficiale” rappresentativa di una istituzione dello Stato.
Anche per questo il MAE ha da anni consolidato la prassi di far transitare tutte le istanze relative ai militari tramite i propri rispettivi Comandi, che in tal modo possono partecipare e concorrere all’iter procedurale (in quest’ambito, va ricordato che può capitare di dover valutare delle distinzioni estere di carattere prettamente militare, che normalmente non vengono mai conferite a dei civili).

Per questo ed altri motivi trovo piuttosto “discriminante” la proposta di Elmar e Tomaso e Nicola di proibire l’uso delle distinzioni non nazionali per i militari, o di limitarne l’impiego al solo ambito “cerimoniale interno” delle istituzioni stesse (un po’ come avviene in Spagna).
Se un cittadino ha ricevuto un’autorizzazione “ufficiale” per usare pubblicamente una determinata onorificenza, dovrebbe avere il diritto di usarla come, dove e quando preferisce (sempre ovviamente nel rispetto delle varie normative e regolamenti).
Secondo questa limitativa ipotesi, dovremmo quindi vedere nel corso di una cerimonia ufficiale che preveda l’uso delle decorazioni, come ad esempio un ricevimento di gala offerto da un’alta carica dello Stato, il civile che può tranquillamente indossare l’insegna o la miniatura di un determinato ordine non nazionale sul suo frak o smoking, e al suo fianco il militare – anch’egli membro dello stesso ordine – che però, dato che porta la divisa, non può a sua volta esibire la stessa insegna...

Non voglio entrare nel merito delle modalità e dei metodi con i quali oggi si può accedere ad un qualsiasi ordine cavalleresco, sia esso riconosciuto, non nazionale o fasullo, che passano dal semplice “bussare alla porta” (e versare la relativa “tassa”), al complesso insieme di attività e tirocini pluriennali che le istituzioni equestri più prestigiose esigono dai propri aspiranti cavalieri. Né voglio riaprire la vessata questio sulla “sete” di decorazioni e nastrini – talvolta veramente insaziabile - che molti militari continuano a manifestare attraverso l’ostentazione sulla propria uniforme di veri e propri “addobbi natalizi”. Quello che voglio dire è che, secondo me, una volta che si è entrati in un ordine cavalleresco “riconosciuto”, e questo talvolta dopo aver acquisito tangibili benemerenze nei confronti dell’istituzione stessa, magari anche tramite la partecipazione ad attività assistenziali o umanitarie, trovo giusto che tutti possano indossarne le relative insegne, senza distinzioni o limitazioni, sia sull’abito civile che sulla divisa…

Va da se che qualora in futuro le competenti Autorità militari decidessero di applicare il principio della limitazione dell’uso degli ordini non nazionali sulla divisa, sarò il primo ad accettarlo, rispettarlo e farlo rispettare. Ma trovo molto difficile che, nel contesto attuale, una tale ipotesi possa materialmente verificarsi. Nessun responsabile di nessun comando militare potrebbe oggi accettare l’introduzione di un principio che proibisca o limiti l’impiego per la propria categoria di questo tipo di segni distintivi, quando altre categorie possono invece continuare ad utilizzarli liberamente …

Direi che sono ben altre le direzioni verso cui indirizzarsi per “sfoltire” un po’ l’effettivamente eccessiva “disponibilità” attuale di distintivi e nastrini… soprattutto osservando - ad esempio - le seguenti tavole riepilogative del sito E.I.: http://www.esercito.difesa.it/root/Deco ... visMer.asp
http://www.esercito.difesa.it/root/Deco ... visIst.asp

Cordialmente,

Mario Volpe
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 5 settembre 2008, 13:53

Mario Volpe ha scritto:Concordo con Tomaso sul fatto che la questione della portabilità degli ordini non nazionali per i militari meriterebbe una discussione a parte, anche se credo che nel nostro Forum ve ne siano già state parecchie sull’argomento.
Essendo però questa specifica discussione incentrata sull’ipotesi di una riforma del nostro sistema premiale, con particolare riferimento alla definizione di una nuova disciplina sull’uso delle distinzioni sull’uniforme, credo che l’argomento “ordini non nazionali” possa senz’altro essere incluso nel nostro dibattito.


Solo una dovuta precisazione. Il mio intervento
T.G.Cravarezza ha scritto:Non vorrei adesso uscire di strada e consiglio, eventualmente, di continuare il discorso in una nuova, apposita discussione, ma è stato proposto da molte persone, anche esperte, il consiglio di considerare autorizzabili al porto unicamente gli ordini cavallereschi conferiti da stati sovrani escludendo quindi le dinastie ex sovrane. Il porto di tali insegne sarebbe relegato ad un uso esclusivamente privato durante le manifestazioni interne agli ordini, eviterebbe allo stato italiano di discettare sulla correttezza storico cavalleresca di tali istituzioni e colpirebbe duramente i "cacciatori di nastrini", civili e militari che siano.

era riferito ad una riforma di carattere generale, valida sia per i civili che per i militari, ecco il motivo per cui proponevo l'apertura di una nuova discussione. Quindi anche i civili potrebbero utilizzare le decorazioni di ordini conferiti da dinastie ex sovrane solamente all'interno delle proprie manifestazioni e non in occasioni pubbliche (l'esempio del ricevimento dal prefetto per il 2 giugno calza perfettamente: il militare in alta uniforme non potrà indossare la decorazione dello SMOCG come non potrà indossarla sul frac -se mai ci sarà un ricevimento in frac dal prefetto- il civile).
Altra soluzione, che non mi pare comunque anticostituzionale, sarebbe quella di vietare ai soli uomini in divisa di indossare ordini non nazionali. Questo perchè il cittadino, in abito borghese, rappresenta se stesso, il dipendente dello Stato in uniforme rappresenta la Repubblica Italiana e quindi ritengo che non sarebbe scorretto l'utilizzo di decorazioni di soli ordini sovrani o conferiti da Stati sovrani.
Sottolineo che quanto proposto non è da me appoggiato al 100%, ma riporto solamente dei pareri che ho spesso sentito anche da alti funzionari dello Stato ed esperti della materia.

Riguardo al limite di uno o due nastrini riguardanti ordini cavalelreschi, credo sia troppo limitante ed ingiusto: se si è insigniti di quattro ordini di merito conferiti da stati sovrani è giusto poterli indossare. Anche perchè sono casi abbastanza rari.
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Cronista di Livonia » venerdì 5 settembre 2008, 14:31

Un paio di chiarificazioni:

Da un mio personale punto di vista il MAE svolge un gran buon lavoro nell'ammettere alcuni ordini cavallereschi non-nazionali tra gli autorizzabili e nel tenere a bada altre cose che rientrano invece nella catgoria "dei voglio, ma non posso". L'unico limite che trovo nell'operato del MAE e' quello di natura politica relativo agli Ordini sabaudi, ma questo non e' certo colpa del MAE.

Avevo immaginato che le parole riportate dal Signor Cravarezza non fossero espressione del suo personale pensiero, lo ringrazio comunque del chiarimento.

Non vorrei dare l'impressione di voler svilire le medaglie al VM, il mio discorso di sopra forza un po' la mano, ma proprio per non voler passare da un eccesso (troppi nastrini) all'altro (poco o nulla). Personalmente ho il massimo rispetto per ogni medaglia al VM quale che ne sia il metallo.

Cordialmente,

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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda michele d'andrea » giovedì 11 settembre 2008, 9:01

Replico l'intervento che ho inserito ieri sera nella sezione dedicata al sistema premiale civile e che ritengo possa costituire una base di partenza anche per l'aspetto militare della materia.

Cari colleghi,
ho letto con grande interesse le ultime riflessioni, specie questa che riguarda una questione di grande attualità e che richiederebbe, a mio parere, una sistemazione definitiva. Mi riservo alcune considerazioni appena avrò un attimo di tempo, ma per ora, affinché tutti si rendano conto in quale palude ci stiamo muovendo, vorrei offrivi l'elenco che ho raccolto in qualche anno di lavoro, e che reputo abbastanza attendibile, dell'intero sistema premiale oggi conferito dalla Repubblica (5 ordini e ben 64 benemerenze!) cui ho aggiunto le decorazioni di Croce Rossa.
Per ora, divertitevi con questo elenco, con preghiera di segnalare eventuali errori o lacune. La mia proposta, che giro subito ai baldi moderatore e amministratore, è quella di tenere noi del forum, e di aggiornare con continuità e tempestività, l'Albo onorifico nazionale della Repubblica Italiana, visto che, come è stato giustamente rilevato, le istituzioni non sono in grado di farlo.
Ciò contribuirebbe, io credo, ad accreditare ulteriormente il nostro ruolo e la nostra funzione "consultiva", che potrà essere utilmente riversata nell'attività della Commissione onorifica presso la PCM, di cui sono membro e che ha ospitato spesso anche Mario Volpe, al quale rinnovo pubblicamente l'impegno di proporlo quale memebro effettivo in qualità di esperto.
A presto.
Michele D'Andrea


ORDINI CAVALLERESCHI NAZIONALI
ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA
L. 3 marzo 1951, n. 178; D.P.R. 21 settembre 2001 (mutamento delle insegne)
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone
Cavaliere di Gran Croce
Grande Ufficiale
Commendatore
Ufficiale
Cavaliere

ORDINE MILITARE D’ITALIA
Regie Patenti 14 agosto 1815; R.D. 28 marzo 1857; R.D. 28 settembre 1857; D.L.C.p.S. 2 gennaio 1947, n. 4; L. 9 gennaio 1956, n. 25
Cavaliere di Gran Croce
Grande Ufficiale
Commendatore
Ufficiale
Cavaliere

ORDINE AL MERITO DEL LAVORO
R.D. 9 maggio 1901; L. 27 marzo 1952, n. 199; L. 15 marzo 1986, n. 194
Cavaliere del Lavoro

ORDINE DELLA STELLA DELLA SOLIDARIETÀ ITALIANA
D.L.C.p.S. 27 gennaio 1947, n. 703; D.L. 9 marzo 1948, n. 812; D.P.R. 21 settembre 2001 (insegne)
Grande Ufficiale
Commendatore
Cavaliere

ORDINE DI VITTORIO VENETO
L. 18 marzo 1968, n. 263
Cavaliere (Ordine ad esaurimento)



II. RICOMPENSE NAZIONALI

II.1. RICOMPENSE AL VALORE
MEDAGLIA AL VALOR MILITARE
Regio viglietto 26 marzo 1833; R.D. 8 dicembre 1887 (istituzione della medaglia di bronzo); R.D. 19 gennaio 1918; R.D. 7 gennaio 1922, n. 195; R.D. 4 novembre 1932, n. 1432 ; D.P.R. 8 settembre 1949, n. 773
Medaglia d’oro
Medaglia d’argento
Medaglia di bronzo
Croce al valor militare

MEDAGLIA AL VALOR CIVILE
L. 2 gennaio 1958, n. 13; D.P.R. 6 novembre 1960, n. 1616
Medaglia d’oro
Medaglia d’argento
Medaglia di bronzo

MEDAGLIA AL VALOR DELL’ESERCITO
L. 26 luglio 1974, n.330; D.P.R. 29 maggio 1976, n. 658
Idem c.s.

MEDAGLIA AL VALOR DI MARINA
R.D. 12 luglio 1938, n. 1324; D.P.R. 16 luglio 1997 (che sopprime la Medaglia di benemerenza marinara); D.P.R. 10 dicembre 2001, n. 479
Idem c.s.

MEDAGLIA AL VALORE AERONAUTICO
R.D. 27 novembre 1927, n. 2297 ; D.P.R. 10 febbraio 1953, n. 331 (mutazione delle insegne)
Idem c.s.

MEDAGLIA AL VALORE DELL’ARMA DEI CARABINIERI
D. Lgs. 5 ottobre 2000, n. 297; D.M. 8 ottobre 2001, n. 412
Idem c.s.

MEDAGLIA AL VALORE DELLA GUARDIA DI FINANZA
D.Lgs. 19 marzo 2001, n. 69; D.M. 11 novembre 2002, n. 315
Idem c.s.


II.2. RICOMPENSE AL MERITO
AL MERITO CIVILE
L. 20 giugno 1956, n. 658, D.P.R. 23 ottobre 1957, n. 139, L. 15 febbraio 1965, n. 19Medaglia d’oro
Medaglia d’argento
Medaglia di bronzo

AI BENEMERITI DELLA SALUTE PUBBLICA
R.D. 28 agosto 1867, n. 3872, D.C.P.S. 25 ottobre 1946, n. 344, D.P.R. 17 maggio 1952, n. 637
I Classe
II Classe
III Classe

AI BENEMERITI DELLA SANITÀ PUBBLICA
D.Lgt. 7 luglio 1918, n. 1048; D.C.P.S. 25 ottobre 1946, n. 344; D.P.R. 17 maggio 1952, n. 637
Idem c.s.

AI BENEMERITI DELLA SCUOLA, DELLA CULTURA E DELL’ARTE
L. 16 novembre 1950, n. 1093
Idem c.s.

AI BENEMERITI DELLA CULTURA E DELL’ARTE
L. 16 novembre 1950, n. 1093
Idem c.s.

AI BENEMERITI DELL’ISTRUZIONE POPOLARE
R.D. 27 febbraio 1902, n. 80, R.D. 26 aprile 1928, n. 1297, L. 16 novembre 1950, n. 1093, D.P.R. 18 dicembre 1952, n. 4553
Idem c.s.

STELLA AL MERITO DEL LAVORO
R.D. 30 dicembre 1923, n. 3167, L. 18 dicembre 1952, n. 2389, L. 1 maggio 1967, n. 316, L. 5 febbraio 1992, n. 143
Maestro del Lavoro

MEDAGLIA DELLA REDENZIONE SOCIALE
R.D. 18 giugno 1922, R.D. 19 ottobre 1922, L. 11 maggio 1951 n. 375
Medaglia d’oro
Medaglia d’argento
Medaglia di bronzo

DIPLOMA DI BENEMERENZA IN MATERIA AMBIENTALE
D.P.R. 3 novembre 1989, n. 406
Idem c.s.

MEDAGLIA DELLA FONDAZIONE CARNEGIE
R.D. 25 settembre 1911, n. 1088
Classe unica

CROCE AL MERITO DI GUERRA
R.D. 19 gennaio 1918, n. 205, D.P.R. 8 settembre 1949, n. 773
Classe unica

CROCE AL MERITO DELL’ESERCITO
L. 26 luglio 1974, n. 330, D.P.R. 29 maggio 1976, n. 658
Croce d’oro
Croce d’argento
Croce di bronzo

MEDAGLIA AL MERITO DI MARINA
R.D. 12 luglio 1938, n. 1324
Medaglia d’oro
Medaglia d’argento
Medaglia di bronzo

MEDAGLIA AL MERITO AERONAUTICO
L. 11 maggio 1966, n. 367
Idem c.s.

CROCE AL MERITO DELL’ARMA DEI CARABINIERI
D. Lgs. 5 ottobre 2000, n. 297; D.M. 8 ottobre 2001, n. 412
Croce d’oro
Croce d’argento
Croce di bronzo

CROCE AL MERITO DELLA GUARDIA DI FINANZA
D.Lgs. 19 marzo 2001, n. 69; D.M. 11 novembre 2002, n. 315
Idem c.s.

MEDAGLIA MAURIZIANA
R.M.P. 19 luglio 1839; L. 7 maggio 1954, n. 203 e ss.
Classe unica

MEDAGLIA AL MERITO DI LUNGO COMANDO
R.D. 13 maggio 1935, n. 908; D.P.R. 10 febbraio 1953, n. 331 (insegne); D.P.R. 17 ottobre 1996, n. 616; D. Lgs. 5 ottobre 2000, n. 297
Medaglia d’oro
Medaglia d’argento
Medaglia di bronzo

MEDAGLIA AL MERITO DI LUNGO COMANDO NELLA GUARDIA DI FINANZA
R.D. 16 luglio 1936, n. 1560; D.P.R. 31 luglio 1954, n. 1052 (insegne)
Idem c.s.

MEDAGLIA AL MERITO DI SERVIZIO (GIÀ LUNGO COMANDO) NELLA POLIZIA DI STATO
L. 14 luglio 1965, n. 938; L. 1 aprile 1981, n. 121; D.P.R. 10 dicembre 1966, n. 1354; D.P.R. 28 ottobre 1985, n. 782; D.M. 5 giugno 1990, n. 333
Idem c.s.

MEDAGLIA AL MERITO DI SERVIZIO NELLA POLIZIA PENITENZIARIA
L. 14 luglio 1965, n. 938; D.P.R. 10 maggio 1972, n. 426; D.P.R. 15 febbraio 1999, n. 82; P.C.D. 18 settembre 2000
Idem c.s.

MEDAGLIA AL MERITO DI SERVIZIO DEL CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO
R.D. 16 marzo 1943
Idem c.s.

ATTESTATO DI PUBBLICA BENEMERENZA DELLA PROTEZIONE CIVILE
D.P.C.M. 2 ottobre 2004
Idem c.s.


II.3. RICOMPENSE DI ANZIANITÀ
CROCE PER ANZIANITÀ DI SERVIZIO (FF.AA.)
R.D. 8 novembre 1900, n. 358 ; D.P.R. 10 febbraio 1953, n. 331 (insegne); D.P.R. 9 agosto 1966; D.P.R. 10 maggio 1972, n. 103
Croce d’oro
Croce d’argento
Croce di bronzo

CROCE PER ANZIANITÀ DI SERVIZIO NELLA POLIZIA DI STATO
D.M. 5 giugno 1990, n. 333
Idem c.s.

CROCE PER ANZIANITÀ DI SERVIZIO NELLA GUARDIA DI FINANZA
R.D. 26 agosto 1905; D.P.R. 31 luglio 1954, n. 1052; D.P.R. 23 giugno 1990, n. 195
Idem c.s.

CROCE PER ANZIANITÀ DI SERVIZIO NELLA POLIZIA PENITENZIARIA
L. 14 luglio 1965, n. 938; D.P.R. 10 maggio 1972, n. 426; D.P.R. 15 febbraio 1999, n. 82; P.C.D. 18 settembre 2000
Idem c.s.

CROCE PER ANZIANITÀ DI SERVIZIO NEI VIGILI DEL FUOCO
R.D. 16 marzo 1943
Idem c.s.

MEDAGLIA D’ONORE PER LUNGA NAVIGAZIONE (FF.AA., GDF, GENTE DI MARE)
D.Lgt. 1 marzo 1945, n. 127, D.P.R. 22 marzo 1954, n. 586
Medaglia d’oro
Medaglia d’argento
Medaglia di bronzo

MEDAGLIA AL MERITO DI LUNGA NAVIGAZIONE (POLIZIA DI STATO)
D.M. 5 giugno 1990, n. 333
Idem c.s.

MEDAGLIA AL MERITO DI LUNGA NAVIGAZIONE (POLIZIA PENITENZIARIA)
D.P.R. 15 febbraio 1999, n. 82; P.C.D. 18 settembre 2000
Idem c.s.

MEDAGLIA MILITARE AERONAUTICA DI LUNGA NAVIGAZIONE AEREA
R.D. 19 dicembre 1935, n. 2364; D.P.R. 10 febbaio 1953, n. 331 (insegne)
Idem c.s.

MEDAGLIA AL MERITO DI LUNGA NAVIGAZIONE AEREA PER LA POLIZIA DI STATO
D.M. 5 giugno 1990, n. 333
Idem c.s.

MEDAGLIA AL MERITO DI LUNGA ATTIVITÀ DI PARACADUTISMO MILITARE
D.M. 12 novembre 1992
Idem c.s.


II.4. RICOMPENSE COMMEMORATIVE PER EVENTI BELLICI
MEDAGLIA COMMEMORATIVA DEL «GIORNO DEL RICORDO» PER I CONGIUNTI DEGLI INFOIBATI
L. 30 marzo 2004, n. 92
Classe unica

MEDAGLIA D'ONORE AI CITTADINI ITALIANI MILITARI E CIVILI DEPORTATI ED INTERNATI NEI LAGER NAZISTI E DESTINATI AL LAVORO COATTO PER L'ECONOMIA DI GUERRA
Legge 27 dicembre 2006, n. 296
Classe unica


II.5. RICOMPENSE COMMEMORATIVE PER ATTI DI TERRORISMO
MEDAGLIA COMMEMORATIVA ALLE VITTIME DEL TERRORISMO
L. 29 novembre 2007, n. 222
Classe unica, in oro



II.6. RICOMPENSE COMMEMORATIVE PER ATTIVITÀ SVOLTE NEL TERRITORIO NAZIONALE
MEDAGLIA COMMEMORATIVA PER IL TERREMOTO DEL FRIULI (1976)
Decreto del Commissario. Straordinario. del Governo. per il Friuli 24 gennaio 1977, n. 179Classe unica

MEDAGLIA COMMEMORATIVA PER IL TERREMOTO DI CAMPANIA-E BASILICATA (1980)
Decreto del Commissario. Straordinario. del Governo per la Campania e Basilicata 21 giugno 1981, n. 335
Idem c.s.

MEDAGLIA COMMEMORATIVA PER L’EMERGENZA DELL’ETNA (1991-1992)
D.M. 20 giugno 1992
Idem c.s.

MEDAGLIA COMMEMORATIVA PER IL TERREMOTO DI UMBRIA E MARCHE (1997)
D.M. 3 luglio 1998
Idem c.s.

MEDAGLIA COMMEMORATIVA PER L’ALLUVIONE DEL 2000
D.M. 10 maggio 2001
Idem c.s.

MEDAGLIA COMMEMORATIVA PER LE PUBBLICHE CALAMITÀ (FF.AA. E GDF)
D.M. (difesa) 15 ottobre 1983; D.M. 24 giugno 1985; D.M. (Finanze) 29 agosto 1984; D.I. 8 ottobre 1986; D.I. 9 settembre 1987 (estensione al personale civile); CIRC. DIFESA (differenze trattamento per Umbria-Marche)
Idem c.s.

CROCE COMMEMORATIVA PER IL MANTENIMENTO DELL’ORDINE PUBBLICO (FF.AA.)
D.M. (Difesa) 11 aprile 2003
Idem c.s.



II.7. RICOMPENSE COMMEMORATIVE PER ATTIVITÀ SVOLTE ALL’ESTERO
CROCE D’ONORE ALLE VITTIME DI ATTI DI TERRORISMO O DI ATTI OSTILI IMPEGNATE IN OPERAZIONI CIVILI E MILITARI ALL’ESTERO
L. 10 ottobre 2005, n. 207 (Inserita dallo SMD, nell’ordine di precedenza delle ricompense militari, dopo la Medaglia di bronzo al valore della Guardia di Finanza)
Classe unica, in oro

MEDAGLIA COMMEMORATIVA PER L’ATTIVITÀ NEL GOLFO PERSICO (MARINA MILITARE), 1988
D.M. 23 agosto 1988
Classe unica

CROCE COMMEMORATIVA PER LE OPERAZIONI MILITARI NEL GOLFO PERSICO (ANCHE PER MARINA MERCANTILE)
D.M. 24.8.1990-2.8.1991; 17.1.1991-12.4.1991 (CON SPADE); D.I. 5 novembre 1991
Classe unica

CROCE COMMEMORATIVA PER LE OPERAZIONI IN SOMALIA (12.12-1992-FINE OPERAZIONI)
D.M (Difesa) 2 novembre 1993
Classe unica

CROCE COMMEMORATIVA PER IL TERREMOTO IN ARMENIA
D.M. novembre 1989; D.M. 30 dicembre 1989 n. 1264; D.M. 19 dicembre 1990
Classe unica

CROCE COMMEMORATIVA “MAR ROSSO”
D.M. 1985, N. 411
Classe unica

CROCE COMMEMORATIVA PER MISSIONE DI PACE AL DI FUORI DEL TERRITORIO NAZIONALE
D.I. 6 ottobre 1986
Classe unica

CROCE COMMEMORATIVA PER MISSIONE DI SOCCORSO INTERNAZIONALE
D.I. 27 novembre 1996
Classe unica

CROCE COMMEMORATIVA PER L’OPERAZIONE MULTINAZIONALE “ENDURING FREEDOM” E “ISAF” (AFGHANISTAN)
D.M (Difesa) 15 gennaio 2003
Classe unica

CROCE COMMEMORATIVA PER IL PERSONALE DELLA GUARDIA DI FINANZA IN RELAZIONE ALLE OPERAZIONI DI CONCORSO AL MANTENIMENTO DELLA SICUREZZA NAZIONALE NELL’AMBITO DELLE OPERAZIONI MILITARI IN AFGHANISTAN
D.M (Finanze) 23 ottobre 2007
Classe unica

MEDAGLIA COMMEMORATIVA PER LE MISSIONI IN ANTARTIDE
D.I. 7 marzo 1994
Classe unica


II.8. RICOMPENSE D’ONORE
DECORAZIONE D’ONORE INTERFORZE DELLO STATO MAGGIORE DIFESA
D.M. 12 novembre 1992
Classe unica

INSEGNA D’ONORE DELLA CASA MILITARE DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
D.P.R. 19 gennaio 2001, n. 21/N
Classe unica

II.9. RICOMPENSE DELLA CROCE ROSSA ITALIANA
RICOMPENSA AL MERITO
D.P.C.M. 5 luglio 2002, n. 208; Ordinanza Commissariale 4.6.2003 n. 947
Gran Croce
Medaglia d’oro
Medaglia d’argento
Medaglia di bronzo
Diploma al merito

RICOMPENSA DI BENEMERENZA
D.P.C.M. 5 luglio 2002, n. 208; Ordinanza Commissariale 4.6.2003 n. 947
Diploma di benemerenza con medaglia di I classe
Diploma di benemerenza con medaglia di II classe
Diploma di benemerenza con medaglia di III classe
Diploma di benemerenza

CROCE DI ANZIANITÀ
D.P.C.M. 5 luglio 2002, n. 208; Ordinanza Commissariale 4.6.2003 n. 947
Croce di I classe
Croce di II classe

MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA MISSIONE INTERNAZIONALE IN IRAQ (2003-2005)
Ordinanza Commissariale del 2005
Classe unica
michele d'andrea
 
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Fulvio Poli » mercoledì 1 ottobre 2008, 16:16

Gentili Forumisti,

torno do po un lungo periodo di immeritata vacanza e sinceramente pensavo di trovare concrete proposte di riforma.

La discussione si è apparentemente inceppata, attendo segni concreti di attività cerebrale.

grazie
Fulvio Poli
Fulvio Poli
 
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